Asso (AFI: , Ass in dialetto vallassinese, AFI: ) è un comune italiano di abitanti della provincia di Como in Lombardia. Questo antichissimo borgo (i primi insediamenti risalgono al 2000 a.C.) è il capoluogo della Valle Assina o Vallassina, equidistante dai due rami del lago di Como e dotata ab immemorabile di autonomia religioso-amministrativa sotto forma di pieve arcivescovile (ancora oggi, il prevosto di Asso ha di diritto per tutto il tempo del suo mandato il titolo di monsignore).
Dal 1183 ebbe propri statuti civili e penali, in sudditanza "in temporalibus et spiritualibus"Preambolo della pars civilis degli Statuta Communitatis Vallassinae (edizione del 1343). all'arcivescovo di Milano. Il dominio temporale degli arcivescovi terminò sotto Giovanni Maria Visconti, che nel 1409 infeudò la Vallassina a Facino Cane e, successivamente, a Luigi Dal Verme. Nel Settecento, durante la dominazione francese, Asso diventò capoluogo del cantone IV del distretto IV del Lario. Risale agli anni 1878-1880 l'aggregazione al Comune di Asso delle consistenti frazioni di Scarenna e Pagnano. Fin da quegli anni il borgo è un centro di villeggiatura, soprattutto di milanesi. La sua economia è caratterizzata dall'industria tecnica e meccanica, tra cui gode di particolare rilievo l'attività serico-tessile della società Oltolina.
Geografia fisica Territorio Asso è posto alla confluenza delle valli dell'alto Lambro, in una posizione strategica al centro di una conca comunicante a nord con Civenna e Bellagio e a sud con l'estremo lembo del Triangolo Lariano.
La maggior parte delle frazioni, con l'eccezione di Scarenna, sono poste a un'altitudine più elevata rispetto al centro storico. Brazzova, Ca' Nova, Fraino, Gemù, Mudronno, poste poco più a valle di Sormano, formano con questo comune, Caglio e Rezzago i "Monti di Sera". Scarenna è situata, invece, in una piana a sud ovest del centro, detta "Terra Rosa".
Dal paese si possono raggiungere le diverse montagne che lo circondano: i Corni di Canzo, il monte Megna, il Palanzone, il Dosso Mattone, il Barzaghino e Croce Pizzallo.
Clima
Origini del nome Il toponimo originario "Ass" (in latino, Axium; nel XVI secolo, "Assio" e, dal 1763, Asso) è considerato di origine celtica..
Per Giorgio Luraschi è collegabile al suffisso ligure asco-asca, a indicare terre di pascolo di una comunità. Per il Gaffuri e il Boselli deriva dalla radice celtica as, "acqua", "sorgente"; a supporto di quest'ultima ipotesi Flaminio Pagani suggerisce altri toponimi contenenti as collegabili all'acqua (Belas, Bellagio; Domas e Menas, Menaggio). Il Boselli, tuttavia, predilige la derivazione del toponimo dal nome proprio Ascius, ipotesi rifiutata dall'Olivieri, che boccia anche sia quella dal monosillabo Asc scritto sulla lapide ritrovata su una spiaggia tra Onno e Vassena, sia quella dalla parola assus ("arido", "riarso"). Piero Paracchi, in Caglio, Rezzago, Sormano: il Monte di Sera, attribuisce alla radice as il significato di "principio" o "primo".
In realtà l'ipotesi più verosimile è quella che vede in esso il termine proto-celtico dal significato di "bocca" (*ās-). Anche qualora si trattasse di un vocabolo pre-celtico (ligure), avrebbe lo stesso significato, derivando da una comune radice indoeuropea *h₁œh₃s., campo semantico utilizzato nel vocabolario celtico anche per riferirsi alle foci e alle confluenze dei fiumi (*genu-).. Il riferimento sarebbe quindi alla sua posizione di fondovalle e quindi di confluenza delle due semivalli (Valle della Menaresta e Valbrona) di cui la Valassina è composta. Ciò avrebbe conferma dal fatto che i resti archeologici assesi di gran lunga più antichiCon un distacco di circa tremila anni dal secondo sito più antico, quello di Brazzova. sono stati rinvenuti nella località Cranno, situata presso la Cascata della Vallategna, ove confluiscono il Lambro montano e il Foce, torrente della Valbrona.
Dal nome Asso deriva il toponimo "Val Assina", ora "Valassina" o "Vallassina", già scritto nel Medioevo tutto attaccato (Vallis Vallaxine)..F. Cani, La toponomastica storica del Triangolo lariano, p. 33.
Il nome degli abitanti di Asso può essere sia assesi, sia assini; il loro soprannome tradizionale nella lingua locale è spazapulée, traducibile come "ladri di polli"..
Storia
Le più antiche tracce umane sono state ritrovate in località Cranno di Asso e risalgono al 6500 a.C., ma si hanno testimonianze di insediamenti stabili successivi (dal 3500 a.C. al 400 a.C.) anche in altre frazioni come Brazzova, Dosso e Pagnano..
Del periodo romano si conservano due interessanti epigrafi, una conservata ora nella torre del castello, e l'altra nella sala consiliare del municipio, oltre che resti di una conduttura, una moneta dell'imperatore Decio e tracce di un selciato.. Asso era la sede principale del pago romano in cui si inserì, successivamente la pieve cristiana, nel III secolo,. secolo che vide l'introduzione di questa religione, definitivamente affermatasi alla fine del V.. Da Ascium, nome latino di Asso, passava la via Mediolanum-Bellasium, che metteva in comunicazione Milano con Bellagio.
Al tempo dell'arcivescovo Ariberto da Intimiano (XI secolo), Asso rivestì un ruolo considerevole grazie alle sue fortificazioni, che lo posero al centro di un vasto sistema strategico-militare, oggi testimoniato da case-forti e da un'imponente torre, ricostruita in più punti, facente parte del castello.
La partecipazione di assesi alle crociate non è documentata storicamente, ma si tramanda che da un dente di Santa Apollonia portato dalla Palestina sia nato il culto della patrona del paese..
Nel 1183 degli statuti civili e penali resero Asso una comunità autonoma. Come attestato in un documento datato 1311 di Cassono della Torre, la comunità era tuttavia tenuta al versamento delle decime a favore della diocesi di Milano. Gli statuti furono confermati nel 1380 dall'arcivescovo Antonio da Saluzzo.
Nel 1314 il comune di Asso fu interessato dalle lotte per il potere portate avanti da Matteo I Visconti, subendo un saccheggio.
Il paese fu colpito diverse volte dalla peste. La prima ondata si presentò nel 1361. Particolarmente grave fu quella del 1549. I lanzichenecchi provocarono un contagio nel 1630..
Il dominio temporale arcivescovile terminò sotto Giovanni Maria Visconti, che nel 1409 infeudò la Vallassina a Facino Cane. Tre anni dopo, la morte di quest'ultimo indusse Filippo Maria Visconti a sposarne la vedova Beatrice, e successivamente, a Luigi Dal Verme. Portata in dote a Fregosino Fregoso nelle seconde nozze di Chiara Sforza (vedova di Pietro II Dal Verme) tra il 1533 e il 1534 la valle fu venduta a Francesco Sfondrati, agli eredi del quale la valle restò infeudata fino al 1788. Ad Asso era attivo in questi secoli anche l'ufficio dell'Inquisizione, alla ricerca di eretici e bestemmiatori, che, nel 1675, era diretto dal prevosto Antonio Crivelli, aiutato dai Crocesegnati. Alla nascita della Repubblica cisalpina è dedicata una lapide, datata 1796, situata nella torre del castello..
Durante il predominio francese, Asso diventò «capoluogo» del cantone IV del distretto di Lecco, mentre nel 1805 divenne capoluogo dell'omonimo cantone (o della Vallassina), che faceva parte del distretto IV e del dipartimento del Lario del Regno italico..
Nel 1878 e nel 1880 furono inglobati, rispettivamente, Scarenna e Pagnano.
Nel 1922 si formò ad Asso una squadra di arditi al comando di Luchino Visconti, futuro segretario locale del Fascio.. Nel 1944 si costituì il Comitato di Liberazione Nazionale locale, grazie alla spinta del tipografo Gioachino Oleotti, proprietario della tipografia "La Vallassinese", presso la quale veniva stampata clandestinamente La Disfida. Sfuggì miracolosamente alle SS..
Simboli Lo stemma e il gonfalone del comune di Asso sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica del 13 febbraio 2020.
Il gonfalone è un drappo di bianco bordato di rosso.
L'emblema di Asso è antico e si può trovare in stemmari storici come il quattrocentesco Carpani e il seicentesco Cremosano. L'argento e il rosso sono i colori dell'arcivescovo di Milano. Le stelle potrebbero indicare la posizione di Asso, tra Lecco e Como, nel cosiddetto Triangolo Lariano.
Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose Chiesa prepositurale
La chiesa prepositurale di Asso, dedicata a san Giovanni Battista, fu edificata tra il 1641 e il 1675, su progetto dell'ingegner Rusconi, sul luogo di un'antica chiesa con la stessa dedicazione, abbattuta nel 1634; fu consacrata il 31 maggio 1752 dall'arcivescovo Pozzobonelli. Vide la facciata rifinita nel 1962.
Nel 1634 venne eretto il campanile, nello stesso stile di quello del santuario della Madonna di Sommaguggio e di quelli delle chiese dei Santi Materno e Ambrogio, di Valbrona, e di San Michele di Visino, edificato in pietra viva tra il 1595 e il 1639. Era un'opera già prevista da Carlo Borromeo («si faccia un campanile quando si potrà»), e fu costruita su iniziativa di Girolamo Curioni, parroco di Asso dal 1570 al 1601, e disegno, attribuito, del Pellegrini. Nel XVI secolo, le pietre della parrocchiale erano state ricavate da un masso erratico in località Cim di Asso.
Della primitiva chiesa plebana è conservata una pietra rosa, con inciso il monogramma "PX-" inscritto in una ruota, nel muro del vano dove era sistemata la vasca battesimale e che ospita oggi una statua di Madonna con Bambino, di anonimo del XV secolo. Tra le opere d'arte, di particolare rilevanza quelle lignee: un pulpito dorato con evangelisti, come cariatidi, di Fedele Pirovano (1685) e il monumentale ciborio, giocato sul contrasto tra oro e nero, ricco di decorazioni di santi e angeli con una Ultima Cena sulla nicchia del tabernacolo; l'autore è forse della scuola del Taurino. L'altare è attribuito ai fratelli Fantoni della bergamasca. Sull'altare, una Predica di S san Giovanni dipinta da Raffaele Casnedi. Tra gli oli su tela sono opere di pregio un Battesimo di Cristo del XVI secolo, e una Annunciazione del Campi del 1570. La pala d'altare è del Nuvolone.
Nel coro è stato sistemato, nel 1991, un organo Zannin proveniente dalla casa-studio del pittore Salvatore Fiume, nell'ex-stabilimento Verza a Canzo, e dallo stesso donato.
Tra le opere moderne vi sono le vetrate, realizzate nel 1933 da Celeste Visioli (disegni di Codenotti e Cavallini), e le quattordici stazioni della Via Crucis di Luigi de Mauro.
Nel 1923 furono collocate due lapidi sulla facciata, a fianco del portale. Quella a sinistra, con l'effigie di papa Pio XI, riporta un suo breve apostolico, che ricorda gli anni della sua giovinezza e le vacanze estive trascorse nel borgo di Asso, e insignisce ai parroci della parrocchia il titolo di monsignore con il grado di Prelato d'onore di Sua Santità; quella a destra, ricorda don Damiano Ratti, prevosto dal 1860 al 1891, zio di papa Pio XI.
Chiesa del Santo Crocefisso
La chiesa del Santo Crocefisso fu costruita fra gli anni 1760 e 1770 accanto alla chiesa prepositurale, sull'area dove in precedenza si trovava l'originario battistero plebano.. In principio intitolato a san Giovanni Battista ma successivamente ridedicato all'omonimo evangelista, il battistero si presentava come un edificio a pianta centrale quadrilatera, nella quale s'innestavano tre absidi semicircolari.
Presenta un'apertura a serliana che conduce nell'atrio, dove sono emersi lacunosi affreschi sul tema della morte. Una porta laterale a destra conduceva in un locale originariamente utilizzato come ossario, mentre un'altra porta a sinistra portava alla tribuna addossata alla controfacciata della chiesa, la quale era probabilmente usata dai membri della Confraternita dei Disciplini e di San Rocco per le loro adunanze e per assistere alle celebrazioni liturgiche.