È stato il terzo presidente della sezione nazionale della Soka Gakkai, nel periodo che va dal 1960 al 1979, ricoprendo successivamente la carica di presidente onorario; è inoltre stato fino alla propria morte il presidente della Soka Gakkai International.
Ikeda viene definito come uno dei più importanti leader spirituali buddisti della seconda parte del XX secolo assieme al Dalai Lama e a Thích Nhất Hạnh. È stato inoltre fondatore del partito politico Kōmeitō, del Museo Tokyo Fuji Art Museum e dell'Università Soka, oltre che un pacifista influente.
Biografia Nasce a Tokyo nel 1928. Quando scoppia la seconda guerra mondiale ha 12 anni e 17 anni quando termina, perciò non viene chiamato a combattere, ma i suoi quattro fratelli maggiori vengono tutti arruolati nell'esercito e il più grande muore al fronte. Dopo questa esperienza familiare il giovane Ikeda decide di dedicare la propria vita a sradicare le cause profonde della violenza fra gli esseri umani.
Inizi nella Soka Gakkai A diciannove anni conosce Jōsei Toda, che diventerà il suo maestro, secondo presidente della Soka Gakkai e aderisce alla fede del Buddismo di Nichiren Daishonin (buddismo Nichiren). Nel 1949, a ventuno anni, inizia anche a lavorare per l'azienda di Toda Japan's Crusader or Corrupter? articolo de The Los Angeles Times, 15 marzo 1996 e tra i due, entrambi pacifisti, nasce un grande sodalizio spirituale e umano"Terzo Presidente della Soka Gakkai" sul sito della Soka Gakkai Italia.
Il 3 luglio 1957, quando era responsabile della divisione giovani, a ventinove anni, viene arrestato per l'accusa di violazione della legge elettorale giapponese, poiché un gruppo di giovani della Soka Gakkai viene trovato a distribuire denaro in cambio della promessa di voti elettorali nelle successive elezioni amministrative. La sua detenzione dura circa due settimane e, dopo 48 udienze, viene definitivamente assolto nel gennaio del 1962.
Presidenza Dopo la morte di Toda, il 3 maggio 1960 Ikeda si assume la responsabilità dell'intero movimento divenendo il terzo presidente della Soka Gakkai e da quell'anno inizia a viaggiare all'estero per far conoscere i valori ed i principi del Buddismo di Nichiren Daishonin, sino a quel momento praticato in modo diffuso ma nel solo Giappone, proprio grazie al grandissimo ed esemplare sforzo compiuto da Jōsei Toda in seguito alla sua scarcerazione (avvenuta nel 1945, dopo i due anni di carcere in cui era rimasto accanto al suo maestro - nonché fondatore della Soka Gakkai - Tsunesaburo Makiguchi - le autorità militari giapponesi li avevano perseguiti ed incarcerati per non aver sottostato all'obbligo di ossequiare il simbolo shintoista del culto dell'imperatore -).
Dopo aver contribuito insieme a Toda allo sviluppo della Soka Gakkai in Giappone, Ikeda nell'ottobre del 1960 parte per le isole Hawaii, prima tappa del suo viaggio oltreoceano, per diffondere gli ideali di pace buddisti e, al fine di perseguire l'obiettivo di pace e dialogo fra tutti i popoli, negli anni della sua lunga vita arriva a costruire una rete di conoscenze e cooperazioni in tutto il mondo.
In particolare, nel 1968 si attiva per promuovere la normalizzazione delle relazioni diplomatiche tra Cina e GiapponeChina Daily 4-07-2012, Ultima visita: 17 settembre 2012 e nel 1974 visita sia la Cina che l'Unione Sovietica. Ha in seguito incontrato molti capi di Stato ed esponenti culturali, da Nelson Mandela a Fidel Castro, da Henry Kissinger a Michail Gorbačëv, da Zhou Enlai a Corazon Aquino, al di là di ogni schieramento politico e ideologico, sempre dichiarando di volere «lavorare per la pace contro qualsiasi forma di violenza e di voler contribuire al benessere dell'umanità attraverso la diffusione di una cultura e di una educazione umanistica».
Soka Gakkai International Nel 1975, a Guam, si tiene il primo vero meeting internazionale dei membri Soka e viene fondata la Soka Gakkai International (SGI) e Daisaku Ikeda ne diviene presidente.
Lo scopo della SGI è il perseguimento della pace del mondo (attraverso il cambiamento e la rivoluzione umana di ciascun individuo), la sua denuclearizzazione e la crescita nelle persone di un forte senso di responsabilità per la società, con uno spirito di cittadinanza globale.
Scisma con la Nichiren Shoshu Nel 1979, in seguito alle critiche rivoltegli dal clero di devianza dall'originaria dottrina della Nichiren Shōshū, Ikeda rassegna le dimissioni dalla Presidenza dell'organizzazione giapponese, rimanendo in ogni caso sia la guida spirituale della Soka Gakkai Internazionale e sia il presidente onorario dell'organizzazione giapponese (al cui vertice siederà provvisoriamente Hiroshi Hojo), in un periodo, tra l'altro, caratterizzato anche da dissidi con il partito vicino alla Soka Gakkai, il Kōmeitō. Successivamente Ikeda riprende attivamente la carica alla guida della Soka Gakkai, sempre come "terzo Presidente".Shimada, Hiromi: Kōmeitō vs. Sōka Gakkai ("Conflicts between Komeito and Soka Gakkai"). Asahi Shinsho, Tokyo: May 2007. ISBN 978-4-02-273153-1. p. 114. (Japanese)
I dissidi tra clero e laici, con accuse di eterodossia da parte della Nichiren Shoshu, e di conservatorismo solo esteriore da parte della Soka Gakkai, continuano per più di un decennio sfociando poi nella "scomunica", nel 1991 tramite decreto di apostasia ed espulsione, da parte di Nikken Shonin, guida spirituale della Nichiren Shoshu, nei confronti di Ikeda e dell'intera Soka Gakkai. Da quel momento la Soka si staccò quindi dal clero divenendo un'organizzazione completamente laica e indipendente.Strand, Clark, "Waking the Buddha", Middleway Press, 2014. ISBN 978-0-9779245-6-1. pp. 149-150Métraux, Daniel A., "The Dispute Between the Soka Gakkai and the Nichiren Shoshu Priesthood: A Lay Revolution Against a Conservative Clergy", Japanese Journal of Religious Studies, 1992, 19/4, pp. 328 and 330Wilson, Bryan and Dobbelaere, Kareland, "A Time to Chant: The Soka Gakkai Buddhists in Britain", Clarendon Press, 1994. ISBN 978-0-19-827915-0. p. 240Mizoguchi, Atsushi: Ikeda Daisaku: Kenryokusha no Kōzō ("Daisaku Ikeda: The structure behind a man with power"). Tokyo: Kōdansha, 2005. ISBN 4-06-256962-0. p. 396 Taisekiji: Nichiren Shōshū Nyūmon ("An introduction to Nichiren Shōshū"). Fujinomiya, 2002. p. 332 (chronology) and p. 240
Dopo la scomunica, alcuni membri della Soka Gakkai cominciano a descrivere il loro gruppo come il primo movimento protestante del buddismo, facendo un paragone con la vicenda di Martin Lutero in ambito cristiano, sebbene la Soka Gakkai venga in realtà descritta come un nuovo movimento religioso di origine buddista separato sostanzialmente dal buddismo classico, in paragone con le comunità restaurazioniste del cristianesimo.Howard W. French, "A Sect's Political Rise Creates Uneasiness in Japan", 14 November 1999. Accessed 19 November 2011.
Morte Daisaku Ikeda, dopo aver dedicato la propria vita alla diffusione del Buddismo nel mondo, muore per cause naturali all'età di 95 anni, la notte del 15 novembre 2023, nella sua abitazione di Shinjuku.
Vita privata Ikeda ha vissuto a Tokyo con la moglie Kaneko (1932), sposata il 3 maggio 1952, dalla quale ha avuto tre figli: Hiromasa (1952), attuale vice presidente della Soka Gakkai, Shirohisa (1953-1984), deceduto a 31 anni a causa di un’ulcera perforata, e Takahiro (1958).
Iniziative e riconoscimenti Daisaku Ikeda, dal 1983, ogni anno ha reso pubblica una proposta di pace che, oltre a riguardare temi sempre attuali e globali come il nazionalismo, il disarmo nucleare, la povertà, l'analfabetismo e le crisi ambientali, in contemporanea propone anche delle possibili soluzioni.
Nello stesso anno gli viene consegnata la UN Peace Medal.
Nel 1994 ha collaborato, a Los Angeles, con il Simon Wiesenthal Center (un'organizzazione ebraica impegnata sia nella lotta contro l'antisemitismo che per l'ottenimento della giustizia dei crimini nazisti impuniti), ad una mostra giapponese sull'olocausto: "Il coraggio di ricordare", la quale ha ricevuto oltre 2 milioni di visitatori.
Ha aderito alla Carta della Terra e supportato il film documentario sull'ambiente: "Una tranquilla rivoluzione".
Le Camere dei Rappresentanti degli stati americani di Georgia, Illinois e Missouri hanno riconosciuto il suo impegno e dedizione per "aver dedicato tutta la sua vita alla pace, promuovendo i diritti umani e gli scambi culturali con profonda convinzione per un'umanità condivisa tra l'intera comunità globale", in cui vengono "valorizzate l'educazione e l'istruzione come prerequisiti per la creazione di una vera pace dove la dignità e i diritti fondamentali di tutte le persone sono rispettati".
Il suo amore per la cultura l'ha portato a fondare numerosi enti culturali, tra cui la Soka University in Giappone e USA, le scuole Soka primarie e secondarie in Giappone, Hong Kong, Malaysia, Brasile e Singapore, la casa della letteratura "Victor Hugo" in Francia, il comitato internazionale per gli artisti per la pace in USA, la compagnia teatrale Min-On in Giappone, il Tokyo Fuji Art Museum, l'istituto per le filosofie orientali giapponese con studi in Francia, Russia, Hong Kong, Singapore e Gran Bretagna, oltre all'Istituto Toda per la Pace Globale e la Ricerca Politica in Giappone e Usa.
Ikeda ha tenuto conferenze in molti atenei del mondo"Conferenze in celebri atenei in tutto il mondo" sul sito della Soka Gakkai Italia, ha scritto numerosi saggi e, in virtù delle sue attività in nome della pace e della cultura, ha ricevuto numerosi riconoscimenti internazionali e lauree honoris causa.
È cittadino onorario di alcuni comuni italiani ed è stato membro onorario del Club di Roma.
Ha finanziato, anche con donazioni personali, il restauro della sede della Soka Gakkai italiana, situata nella Villa Le Brache a Firenze, un edificio di grande importanza storica e artistica che versava in condizioni di grave incuria prima di essere acquistato dalla SGI.
Alcuni membri della SGI, ma anche alcune personalità non aderenti all'organizzazione, hanno proposto Ikeda al Premio Nobel per la pace, ma la SG Italia si è dissociata in quanto "il suo agire non è legato ad altro che alla pace stessa" e non al conferimento di premi, che mai sono stati proposti da appartenenti al movimento in passato, anche se in seguito sono comunque stati accettati da Ikeda stesso.
Controversie e critiche
Da taluni critici Ikeda è stato descritto come una specie di despota di destra a cui interessava il potere, mentre da altri come un comunista a causa dei suoi stretti legami con i leader cinesi. Di sicuro è stata una delle personalità più influenti del Sol Levante e in una classifica stilata nel 2001 del settimanale Asiaweek, Ikeda figurava al 19º posto fra gli uomini più potenti dell'Asia, anche perché, con i 12 milioni di credenti giapponesi della Soka Gakkai, poteva permettersi di avere una vasta influenza sul sistema politico giapponese.
È stato anche descritto come oggetto di "un culto della personalità" da parte dei suoi discepoli, che per molti varcherebbe i limiti della normale venerazione buddista tributata dall'allievo al maestro, ma i credenti della SGI fanno notare come anche altri leader religiosi godano di grande ammirazione, talvolta al limite della venerazione, come ad esempio il pontefice della Chiesa cattolica o il Dalai Lama del buddismo tibetano, e come quest'ultimo sia ritenuto addirittura l'incarnazione vivente di un bodhisattva, Avalokiteśvara, cosa che per Ikeda non è invece mai stata ritenuta da nessun credente.Bluck, Robert (2008). British Buddhism Teachings, Practice and Development. Routledge. Pp. 98–99. ISBN 978-0415483087.