Il MUSE è il museo delle scienze di Trento. Si trova a sud dello storico palazzo delle Albere, in un palazzo all'interno del quartiere residenziale Le Albere, entrambi progettati da Renzo Piano. È stato inaugurato il 27 luglio 2013 e ha sostituito, proseguendone le attività, il Museo tridentino di scienze naturali.
Storia
Nel 1846 fu fondato il Museo Civico, subito denominato Museo Trentino, con sede in Palazzo Salvadori, via Manci..
Nel 1964 venne istituito il Museo tridentino di scienze naturali, amministrativamente legato alla provincia autonoma di Trento. Dal 1982 trasferì la propria sede in palazzo Sardagna, dove rimase sino al 2013. Già a partire dagli anni novanta il museo si modernizzò, organizzando mostre interattive ed allargando la sua offerta anche didattica; inoltre si legò ad altre strutture sul territorio della provincia di Trento, come il Giardino botanico alpino Viote e la Terrazza delle stelle sul monte Bondone, il museo delle palafitte del lago di Ledro, il museo dell'aeronautica Gianni Caproni, il museo geologico delle Dolomiti a Predazzo e la stazione limnologica del lago di Tovel. Nel 2006 il museo istituì in Tanzania il centro di monitoraggio ecologico ed educazione ambientale dei monti Udzungwa, situato all'interno del parco nazionale dei monti Udzungwa.
Nascita del MUSE
Il crescente affollamento di allestimenti e di pubblico nel museo tridentino di scienze naturali e la lenta ma progressiva mutazione della struttura in via Calepina resero evidente che ormai tale sistemazione non rispondeva ai moderni parametri museali. Questo portò all'approvazione nel 2006 da parte della Provincia autonoma di Trento del progetto di una nuova sede che venne costruita nell'ambito di un più ampio disegno di riqualificazione urbana dell'area industriale dismessa dove sorgevano gli stabilimenti Michelin di Trento.
Il 27 e il 28 luglio 2013 la nuova sede fu inaugurata di fronte a un folto pubblico e il museo assume il nome di MUSE - Museo delle Scienze.
Il 26 giugno 2014, a meno di undici mesi dalla data di apertura, ha raggiunto la soglia dei visitatori paganti, divenendo una delle istituzioni museali più visitate d'Italia.
Il 5 maggio 2015, a soli 21 mesi dall'apertura, Il MUSE ha varcato la soglia di milione di visitatori. Al 30 giugno 2017 erano oltre 2,5 milioni, e al 30 giugno 2018 le persone che hanno visitato le strutture che fanno parte della rete MUSE sono stati 3,2 milioni.
Il 27 luglio 2018 ha festeggiato i 5 anni di attività con un programma fitto di laboratori e visite presentando il progetto di un nuovo planetario digitale.
Il 25 ottobre 2022 il MUSE ha superato quota 4 milioni di visitatori. Dopo due anni di flessione a causa della pandemia le presenze sono tornate a crescere: da gennaio a ottobre 2022 si sono registrati oltre 240 mila.
Nel 2024 i visitatori hanno superato le 460 mila presenze (il 68% proviene da fuori provincia) e l'anno si conclude col traguardo di oltre 5 milioni di visitatori dall'apertura.
L'edificio
L'edificio, progettato da Renzo Piano, si sviluppa su una lunghezza massima di 130 metri (est/ovest), una larghezza massima di 35 metri (nord/sud) e sei livelli di altezza: due interrati e quattro fuori terra. Tutti i piani, ad eccezione del secondo livello interrato, sono aperti al pubblico e ospitano sia esposizioni (mostre permanenti e temporanee) sia attività amministrative e di ricerca. Il totale delle superfici è di metri quadrati, dei quali dedicati alle mostre permanenti, 500 a quelle temporanee, altri 500 ad aule e laboratori didattici, 800 a laboratori di ricerca e 600 alla serra tropicale all'estremità ovest del museo.
Il caratteristico profilo della struttura ricorda l'andamento frastagliato delle montagne trentine e in particolare delle Dolomiti.
L'edificio è stato costruito seguendo tecniche volte ad assicurare il risparmio energetico e la sostenibilità ambientale, cosa che gli ha valso il riconoscimento della certificazione LEED Gold.
L'interno è caratterizzato da un "grande vuoto" (Big Void) che collega tutti i piani del museo, nel quale sono sospesi animali tassidermizzati e lo scheletro originale e completo di una balenottera comune (Balaenoptera physalus) spiaggiata nel 1995 sulle coste di Livorno.
Percorso espositivo L'entrata del MUSE è una grande sala (detta lobby) dai muri di vetro, da cui si può accedere alla biglietteria e all'entrata del museo; all'altro lato della sala è possibile recarsi al bar del museo o al negozio di souvenir. Durante la mostra temporanea Estinzioni (16 luglio 2016 - 26 giugno 2017) vi era possibile ammirare lo scheletro di un esemplare di Kaatedocus. Secondo le guide, il modo migliore di visitare il MUSE è dai piani superiori a quelli inferiori.
5º Piano - Terrazzo All'ultimo piano si trova la terrazza panoramica che non fa parte del percorso espositivo ed offre una vista sulla città di Trento e sulla valle dell'Adige.
4º Piano - Alte vette
4.A. Avventure tra i ghiacci In questa sezione i visitatori possono comprendere la formazione dei ghiacciai e fenomeni naturali quali l'erosione delle rocce e dissestamento del suolo. È presente la perfetta riproduzione in ghiaccio di un tipico ghiacciaio del Trentino.
4.B. Clima e organismi viventi Si possono osservare gli effetti del clima sugli animali e l'adattamento di essi alla vita ad alta quota con mutazioni come il melanismo e l'albinismo.
4.C. Esplorazione e ricerca Una breve sezione dedicata ai grandi esploratori che hanno scalato le vette del mondo e a tutto ciò che si deve sapere sull'esplorazione montana.
3º Piano - Natura alpina 3.A. Labirinto della biodiversità alpina Questa sezione si compone di un'intrigante labirinto di immagini e fotografie in vetro e di tipici animali alpini tassidermizzati. Non ci sono vetri tra i visitatori e gli animali.
3.B. Cambiare con le stagioni Un tavolo tematico illustra al visitatore che la biodiversità degli ambienti d’alta quota è caratterizzata da organismi adattati a vivere in condizioni estreme. Grazie alla presenza di alcune specie modello di insetti ingrandite venti volte il visitatore può osservare quali sono gli adattamenti che esse possiedono per poter sopravvivere in ambienti molto ventosi, freddi e con intense radiazioni ultraviolette. A fianco di ciascuna riproduzione è presente anche l’insetto reale.
3.C. Esplora il bosco Si tratta dell'area didattica dove i bambini possono imparare a riconoscere i vari animali e divertirsi con i giochi forniti dal museo.
2º Piano - Geologia, miniere, rischio ambientale 2.A. Storia geologica delle Dolomiti Sezione dedicata alla geologia delle Dolomiti e ai vari eventi geologici che hanno portato alla loro formazione.
2.B. Risorse del sottosuolo Sono descritti e presentati vari minerali (in particolare elementi metallici) del mondo, il loro sfruttamento industriale e la trasformazione in oggetti di uso quotidiano.
2.C. Rischi ambientali e protezione civile Sezione dedicata ai disastri ambientali, alle innovazioni atte a prevenirli e al lavoro della Protezione Civile.
1º Piano - Dai primi uomini sulle Alpi al futuro globale 1.A. Preistoria alpina La sezione spiega come l'uomo primitivo sia arrivato nelle Alpi e di come sia riuscito a sopravviverci, oltre alla sua evoluzione comportamentale, compreso l'uomo di Neanderthal che visse sulle Alpi per un certo periodo. Vi sono 5 modelli realistici di uomini primitivi (1 Neanderthal, 4 Sapiens) ed alcuni utensili e sepolture rinvenuti sul territorio.
1.B. Dietro le quinte della ricerca Sezione che dimostra che la maggior parte delle attrezzature sperimentali di maggior successo sono state ispirate dall'ambiente naturale, come lo stesso museo, ispirato dalla bellezza delle Alpi.
1.C. Sostenibilità e innovazione Sezione molto simile alla precedente, ma che mette in evidenza anche i danni provocati dall'uomo quando viola le leggi della natura, nonché alcune ricerche di sostenibilità in atto nel mondo.
1.D. Show Room & Fab Lab Piccolo spazio in cui viene mostrato il lavoro della stampante 3D e i suoi innumerevoli utilizzi. Gli open labs permettono di entrare in contatto con i ricercatori del museo e con una parte dell'ampia collezione, esposta in vetrina. Sono presenti inoltre un fab lab e una sfera NOAA.
0 Piano - Scienza interattiva 0.A. La scoperta inizia dai sensi L'intero piano terra è quello della lobby, l'ingresso del museo, spesso utilizzato anche per eventi. Un'area è inoltre dedicata alla scienza interattiva e un'altra, il Maxi Ooh!, ai bambini più piccoli (0-5 anni).
- 1 - Storia della vita - 1.A Tracce della vita
In questa sezione del museo, che si sviluppa per gran parte del piano inferiore, è possibile ripercorrere tutto il viaggio della vita sul nostro pianeta grazie a grafici, fossili e ricostruzioni. Il percorso si articola inizialmente attraverso alcuni exhibit "a quadrifoglio" riguardanti l'origine del sistema solare e della vita sulla Terra (con riproduzione interattiva dell'esperimento di Miller e Urey) e lo sviluppo delle prime forme viventi unicellulari. Sono presenti alcune stromatoliti, le più antiche strutture sedimentarie biocostruite. Si possono ammirare le ricostruzioni di alcuni tra i più antichi organismi pluricellulari, ovvero la fauna di Ediacara (tra cui Dickinsonia, Spriggina, Charnia, Kimberella, Thectardis, Parvancorina e Bradgatia), e quelle di alcuni rappresentanti della fauna di Burgess Shales (Anomalocaris, Hallucigenia, Wiwaxia, Pikaia e Marrella), della quale sono esposti anche alcuni fossili.
Si passa poi a teche in cui sono conservate riproduzioni e fossili dei più antichi pesci senza mascelle (Anaspidiformes, Cephalaspis, Cyathaspididae, Athenaegis, Sphenonectris e Rhinopteraspis) e alcuni pesci corazzati dotati di mascelle, o placodermi (Dunkleosteus e Bothriolepis). Un settore è dedicato alla conquista delle terre emerse da parte delle piante (la piccola Cooksonia e le grandi Archaeopteris e Sigillaria) e degli artropodi (Pneumodesmus, Palaeocharinus, Meganeura, Arthropleura), fino a giungere ai primi tetrapodi (Ichthyostega) e ai primi rettili (Hylonomus). La sezione termina con alcuni fossili locali risalenti al Permiano, l'ultimo periodo dell'era Paleozoica, e con un calco di uno scheletro di Inostrancevia, il più grande dei gorgonopsidi, un gruppo di predatori estintisi alla fine del periodo.
La zona centrale del piano è dedicata all'era Mesozoica e ai rettili che vissero in quest'epoca. In semicerchio si trovano i calchi di un aetosauro (Desmatosuchus) e di quattro dinosauri (Plateosaurus, "Dilophosaurus" sinensis, Talarurus e Triceratops) oltre a un rettile volante (Pteranodon) e ad alcune ricostruzioni di un piccolo mammifero arcaico (Alphadon), mentre dall'altro lato si trovano i rettili marini (Nothosaurus, Plesiosaurus, Ophthalmosaurus e Halisaurus). Oltre ai grandi scheletri sono presenti numerose teche con fossili locali di notevole importanza, come alcune impronte di dinosauri rinvenute a Dro e ai Lavini di Marco (Grallator, Lavinipes), alcune ossa di rettili marini del Triassico (Placodus, Pistosaurus, Nothosaurus, Shonisaurus), fossili cretacei (Tselfatia, Ptychodus, Inoceramus) e un modello a grandezza reale del piccolo dinosauro Ciro (Scipionyx samniticus). Sono esposte anche alcune ricostruzioni a grandezza naturale di piante mesozoiche (Bjuvia, Tempskya, Williamsonia). Al termine della zona dedicata ai dinosauri, un video del paleontologo Cristiano Dal Sasso fa il punto sull'estinzione di fine Cretaceo.