Fiscaglia (Fiscàja in dialetto ferrarese, Fiscàje in dialetto massese) è un comune italiano sparso di abitanti della provincia di Ferrara in Emilia-Romagna. È stato istituito il 1º gennaio 2014 dalla fusione dei comuni di Massa Fiscaglia, Migliarino e Migliaro, che ne costituisce il capoluogo.
Geografia fisica Territorio Fiscaglia è un comune, il cui territorio è posto fra i 25 e i 35 chilometri ad est di Ferrara e tra i 15 e i 20 chilometri a nord-ovest di Comacchio, suddiviso in tre centri abitativi lungo il Volano, una diramazione del Po attualmente ridotta a canale di bonifica, ma che nella prima parte del medioevo ne costituiva il principale ramo deltizio[...] del Po di Volano che, nell'età tardo antica fu il ramo più attivo, e dal Benati apprendiamo che: “in una famosa lettera di Cassiodoro dell'anno 537-538 ai “marinai” veneti che le Venezie ad austro Ravennamque Padumque contingunt, dobbiamo intendere che le Venezie giungevano, oltre l'Adige e il Tartaro, fino al Volano (cfr. )"[...] il corso fluviale più importante dovette essere almeno inizialmente quello passante per il paese di Cornacervina, un fiume che viene infatti ricordato in un documento del 1037 come Padus maior" (cfr. ).
Interamente pianeggiante (altitudine massima 3 metri) ed in parte sotto il livello del mare, il territorio era originariamente caratterizzato da una successione di valli (bacini lacustri, talvolta salmastri) e paludi deltizie, separate da dossi, con un precario equilibrio idrografico. La coltivazione è stata resa possibile da continui interventi di canalizzazione e bonifica, particolarmente estesi ed intensi nella seconda metà del XIX secolo. Ora le campagne si caratterizzano per ampi lotti in coltura industriale, a relativamente bassa densità abitativa.
I terreni sono costituiti da depositi palustri-alluvionali di tipo argilloso (argille organiche e lenti di limi sabbiosi), sebbene siano ancora visibili tracce di qualche cordone dunoso, residuo delle antiche linee di costa. Geologicamente recenti ed abbastanza potenti (ossia costituiti da strati molto spessi, con granulometria piuttosto uniforme), ricchi di torbe che li rendono tendenzialmente acidi, sono di norma con la falda freatica in prossimità del piano campagna e frequentemente saturiDa carotaggio presso Corte Tina, a Migliaro sul confine con Massa Fiscaglia, si osserva fino alla profondità di 17,5 metri, un'alternanza di depositi argillosi e di limosi, con intercalazioni di torba, interrotti, tra i 6,30 m e i 7,70 m, da sedimenti argillosi a più alta salinità, con presenza di molluschi (di ambiente salmastro nella parte superiore, marino nella parte inferiore). Tra i 17,5 metri e i 40 metri si hanno spessi strati di fini sabbie fluviali, seguiti da un'alternanza di depositi argillosi e di limo grigio con la completa assenza di elementi lacustri ed invece tipici di un ambiente continentale freddo con l'associazione di pini e betulle (cfr. ).
Clima La stazione meteorologica a norma OMM più vicina è quella di Codigoro. Nel territorio comunale, a Migliarino, è presente una stazione meteorologica amatoriale.
In base alla media trentennale di riferimento 1961-1990, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta a +2,1 °C; quella del mese più caldo, luglio, è di +23,5 °C.
Classificazione climatica: zona E, 2269 GR/G
Origini del nome Il toponimo altomedievale «Massa Fiscalie» (riportato anche come «Masse Fuscalie», «Massa Phiscalia» e «Massam item cognomento Fiscaliam») è composto da due elementi di origine latina. Il primo, massa, vale nella toponomastica italiana "fondo, podere"; nel caso specifico di Massa Fiscaglia Giovan Battista Pellegrini lo interpreta come «vasto territorio costituito da molti fondi rustici».. Il secondo rimanda al fiscus, la cassa imperiale cui furono progressivamente devolute le entrate delle province, distinta dallaerarium Saturni, il tesoro del popolo romano custodito nel tempio di Saturno. Il nome indicherebbe quindi un complesso di beni gravati dal prelievo fiscale imperiale, il che ha fatto ipotizzare un'origine tardo-romana dell'insediamento..
«Migliaro» e «Migliarino» sono stati tradizionalmente ricondotti a miliarium, "pietra miliare". La toponomastica accademica considera però dubbia questa derivazione per i nomi di luogo di tale tipo e la esclude quando essi non siano documentati nelle immediate vicinanze di una città e lungo una strada antica; Pellegrini, che cita espressamente il Migliaro e il Migliarino ferraresi, li riconduce invece a milium, il miglio, nel senso di "campo di miglio"..
Storia Medioevo
L'etimo del toponimo «Massa Fiscalie» assieme all'autonomia del consortium, lascia pensare a due possibili ipotesi sulla sua origine: la prima è che sia frutto di una confisca nel VI secolo dell'Esarcato di Ravenna, poi organizzata a castrum a scopo difensivo. Come riferisce Procopio di Cesarea, presso l'Esarcato si riscontravano infatti diverse proprietà appartenenti al fisco, molte delle quali provenienti da re ostrogoti.. La seconda ipotesi, sostenuta da alcuni studiosi locali, è che l'origine sia tardo-romana. Ad avvalorare quest'ultima è anche il ritrovamento delle tracce di alcuni insediamenti romani (tra cui una stele funeraria e alcuni laterizi con timbro imperiale), principalmente lungo l'argine Trebbia e Gallare.
Meno probabile pare che l'origine derivi piuttosto da un insediamento arimanno successivo alla caduta dell'Esarcato di Ravenna, conquistato nel 750-751 dai longobardi (e quindi dagli arimanni). Il Liber censuum Romanae Ecclesiae, compilato nel 1192 dal cardinale Cencio Camerario, salito poi al soglio pontificio col nome di Onorio III, definisce in effetti «Masse Fuscalie» esplicitamente come arimanniam.; la dominazione longobarda sulla zona durò però pochi anni, poiché il territorio fu riconquistato da Pipino il Breve tra il 754 e il 756. Le terre sottratte ai longobardi furono poi confermate alla Santa Sede da Carlo Magno nel 774 in ottemperanza alla Promissio Carisiaca. Pertanto, arimanniam andrebbe intesa come tipo di organizzazione comunitaria, non come comunità fondata da arimanniL'organizzazione comunitaria degli arimanni ("uomini in armi" longobardi) era tradizionalmente indipendente, sebbene in modo parziale ed instabile, dal potere locale, viceversa legato direttamente al sovrano (cfr. ). Si conservò ancora per secoli in certi nuclei rurali, destinati talvolta a dar vita a comuni. Col tempo tuttavia, data la latitanza di un potere regio cui rendere gli obblighi tradizionali e che ne riconoscesse nel contempo i diritti di uomini liberi, persero nei fatti il diritto (e la possibilità economica) di portare armi e conservarono invece gli obblighi connessi alla guerra, sotto forma di «servizio» (obsequium), quali la costruzione ed il mantenimento di ponti, fortificazioni, strade e argini: il loro status venne visto in definitiva come più gravoso rispetto a quello della maggioranza della popolazione asservita (cfr. e )Altro toponimo locale antico è Buriaco, nome antico della valle Volta, sita nella parte più orientale del territorio comunale, che potrebbe rifarsi a Bur(r)ius, termine gentilizio prediale di derivazione più celtica che romana e ricollegabile a Spina. Ad avvalorare quest'ipotesi potrebbe essere il ritrovamento nel 1921 in zona di una piroga di epoca romana tardo-imperiale, rinvenuta nel campo 14 tra le corti Emilia e Concordia, in parallelo con la via Savanella, alla profondità di 1,5 metri (cfr. ).
La prima menzione certa di «Massam item cognomento Fiscaliam» appare nel 921 in una bolla di papa Giovanni X il quale la concedeva ad Onesto, arcivescovo di Ravenna«Massam item cognomento Fiscaliam,& Cornu Ceruinam,& alia quæ in Ferrariensi iuste possideret» (cfr. )L'edizione del 1572 di Rossi riporta la data errata 972 (cfr. ). Sempre nello stesso anno è menzionata in un placito su querela dell'arcivescovo, in quanto gli abitanti rifiutarono di assoggettarsi contestando la precedente appartenenza alla Chiesa. I giudici imperiali di Berengario I infine la riconoscono Patrimonium Petri...
La prima menzione del nome «Migliaro» ricade nel primo statuto comunale "concesso" da Ferrara alla Terra Massae Novae Phiscaliae il 26 maggio 1219 (con l'intento di formalizzare il proprio dominio de facto nella zona, inasprendo il contenzioso con la Santa Sede).; in esso si dona in locazione perpetua alla comunità locale un vasto terreno sulla sponda destra del Volano, che da Codigoro giungeva a una distanza da Castracavallo di un miglio (da Stracavallo per un unum miliare sopra Padum)Gli statuti successivi (pubblicati da P. Antolini nel 1893), voluti dal marchese Borso d'Este nel 1451, contengono normative del 1370-1374. Infine la prima occorrenza del nome «Milliarini» è nel 1287 negli Statuta Ferrariae.
L'antica Fiscaglia però non corrisponde all'odierna Massa Fiscaglia, ma era un territorio molto più ampio che si estendeva interamente sulla destra del Po di Volano e sulla sinistra del Verginese tra Medelana, Codigoro e Lagosanto avendo come confine orientale il fiume Trebba.
Essa aveva il suo epicentro intorno alla pieve di San Vitale in Fiscaglia, presso Migliarino, la quale viene fatta risalire al VI secolo. Ad essa si aggiunsero la chiesa di Santa Margherita nel 1031 e l'abbazia di San Marco nel 1227 a Valcesura, il cui etimo riecheggia un'origine romana (portus salis versus Vallem Clusuriam, da cui Valcesura, ma di porti per il sale erano dotati tutti i tre centri principali; a Migliaro esiste ancora oggi un Vicolo Porto che portava alla Ripa sul Volano). Dei tre complessi religiosi, il primo, dopo tre secoli di abbandono, fu riedificato attorno al 1983La Pieve di San Vitale, dopo essere stata abbandonata attorno al XVII secolo, fu completamente riedificata attorno al 1983 in forme neoclassiche sobrie con mattone a vista, in seguito a lascito (cfr. Lapide Rocchi), ma non più utilizzata e chiusa al pubblico., mentre degli altri due oggigiorno sono pervenuti solo ruderi.
Con l'intervento del Comune di Ferrara all'inizio del XIII secolo, il quale mirava a controllare il Volano e forse ad espandersi fino a PomposaPrima ancora del consolidamento della signoria degli Estensi, già nel 1205 il Podestà di Ferrara Salinguerra Torelli occupò il territorio ad est della pieve di San Vitale per costruire un avamposto fortificato a difesa della stessa città di Ferrara e dei suoi commerci contro i Veneziani e le città della Lega Lombarda., fu così costituita nella parte orientale la Massa Nova Fiscalie con una confinazione già allora ben definita che corrisponde ancora oggi agli attuali confini di Massa Fiscaglia.
La singolarità del «consortium» di Fiscalia è testimoniata dall'esistenza di antichi statuti comunali, leggi che regolavano la vita comunitaria nel Medioevo, segno che godettero di un'ampia autonomia. Per tutto il territorio ferrarese ne è stato reperito solo un altro, quello di Bondeno. Prima ancora degli statuti comunali si aggiungono alcuni rescritti del X e XI secolo che accennano ai privilegi già in essereA titolo di esempio si segnala una bolla pontificia del 1023 indirizzata a un gruppo di fiscagliesi, ai quali riconferma «omnem antiquam consuetudinem e «omnem dationem seu functionen publicam» (cfr. ). Tale organizzazione è definibile come un'unione di liberi (exercitales) insediati su un'arimannia..