Il santuario di Santa Lucia è un luogo di culto cattolico di Villanova Mondovì, in provincia di Cuneo e diocesi di Mondovì.
Situato nella parete del monte Calvario ad un centinaio di metri al di sopra del livello della strada. La foto in notturna è del fotografo Guido Peirone.
Storia Purtroppo, a causa di un incendio appiccato dai soldati francesi nel Settecento agli archivi del comune, non è rimasta alcuna traccia di documentazione ufficiale della costruzione del santuario. La leggenda ci narra di una giovanissima pastorella sordomuta che in un periodo di gravi alluvioni del vicino torrente Ellero, aveva portato a pascolare il suo gregge nei pressi di un pilone dedicato a Santa Lucia e situato alla confluenza del torrente Lurisia nel fiume Ellero, quando d'improvviso le apparve una donna con sembianze soprannaturali, che le chiese di far spostare il pilone in un luogo più sicuro e riparato dalle continue esondazioni del torrente, indicandole una grotta un centinaio di metri più in alto mostrando una cavità naturale che si apriva sulla parete della montagna, e facendo dono dell'udito e della parola alla pastorella affinché potesse diffondere il suo messaggio.
La notizia dell'avvenuto miracolo attirò verso la grotta numerosissimi fedeli e si mormorava anche di ulteriori guarigioni miracolose di malattie agli occhi, cosicché l'amministrazione della vicina parrocchia provvide ad ampliare la struttura aggiungendo delle opere in muratura per facilitare l'accesso ed il soggiorno di un sacerdote ed al crescente numero di pellegrini, impresa molto difficile per la difficoltà di accesso alla grotta a strapiombo sulla valle.
Nel corso degli anni, il pilone venne trasportato dalla cavità originaria in quella che è la sua attuale collocazione in una grotta di maggiori dimensioni a pochi metri di distanza da quella originaria, ora non più accessibile in quanto venne trasformata in cisterna per la raccolta dell'acqua.
Ad oggi dell'originario pilone non vi è rimasta alcuna traccia, si sa solamente che con molte probabilità era collocato nella cappelletta scavata nella roccia che si apre sulla destra dell'altare attuale dedicato alla Santa.
Sulla parete sinistra all'interno della grotta è conservato un bassorilievo datato 1588, testimonianza più antica del santuario, in cui è visibile il disegno della struttura dell'epoca e la statua originaria con sembianze pagane probabilmente in legno, posto in occasione di un voto fatto alla Santa. Pochi anni dopo il Vescovo diede ordine di sostituire la statua di sembianze pagane con una nuova statua in marmo con sembianze classiche che tuttora orna la grotta del santuario.
Nel 1829 venne terminata una “nuova” ala, aggiunta alla struttura originaria, che si sviluppa su tre piani e chiamata ala “Bernardi” (dal nome di Andrea Bernardi, benefattore che lasciò generosa donazione per ristrutturare e ampliare il complesso, a fine ‘700) composta tre livelli di arcate (piano terra con varie nicchie, primo e secondo piano con stanze un tempo usate per campeggi e ospitalità di pellegrini). A partire dal 2017 il santuario, assieme alla zona circostante il Monte Calvario e alla già citata Grotta dei Dossi, è incluso in un'area oggetto di Dichiarazione di notevole interesse pubblico della Regione Piemonte.
Dal 2019 un gruppo di Volontari si occupa della gestione, cura e conservazione del complesso, originando nel 2023 l’Associazione di Volontariato “AmiSaL-Amici di Santa Lucia ODV”. Tale Associazione ha permesso un recupero del complesso, anche permettendo di riscoprire la storia, cultura e fede del Santuario, soprattutto organizzando visite guidate, mostre e occasioni culturali e di valorizzazione.
Durante la Resistenza
Durante il periodo della Resistenza (1943-1945), questo edificio acquisisce notevole importanza, vi ha avuto sede una tipografia clandestina nella quale veniva stampato il notiziario Partigiano "Rinascita d'Italia" curato dal professor Bessone. Vi trovarono rifugio don Giuseppe Bruno, soprannominato "il prete dei Partigiani", che sarà arrestato nel febbraio 1945 a Torino e condannato a morte, ma riuscirà a salvarsi dall'esecuzione grazie all'aiuto del vescovo di Mondovì e dell'arcivescovo di Torino. Inerente tale figura è stato pubblicato un libro dal titolo “Il Prete dei Ribelli” (edizioni: CEM-Mondovì, autore: Albino Morandini). Vi trovò anche rifugio il comandante partigiano Piero Cosa che per lungo tempo trovò rifugio nel sottotetto del Santuario e trovò collaborazione da parte delle Suore di Villavecchia. Il Santuario fu, infatti, luogo di rifugio dei partigiani, negli anni 1943-‘45, ospitati in vari vani ben conosciuti da don Bruno che ben conosceva il comprensorio, avendolo più volte frequentato negli trenta per esercizi spirituali e ritiri. Importante fu anche la partecipazione di Don Pietro Servetti (al tempo arciprete della Parrocchia di Santa Caterina in Villavecchia-località di Villanova Mondovì), il quale mise a disposizione la struttura. Considerevole anche il supporto di madre Margherita e di suor Carla De’ Noni (delle Suore Missionarie della Passione, di Villavecchia), a cui venne riconosciuto il ruolo di staffetta partigiana che per lungo tempo fungeva da “spola” con il vicino paese di Villanova M.vì per rifornire cibo e quanto necessario. A ricordo di questo periodo vi è una lapide commemorativa posta di fronte all'ingresso della grotta.
Il miracolo di suor Carla
La caverna speleologica
Come già accennato sopra, il Santuario viene creato adattando la grotta principale che si configurava come “ingresso” di una serie di gallerie, passaggi e o "sale" che si avvicendano nelle profondità della montagna. Tali cunicoli non sono visitabili al pubblico, bensì restano ispezionabili solo da speleologi esperti. Alla medesima altezza, poco sopra i 600 metri, ed a circa 2 km in linea d'aria, sull'altro versante del monte Calvario, vi sono le grotte dei Dossi, visitabili e scoperte in epoca più recente di quelle accessibili dal santuario. Una leggenda popolare ancora raccontata dagli anziani della vicina Villanova Mondovì, narra di un esperimento condotto in passato, per il quale vennero introdotte delle oche (o anatre) nella Grotta dei Dossi e vennero viste uscire dal lato del santuario. Tale racconto non ha però alcuna conferma e pare inverosimile da un punto di vista scientifico.
Note
Bibliografia
Voci correlate Villanova Mondovì Associazione di Volontariato “AmiSaL-Amici di Santa Lucia”
Altri progetti
Collegamenti esterni
Sito web del Santuario di Santa Lucia, curato dell’associazione “AmiSaL-Amici di Santa Lucia” Webcam live dal sito del Santuario di Santa Lucia
Santa Lucia Categoria:Chiese della provincia di Cuneo Villanova Mondovì Categoria:Villanova Mondovì Categoria:Chiese della diocesi di Mondovì Categoria:Grotte del Piemonte