Dottore in scienze mediche e professore emerito di Scienze della Salute Pubblica e Epidemiologia in Svezia, Ferrada de Noli è noto per le scoperte nel campo dell'epidemiologia, psichiatria e medicina sociale. Noto anche a livello internazionale come un difensore per i diritti umani, è il fondatore della ONG Swedish Doctors for Human Rights (SWEDHR). Fu uno dei fondatori del MIR, il Movimento di Sinistra Rivoluzionaria (Cile), un partito politico che in seguito divenne noto nella resistenza contro la dittatura militare di Augusto Pinochet in Cile. Fu fatto prigioniero dei militari nel 1973. Ha vissuto in esilio in Italia nel 1974, e poi in Svezia, dove è stato Professor di Epidemiologia e di Sanità Internazionale presso l'Università di Gävle e capo del Gruppo di Ricerca di Epidemiologia Transculturale e Traumatica presso il Istituto Karolinska. Ha ottenuto il dottorato di ricerca (Ph.D.) in Psichiatria al Istituto Karolinska ed è stato in seguito ricercatore (Research Fellow) di Medicina Sociale presso la Harvard Medical School. Durante la sua permanenza a Harvard, ha pubblicato la maggior parte delle ricerche elencate in nota, ritenute "contributi pionieristici alla ricerca epidemiologica"Nel 2005 ha ricevuto il titolo accademico di Professore Invitato dell'Istituto Superiore delle Scienze Mediche dell'Avana, "per il suo impegno al miglioramento della vita umana" e "per il suo contributo pionieristico alla ricerca epidemiologica, specialmente nei suoi studi internazionali sul fenomeno dei suicidi fra immigrati e rifugiati".. Il quotidiano italiano Il Foglio lo ha citato come "celebre epidemiologo".Il Foglio, 16 04 2020. In tutta Europa è in corso un senicidio. Ci eravamo preparati da tempo.

Biografia

Famiglia Marcello Ferrada de Noli è nato in Cile da una famiglia di origine italiana, Noli, con radici genovesi, discendenteIl sindaco di Noli (Savona), Ambrogio Repetto, scrive nella prefazione del libro "Da Noli a Capo Verde": "I contenuti sono autorizzati dal Professor Marcello Ferrada de Noli, discendente diretto di Antonio de Noli, della nobile famiglia Noli, con radici storiche a Noli e a Genova. Il professor de Noli è anche presidente e fondatore della Antonio de Noli Academic Society". "Da Noli a Capo Verde", op.cit., Pag. 7. Marco Sabatelli Editore. Italia, 2013. ISBN 978-88-88449-82-1. del nobile ed esploratore Antonio de Noli, scopritore di Capo VerdeAstengo C, Balla M., Brigati I., Ferrada de Noli M., Gomes L., Hall T., Pires V., Rosetti C. Da Noli a Capo Verde. Antonio de Noli e l'inizio delle scoperte del Nuovo Mondo. Editor Prof. Alberto Peluffo. Marco Sabatelli Editore. Italien, 2013. ISBN 978-88-88449-82-1 .. Suo nonno Noli Vittorio, nato a Valleregia, Serra Riccò (Genova), possedeva terreni agricoli e vigneti nelle valli di CopiapóVittorio Noli è descritto come "un colono da Genova" "riconosciuto per la sua carità e la solidarietà sociale" ("reconocido por la comunidad que supo de su beneficiencia y solidaridadd social"). Lui aveva fatto fortuna nella produzione dei vini. Revista Tercera Región, Vol. IV, Abril 1995, Copiapó, Cile. Pag. 24. Facsimile: . Il padre era un imprenditore, ex ufficiale e conosciuto nello sport equestre di salto ostacoli. La madre, Consuelo Noli Vega, docente universitaria all'Università di Concepción e artista. È sposato con la professoressa universitaria Yvonne Fontaine Pepper e ha sette figli, due dei quali sono gli scrittori svedese Caroline Ringskog Ferrada-Noli e Nicholas Ringskog Ferrada-Noli. Vive a Val Brembana, in Provincia di Bergamo.

Prime attività politiche Dopo una formazione accademica in filosofia, antropologia e diritto all'università di Concepción, ha preso la laurea in filosofia a all'Università del Cile nel 1968. Nel 1970, all'età di 27 anni, Marcello Ferrada de Noli è diventato professore di Psicologia presso Università del Cile in Arica. All'epoca del Golpe cileno del 1973 di Augusto Pinochet, era professore presso l'Università di Concepción. Marcello Ferrada de Noli aveva una formazione ideologica liberale classica, ma successivamente si spostò verso posizioni liberali di sinistra (socioliberalismo) e anche rivoluzionari. Nel 1964 aveva ricevuto istruzione militare a Cuba e incontrato il Comandante Ernesto Che GuevaraErnesto Che Guevara era a quel tempo il Ministro cubano dell'Industria. Ha anche scritto tesi su "l'umanismo socialista". L'incontro di Che Guevara con De Noli e alcuni altri studenti latinoamericani che ricevono addestramento militare a Cuba, si è verificato a La Havana nel febbraio 1964, nella sala conferenze della Televisione Cubana., che sosteneva la tesi del socialismo umanistaChe Guevara E. Il socialismo e l'uomo a Cuba, Milano, Libreria Feltrinelli, 1967..

All'età di 22 anni, Marcello Ferrada-Noli fu uno dei fondatori del MIR, il Movimento della Sinistra Rivoluzionaria. Il MIR era un partito politico cileno di sinistra, in precedenza un'organizzazione guerrigliera, fondata il 12 ottobre 1965, e in primo piano nella resistenza alla dittatura di Pinochet. Insieme al suo amico d'infanzia, e vecchio compagno di scuola, Miguel Enriquez (morto in combattimento nel 1975), e a Marco Antonio Enriquez, Ferrada de Noli fu l'autore delle tesi politico-militari del MIR, note anche come "La Tesis Insurrectional", il primo documento del MIR approvato nel suo congresso fondativo del 1965; Ferrada de Noli rappresentava le posizioni libertarie di sinistra e successivamente la "corrente umanista". Durante il governo democristiano, il presidente Eduardo Frei dichiarò il MIR illegale e Marcello Ferrada de Noli fu incluso nella lista di tredici quadri dirigenti del MIR perseguitati dal governo e che sono stati dichiarati fuggitivi"A Través de la Historia Terrorista del Movimiento de Izquierda Revolucionaria (MIR) [nella Storia terrorista del Movimento Sinistra Rivoluzionaria (MIR)". Articolo nel giornale "El Mercurio", Santiago, 25-98-1973. Estratto: "Agosto 4 (1969). Cerca de Concepción fue detenido el profesor de Filosofía y Miembro del Consejo Superior de la Universidad penquista Marcello Ferrada Noli. Se trata de uno de los 13 miristas prófugos de la justicia contra los que existía orden de detención en el proceso por actividades subversivas del MIR". Arrestato nell'agosto 1969"Ferrada Noli, uno de los más destacados cerebros del MIR universitario, tenía orden de detención cursada por el ministro Broghamer desde Julio pasado, pero se las había ingeniado para eludir la acción de la policía"". Excerpt, artículo en Diario "La Patria", Concepción 3-08-1969 Ferrada Noli fu rilasciato senza processo dopo essere stato tenuto in isolamento"Ferrada Incomunicado". Articulo nel giornale "Noticias de la Tarde", Concepción 5-08-1969 nella prigione di Concepción (La Cárcel). Complessivamente, Ferrada Noli fu catturato o imprigionato sette volte per le sue attività politiche in Cile durante la sua militanza nel MIR. Resistenza al colpo di Stato militare del 1973

Nel libro "Storia di una morte annunciata: il colpo di Stato contro Salvador Allende, 11 settembre 1973",Oscar Guardiola-Rivera, "Story of a Death Foretold: The Coup against Salvador Allende, 11 September 1973" (Bloomsbury, London, 2013. ISBN 978-140-883-989-8. Sidorna 330-331. lo storico Oscar Guardiola-Rivera afferma che Marcello Ferrada de Noli insieme ad altri membri del MIR "lanciarono operazioni di resistenza su la notte dell'11 settembre nella città di Concepción".

Dopo la fallita resistenza del MIR ai militari nel centro di Concepcion in seguito al colpo di stato cileno del 1973, Marcello Ferrada de Noli fu catturato e tenuto prigioniero dapprima nello stadio, poi nel campo di prigionia sull'isola di Quiriquina. In una foto d'epoca apparsa sul quotidiano La Tercera, appariva tra i prigionieri descritti come "estremisti che hanno attaccato le forze militari con armi da fuoco"La Tercera, "Los presos en La Quiriquina". Santiago de Chile, 6 October 1973.

In un articolo sul professore, L'Eco di Bergamo ha pubblicato 2019 un'altra foto di Ferrada de Noli dei tempi in cui era prigioniero nell'isola della Quiriquina.Emmanuele Roncalli. Primo piano – Storia & personaggi. L'Eco di Bergamo, 20 gennaio 2019.

Dopo la liberazione, si recò in Italia per testimoniare al Tribunale Russell, che indagava sulle violazioni ai diritti umani in Cile e nell'America Latina. In seguito, essendo stato assegnato dal MIR alla Svezia, fu considerato rifugiato politico secondo la Convenzione di Ginevra in quel paese, patrocinato dall'avvocato di Amnesty International e membro del Parlamento svedese Hans Göran Franck. Durante l'esilio in Svezia, Ferrada de Noli rimase operativo nel Comitato Estero del MIR fino al 1977; l'ultimo incarico fu come capo delle operazioni di controspionaggio del MIR per il paesi dell´Europa del Nord al tempo dell'Operazione Condor di Pinochet. Lasciò definitivamente il MIR nel 1977, dopo un confronto ideologico irrisolto con la nuova leadership del MIR, che sosteneva una politica di ampia coalizione con il Partito Comunista e la Democrazia Cristiana (PDC), a cui Ferrada-Noli era contrario.

Ricerca Ferrada-Noli ha scoperto diversi indicatori psichiatrici ed epidemiologici collegati ai comportamenti suicidi in contesti transculturali. Uno era la frequente associazione scoperta da Ferrada de Noli e collaboratori nel 1998 fra la diagnosi di DPTS (disturbo post-traumatico da stress) e una storia di trauma grave associato a lesioni, come la tortura in prigionia, nel meccanismo dei metodi suicidi. Altre scoperte facevano riferimento all'accresciuta prevalenza del comportamento suicida associato a comorbilità psichiatrica del DPTSClinical Psychology Review pubblicato nel 2009 uno studio scientifico indipendente sulle ricerche sul DPTS e comportamento suicidario, tra l'altro, analizzando le scoperte di cui sopra da Ferrada de Noli e i suoi collaboratori. Lo studio stabilisce che gli autori "hanno dimostrato che tra i rifugiati con DPTS, diagnostici di depressione maggiore non sono stati sostanzialmente associati con livelli più elevati di comportamento suicida". Il che significa che il percorso per gravi tentativi di suicidio fra vittime da DPTS non sarebbe mediato dalla depressione - come ampiamente si supponeva - ma collegata direttamente al DPTS [, e in particolare a un'insorgenza ritardata di DPTS. In precedenza (1996) la sua ricerca aveva indicato che sono i sintomi clinici di DPTS, e no “fattori culturali”, quelli decisivi in la causalità del comportamento suicidario fra i rifugiati traumatizzati.