La rete filoviaria di Verona fu in esercizio nella città scaligera dal 1937 al 1975.

Dal 2018 è in realizzazione una nuova rete filoviaria.

Storia Nel 1935, la rete tranviaria di Verona, il cui esercizio risultava deficitario da ormai cinque anni, fu ceduta in gestione dal Comune alla SAER, che decise per una sua riconversione in un sistema di filovieQuando a Verona c'erano i tram, in Mondo ferroviario, n. 45, marzo 1990, p. 10..

La prima linea filoviaria veronese, collegante le due stazioni di Porta Nuova e di Porta Vescovo passando per piazza delle Erbe, fu attivata il 9 maggio 1937. Ad essa, negli anni successivi, fecero seguito altre linee.

La trasformazione in filovie delle tranvie extraurbane veronesi e di una parte della Ferrovia Verona-Caprino fu approvata con Decreto ministeriale n. 3451 del 30 novembre 1955, che concretizzava quanto previsto dalla Legge n. 1221 del 5 agosto 1952. Le tratte interessate erano la Verona-Grezzana, Verona-San Bonifacio, Caldiero-Tregnago e Verona-Domegliara..

Dopo il periodo bellico, che lasciò ingenti danni, la rete fu riparata e ampliata, e il 31 dicembre 1955 la gestione passò dalla SAER alla municipalizzata AMT.

Il declino della rete iniziò alla fine degli anni sessanta; le ultime linee cessarono l'esercizio nel maggio 1975.

La rete extraurbana Oltre alla rete urbana, era presente una vasta rete extraurbana, elettrificata alla tensione di 1200 V, costituita dalle seguenti linee.: Verona-Domegliara, 19,520 km, in esercizio dal 1961 al 1979, realizzata in sostituzione della prima tratta della ferrovia Verona-Caprino-Garda; Verona-Grezzana, 9,400 km, in esercizio dal 1958 al 1980, realizzata in sostituzione della preesistente tranvia Verona-Grezzana; Verona-San Bonifacio, 22,992 km, in esercizio dal 1959 al 1981, realizzata in sostituzione della preesistente tranvia Verona-Caldiero-San Bonifacio; Bivio Villabella-Soave, 1,692 km, in esercizio dal 1959 al 1981, realizzata in sostituzione della preesistente tranvia Verona-Caldiero-San Bonifacio e diramazione della filovia Verona-San Bonifacio; Verona-Tregnago, 12,325 km, in esercizio dal 1959 al 1980, realizzata in sostituzione della preesistente tranvia Caldiero-Tregnago.

Per il servizio vennero acquistati 21 filobus articolati a tre assi (201÷221) costruiti dalle Officine Meccaniche della Stanga su telaio FIAT 2405 con equipaggiamenti elettrici TIBB, contraddistinti da un caratteristico schema di coloritura rosso/panna. Ad essi si aggiunsero tre filobus FIAT 2405 Macchi/CGE a due assi (301÷303), che non si mostrarono affidabili e furono dunque precocemente accantonati e ulteriori 5 filobus articolati (222÷226) sostanzialmente analoghi ai precedenti.

Veicoli utilizzati Rete urbana Numeri sociali Costruzione Radiazione Telaio Carrozzeria Equipaggiamento elettrico Note 151-169 1937 1961 Breda 80/2 Breda Breda 191-198 1938 1973 Fiat 656F Cansa CGE Acquistati nel 1962 dalla rete di Firenze 200-205 1941 1961 Breda GU Breda Breda 206-208 1949 1973 Fiat 668F/131 Cansa Marelli 209-224 1953-1954 1973 Breda 2G Breda Breda 225-230 1957 1975 Fiat 2411 Viberti TIBB Venduti nel 1975 alla rete di Bari 231-234 1961 1975 Fiat 2411 Cansa TIBB Venduti nel 1975 alla rete di Bergamo 135-136 1961 1975 Fiat 2411 Cansa TIBB Venduti nel 1975 alla rete di Bergamo 137-138 1963 1975 Fiat 2405 Casaro TIBB Venduti nel 1975 alla rete di Bari 139-144 1963 1975 Fiat 2405 Casaro CGE Venduti nel 1975 alla rete di Bari 145-156 1966 1975 Fiat 2411 Cansa CGE Venduti nel 1975 alle reti di Bergamo e di Salerno

Rete extraurbana Numeri sociali Costruzione Radiazione Telaio Carrozzeria Equipaggiamento elettrico Note 201-221 1958 1981 Fiat 2405 Stanga TIBB Filoarticolati 222-226 1963 1981 Fiat 2405 Stanga TIBB Filoarticolati 301-303 1963 1980 Fiat 2405 Macchi CGE

La nuova rete

Il 9 agosto 2018 il CIPE approvò definitivamente il progetto del nuovo filobus scaligero, che entro il 2022 prevedeva la realizzazione di quattro linee, due principali e due innesti, per un totale di 23 chilometri e 800 metri. I mezzi sarebbro stati dotati di batterie che si ricaricheranno all'esterno del centro cittadino tramite i classici fili.

Nel 2019 furono allestiti i primi cantieri, ma a maggio 2021 il sindaco Federico Sboarina ne annunciò la totale chiusura a causa di "pesanti disservizi nella città".

Ad aprile 2023, sotto l'amministrazione del nuovo sindaco Damiano Tommasi, sono stati nuovamente allestiti i cantieri per la realizzazione della rete filoviaria, sempre articolata in quattro linee anche se il nuovo progetto prevede alcune modifiche rispetto a quello avviato nel 2019.

L'apertura e la messa in esercizio delle quattro nuove linee era stata prevista entro i primi mesi del 2026, in occasione delle Olimpiadi invernali - la cui cerimonia di chiusura si è svolta domenica 22 febbraio all'arena di Verona, così come la cerimonia d'apertura delle successive Paralimpiadi invernali, venerdì 6 marzo - tuttavia tale termine è stato disatteso e rinviato.

Stando al progetto in fase di realizzazione, la prima linea, la rossa, partirà da San Michele Extra e giungerà alla Stazione di Verona Porta Nuova; la seconda linea, la blu, connetterà la zona di Borgo Santa Croce con lo stadio Bentegodi; la terza linea, la verde, invece partirà dal parcheggio scambiatore a Ca' di Cozzi e terminerà presso il policlinico di Borgo Roma. L'ultima linea, la gialla, partirà in prossimità del casello di Verona Sud dell'autostrada A4 Serenissima, per giungere all'Ospedale civile maggiore di Borgo Trento.

Note

Bibliografia

Voci correlate Ferrovia Verona-Caprino-Garda Linee filoviarie italiane Verona ATV Verona

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