Biografia

Dato che nella forma latina il suo nome significa "leader supremo", alcuni studiosi hanno suggerito che potrebbe trattarsi di un titolo e non di un nome proprio. Si è dibattuto se i brittoni di cui parla Giordane fossero Britanni che si erano stabiliti nell'odierna Bretagna, oppure se fossero venuti dalla Britannia per combattere contro i Visigoti. Ma il passo in cui Giordane dice che Riotamo "venne attraverso l'Oceano" potrebbe significare che egli era leader in Britannia, o addirittura, secondo alcuni studiosi, sia dei popoli britannici sia dei Britanni che si erano insediati in Bretagna (vedi Dumnonia). C'è chi pensa, invece, solo alla Bretagna.

Prese parte alla campagna militare dell'imperatore d'Occidente Antemio contro il sovrano visigoto Eurico. Quest'ultimo sconfisse Riotamo, che si ritirò tra i Burgundi e sparì così dalla storia. Riotamo compare anche in una lettera piena di rispetto, scrittagli da Sidonio Apollinare in merito all'indisciplina delle sue truppe nella regioneSidonio Apollinare, Epistole III, IX; Lettera scritta a Riotamo da Sidonio Apollinare , introduzione e traduzione da Britannia.com.

Gli studiosi moderni Geoffrey Ashe e Leon Fleuriot hanno identificato nella figura di Riotamo una possibile base storica per Re Artù. Loro fanno infatti notare che l'ultima volta che viene menzionato dalle fonti, Riotamo si sarebbe trovato nei pressi della città burgunda di AvallonAvallon è comune francese nel dipartimento dell'Yonne, in Borgogna., che potrebbe essere identificata come la base per l'Avalon della leggenda arturianaThe Discovery of King Arthur, Guild Publishing, London, 1985. In ogni caso, l'attività di Riotamo in Gallia potrebbe essere alla base della tradizione ricordata da Goffredo di Monmouth nella sua Historia Regum Britanniae, secondo cui Artù attraversò il canale della Manica e attaccò Roma.

Ashe ha ipotizzato che la caduta di Riotamo sia dipesa dal tradimento del prefetto del pretorio ArvandoArvando fu nominato prefetto del pretorio delle Gallie nel 464 da Libio Severo e Ricimero. Arvardo si trovò quindi a vivere in quella fase caratterizzata dalla crescente potenza dei regni romano-barbarici nati in Gallia e l'ormai morente Impero romano d'Occidente, ridotto all'Italia dopo la secessione di Egidio nel 461. Nel 468, fu scoperta una lettera in cui Arvardo consigliava a re Eurico dei Visigoti di non riconoscere il nuovo imperatore Antemio, imposto da Costantinopoli e di attaccare i Bretoni che si trovavano al di là della Loira. Accusato a Roma anche da alcuni nobili Galli (tra cui Tonanzio Ferreolo), non venne giustiziato ma solo esiliato grazie all'intervento dell'amico Sidonio Apollinare (vedi Epistole I, 7, 1-13), che, dopo la partenza del re per la Gallia, mise insieme un'armata e si ribellò, alleandosi coi GotiAshe, Geoffrey. A Certain Very Ancient Book: Traces of an Arthurian Source in Geoffrey of Monmouth's History. Speculum. 1981.

Note

Bibliografia Léon Fleuriot, Les origines de la Bretagne, Paris, 1980 Emilienne Demougeot, La formation de l'Europe et les invasions barbares: II De l'avènement de Dioclétien (284) à l'occupation germanique de l'Empire romain d'Occident (début du VIe siècle), Parigi, 1979 Jeremy Duquesnay Adams "Sidonius and Riothamus : a glimpse of the historical Arthur ?" in J. P. Carley (dir.) Arthurian litterature XII, Woodbridge, 1993 Geoffrey Ashe e Leon Fleuriot, The Discovery of King Arthur, Guild Publishing, Londra, 1985 Geoffrey Ashe, A Certain Very Ancient Book: Traces of an Arthurian Source in Geoffrey of Monmouth's History, Speculum, 1981 A.H.M. Jones, J.R. Martindale, J. Morris, Prosopography of the Later Roman Empire T.2 395-527, Cambridge, 1971-1992

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Collegamenti esterni Getica da The Latin Library

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