Cermenate (Cermenaa in dialetto comascoPer il dialetto comasco, si utilizza l'ortografia ticinese, introdotta a partire dal 1969 dall'associazione culturale Famiglia Comasca nei vocabolari, nei documenti e nella produzione letteraria., AFI: ) è un comune italiano di abitanti della provincia di Como in Lombardia.
Geografia Cermenate si trova nella parte meridionale della provincia di Como, al confine con quella di Monza e Brianza, e si inserisce nel territorio della Brianza Comasca, in una zona di transizione tra l’alta pianura lombarda e le prime colline moreniche prealpine.
Altitudine e morfologia L’altitudine media del centro abitato è di 297 metri s.l.m., con un minimo di 245 metri e un massimo di 333 metri, per un’escursione altimetrica di 88 metri, che conferisce al territorio comunale una moderata variabilità altimetrica e un profilo lievemente ondulato.
Suolo e paesaggio Il territorio comunale, di forma allungata in direzione nord-sud, è attraversato da una rete idrografica minore che confluisce nel Seveso, il principale corso d’acqua della zona, che segna il confine meridionale con il comune di Lentate sul Seveso. A nord Cermenate confina con Vertemate con Minoprio, a ovest con Bregnano, e a est con il territorio di Cantù.
Il suolo è prevalentemente di origine fluvioglaciale, con depositi sabbiosi e ghiaiosi tipici della pianura brianzola, mentre le aree più elevate mostrano un andamento lievemente ondulato. Il paesaggio naturale, un tempo dominato da boschi e zone agricole, conserva ancora alcune aree verdi e spazi rurali nella parte occidentale, mentre la porzione orientale è maggiormente urbanizzata.
Clima Il clima è di tipo temperato subcontinentale, con inverni freddi e umidi, estati calde e afose e precipitazioni distribuite durante tutto l’anno, sebbene più frequenti nei mesi primaverili e autunnali. La vicinanza alle prime colline prealpine contribuisce a moderare leggermente le temperature rispetto alla pianura milanese.
Storia Preistoria ed età antica Le più antiche testimonianze della presenza umana nel territorio di Cermenate consistono in alcuni reperti di asce, fibule e pendagli databili all'età del bronzo. Inoltre, il ritrovamento di oggetti sepolcrali quali vasellame, un ago in oro e monete con l'effige di Vespasiano. presso le località di Freghera e Fossarone, lasciano intendere la presenza di un grosso vicus o almeno di un pagus in epoca romana. Allo stesso periodo si fa risalire la costruzione di una fornace, nominata in alcuni documenti medievali nel contesto di una località chiamata, appunto, "ad furnacem".
I reperti sono emersi durante alcune campagne di scavo effettuate nel 1891, nel 1905 e nel 1924.
Medioevo In età altomedievale Cermenate fu a capo di una pieve della Diocesi di Como, mentre durante il periodo carolingio il centro rientrò nella sfera di competenza amministrativa del Contado del Seprio.
La posizione geografica lungo l'asse Milano-Como implicò un coinvolgimento diretto di Cermenate nelle sanguinose che nel XIII secolo videro il comune meneghino contrapposto a quello lariano, a tal punto che il paese fu distrutto più volte durante la Guerra decennale. Legata al conflitto è anche la figura di Ardizzone da Cermenate, che nel 1126 si distinse per il suo valore durante un fallito attacco dei comaschi alle truppe milanesi (probabilmente avvenuto in località "Battù"), andato in fumo per il tradimento di un loro condottiero chiamato Alberico da Bregnano.
Nel 1162, Cermenate si schierò al fianco di Federico Barbarossa nella distruzione di Milano. In seguito alla pace di Como (1196), che in scia alla pace di Costanza si propose l'obiettivo di porre un termine alle dispute riemerse tra comaschi e milanesi, Cermenate entrò a far parte delle dipendenze amministrative della città lariana.
Sotto il profilo religioso, il paese faceva già parte delle dipendenze di Como, in quanto da tempo appartenenteva alla pieve di Fino, entro cui Cermenate risultò inserita fino alla seconda metà del XVIII secolo.
Datata 1 marzo 1222 è una richiesta di risarcimento danni formulata da alcuni mercanti di Lille, derubati dei loro averi mentre transitavano dalla località Montesordo, ove esisteva un ospizio per pellegrini.
Nel Duecento il "comune de Cermenate" è attestato come entità autonoma. Quando nella seconda metà del secolo il territorio comasco fu infiammato dalle dispute tra i Torriani e i Visconti, l'altura di Cermenate tuttora chiamata “Del castello" ospitò una fortificazione che nel XIV secolo divenne proprietà viscontea.
Attorno al 1280 il comune diede i natali al notaio Giovanni da Cermenate, storico delle vicende di Milano dal 1307 al 1313.
Dall'età moderna al Novecento Nel 1516 Cermenate fu oggetto di razzie da parte delle truppe di Francesco I di Francia, impegnate nell'assedio di Milano.
Negli anni 1580, il villaggio viene rappresentato, con l'indicazione Germeni nella mappa che nella Galleria delle carte geografiche dei Palazzi Vaticani riguarda il Ducato di Milano.
Nel XVII secolo, il territorio di Cermenate, che contava 81 "fuochi, confinava con le comunità di Lavizzara, Montesordo e Santa Croce, quest'ultima feudo dei cavalieri di Gerusalemme.
Nel 1751 il comune di Cermenate risulta essersi redento dall'infeudazione e, per questo, soggetto a un pagamento quindecennale. Nello stesso anno il territorio comunale comprendeva i cassinaggi di "Cassina Lavizara" (che nel XVII secolo costituiva un comune costituito da cinque famiglie i cui capi si alternavano ogni mese nella carica di console) e di "Cassina Santa Croce" (che nel XVII secolo era un feudo dei Cavalieri di Gerusalemme).
Nella seconda metà del Settecento, Cermenate fu caratterizzato dall'introduzione dei bachi da seta e dallo sviluppo del comparto delle tessiture seriche.
Un decreto di riorganizzazione amministrativa del Regno d'Italia napoleonico datato 1807 sancì l'annessione del comune di Asnago,, che tra il 1705 e la seconda metà del XVIII secolo era stato infeudato dalla famiglia Porro. La decisione napoleonica fu tuttavia abrogata con la Restaurazione.
Durante il Regno Lombardo-Veneto, nel 1844 il comune di Cermenate allargò i propri confini alla frazione Montesordo, che fino ad allora faceva parte del territorio di Asnago e che nel Medioevo aveva ospitato una residenza familiare di Giovanni Maria Visconti e un hospitalis per pellegrini gestito da frati.
Tra la fine dell'Ottocento e i l'inizio del Novecento si registrò un importante fenomeno di emigrazione oltreoceano da parte degli abitanti di Cermenate.
Nel 1928 il comune di Asnago venne definitivamente riaggregato al comune di Cermenate (R.D. 2 dicembre 1928, n. 3019).
Simboli Lo stemma del Comune di Cermenate è stato riconosciuto con decreto del capo del governo del 10 febbraio 1929.
Lo stemma attuale è stato ripreso da un affresco del 1473 situato nella casa annessa alla chiesa di San Vincenzo. Cermenate possedeva uno stemma precedente, presente anche nello Stemmario Carpani sotto la voce de burgo de Cermenate, raffigurante quattro castelli che facevano probabilmente riferimento ai centri abitati cui era composto il paese: Montesordo, Freghiera, Asnago e Castello.
Il gonfalone è un drappo partito di bianco e di rosso.
Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose Chiesa dei Santi Vito e Modesto
Nel centro di Cermenate si trova la chiesa dei Santi Vito e Modesto, attestata come cappella all'interno della pieve di Fino sin dalla fine del XIII secolo e sede di una parrocchia già nel XVI secolo. La chiesa fu oggetto d'importanti interventi architettonici tra il XVII secolo e la seconda metà del Settecento. Al suo interno conserva alcuni dipinti eseguiti da Torildo Conconi nel 1940. Il portale centrale in bronzo è stato realizzato nel 2009 dallo scultore Alberto Ceppi.
Chiesa di San Vincenzo Dedicata a san Vincenzo, raffigurato in gloria in un affresco al centro della navata, la chiesa è già attestata nel XIII secolo. Caduta in rovina durante il Cinquecento, sul finire del secolo fu oggetto di importanti interventi di ristrutturazione, caldeggiati dai vescovi Giovanni Francesco Bonomi (1578) e Feliciano Ninguarda (1592). Alla metà del secolo successivo risalgono l'altare maggiore, le decorazioni della cappella di sinistra (in stile barocco) e gli affreschi della volta. Al suo interno, la chiesa presenta affreschi del Conconi. Il 13 aprile 1936, al termine di circa un anno di lavori di consolidamento strutturale degli esterni il vescovo Alessandro Macchi elevò la chiesa a Santuario del Crocefisso. Tale titolazione è legata alla presenza, al di sopra di un paliotto sull'altare maggiore, di un crocifisso ligneo seicentesco di probabile origine iberica. La scultura caratterizzata dalla presenza di una testa mobile. Il presbiterio è coronato da una volta a botte decorata da una Trinità affrescata. Sulle pareti laterali del presbiterio trovano posto, su lati opposti, dipinti raffiguranti una Madonna di Loreto e una Deposizione. La chiesa è annoverata nell'elenco dei Santuari e templi votivi della Diocesi di Como.
Sull'unica navata della chiesa si innestano due cappelle laterali. Nella cappella di destra trovano posto un dipinto di una Madonna con san Brunone e, in una nicchia ricavata dall'antica sacrestia, un affresco raffigurante San Bernardino con la Madonna e il Bambino, opera datata 1473 e attribuita o a Bernardo Zenale o al Bergognone. Sull'affresco, originariamente collocato all'interno dell'odierna casa delle suore di Santa Dorotea, campeggia uno stemma che richiama l'emblema del comune di Cermenate. Nella cappella di sinistra, dedicata alla Passione, si conservano una Pietà lignea e numerosi affreschi cinquecenteschi - tra i quali una Lavanda dei piedi - dipinti da artisti di ambito lombardo.
Chiesa dei Santi Pietro e Paolo
La chiesa dei Santi Pietro e Paolo ad Asnago, attestata alternatamente come parrocchia o viceparrocchia nei secoli XVII e XVIII, deve il suo aspetto attuale ad alcuni interventi realizzati tra la fine del XVI secolo e il XIX secolo.
Altre architetture religiose
Chiesa del Sacro Cuore (fine XIX secolo) Chiesa dell'Addolorata (1867)
Oratorio dei Santi Simone e Giuda (1860), a Montesordo
Architetture civili Villa Clerici II parco Scalabrini un tempo era lo splendido giardino di villa Clerici, oggi tornata al fascino antico grazie all'opera di restauro del Comune di Cermenate. Le notizie riguardanti la villa risalgono alla famiglia Porro che nel 1416, dopo aver comperato dagli spagnoli il titolo di marchesi, la fece costruire. Per quattro secoli i suoi discendenti vissero felici in questo luogo ricco di bellezze architettoniche e naturali. Nel XIX secolo la proprietà passò alla famiglia Rospini-Clerici che la ristrutturò e poté godere, anche se per breve tempo, della sua amenità. L'intero isolato poi fu acquistato dall'ordine religioso degli Scalabrini O'Brien con l'obiettivo di trasformarlo in un accogliente collegio per giovani. La villa ottocentesca è ora la sede degli uffici comunali: nel 1977 il Comune infatti ha avuto l'idea di rivalutare un patrimonio che rischiava di andare perduto. Il restauro interno ha riportato al loro antico splendore soffitti, stucchi, affreschi, camini e arredi.
Villa Coquio