Le Suore Basiliane Figlie di Santa Macrina (Motrat Baziljane Bijat e Shën Makrinës in albanese), conosciute anche semplicemente come basiliane, sono un istituto religioso femminile di diritto pontificio appartenente alla Chiesa cattolica italo-albanese. Le suore di questa congregazione seguono il rito bizantino e pospongono al loro nome la sigla I.S.B.F.M.Ann. Pont. 2010, p. 1689.
Fondate dai monaci basiliani italo-albanesi di Grottaferrata per l'apostolato presso la comunità albanese d'Italia, cattolica professante il rito orientale, le suore basiliane hanno l'obbiettivo di contribuire al dialogo ecumenico e alla comunione con i fratelli cristiani d’Oriente (sono presenti in modo particolare in Albania, in Kosovo, nonché presso altre popolazioni in India).
Storia
La congregazione fu fondata da Padre Nilo Borgia, jeromonaco basiliano di Piana degli Albanesi giunto a Grottaferrata, insieme con le sorelle Elena e Agnese Raparelli.G. Rocca, DIP, vol. I (1974), col. 1079. Le due sorelle maturano non solo la vocazione religiosa, ma anche l'idea di fondare un nuovo istituto per formare delle religiose da destinare all'apostolato presso le popolazioni albanesi di rito bizantino in Italia e del vicino Oriente.
Nel 1920 Borgia fu inviato a Mezzojuso, comune dove esisteva una colonia albanese, per riaprire l'antico Monastero di San BasilioL'intenzione iniziale di P. Nilo Borgia era quella di aprire la prima casa a Piana degli Albanesi, sua cittadina natale, ma non fu possibile a causa delle condizioni non favorevoli.; ivi comprese che esistevano le condizioni per realizzare il progetto che da tempo aveva in mente, di istituire un nuovo istituto per formare delle religiose da destinare all'apostolato presso le popolazioni italo-albanesi di rito bizantino e dell'Oriente cristiano.
Le sorelle Raparelli, che presero i nomi di suor Macrina e di suor Eumelia, giunsero a Mezzojuso da Roma l'8 luglio 1921 e le prime nove suore emisero la loro professione dei voti il 30 luglio 1930. Suor Macrina, per tutta la sua vita madre generale, guidò la congregazione delle basiliane. Suor Eumelia assolse principalmente sia l'incarico di maestra delle novizie sia di assistente generale. Padre Nilo Borgia rimase guida spirituale, egli ispirò e orientò la nascente comunità religiosa.
Il 26 giugno 1930, la Sacra Congregazione aveva concesso la licenza, mentre Ernesto Filippi, arcivescovo di Monreale che amministrava buona parte della comunità italo-albanese, aveva eretto canonicamente con decreto del 19 luglio 1930 la Congregazione basiliana sotto il titolo di "Figlie di Santa Macrina" in congregazione di diritto diocesano. Il 5 aprile 1933 lo stesso arcivescovo approvava le costituzioni delle suore basiliane. Il 21 gennaio 1931 il cardinale Luigi Lavitrano decretava l’approvazione della suddetta congregazione basiliana per la diocesi di Palermo, che amministrava altre comunità italo-albanesi. Il 26 ottobre 1937, con l'erezione della diocesi per gli albanesi di Sicilia, era passata alle dipendenze dell’Eparchia di Piana degli Albanesi.
Dal 1924 al 1966 furono aperte numerose case filiali nelle comunità italo-albanesi o nelle località in cui presenti o emigrati. Dal 1939 al 1946, anno dell'inizio dell'epoca comunista, furono presenti in Albania.
Nel dopoguerra nuove case sono state aperte in Sicilia (Eparchia di Piana degli Albanesi), in Calabria e in Basilicata (Eparchia di Lungro), nel Lazio (Abbazia territoriale di Santa Maria di Grottaferrata).
Nel 1969 il noviziato delle suore basiliane viene trasferito da Mezzojuso a Grottaferrata.
L'istituto ricevette il pontificio decreto di lode nel 1972.
Dal 1980 sono presenti nel Kosovo e dal 1992, con la caduta del regime comunista dichiarato ateo, sono tornate in Albania. Nello stesso anno hanno aperto una casa filiale anche in India.
Attività e diffusione
Le suore si dedicano all'apostolato presso le comunità italo-albanesi di rito bizantino, in località in cui sono presenti emigrati o istituzioni arbëreshë, così come più recentemente presso altre popolazioni cristiane orientali. Esse operano nelle parrocchie, di assistenza, di educazione e di istruzione dei bambini e dei giovani negli asili, nelle scuole e nei collegi, nell'assistenza agli ammalati, agli anziani ed agli invalidi in ospedali e case di riposo.
Le vocazioni, oltre quelle dai centri italo-albanesi, si registrano numerose dall’Albania e dal Kosovo.
Oltre che in Italia (CalabriaAcquaformosa (1931), Cantinella di Corigliano (1966), Civita (1963), Cosenza (1959), Frascineto (1962), San Giorgio Albanese (1946), San Cosmo Albanese (1949), già in Santa Sofia d'Epiro (1947)., LazioMonastero di Grottaferrata (1954) e Seminario di Grottaferrata (1963)., SiciliaMezzojuso (1921), Palazzo Adriano (1924), Palermo (1962), già in Piana degli Albanesi (1935), Seminario di Piana degli Albanesi (1954) e in Contessa Entellina (1937 - 1997)., già in BasilicataSan Costantino Albanese (1955).), sono presenti in AlbaniaArgirocastro, Fier, Elbasan, Gurëz (Laç, prov. di Alessio) e Boriç i Vogël., in KosovoBec di Gjakova e Stubla. e recentemente anche in IndiaKerala.; la superiora generale risiede a Grottaferrata.
Molti sono gli albanesi d'Italia che hanno frequentato l'istituzione di educazione e di istruzione della Congregazione delle Suore Basiliane, il quale contributo dato, alla formazione religiosa e culturale degli italo-albanesi, è importante. In tempi recenti è cessata la loro presenza in alcune comunità italo-albanesi.
La Congregazione dà un contributo nuovo e significativo e una nuova vitalità nel nostro tempo nella spiritualità bizantina. In questa tradizione aveva offerto un grande contributo di cultura e di santità uno stuolo di monaci, rinvigorita nel XVI secolo dall'arrivo di una forte immigrazione albanese proveniente dall'Albania, dall'Epiro e dalla Morea, ma non vi erano mai state operanti comunità monastiche femminili.
Alla fine del 2008 la congregazione contava 88 religiose in 17 case. Superiora generale: Rev. Madre Regjina Elena Lulashi, nativa di Gurëz (Albania).
In Albania e Kosovo La comunità nacque con l'intento di ricollegare le comunità italo-albanesi all'Albania e di riportare alla stessa, loro terra di origine, il messaggio cristiano.
La congregazione conobbe un progressivo incremento negli anni tra il 1939 e il 1946, con l'apertura di due case ad Argirocastro e Fier, aiutate dai monaci basiliani già presenti in Albania, ma poi chiuse con l'avvento del regime comunista.
Negli anni '90 le basiliane ritornarono nuovamente in Albania e in seguito si portarono anche nella Kosova. Oggi la Congregazione ha un consistente numero di giovani suore albanesi, di cui molte hanno conseguito diplomi in Istituti di scienze religiose superiori.
Carisma La venerabile Madre Macrina Raparelli, I.S.B.F.M. (1893 - 1970) così espresse il carisma della nuova Istituzione:
Il carisma di fondazione, pertanto, tende a contribuire e a promuovere l’unità nella carità della Chiesa e il dialogo ecumenico. Il Santo Padre, cui stava molto a cuore il progetto ecumenico della nuova istituzione, invitò le sorelle a prepararsi con la preghiera e con una formazione culturale e spirituale adeguata e diede l’approvazione, dicendo:
Egli riteneva, infatti, che esistesse una sola Chiesa di Cristo e che la divisione dei cristiani costituisse una ferita all’unità della Chiesa; bisognava, quindi, lavorare affinché i separati ritornassero alla piena unità cattolica. Si doveva riconoscere che gli ortodossi erano scismatici dal punto di vista ecclesiologico ed eretici in determinate formulazioni teologiche, ma che, per realizzare l’unione e la piena comunione con i cristiani d’Oriente, fosse necessario rispettare le loro tradizioni, così da favorire un dialogo aperto e fraterno tra le due Chiese.
La fondatrice Madre Macrina, nel fondare l’Istituzione, si proponeva di:
diffondere la carità di Cristo tra gli uomini affinché “tutti giungano alla conoscenza della verità” (1 Tm 2,4); custodire il decoro del rito e delle tradizioni italo-albanesi e della Chiesa dell’Oriente Cristiano; contribuire alla comunione tra le Chiese, di Occidente e di Oriente, attraverso il dialogo e la fraterna concordia.
La Congregazione è un’Istituzione religiosa di diritto pontificio, con una identità e struttura canonica interna. Vivendo fortemente la Spiritualità dei Santi Padri orientali, le suore sono pronte a svolgere il lavoro apostolico di testimonianza, evangelizzazione e promozione umana nell’ambito di tutta la chiesa, e collaborare anche con le altre comunità ecclesiali e gli istituti religiosi cattolici e non cattolici, anche andando in altre nazioni (art.4,Cost. 165).
La M. Fondatrice Elena Raparelli (Macrina) si dedicò totalmente per promuovere il dialogo con le Chiese d’Oriente e si dedicò per l’Unità dei cristiani. La vocazione all’Oriente cristiano maturò anche in relazione alla particolare identità delle comunità italo-albanesi nelle quali la Congregazione affondava le proprie radici. La comunità albanese d’Italia, di tradizione bizantina e da sempre fedele alla comunione con la Chiesa cattolica, costituiva infatti un punto d’incontro tra la tradizione cristiana occidentale e quella orientale. La conservazione del rito bizantino, delle tradizioni liturgiche e della spiritualità orientale rappresentava per la Madre Macrina non soltanto un patrimonio da custodire, ma anche un mezzo attraverso il quale rivolgersi alle Chiese e ai popoli dell’Oriente cristiano. In tale prospettiva, particolare importanza assumeva l’Albania, terra d’origine delle comunità italo-albanesi. L’attenzione verso il mondo albanese si inseriva nella più ampia opera missionaria dei monaci basiliani che, già nei secoli precedenti, avevano svolto un ruolo nell’assistenza e nell’evangelizzazione nell'attuale Albania del sud e nel contrasto alla progressiva espansione musulmana nei territori balcanici. L’ideale era quindi quello di una riconciliazione nell’unità della Chiesa, conservando la legittima identità liturgica e spirituale orientale. L’Albania diventava così non soltanto la terra d’origine della popolazione arbëreshë, ma uno degli orizzonti missionari verso i quali indirizzare l’opera dell'Istituzione.
Il 2 aprile del 2005, a Mezzojuso, nella Eparchia di Piana degli Albanesi (PA), è stata aperta l’Inchiesta diocesana sulla sua vita, virtù e fama di santità. A giugno del 2010 la Congregazione delle cause dei Santi ha dato l’approvazione della validità del processo diocesano. La Santa Sede l'ha dichiarata Venerabile il 23 marzo 2017.
Note
Bibliografia Guerrino Pelliccia e Giancarlo Rocca (curr.), Dizionario degli Istituti di Perfezione (DIP), 10 voll., Edizioni paoline, Milano 1974-2003. Id., Madre Macrina Raparelli. Fondatrice della Congregazione Suore Basiliane “Figlie di S. Macrina”, Basiliane di S. Macrina, Mezzojuso 2001. Frega Sr. Cecilia, La Serva di Dio Madre Macrina Raparelli. Spiritualità e virtù, Basiliane di S. Macrina, Mezzojuso 2007. Passarelli Gaetano, Madre Macrina Raparelli. Nel cuore l’Unità dei Cristiani, Velar, Gorle 2010. Annuario Pontificio per l'anno 2010, Libreria Editrice Vaticana, Città del Vaticano 2010. ISBN 978-88-209-8355-0. Frega Sr. Cecilia, La storia, memoria e cronaca della Congregazione Suore Basiliane di S. Macrina. Dalla fondazione al riconoscimento giuridico, Istituto Siciliano Pr. Ed., Palermo 2012.
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