La cattedrale di San Paolo a Mdina è la cattedrale metropolitana dell'arcidiocesi di Malta...

La chiesa è stata costruita sul luogo dove il governatore Publio avrebbe incontrato san Paolo dopo il naufragio sulle coste dell'isola di Malta della nave che lo trasportava a Roma. L'aggregato monumentale sulla spianata e nelle immediate adiacenze comprende l'Arcivescovado del 1642, il Seminario oggi adibito a Museo, il Tribunale del 1620 e il Palazzo del Governatore di Gozo.

Storia Epoca imperiale

Secondo la tradizione, il sito era originariamente occupato dal palazzo appartenente a Publio,. governatore romano della Melita, funzionario che ha accolto l'apostolo Paolo naufragato sulle coste dell'arcipelago maltese.. Infatti l'apostolo come cittadino romano, dopo aver predicato in Giudea, esser stato imprigionato in Cesarea, fu dal governatore Porcio Festo consegnato al centurione Giulio per essere condotto a Roma e subire il processo di eresia al cospetto dell'imperatore Nerone. La nave che lo trasportava assieme a Luca, Aristarco, Trofimo e ad altri 261 passeggeri, dopo una terribile tempesta al largo dell'isola di Creta, approdò fortunatamente presso la località maltese denominata Isole di San Paolo nell'anno 58 d.C. Sul luogo dello sbarco, una statua ne commemora l'evento..

San Paolo inizialmente trovò rifugio in una grotta, ambiente oggi conosciuto come le Catacombe di San Paolo a Rabat. Allo scampato pericolo e al fortuito scalo, altri eventi inspiegabili segnarono la breve permanenza dell'apostolo, fra essi il morso di una vipera senza ulteriori gravi conseguenze. La narrazione di Luca evangelista negli Atti degli Apostoli, cita Paolo quale guaritore del padre del rappresentante locale, sofferente di febbre e dissenteria, e di molti altri ammalati sull'isola.Atti degli Apostoli, Paolo mandato in Italia; naufragio 27: 1 - 44 / Paolo a Malta 28: 1 - 10. Gli isolani interpretarono questa sequenza di episodi come un segno ultraterreno di un personaggio carismatico, trascinatore e persuasivo. Questi avvenimenti sono alla base della grande fede che indusse la popolazione alla conversione al cristianesimo, al punto che lo stesso Publio divenne un fervente seguace e primo vescovo di Malta.

Epoca bizantino - araba

Il primo tempio dedicato alla Beata Vergine Maria, cadde in rovina durante il periodo arabo con il saccheggio sistematico dei luoghi di culto a seguito dell'invasione degli aghlabidi nell'870.

Epoca normanna

In seguito alla riconquista normanna nel 1091, fu ristabilito il cristianesimo nelle isole maltesi. La primitiva cattedrale violata e semidistrutta fu riedificata in stile gotico-romanico e dedicata a San Paolo.

Epoca aragonese

Le strutture del tempio subiscono un primo ampliamento nel 1420, le volte sono affrescate da un pittore siciliano con raffigurazioni tratte da episodi del Vecchio e Nuovo Testamento.

Epoca spagnola

Nel 1679, il vescovo Miguel Jerónimo de Molina y Aragonés e il capitolo della cattedrale decisero di ammodernare il coro e l'abside medievali con altrettanti manufatti in stile barocco, affidando la progettazione e la supervisione della costruzione all'architetto Lorenzo Gafà. Prima del terremoto del 1693 sono documentate: la Cappella della Santissima Trinità, la Cappella San Michele, la Cappella di San Giovanni Battista con un dipinto raffigurante la decollazione del precursore, la Cappella dell'Annunciazione col primitivo dipinto di Mattia Preti, la Cappella di San Michele e la Cappella della Vergine di Monserrat adiacenti sulla parete settentrionale, la Cappella dell'Assunta, la Cappella di San Pietro, la Cappella dell'Angelo Custode e altri ambienti dedicati a santi richiamati nell'attuale esposizione iconografica delle pitture quali San Giuseppe Patriarca, San Filippo Neri, San Gaetano, San Nicola di Bari.

La serie di scosse del terremoto del Val di Noto nel 1693, evento sismico che interessò gran parte della Sicilia orientale e un'ampia area del bacino del mar Mediterraneo,Pagina 407, Antonino Mongitore, "Della Sicilia ricercata" , Arnaldo Forni editore, Volume due, Palermo, ristampa 1742 - 1743. scombinò i programmi. Gravemente danneggiata l'11 aprile 1693, fu concorde la decisione di smantellare la vecchia cattedrale e ricostruirla in stile barocco sempre su progetto di Gafà. Il coro e la sacrestia, scampati alla distruzione, furono inglobati nella nuova costruzione. I lavori iniziarono nel 1696,. e l'edificio fu quasi completato nel 1702.

Numerose opere scamparono alla rovina: il dipinto del pittore calabrese Mattia Preti raffigurate la Conversione di San Paolo sulla via di Damasco, un ciclo di cinque tele del medesimo autore, il dipinto toscano Madonna con Bambino e gli affreschi dell'abside che illustrano le sequenze del naufragio di San Paolo e il suo arrivo nell'arcipelago.

La solenne consacrazione presieduta dal vescovo Davide Cocco Palmeri avvenne l'8 ottobre 1702. Il complesso fu terminato il 24 ottobre 1705 con il completamento della cupola. L'intero edificio è considerato un capolavoro di Lorenzo Gafà.

Nel 1720 alcune abitazioni medievali furono demolite per erigere il Palazzo Vescovile, il Seminario (odierno Museo della Cattedrale) e la piazza antistante. Col terremoto del 26 febbraio 1743 si verificò il crollo della lanterna, prontamente ricostruita nel 1747.

Epoca contemporanea

La supremazia politico-economica di La Valletta su tutte le città maltesi, congiuntamente alla notevole influenza dei gran maestri dell'Ordine dei Cavalieri Ospitalieri presso la curia romana, determinò la condivisione del titolo con la concattedrale di San Giovanni.

L'edificio fu danneggiato dal terremoto del 12 ottobre 1856, la cupola fu distrutta comportando la perdita degli affreschi della calotta, opere dei fratelli Manno.

Oggi, l'aggregato monumentale è una delle principali attrazioni turistiche di Mdina, è dichiarato monumento nazionale ed è elencato nell'inventario nazionale dei beni culturali delle isole maltesi.

Architettura Facciata

Il prospetto si affaccia su Pjazza San Pawl o Misraħ San Pawl, impostato su un sagrato rialzato sul piano stradale e caratterizzato da tre portali. La facciata in conci di pietra locale è tripartita da paraste di stile corinzio e composito. La campata centrale aggettante contiene l'ingresso principale, a sua volta sormontato dagli stemmi con le armi della città di Mdina, del Gran Maestro Ramon Perellos y Roccaful e del vescovo Davide Cocco Palmeri scolpiti da Giuseppe Darmanin. Al centro del portale, sul timpano ad arco è collocato lo stemma colorato dell'arcivescovo Charles Scicluna.

La sovrapposizione prospettica di lesene binate determina un timpano sommitale altrettanto elaborato, il vano centrale del secondo ordine delimitato dalle modanature delle cornici marcapiano inscrive una loggia - finestra. Speculari e simmetrici ad essa, sul corpo delle torri, sono incastonati i quadranti d'orologio, nell'ordine quello relativo al computo dei minuti e giorni della settimana a sinistra, delle ore a destra.

I campanili gemelli ai lati della facciata si distinguono per le elaborate celle campanarie originariamente contenenti sei campane.. Le monofore delimitate da plinti con vasi acroteriali fiammeggianti sono sormontate da guglie con volute dallo sviluppo piramidale tipicamente barocco, culminanti con banderuole.

Controfacciata. Fonte battesimale marmoreo del 1495 con cupolino ligneo in stile gotico, manufatto prossimo alla cappella capofila navata sinistra ove è documentato un dipinto raffigurante San Giovanni Battista e il battesimo di Gesù, opera di Antonio Zammit. Scultura raffigurante San Paolo Apostolo prossima alla cappella capofila navata destra. Sono documentate due sculture bronzee raffiguranti San Pietro e San Paolo, opere di Melchiorre Cafà.

Interno Impianto a croce latina con una navata centrale coperta da volta, due serie di cappelle laterali intercomunicanti con absidiole adiacenti all'altare maggiore. Sulla crociera del transetto si eleva una leggera cupola ottagonale poggiante su un tamburo con nervature arricchite da eleganti volute e culminante con una lanterna sommitale.

Nel 1794 le volte del soffitto furono decorate con un ciclo di affreschi raffiguranti episodi della vita di San Paolo, pitture eseguite da Antonio Manno con la collaborazione dei fratelli Francesco e Vincenzo. Fu proprio Vincenzo a raggiungere il massimo livello artistico sfruttando la tecnica della riproduzione dei bozzetti su cartone messa a punto dal fratello Antonio. L'opera Gloria dei Santi in Paradiso è documentata anteriormente al terremoto del 12 ottobre 1856, andata distrutta per l'evento sismico che interessò l'isola di Creta e gran parte del bacino del Mediterraneo nord orientale. A cupola ripristinata un nuovo affresco fu realizzato da Giuseppe Gallucci nel 1860, più tardi restaurato da Giuseppe Calì. I dipinti di Gallucci e di Calì sono stati distrutti a causa di lavori di riparazione urgenti effettuati nel 1927, e successivamente sostituiti da un affresco raffigurante la Gloria di San Pietro e San Paolo o Ingresso in Paradiso dei Santi Pietro e Paolo del 1952, opera di Mario Caffaro Rore. Il soffitto è stato restaurato da Samuel Bugeja nel 1956.

Gran parte degli arredi della cattedrale, compreso il cupolino del fonte battesimale del 1495 dono del vescovo Giacomo Vualguera, sono realizzati in legno d'Irlanda in stile tardo gotico – primo rinascimento, la porta principale del 1530 adesso montata presso la sacrestia e alcuni elementi del coro.

Navata destra

Prima campata: Cappella di San Luca. Il dipinto sull'altare raffigura la Vergine con il bambino,. opera di Mattia Preti e bottega del 1698-1699. Al centro del quadro San Luca affiancato da quattro vescovi, compagni di San Paolo: Aristarco di Tessalonica e Crescente primo vescovo di Vienne sulla sinistra, Paolo primo vescovo di Gallia e Trofimo vescovo di Arles a destra in piedi sopra le rovine di un tempio pagano. Ambiente patrocinato da Diego Galea Feriolo. Seconda campata: Cappella di San Gaetano. Il dipinto sull'altare raffigura la Vergine con il bambino, opera di Mattia Preti e bottega del 1698-1699. Al centro del quadro San Gaetano, San Giuseppe, San Filippo Neri e San Nicola di Bari ovvero alcuni santi titolari di altrettante cappelle medievali, preesistenti al terremoto del 1693. Terza campata: varco laterale destro.

Navata sinistra

Prima campata: Cappella dello Spirito Santo o Cappella della Pentecoste. In questo ambiente, preesistente in epoca medievale, è conservato il quadro omonimo di Francesco Grandi. Un primitivo quadro sullo stesso tema, opera di Gioacchino Loretta, discepolo della bottega di Mattia Preti, è conservato nell'attigua sacrestia. Seconda campata: Cappella dell'Angelo Custode. In questo ambiente, preesistente in epoca medievale, è conservato il dipinto raffigurante la Vergine e Angelo Custode di Pietro Gagliardi. Terza campata: varco sacrestia.

Transetto

Braccio transetto destro, parete meridionale: Cappella di San Publio.. Sulla mensa il dipinto raffigurante il Martirio di San Publio,.. opera di Mattia Preti ed esponenti di bottega del 1695. Statua di San Publio opera dello scultore siciliano Giuseppe Valenti. Ambiente patrocinato con lascito testamentario, ultime volontà del vescovo fra' Gaspar Gori Mancini. È documentato un dipinto raffigurante il Battesimo di San Publio opera di Mattia Preti. Braccio transetto sinistro, parete settentrionale: Cappella dell'Annunciazione.. Sull'altare è custodito il dipinto raffigurante lAnnunciazione, opera di Domenico Bruschi del 1886. Il primitivo quadro di Mattia Preti ed esponenti di bottega del 1698 fu spostato nel museo nel 1968,. adiacente lApparizione di San Paolo del medesimo autore. Ambiente patrocinato da fra' Giovanni Batista Balzan in seguito coadiuvato dall'arcivescovo Paul Alpheran de Bussan nel 1758.

Absidiole