La maretina, o Carbamato di m-tolilidrazide è un farmaco ad attività antipiretica. In Italia l'uso del composto si diffuse intorno ai primi anni del '900. Piuttosto efficace nel determinare una defervescenza febbrile si rivelò presto decisamente tossico e per tale motivo cadde in disuso.

Chimica Si presenta come una polvere bianca, cristallina, inodore ed insipida che fonde a 183-184 °C. Il composto è solubile nell'alcool, nel cloroformio, nel tacetene (cloruro di metile).

Farmacodinamica L'azione terapeutica cominciava a distanza di 2-4 ore dall'assunzione e l'azione terapeutica di una dose si prolungava per 9-15 ore.

Farmacocinetica Il farmaco dopo assunzione per via orale viene assorbito dal tratto gastroenterico e successivamente eliminato dall'organismo attraverso l'emuntorio renale. La sua presenza nelle urine ne comporta un potere riducente.

Usi clinici In passato il composto venne utilizzato soprattutto nella febbre tubercolare ma veniva anche raccomandata nel tifo addominale, nelle gastriti febbrili, nell'ittero infettivo, nella pleurite siero-fibrinosa, nell'influenza, nella febbre intermittente, nella setticemia ed in molte altre affezioni febbrili.

Effetti collaterali e indesiderati Nei soggetti in trattamento sono stati segnalati l'insorgenza di emolisi e metemoglobinemia, nonché altri disturbi secondari.

Dosi terapeutiche La molecola veniva somministrata ad un dosaggio di 100–250 mg, due o tre volte al giorno.

Note

Categoria:Antipiretici