Fra le attrici più premiate della storia del cinema, è apparsa in più di 160 film e produzioni televisive dal debutto avvenuto nel 1971. Attrice più nominata al Premio César, con sedici nomination e due vittorie, ha vinto due Prix d'interprétation féminine al Festival di Cannes per Violette Nozière (1978) e La pianista (2001), due Coppa Volpi alla Mostra del cinema di Venezia per Un affare di donne (1988) e Il buio nella mente (1995) e un Orso d'argento al Festival di Berlino per 8 donne e un mistero (2002).
Tra i suoi riconoscimenti giovanili spicca la vittoria del Premio BAFTA alla migliore attrice debuttante per La merlettaia (1977), mentre nel 2005 le è stato conferito il Leone d'oro alla carriera. Nel 2016 ha ottenuto il plauso per le sue interpretazioni in Elle e Le cose che verranno; per Elle, la Huppert si aggiudica il Golden Globe nella sezione miglior attrice in un film drammatico e riceve la sua prima candidatura al Premio Oscar come miglior attrice. Nel 2020, il New York Times l'ha classificata al secondo posto nella lista dei più grandi attori del 21º secolo.
È considerata la musa di vari cineasti internazionali tra cui Michael Haneke, François Ozon, Benoît Jacquot, Hong Sang-soo, Paul Verhoeven, Bertrand Tavernier, André Téchiné, Jean-Paul Salomé, Tonino De Bernardi, Joachim Trier, Ursula Meier, Marco Ferreri, Marc Fitoussi, Joseph Losey, Michele Placido, Marco Bellocchio, Catherine Breillat, Patricia Mazuy, Jean-Luc Godard, Werner Schroeter, Thierry Klifa, Maurice Pialat e Claude Chabrol.
Biografia Nata a Parigi, figlia di Raymond Huppert (1914-2003), industriale che possedeva un'azienda di casseforti, nonché Cavaliere della Legion d'Onore, e di Annick Beau (1914-1990), professoressa d'inglese e insegnante di piano, trascorre l'infanzia a Ville-d'Avray, incoraggiata in tenera età dalla madre a recitare.
Carriera Frequenta il conservatorio di Versailles: dopo una carriera di successo in teatro, inizia a lavorare per il cinema nel 1972 con I primi turbamenti (era tuttavia già apparsa in televisione l'anno prima). Debutta nel cinema americano con un ruolo nel kolossal di Michael Cimino I cancelli del cielo (1980), che tuttavia non riscuote successo al botteghino; negli anni ottanta viene diretta, tra gli altri, da Bertrand Tavernier, Jean-Luc Godard, Joseph Losey e Marco Ferreri. Ha recitato in lingua inglese ne I cancelli del cielo (1980), I Heart Huckabees - Le strane coincidenze della vita (2004), La scomparsa di Eleanor Rigby (2013), Dead Man Down - Il sapore della vendetta (2013), e Segreti di famiglia (2015).
Ha vinto due volte il premio per la migliore attrice al Festival di Cannes, nel 1978 per Violette Nozière di Claude Chabrol e nel 2001 per La pianista di Michael Haneke, e due volte la Coppa Volpi al Festival di Venezia, nel 1988 per Un affare di donne e nel 1995 per Il buio nella mente, entrambi diretti da Chabrol. Sempre a Venezia nel 2005 le viene attribuito un Leone d'oro speciale in occasione della presentazione del film Gabrielle. È stata inoltre candidata sedici volte al Premio César, due volte come non protagonista, quattordici come protagonista, vincendolo due volte: nel 1996 per Il buio nella mente e nel 2017 per Elle. Nel 2017 è stata insignita deI Premio Europa per il teatro.
Nel 2024 Huppert diventa presidente della giuria dell’81ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia.
Nel luglio 2026 viene annunciato il suo incarico come presidente della Cinémathèque française, ruolo che la vedrà in carica per i successivi tre anni.
Vita privata Huppert ha una relazione con lo scrittore, produttore e regista Ronald Chammah dal 1982. La coppia ha tre figli, fra cui l'attrice Lolita Chammah che ha recitato con sua madre in cinque film.
Huppert è proprietaria dei cinema di repertorio Christine Cinéma Club ed Ecoles Cinéma Club di Parigi, curati dal figlio Lorenzo.
Critica Huppert detiene il record per essere l'attrice con il maggior numero di film iscritti al concorso ufficiale del Festival di Cannes. Al 2026 ha avuto ventitré film nella competizione principale e un totale di trentatré film proiettati al festival. Le frequenti apparizioni di Huppert a Cannes l'hanno portata a essere soprannominata "la regina di Cannes" dai giornalisti.
David Thomson su Madame Bovary di Claude Chabrol: "[Huppert] deve essere classificata come una delle attrici più affermate al mondo oggi, anche se sembra priva della passione o dell'agonia della sua contemporanea, Isabelle Adjani ".
Stuart Jeffries di The Observer su La pianista: "Questa è sicuramente una delle più grandi interpretazioni della già illustre carriera di attore di Huppert, anche se è molto difficile da guardare". Il regista, Michael Haneke: "[Huppert] ha una tale professionalità, il modo in cui è in grado di rappresentare la sofferenza. Da un lato c'è l'estremo della sua sofferenza e poi c'è il suo gelido intellettualismo. Nessun altro attore può combinare le due cose".
Della sua interpretazione in Hidden Love del 2007, Roger Ebert ha dichiarato: "Isabelle Huppert fa un bel film dopo l'altro ... è senza paura. I registi spesso dipendono dal suo dono per trasmettere depressione, compulsione, egoismo e disperazione. Può essere divertente e affascinante, ma lo possono fare anche molti attori. Lei è al completo controllo di un volto che guarda il vuoto con vacuità". Nel 2010, Stu VanAirsdale l'ha descritta come "probabilmente la più grande attrice cinematografica del mondo".
Il lavoro di Huppert in Elle e Le cose che verranno è in cima alla classifica di The Playlist di "The 25 Best Performances Of 2016": "Lei corre la gamma emotiva da un film all'altro, carnale, selvaggia, distrutta, svogliata, invulnerabile ma esposta, una donna sull’orlo del collasso che rifiuta di soccombere alle sue instabilità. La carriera di Huppert abbraccia quattro decenni e cambia, oltre a un mucchio di premi e riconoscimenti, ma con Elle e Things to Come, potrebbe benissimo vivere il suo anno migliore."
Filmografia
Cinema
I primi turbamenti (Faustine et le bel été), regia di Nina Companeez (1972) È simpatico, ma gli romperei il muso (César et Rosalie), regia di Claude Sautet (1972) Le Bar de la Fourche, regia di Alain Levent (1972) Prossima apertura casa di piacere (Le grand délire), regia di Dennis Berry (1974) Spostamenti progressivi del piacere (Glissements progressifs du plaisir), regia di Alain Robbe-Grillet (1974) I santissimi (Les valseuses), regia di Bertrand Blier (1974) Primavera carnale (Sérieux comme le plaisir), regia di Robert Benayoun (1975) Dupont Lajoie, regia di Yves Boisset (1975) Aloïse, regia di Liliane de Kermadec (1975) Operazione Rosebud (Rosebud), regia di Otto Preminger (1975) Il giudice e l'assassino (Le juge et l'assassin), regia di Bertrand Tavernier (1976) Il caso del dottor Gailland (Docteur Françoise Gailland), regia di Jean-Louis Bertuccelli (1976) La merlettaia (La dentellière), regia di Claude Goretta (1976) I miei vicini sono simpatici (Des enfants gâtés), regia di Bertrand Tavernier (1977) Les indiens sont encore loin, regia di Patricia Moraz (1977) Violette Nozière, regia di Claude Chabrol (1978) Le Retour à la bien-aimée, regia di Jean-François Adam (1979) Les Sœurs Brontë, regia di André Téchiné (1979) Si salvi chi può (la vita) (Sauve qui peut (la vie)), regia di Jean-Luc Godard (1980) La storia vera della signora dalle camelie, regia di Mauro Bolognini (1980) Loulou (Loulou), regia di Maurice Pialat (1980) Storia di donne (Les ailes de la colombe), regia di Benoît Jacquot (1980) Due donne un erede (Orokseg), regia di Márta Mészáros (1980) I cancelli del cielo (Heaven's Gate), regia di Michael Cimino (1980) Acque profonde (Eaux profondes), regia di Michel Deville (1981) Colpo di spugna (Coup de torchon), regia di Bertrand Tavernier (1981) La Truite, regia di Joseph Losey (1982) Prestami il rossetto (Coup de foudre), regia di Diane Kurys (1982) Passion, regia di Jean-Luc Godard (1982) La Femme de mon pote, regia di Bertrand Blier (1983) Storia di Piera, regia di Marco Ferreri (1983) La Garce, regia di Christine Pascal (1984) Sac de nœuds, regia di Josiane Balasko (1984) Signé Charlotte, regia di Caroline Huppert (1985) Cactus, regia di Paul Cox (1986) Milan noir, regia di Ronald Chammah (1987) Dostoevskij - I demoni (Les possédés), regia di Andrzej Wajda (1987) La finestra della camera da letto (The Bedroom Window), regia di Curtis Hanson (1987) Un affare di donne (Une affaire de femmes), regia di Claude Chabrol (1988) Seobe, regia di Aleksandar Petrović (1989) La vendetta di una donna (La vengeance d'une femme), regia di Jacques Doillon (1990) Malina, regia di Werner Schroeter (1991) Madame Bovary (Madame Bovary), regia di Claude Chabrol (1991) Contre l'oubli, regia di Francis Girod (1991) Le strategie del cuore (Après l'amour), regia di Diane Kurys (1993) Amateur, regia di Hal Hartley (1994) L'inondation, regia di Igor Minaiev (1994) La séparation, regia di Christian Vincent (1994) Il buio nella mente (La Cérémonie), regia di Claude Chabrol (1995) Lumière and Company, regia di Abbas Kiarostami (1995) – voce Poussières d'amour, regia di Werner Schroeter (1996) Les Palmes de M. Schutz, regia di Claude Pinoteau (1996) Le affinità elettive, regia di Paolo e Vittorio Taviani (1996) Rien ne va plus (Rien ne va plus), regia di Claude Chabrol (1997) L'École de la chair, regia di Benoît Jacquot (1998) Niente scandalo (Pas de scandale), regia di Benoît Jacquot (1999) La vie moderne, regia di Laurence Ferreira Barbosa (1999) Saint-Cyr, regia di Patricia Mazuy (2000) Les Destinées sentimentales, regia di Olivier Assayas (2000) Grazie per la cioccolata (Merci pour le chocolat), regia di Claude Chabrol (2000) Il figlio di due madri (Comédie de l'innocence), regia di Raúl Ruiz (2000) La pianista (La Pianiste), regia di Michael Haneke (2001) 8 donne e un mistero (Huit Femmes), regia di François Ozon (2002) Silvia oltre il fiume (La Vie promise), regia di Olivier Dahan (2002) Deux, regia di Werner Schroeter (2002) Il tempo dei lupi (Le Temps du loup), regia di Michael Haneke (2002) Ma mère, regia di Christophe Honoré (2003) Les sœurs fâchées, regia di Alexandra Leclère (2004) I ♥ Huckabees - Le strane coincidenze della vita, regia di David O. Russell (2004) Gabrielle, regia di Patrice Chéreau (2005) La commedia del potere (L'Ivresse du pouvoir), regia di Claude Chabrol (2006) Proprietà privata (Nue Propriété), regia di Joachim Lafosse (2006) L'amore nascosto (L'amour caché), regia di Alessandro Capone (2007) Médée miracle, regia di Tonino De Bernardi (2007) Home, regia di Ursula Meier (2008) Villa Amalia, regia di Benoît Jacquot (2008) Una diga sul Pacifico (Un barrage contre le Pacifique), regia di Rithy Panh (2008) White Material, regia di Claire Denis (2008) Copacabana, regia di Marc Fitoussi (2009) Sans queue ni tête, regia di Jeanne Labrune (2010) My Little Princess, regia di Eva Ionesco (2011) Il mio migliore incubo! (Mon pire cauchemar), regia di Anne Fontaine (2011) Amour, regia di Michael Haneke (2012) Bella addormentata, regia di Marco Bellocchio (2012) Captive, regia di Brillante Mendoza (2012) In Another Country (Dareun Naraeseo), regia di Hong Sang-soo (2012) Dubaï Flamingo, regia di Delphine Kreuter (2012) Dead Man Down - Il sapore della vendetta (Dead Man Down), regia di Niels Arden Oplev (2013) La religiosa (La religieuse), regia di Guillaume Nicloux (2013) Il paradiso degli orchi (Au bonheur des ogres), regia di Nicolas Bary (2013) La scomparsa di Eleanor Rigby (The Disappearance of Eleanor Rigby), regia di Ned Benson (2013) Tip Top, regia di Serge Bozon (2014) Abus de faiblesse, regia di Catherine Breillat (2014) La Ritournelle, regia di Marc Fitoussi (2014) Valley of Love, regia di Guillaume Nicloux (2015) Segreti di famiglia (Louder Than Bombs), regia di Joachim Trier (2015) Il condominio dei cuori infranti (Asphalte), regia di Samuel Benchetrit (2015)