Il kyōgen (狂言, lett. "parole della follia".) è un tipo di teatro giapponese risalente al XIV secolo. Essendosi sviluppato assieme al nō ( 能 ) ed essendo rappresentato sullo stesso palcoscenico, come pausa tra un nō e l'altro, viene anche chiamato nō-kyōgen. I suoi contenuti sono tuttavia diversi rispetto a quelli del teatro nō: il kyōgen è una forma comica, il cui scopo è produrre nel pubblico il warai (笑い lett. "riso, risata").

Origine del nome Il termine deriva da kyōgen kigo (狂言綺語 lett. "parole folli e linguaggio ornato"), espressione con cui il poeta cinese Bai Juyi 白居易 (772-846) designò la propria poesia al fine di conciliare la sua arte con i principi del Buddhismo. In Giappone l'espressione di Bai Juyi venne ripresa nel Fukuro no sōshi di Fujiwara no Kiyosuke (1108-1177) e nel Shasekishū, un setsuwa 説話, collezione di storie raccontate, ad opera del monaco Mujū (XIII secolo), al fine di legittimare i vari generi di finzione letteraria, dalla poesia al monogatari, e difenderli dalle accuse di trasgressione dei precetti buddhisti. Nelle due opere viene narrato l'aneddoto del monaco Genshin (942-1017), noto per il suo disprezzo nei confronti della poesia in quanto kyōgen kigo, che dopo aver udito alcuni versi scritti da uno dei suoi studenti, cambia la sua opinione, realizzando che la poesia può invece avere un valore sacro..

Dal periodo Nanboku-chō in poi, il termine kyōgen verrà utilizzato con il significato di "arti dello spettacolo".. Dal periodo Meiji (1868-1912) il kyōgen, assieme al nō, farà parte del teatro nōgaku (能楽); è ancora possibile che ai nostri giorni si eseguano entrambi in uno stesso programma..

Il kyōgen viene talvolta messo a confronto con la forma comica italiana della commedia dell'arte poiché presenta caratteristiche o personaggi simili.. Condivide inoltre alcuni elementi con la satira greca, spettacolo comico breve che intervalla le tragedie.

Sviluppo del kyōgen Origini Si pensa che il kyōgen derivi da una forma di intrattenimento cinese di matrice popolare, il sangaku, importata in Giappone intorno all'ottavo secolo. Durante il periodo Heian (794-1185) diviene nota come sarugaku (猿楽, lett. "musica e divertimento delle scimmie").. e comprende sia la tragedia che la commedia. Fu proprio l'attore della compagnia di sarugaku di Yamato, Kan'ami Kiyotsugu 観阿弥清次 (1333-1384), assieme al figlio Zeami Motokiyo 世阿弥元清 (1363-1443), ad eseguire per la prima volta uno spettacolo di nō alla presenza dello shōgun Ashikaga Yoshimitsu 足利義満 (1358-1408), presso il tempio di Imagumano di Kyōto, nel 1375. Lo shōgun rimase talmente impressionato dalla bravura del giovane Zeami che prese gli artisti sotto la sua protezione. Nel XIV secolo le due forme artistiche del nō e nel kyōgen andarono progressivamente differenziandosi: la prima, concentrata su danza e canto, era particolarmente gradita alle classi alte, mentre la seconda, più incline all'uso dei dialoghi colloquiali e della comicità, basati su semplici canovacci, si impose maggiormente fra i ceti popolari. In virtù della loro comune origine rimasero comunque fra loro interdipendenti, condividendo lo stesso palcoscenico: la struttura del programma teatrale che alternava nella stessa rappresentazione nō e kyōgen, è descritta dall'attore e drammaturgo Zeami nel suo saggio Shūdōsho (1430)...

Durante il periodo Kamakura (1185-1333) si costituirono in gran parte del territorio giapponese le za, compagnie teatrali di sarugaku, dalla principale di Yamato, a quelle di Ōmi, Ise, Settsu, Uji, Tanba. Durante il periodo Edo (1603-1868) si formarono scuole come quella di Ōkura 大蔵 e, successivamente, Sagi 鷺 e Izumi 和泉. Con il loro avvio si impose la necessità di trascrivere i testi drammatici, fino ad allora tramandati oralmente, in precisi repertori, per consentirne la trasmissione alle nuove generazioni di artisti.

Nel 1642 Ōkura Toraakira (figlio di Torakiyo 大蔵虎清, 1566-1646), primo teorico di kyōgen, scrisse gli otto volumi del Wakikyōgen no rui (脇狂言之類), con l'intento di tramandare i testi teatrali su cui la scuola Ōkura avrebbe dovuto basarsi in futuro. Il primo trattato teorico di kyōgen riconosciuto, il Waranbegusa, venne da lui composto intorno al 1651...; in questo testo Toraakira espose la storia e la filosofia del kyōgen, offrendo suggerimenti pratici per l'esecuzione, la formazione e i metodi di drammaturgia, e cercò di affermare la natura distinta, anche se complementare, del kyogen rispetto al nō.

La scuola Izumi, dipendente dalla corte imperiale di Kyōto, raccolse il proprio repertorio nel Kyōgen rikugi (狂言六義), mentre la scuola Sagi, al servizio del governo shogunale, nel 1716 stilò il suo repertorio sulla base dei testi drammatici di Sagi Den’emon (伝右 衛門). In questo periodo la comicità del kyōgen si svincolò dai tratti più profondamente satirici, dissacranti e volgari della forma originale.. Questi ultimi aspetti influenzarono invece lo sviluppo successivo del teatro kabuki: dopo aver bandito le danze più sensuali del wakashū-kabuki nel 1652, che avevano causato disordini tra la classe samuraica, il governo permise l'istituzione del nuovo yarō kabuki (kabuki degli uomini), giustificandone la sconcezza proprio perché ispirato al kyōgen..

Dopo la restaurazione Meiji Il nō, in quanto forma di intrattenimento ufficiale del periodo Edo, ricevette finanziamenti dal governo. Il kyōgen, rappresentato insieme al nō, riscosse il medesimo sostegno economico sia dal governo che dalle classi sociali più abbienti. Tuttavia, in seguito alla Restaurazione Meiji che segnò l'apertura del Giappone all'Occidente, tale sostegno terminò e gli esponenti delle scuole di nō e kyōgen, che sotto la protezione dello shogunato avevano acquisito quasi lo status sociale della classe samuraica, attraversarono una fase di crisi e progressivo declino, aggravata dalla preferenza accordata dal pubblico a forme di arte più sperimentali.. Dalla seconda metà dell'Ottocento, il kyōgen, come il nō, tornò alla ribalta, sotto la spinta di un paese che cercava di affermare la propria identità come nazione anche a livello culturale. Tuttavia, gli intellettuali del tempo preferirono il nō al kyōgen, considerato più solenne e drammatico. Sempre più frequenti infatti erano gli spettatori che, durante gli intermezzi di kyōgen, conversavano ad alta voce, senza prestare attenzione al dramma in atto..

Il nō continuò a godere del sostegno imperiale e dell'interessamento da parte della nobiltà e di esponenti della classe politica, come Iwakura Tomomi (1825-1883), e di intellettuali occidentali quali Paul Claudel, Ezra Pound e Ernest Francisco Fenollosa. Inoltre, nel 1879 l'allora presidente degli Stati Uniti Ulysses S. Grant e la moglie, durante un viaggio in Giappone, espressero il loro interesse per l'arte del nō e del kyōgen. Furono i primi statunitensi ad assistere a spettacoli di nō e kyōgen e proprio questo loro interesse sembrerebbe aver riacceso l'attenzione dei giapponesi verso tali forme di intrattenimento. Alla valorizzazione del repertorio del nō contribuì anche Yoshida Tōgo吉田東伍 (1864-1918), con la pubblicazione nel 1909 dei trattati attribuiti a Zeami (Zeami jūrokubushū)..

Sia il nō che il kyōgen subirono un processo di rinnovamento attraverso l'adattamento di opere occidentali, la ripresa di opere tradizionali e la creazione di forme teatrali sperimentali. Ad essi si ispirò il dramma kabuki, allora in fase di rinnovamento, producendo il matsubame mono (松羽目物), in cui venivano ripresi scenografia, temi e costumi dei due drammi.. A differenza del kyōgen, più incentrato sul dialogo, nel matsubame mono la danza è protagonista assoluta. Tale forma di intrattenimento permise l'elevazione del kabuki al rango di arte, e rese al contempo popolari le nobili forme del nō e del kyōgen.

Nel 1922, verso la fine del periodo Taishō (1912-1926), si estinse la scuola Sagi, le cui tradizioni continuano ancora ad essere preservate da specialisti nelle prefetture di Yamaguchi, Niigata e Saga. Attualmente sono ancora attive due scuole: la scuola Ōkura 大蔵 di Kyoto e la scuola Izumi 和泉 di Tokyo.

Dal secondo dopoguerra Dal secondo dopoguerra il kyōgen, come genere di teatro classico, riesce a svincolarsi dallo stretto rapporto con l'arte teatrale del nō tramite la sperimentazione di forme di intrattenimento che prendono in prestito elementi del teatro occidentale: i brani tradizionali si mescolano "con la tragedia greca, con il teatro d’avanguardia, con la musica contemporanea, con il cinema".. Al tempo stesso, si cerca di recuperare e valorizzare il vastissimo repertorio dei grandi maestri del passato, come Kan’ami ed il figlio Zeami.

Questo periodo vede la nascita di celebri attori kyōgen di enorme spessore come Yamamoto Tōjirō IV 山本東次郎, Nomura Man 野村萬 e Nomura Mansaku II野村万作, figli rispettivamente di Nomura Manzō 野村万蔵 e Nomura Mansai II 野村萬斎. Quest'ultimo diventerà famoso grazie a collaborazioni con Ninagawa Yukio in Oidipus ō オ イディプス王 (Edipo re, 2002), in Amleto (1990), con la trasposizione di Shakespeare in chiave kyōgen (La commedia degli inganni, 2001) e anche nel cinema, comparendo nel celebre Ran 乱 (1985) di Kurosawa Akira (黒澤明).

Dagli anni Cinquanta in poi si assiste ad un vero boom del kyōgen; nelle principali città vengono realizzate numerose rappresentazioni - solitamente costituite da tre spettacoli - da parte di singoli attori o famiglie che, in genere, si esibiscono durante i matsuri presso santuari o scuole.. Fra le più importanti famiglie di attori kyōgen si annoverano gli Shigeyama (茂山) di Kyoto della scuola Ōkura, e i Nomura (野村) della scuola Izumi di Tokyo, prima scuola ad aver accettato donne artiste, escluse dal teatro dopo l'editto shogunale del 1629...

Ai nostri giorni il kyōgen viene rappresentato regolarmente nelle città più grandi come Tokyo e Osaka, sia come intermezzo tra i drammi nō che da solo, in un programma dai tre ai cinque spettacoli. Si continuano a produrre nuovi spettacoli kyōgen anche se pochi vengono inseriti nel repertorio. In questo senso, particolarmente significativo è Susugigawa (濯ぎ川, Il bucato al fiume), scritto e diretto da Tetsuji Takechi nel 1953. Basato sulla farsa francese, questo spettacolo è il primo kyōgen ad essere incluso nel repertorio da un secolo a questa parte. Ci sono anche rari casi di kyōgen bilingui o fusione di kyōgen con forme di intrattenimento occidentali. Ne è un esempio il gruppo Mei-no-kai di attori di kyōgen, nō e shingeki che hanno eseguito Aspettando Godot di Samuel Beckett nel 1973. Nel 1981 il gruppo di artisti Noho Theatre Group di Kyoto, sotto la direzione dello studioso Jonah Salz e con la partecipazione speciale dell'attore Akira Shigeyama, ha rappresentato per la prima volta una versione bilingue in giapponese e inglese di Susugigawa (The Henpecked Husband), con opere di Samuel Beckett, in particolare lAtto senza parole I, recitato da attori kyōgen in stile teatrale giapponese. Nell'adattare Beckett alla cultura giapponese, il personaggio senza nome, che contempla l'idea del suicidio, anziché puntare le forbici alla gola le dirige verso lo stomaco, come se stesse simulando un harakiri.

La precisa dizione degli attori di kyōgen è stata impiegata anche nel cinema d'animazione: il doppiaggio dei personaggi del film A Country Doctor (カフカ 田舎医者 Kafuka: Inaka Isha) di Kōji Yamamura, basato su Un medico di campagna di Franz Kafka, è stato infatti eseguito dai membri della famiglia Shigeyama (茂山).

Gli spettacoli realizzati all'estero di attori kyōgen, a partire da quelli della famiglia di Nomura Manzō nel 1963, hanno permesso a questa forma teatrale di riscattare la posizione di secondo rango mantenuta nei confronti del nō; hanno inoltre promosso l'interesse al kyōgen da parte di un pubblico internazionale, e la scrittura di testi teatrali in lingua inglese.. Fra coloro che occupano un ruolo di primo piano nella diffusione internazionale del kyōgen vi è Nomura Mansai.