Era membro della corte reale normanna di Ruggero II dove svolgeva anche le funzioni di segretario. Tra i pochi versi giunti fino a noi:

Egli celebra nello stile tipico dei poeti arabi del medioevo la dolcezza e le bellezze di una residenza reale a Palermo: la Favara, in cui fu costruito dall'Emiro kalbita Jaʿfar un palazzo (il Qaṣr al-Jaʿfar) che sarà in epoca successiva chiamato "di Maredolce". Note

Bibliografia F. Gabrieli "Arabic poetry in Sicily", su: East and West, vol 2, n.1, (1951), p. 13-16.

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