La miniera di Vallauria (in francese minière de Vallauria) è una miniera abbandonata sita nel comune di Tenda in provincia di Cuneo fino al 1947 e ora parte della Francia nella regione PACA. La miniera è stata definitivamente abbandonata nel 1929.
Geografia La miniera è situata a 1.500 metri d'altezza e si trova a 15 km da Tenda nel Vallone della Miniera (Vallon de la Minière) in alta val Roia alle pendici della Cima del Piano Tendasco (Cime de Plan Tendasque) alta 2.256 m. È raggiungibile da Tenda con la D91 e con una strada comunale che conduce anche alla Valle delle Meraviglie. Dal 1979 è compresa nel Parco nazionale del Mercantour. La miniera è facilmente raggiungibile da Nizza, Cuneo e Ventimiglia.
Etimologia Il toponimo deriva da Vallis Aurum (valle dell'oro) per la presenza di zinco, argento, blenda, gallio e piombo, che danno lucentezza alle rocce.
Storia Dai tempi antichi vi veniva estratto zinco, argento, blenda, gallio e piombo. È stata avanzata l'ipotesi che il primo sfruttamento della miniera risalga all'epoca dei FeniciArturo Issel riporta tale congettura nel suo testo Liguria preistorica p. 539 con la spiegazione che erano interessati ai minerali di zinco e argento, non a quelli di piombo., anche se il primo sfruttamento risale sicuramente dal X secolo ad opera dei Saraceni,I Saraceni avevano in Provenza un'importante base a Frassineto che costituiva anche un emporio commerciale. I Saraceni di Frassineto in maggioranza provenivano dalla Andalusia, dove c'era un'antica tradizione di miniere di minerali metalliciArturo Issel in Liguria preistorica la ritiene una anacronistica confusione tra Fenici e Saraceni Liguria preistorica p. 538 utilizzata in modo discontinuo dal 1740 al 1891. Nel 1784 vennero citate dal mineralogista torinese Spirito Benedetto Nicolis di Robilant nel suo Saggio di geografia e nel 1834 vennero citate dallo scrittore torinese Davide Bertolotti nella sua opera Voyage dans la Ligurie maritime:
Dal 1902 al 1905 la miniera fu sfruttata dalla Société minière de Vallauria di Tenda, che la cedette poi alla francese Société minière des Djebels Masser et Maaziz per la cifra di un milione di franchi. Nel 1908, in un momento di difficoltà finanziarie, la Société minière des Djebels Masser et Maaziz ricevette dalla Société Vielle Montagne un'ingente somma (750.000 franchi) per appianare la sua passività, impegnandosi a restituirli nella forma di un'equivalente fornitura di minerali. Nel 1910 l'attività di estrazione venne sospesa temporaneamente per permettere il rinnovo degli atelier di lavorazione del minerale e nel 1911 fu infatti attivata una nuova laveria. Nel 1914 la Société minière des Djebels Masser et Maaziz fu messa in liquidazione e dal 1915 al 1927 la miniera fu sfruttata dalla Società elettrica Riviera di Ponente Ing. Negri che poi divenne CIELI - Compagnia Imprese Elettriche Liguri e nel 1929 venne definitivamente abbandonata. La miniera arrivò ad impiegare al massimo della sua attività 300 minatori. Nel primo dopoguerra il milanese Giovanni Rolandi (1898-1983) montò, avviò, e diresse l'impianto di zinco elettrolitico della miniera, il primo di questo genere in Europa. Il villaggio costruito dai minatori venne venduto quindi dalla società al Regio Esercito, dato la vicinanza al confine che si trovava poco a sud della miniera e nel 1943 venne abbandonato dai soldati presenti nel villaggio. Nel 1957 l'operaio della Renault Raymond Hirzel riscoprì il villaggio e la miniera che erano stati dimenticati e nel 1960 con gli amici operai di Boulogne-Billancourt fondò l'associazione Neige et Merveille. Nel 1961 l'associazione acquistò il villaggio minerario che è visitabile su prenotazione da maggio a ottobre e ha 130 letti disponibili nell'edificio principale.
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Note
Bibliografia Nicolis de Robilant, S.B. (1785): Essai géographique suivi d'une topographie souterraine, minéralogique et d'une docimasie des Etats de S.M. en terre ferme. Mem. R. Acc. Sci. Torino, , 6, 191-304. Barelli, V. (1835): Cenni di statistica mineralogica degli Stati di S.M. il Re di Sardegna, ovvero catalogo ragionato della raccolta formatasi presso l'Azienda Generale dell'Interno. Tipografia Giuseppe Fodratti, Torino, 686 pp. Sanero, E. (1934): Il giacimento di blenda di Vallauria (S. Dalmazzo di Tenda). Period. Miner., 5, 113-122. Rigault, G. (1956): Gallio e indio nella blenda. Period. Miner., 25, 43-78 Lougnon, J. (1966): Étude géologique du gisement de zinc et plomb de la Minière de Vallauria. Bull. B.R.G.M., 1ère série, 4, 1-61. Pierrot, R., Picot, P., Feraud, J., Vernet, J. (1974): Inventaire minéralogique de la France nº4. Alpes Maritimes. Editions B.R.G.M, Paris, 168 pp. Mari, D., and Mari, G. (1982): Mines et minéraux des Alpes Maritimes. Editions Serre, Nice, 304 pp.
Voci correlate Valle delle Meraviglie Tenda (Francia) San Dalmazzo di Tenda Parco nazionale del Mercantour Sebastiano Grandis
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Collegamenti esterni
Neige et Merveilles, l'associazione che gestisce la miniera
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