Questa voce raccoglie le informazioni riguardanti lAssociazione Calcio Perugia nelle competizioni ufficiali della stagione 1986-1987.

Stagione

L'annata rappresentò una sorta di anno zero per il calcio perugino: già retrocesso sul campo in Serie C1 al termine del campionato di Serie B 1985-1986, nella successiva estate il Perugia rimase coinvolto anche nello scandalo del Totonero-bis che ne decretò la doppia retrocessione d'ufficio in C2, con l'aggravante di due punti di penalizzazione da scontare nel successivo torneo; il club biancorosso fu l'unico, tra le squadre coinvolte nell'inchiesta, a propendere per la retrocessione piuttosto di una forte penalizzazione in classifica.

Nello stesso ambito, la squalifica di cinque anni comminata al presidente Spartaco Ghini portò inoltre alla testa della società Salvatore Gadaleta, dirigente della Sicel, azienda della famiglia Ghini. Relegato nel volgere di pochi mesi all'ultimo livello del calcio professionistico, per l'imminente torneo di C2 il Perugia venne affidato alla guida dell'ex grifone Massimo Roscini, affiancato dal tecnico in seconda Antonio Ceccarini, anche lui ex giocatore del club; la rosa annoverava tra gli altri il portiere Graziano Vinti, perugino doc promosso quest'anno a titolare, il giovane difensore Giovanni Bia e i centrocampisti Carlo Valentini e Massimo Esposito.

Nonostante le intenzioni d'immediata risalita, l'impatto con la nuova realtà della quarta serie si rivelò abbastanza duro per la compagine umbra, sconfitta già all'esordio in casa dalla futura vincitrice del girone. La situazione non migliorò nel prosieguo delle partite e il Perugia finì presto per condurre un anonimo campionato di metà classifica. Quando le speranze di promozione erano già compromesse, neanche l'esonero di Roscini per far posto a Mario Colautti (nel mezzo, la breve reggenza dell'ex capitano Pierluigi Frosio) riuscì a dare una scossa all'ambiente, con lundici perugino che continuò a stazionare a centro classifica, terminando infine la stagione al nono posto del girone C. Ancor più scevro di gloria il cammino in Coppa Italia, conclusosi effimeramente già al primo turno.

Tra le poche note positive dell'annata ci fu l'intuizione, da parte del nuovo tecnico Colautti, di puntare sempre più nella parte finale del torneo su di un giovane perugino doc cresciuto nel vivaio biancorosso, Fabrizio Ravanelli: promosso proprio in questa stagione in prima squadra, al suo debutto in campo professionistico l'attaccante siglò 5 reti in 26 presenze. La stagione ripropose inoltre il derby dell'Umbria contro la , inserita nello stesso girone dei perugini, dopo che la sfida mancava a livello ufficiale dalla Serie B 1973-1974: entrambe le partite di campionato contro i rossoverdi terminarono, senza vincitori, sull'1-1.

Divise e sponsor Per la stagione 1986-1987 il Perugia continuò a essere vestito dal fornitore tecnico Torello Sport; come sponsor di maglia debuttò invece Publiservice.

La squadra sfoggiò quell'anno un look molto sobrio: come divisa casalinga venne adottata una spartana maglia rossa senza personalizzazioni di alcun tipo; questa era abbinata a dei pantaloncini bianchi e a dei calzettoni rossi, realizzati in maniera altrettanto semplice. Per il completo da trasferta venne utilizzato lo stesso schema, ma a colori invertiti. Risultò degno di nota il classico grifone rampante, presente come da tradizione all'altezza del cuore, dipinto solo per quest'annata in un'insolita colorazione nera.

Organigramma societario

Area direttiva Presidente: Salvatore Gadaleta

Area tecnica Direttore sportivo: Vittorio Galigani Allenatore: Massimo Roscini (1ª-25ª giornata), poi Pierluigi Frosio (26ª giornata), poi Mario Colautti (27ª-34ª giornata) Allenatore in seconda: Antonio Ceccarini

Area sanitaria Massaggiatore: Renzo Luchini

Rosa

Risultati Campionato

Girone di andata

Girone di ritorno

Note

Bibliografia

Voci correlate Scandalo italiano del calcioscommesse del 1986

Collegamenti esterni