La mano di Fatima è il secondo romanzo scritto da Ildefonso Falcones, avvocato che esercita a Barcellona.
Trama 1568. Nei villaggi delle Alpujarras, nell'Andalusia spagnola, i moriscos vengono sottoposti a conversioni forzate per mano dei sacerdoti cristiani; stanchi dei sorprusi, i musulmani si rivoltano contro i loro oppressori, guidati da un certo Hamid, discendente dei principi Nasridi di Granada. Tra coloro che si trovano coinvolti nella lotta interreligiosa, c'è un ragazzino di 14 anni con gli occhi azzurri di nome Hernando Ruiz, rinnegato dalla sua stessa gente che lo chiama con disprezzo il Nazareno in quanto sua madre Aisha fu violentata da un prete cristiano. Nonostante tutti nella comunità lo disprezzino, soprattutto il suo patrigno Brahim (chiamato José dai cristiani), si guadagnerà la loro fiducia con il coraggio e la generosità, soprattutto grazie alla sua grande abilità di saper trattare con gli animali dell'esercito. Inoltre, adotterà il nome musulmano di Ibn Hamid, in onore di colui che lo ha introdotto nella lotta contro i cristiani.
Nel frattempo, il giovane sperimenterà invero la crudeltà di entrambe le parti. Una notte durante una strage a opera dei musulmani, a Juviles salva da morte certa Fatima, una ragazza più piccola di un anno di lui, madre di un bambino che tiene in braccio, con al collo un amuleto molto prezioso chiamato "la mano di Fatima"; questo incontro cambierà definitivamente la sua vita, tanto che egli inizierà a innamorarsene perdutamente. Ma Brahim adocchierà la ragazzina in maniera lasciva e arriverà addirittura a pretendere di sposarsi con lei.
Dopo che la guerra termina con la sconfitta dei musulmani, Hernando è costretto a vivere a Cordoba, dove affronta numerose difficoltà derivanti dalla sua identità mora; da quel momento in poi, correrà numerosi rischi e userà tutte le sue forze per garantire che la sua cultura e la sua religione riacquistino la dignità e lo status che meritano.
Personaggi Hernando Ruiz: protagonista della storia, inizia il romanzo a Juviles, uno dei villaggi delle Alpujarras. È odiato dal resto della comunità, compresi i fratellastri e il patrigno Brahim (chiamato José dai cristiani), i quali lo chiamano tutti Nazareno dopo che sua madre Aisha fu stuprata da un sacerdote cristiano. Dopo il suo incontro con Hamid, adotterà il nome musulmano di Ibn Hamid. Fatima: una ragazzina musulmana di un anno più giovane di Hernando. Al momento in cui viene introdotta nella storia, ha già dato alla luce un bambino di nome Humam (o Salvador). Hernando si innamorerà di lei perdutamente, mentre Brahim, il patrigno, farà di tutto per impossessarsene. L'uomo riuscirà a sposare Fatima, ma ben presto quest'ultima si vendicherà uccidendolo e restando in compagnia di Aisha, la madre di Hernando. La ragazza partorirà anche due figli, Abdul (o Francisco) e Shamir, e la paternità riconosciuta sarà quella di Hernando. Brahim: chiamato José dai cristiani, è il patrigno di Hernando e il patriarca della famiglia. Come tutti gli altri della comunità eccetto Aisha, disprezza apertamente il ragazzo, e anzi si dimostra molto violento nei suoi confronti. Quando viene a sapere che Hernando si innamora di una ragazzina di nome Fatima, riesce infine a umiliarlo sposando la giovane; tuttavia, stanca dei soprusi, quest'ultima riuscirà a ucciderlo. Hamid: anziano discendente dei Nasridi di Granada; spinto dalla sete di rivalsa personale, si pone a capo della rivolta dei moriscos insieme al suo giovane amico Ali da Órgiva. Convincerà Hernando a collaborare con lui e gli altri musulmani, convertendosi all'Islam. Dopo la sconfitta della ribellione, diventerà schiavo di un hidalgo, ossia un nobile ispanico. Rafaela: una donna cristiana, ha un fratello di nome Miguel. Dopo aver creduto che Fatima e i suoi figli Abdul e Shamir sono morti, Hernando la prenderà in moglie e i due avranno un figlio, Amin, e una figlia, Laila.
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Categoria:Romanzi storici Categoria:Romanzi di Ildefonso Falcones