La storia dei responsa nell'ebraismo copre un periodo di 1700 anni. I responsa rabbiniciResponsa (Latino: plurale di responsum, "risposte") comprendono un corpus di decisioni scritte e direttive date da studiosi giuristi (in ebraico: posek) in risposta a domande poste loro su questioni interpretative della Halakhah ed esegetiche del Tanakh (Bibbia ebraica), che possono riferirsi anche semplicemente a istruzioni sul comportamento della persona ebrea nella propria vita quotidiana di osservanza alle mitzvot. costituiscono una categoria speciale di letteratura rabbinica, differendo in forma, ma non necessariamente nei contenuti, dai commentari rabbinici dedicati all'esegesi della Bibbia ebraica, della Mishnah, del Talmud e della Halakha (i codici della legge religiosa ebraica).W. O. E. Oesterley & G.H. Box, A Short Survey of the Literature of Rabbinical and Mediæval Judaism, Burt Franklin: New York, 1920. I codici stessi contengono le regole dei quotidiani incidenti della vita. La letteratura dei responsa copre tutte quelle occasioni/materie dove una normativa risulta necessaria per attenersi alle mitzvot di condotta ebraica. - cfr. rispettivo articolo, come da Bibliografia. Il modo, lo stile e la materia stessa sono cambiate in funzione dei viaggi diasporici del popolo ebraico e dello sviluppo di altra letteratura halakhica, in particolare dei codici.
Era talmudica
I responsa dei primi cinque secoli non sono contenuti in opere specifiche: sono infatti sparsi nelle scritture di entrambi i Talmud (il Talmud babilonese, o Bavli, e il Talmud gerosolimitano, o Yerushalmi). Opere dedicate specialmente ai responsa appaiono per la prima volta nel periodo post-talmudico. Molti responsa sono andati perduti, ma quelli esistenti ammontano a centinaia di migliaia, in circa mille raccolte conosciute.
Era pre-mishnaica Non si conoscono responsa in esistenza prima della Mishnah (200 e.v.): è in dubbio se ne siano stati scritti prima di questo periodo. Una tradizione sostiene che nessuna halakhah (legge) dovrebbe essere scritta (cfr. Torah orale). Anche quando la riluttanza a mettere per iscritto le sentenze halakhiche divenne obsoleta, le lettere di carattere giuridico potevano essere scritte solo nei casi in cui le leggi potevano parimenti essere ridotte a scrittura. Mentre prevaleva la regola che nessuna legge doveva essere scritta, nessuna comunicazione di contenuto legale veniva fatta per mezzo di lettere. Le questioni erano solitamente comunicate oralmente, o proposte all'accademia da un insegnante, che trasmetteva la risposta e la decisione di bocca in bocca, oralmente. La rarità delle lettere su problemi legali nell'era tannaitica (periodo coperto dalla Mishnah), può essere visto da un passaggio della Tosefta (Terumot II. 13 ), in cui si afferma che Rabbi Gamaliele segretamente inviò un messaggero con la risposta ad una questione, perché, desiderando mantenere la sua decisione segreta, probabilmente avrebbe inviato appunto una lettera, se tali risposte in questa forma fossero state la consuetudine in quel tempo.
Era mishnaica
Nel periodo tannaitico (100 p.e.v. al 200 e.v.) le dichiarazioni, le pubblicazioni, i contributi relativi al calendario e le notifiche, erano gli unici documenti regolarmente messi per iscritto. D'altra parte, non si può positivamente affermare che nessuna sentenza giuridica o risoluzione esegetica fosse data per iscritto prima del completamento della Mishnah: alcune eccezioni furono sicuramente fatte.
Nel Talmud Subito dopo il completamento della Mishnah, quando il divieto o la riluttanza nel mettere per iscritto le halakhot erano in gran parte scomparsi, la letteratura dei responsa cominciò ad apparire, con tracce conservate anche nel Talmud. Spesso le questioni venivano risolte da una sola lettera, come fu successivamente il caso con i Geonim, che si scambiarono una serie di responsa. Le risposte furono firmate da allievi e colleghi: in tal modo, a rigore, i responsa vennero in realtà emessi da un consiglio.
Con l'inizio del terzo secolo dell'era volgare, i responsa cominciano ad apparire frequentemente nelle lettere da Babilonia a Israele. Per la fine del terzo secolo la corrispondenza tra Israele e Babilonia era diventata più attiva e i responsa da uno all'altro erano diventati molto più numerosi. Queste sentenze da parte dei rabbini in Israele sembrano essere stati considerati come autorevoli e da obbedire: per esempio, una minaccia fu fatta a Rabbi Judah ben Ezekiel, capo dell'Accademia di Pumbedita, in merito ad una lettera che gli sarebbe stata portata dall'"Occidente" (cioè, da Israele) per annullare una sua decisione (Talmud, Trattato Bava Batra 41b ). In un'altra occasione, un altro insegnante protestò in simile maniera contro una decisione di Rabbi Judah e lo ammonì che egli stesso avrebbe prodotto una lettera ricevuta dall'Occidente, che lo contestava (Talmud, Shevu'ot 48b ); la stessa esperienza accadde al rabbino Mar Ukva (Talmud, Sanhedrin 29a ).
I Geonim
Durante il periodo gaonico (650-1250 e.v.), le scuole di Babilonia erano i principali centri di cultura ebraica; i Geonim, capi spirituali di queste scuole, erano riconosciuti come le più alte autorità in materia di Legge ebraica. Nonostante le difficoltà che ostacolavano le comunicazioni irregolari del periodo, anche gli ebrei che vivevano nei paesi più lontani inviavano le loro domande riguardanti la religione e la legge a questi funzionari in Babilonia. Negli ultimi secoli del periodo gaonico, dalla metà del X secolo alla metà dell'XI secolo, la loro supremazia decadde, poiché lo studio del Talmud fu approfondito in altre terre. Gli abitanti di queste regioni a poco a poco cominciarono a presentare le loro domande ai responsabili delle scuole dei rispettivi paesi. Alla fine praticamente cessarono di inviare le loro questioni ai Geonim babilonesi, cosicché durante questo periodo i responsa di eminenti rabbini di altre nazioni apparvero fianco a fianco con sentenze gaoniche.
Caratteristiche I responsa gaonici sono scritti in tre lingue, ebraico, aramaico e arabo. Nel periodo più antico l'aramaico, la lingua della Ghemara, prevalse in maniera esclusiva, ma a metà del IX secolo l'ebraico cominciò ad apparire in parallelo nei vari responsa. Questa innovazione fu dovuta, da un lato, allo studio della lingua ebraica, che si era diffusa attraverso circoli rabbinici a seguito del movimento caraita, e dall'altro, al fatto che le sentenze dei Geonim furono inviate in terre lontane, dove gli abitanti non conoscevano l'aramaico; divenne quindi necessario scriverli in ebraico, la lingua della Mishnah. Quando l'arabo divenne la lingua prevalente degli ebrei, le domande furono spesso rivolte ai Geonim in quella lingua, al che gli studiosi delle accademie usarono la stessa lingua per rispondere. Alcuni dei responsa che sono sopravvissuti, sono nella loro forma originale, mentre altri esistono solo in estratti. La prima collezione apparve, insieme a brevi sentenze gaoniche, a Costantinopoli nel 1516 con il titolo Halakot Pesukot min ha-Geonim ("Brevi Sentenze dei Geonim") e nel 1575 un altro corpus, dal titolo She'elot u-Teshubot mi ha-Geonim, fu pubblicato nella stessa città. A Salonicco nel 1792, Nissim ben Hayyim curò una raccolta di responsa gaonici col titolo Shaare Tzedek ("Porte della giustizia"), che contiene 533 responsa organizzati per materia e un indice del redattore. Nella maggior parte di questi responsa il nome dell'autore viene citato e molti sono riprodotti nella loro forma originale con le rispettive conferme e disquisizioni talmudiche. Il responsa sono caratterizzati da uno stile letterario più sviluppato di quelli in epoca talmudica. Il Talmud era già stato completato e la sua autorità riconosciuta, ed era quindi accessibile agli studiosi. Con una conoscenza accurata del Talmud, gli studiosi potevano dedurre per conto loro le decisioni per ogni caso che si presentava. Anche nei casi in cui l'interrogante non era versato nel Talmud ed il responsum richiedeva di fornire solo una breve decisione sul caso in esame, la sentenza non era di solito un semplice "sì" o "no", "permesso" o "proibito" , ma era generalmente consuetudine degli studiosi che preparavano i responsa di citare un passo del Talmud a sostegno o prova delle loro decisioni, o di controbattere ogni possibile opposizione anticipandone una confutazione. Molte di queste domande hanno una scarsa utilità pratica, ma sono concentrate sulla corretta spiegazione di passi del Talmud.
Primi Geonim Nei giorni dei primi Geonim, la maggior parte delle domande poste loro venivano inviate solo da Babilonia e dalle terre vicine, dove gli abitanti avevano più o meno familiarità con il Talmud e potevano visitare le accademie nei mesi di KallahDue mesi all'anno venivano denominati yarchei kallah, o "mesi della sposa" (riferendosi al Talmud) – i mesi di Adar e Elul. Durante questo periodo, gli studenti stranieri si riunivano nella yeshivah (accademia) per studiare in comune. per ascoltare le spiegazioni talmudiche di studiosi importanti. Le domande, che erano presentate per iscritto, erano quindi limitate ad uno o più casi specifici, mentre il relativo responsum dava in forma breve la necessaria decisione e la rispettiva ragione, insieme alla citazione di un caso talmudico analogoCfr. per es. Judah Gaon, in "Sha'are Zedek" IV. 4, 69, p. 71. e una confutazione di possibili obiezioni.ib. IV. 5, 27, p. 76b..
Geonim successivi Più discorsivi erano i responsa dei Geonim successivi, dopo la prima metà del IX secolo, quando le domande cominciarono ad essere inviate da regioni più lontane, dove gli abitanti avevano meno familiarità con il Talmud anche se lo possedevano, ed erano meno in grado di visitare le accademie babilonesi, uniche sedi di apprendimento talmudico. Difficoltà talmudiche erano spesso oggetto di queste richieste.
I Geonim successivi non si limitarono alla Mishnah e Talmud, ma usarono le decisioni ed i responsa dei loro predecessori, i cui detti e tradizioni erano generalmente considerati autorevoli. Questi responsa dei Geonim posteriori erano spesso saggi su temi talmudici e dal momento che una sola lettera spesso rispondeva a molte domande, spesso diventava lunga come un libro. Le lettere dei Geonim che, per la maggior parte, contenevano risposte a molti problemi, assunsero una forma definita e ufficiale. Iniziavano con la dichiarazione che le domande erano state correttamente ricevute, lette e considerate, e che le corrispondenti risposte erano state date in presenza del Gaon e con la sua approvazione.
I Rishonim
Con il declino del gaonato nella prima metà dell'XI secolo, gli ebrei di diversi paesi persero le autorità spirituali centrali che avevano fino ad allora dato loro decisioni in difficili problemi. Da allora l'appello in questioni religiose e legali doveva essere presentato alle autorità rabbiniche (posek) del proprio paese o di un paese vicino, cosicché le richieste inviate in questo periodo a Babilonia furono rare ed eccezionali.
Caratteristiche Le domande non erano affatto limitate a problemi pratici, ma molte erano di natura teorica, nel caso in cui l'interpretazione di un passo halakico o aggadico del Talmud fosse oggetto di indagine. Nella loro discussione dei problemi teorici, i responsa degli studiosi sefarditi sono degni di nota per il profondo spirito scientifico che li permea, molto più di quelli della scuola francese. Anche in responsa che sono di contenuto pratico, si può tracciare una distinzione tra le due scuole.