Pontecorvo è un comune italiano di abitanti della provincia di Frosinone, nel Lazio.
Geografia fisica Territorio Il territorio comunale è attraversato dal Liri.
Clima Le estati sono calde e afose, talvolta può capitare che il paese venga interessato da fenomeni temporaleschi pomeridiani provenienti dall'Appennino o dal massiccio del Monte Cairo, che si formano dall’attività termoconvettiva che solitamente risulta intensa in primavera inoltrata ed estate, ogni qual volta il territorio venga interessato da masse d'aria instabili provenienti dai quadranti settentrionali. In autunno il clima si presenta mite e piovoso, specialmente nei mesi di ottobre e novembre. In inverno è probabile che la temperatura scenda sotto lo zero durante le prime ore del mattino e che il paese venga interessato dalla nebbia che tende però in genere a dissolversi entro la tarda mattinata.
Le nevicate sono poco frequenti, ma non impossibili. Quando capitano, sono solitamente meno abbondanti rispetto alla gran parte del territorio della provincia di Frosinone. Ciò è dovuto all'influenza dei richiami caldi meridionali che interessano la vicina area del cassinate a causa della scarsa protezione che offrono le basse propaggini meridionali dei Monti Aurunci dai miti venti Mediterranei. Pontecorvo è comunque più nevosa della vicina Cassino. Da menzionare la nevicata del 3 febbraio 2012 con più di 20 cm di neve caduti, laddove Cassino registrò solamente 3 cm di accumulo, ma già sensibilmente meno della confinante Roccasecca con circa 40 cm accumulati. Casi simili in tempi recenti sono accaduti nel febbraio 2010 e nel febbraio 2013.
Classificazione climatica: zona C, 1200 GR/G
Origini del nome Il toponimo Pontecorvo sarebbe legato al Pons curvus che si trova sul fiume Liri al centro della città. Per un'altra interpretazione, con corvus ci si riferisce ad un simbolo dei Benedettini, ovvero l'abbazia di Montecassino che controllava il territorio.
Storia Preistoria Le più antiche testimonianze della presenza umana nel territorio di Pontecorvo risalgono al Paleolitico inferiore. Nella campagna a nord dell'abitato, in località Vetrine, è stato individuato un antico sito di frequentazione preistorica nel quale sono venuti alla luce amigdale, utensili in osso e resti faunistici appartenenti, tra gli altri, all’Elephas antiquus, al rinoceronte, al cervo, al bue primigenio e al cavallo selvatico, riferibili ai gruppi umani che frequentavano il medio bacino del Liri.
Frequentazioni del Neolitico sono documentate anche nel centro storico: durante lavori di scavo presso il Liri, al di sotto dell'attuale piazza Belvedere, sono emersi reperti che attestano l'utilizzo delle cavità naturali presenti lungo il versante della collina come luoghi di abitazione.
La continuità di frequentazione del territorio è attestata anche per l'età del bronzo, rappresentata dal rinvenimento di un'ascia di rame ad alette in località Sant'Oliva, e per l'età del Ferro, alla quale sono attribuiti un ripostiglio di armi e oggetti in bronzo rinvenuto sulle pendici di Monte Leuci.
L'insieme dei rinvenimenti documenta una presenza umana stabile nella media valle del Liri per un lungo arco cronologico, molto precedente alla fondazione della colonia latina di Fregellae.
Pontecorvo e Fregellae
Il territorio di Pontecorvo è tradizionalmente legato all'antica colonia latina di Fregellae, fondata da Roma nel 328 a.C. lungo la Via Latina e distrutta dai Romani nel 125 a.C. in seguito alla rivolta guidata da Marco Fulvio Flacco.
Una consolidata tradizione storiografica, sviluppatasi tra il XVI e il XIX secolo, identificò Pontecorvo con la città sorta dalle rovine dell'antica Fregellae o con la sua diretta erede storica. Da tale tradizione deriva anche l'acronimo S.P.Q.F. (Senatus PopulusQue Fregellanus), tuttora presente nello stemma e nei simboli civici della città quale richiamo ideale all'eredità fregellana.
Secondo questa interpretazione, dopo la distruzione della colonia romana una parte della popolazione si sarebbe trasferita più a sud, dando origine al nucleo abitato dal quale si sviluppò la futura Pons Curvus. La tradizione ricorda inoltre che il territorio dell'antica Fregellae fosse più ampio degli attuali confini comunali e comprendesse parte dell'odierno comprensorio tra Pontecorvo, Ceprano, Arce e San Giovanni Incarico.
Le ricerche archeologiche condotte dalla seconda metà del XX secolo hanno tuttavia individuato il sito dell'antica colonia romana nella località Le Cese, tra i territori comunali di Arce, Ceprano e San Giovanni Incarico, dove sono stati riportati alla luce il foro, edifici pubblici, quartieri residenziali e altri importanti resti della città romana.
La tradizione che identifica Pontecorvo con Fregellae rimane comunque ampiamente attestata nella storiografia erudita. Tra gli autori che sostennero tale identificazione figurano Raffaele Maffei (Volterrano), Carlo Sigonio, Antonio de Nebrija, Pietro Nores, Giulio Ferrario, Giuseppe Amati e altri studiosi di età moderna e contemporanea, le cui opere contribuirono a consolidare il legame storico e simbolico tra Pontecorvo e l'antica colonia latina.
Anche nei documenti ufficiali dello Stato Pontificio, del quale Pontecorvo costituì per secoli un'exclave, la città era frequentemente indicata come l'antica Fregellae o come centro sorto dalle sue rovine. La bolla con cui Benedetto XIII istituì nel 1725 la Diocesi di Pontecorvo ricorda infatti la città quale centro «ex ruinis veterum Fregellarum, clarae olim in Latio urbis».
Le prime attestazioni documentarie del toponimo Pons Curvus risalgono invece all'alto Medioevo. Il nome, probabilmente riferito al caratteristico ponte sul Liri, compare stabilmente nella documentazione cassinese a partire dall'XI secolo e sostituì progressivamente il richiamo diretto a Fregellae, pur conservandone la memoria nella tradizione civica della città.
Dominio papale Le prime attestazioni documentarie di Pontecorvo risalgono all'XI secolo. Nel 1105 il principe di Capua Riccardo II di Capua confermò all'Abbazia di Montecassino il possesso del castello di Pontecorvo, già donato dai suoi predecessori nel corso della seconda metà dell'XI secolo.
Nei secoli successivi il centro fu più volte conteso tra l'abbazia cassinese, il Principato di Capua, il Regno di Sicilia e il papato. Per alcuni anni passò sotto il controllo di Ruggero II di Sicilia, mentre nel XIII secolo fu coinvolto nelle lotte tra il papato e gli Svevi e subì il saccheggio da parte delle truppe di Carlo I d'Angiò. Durante lo Scisma d'Occidente Pontecorvo aderì alla causa dell'antipapa Clemente VII, contrapponendosi al potere dell'abbazia di Montecassino.
Nel 1190 Pontecorvo fu tra le prime comunità dell'Italia centro-meridionale a dotarsi di uno statuto comunale, testimonianza del progressivo sviluppo delle autonomie cittadine e della definizione dei rapporti tra la comunità locale e il potere signorile.
Tra il 1422 e il 1463 la città attraversò una fase di frequenti mutamenti politici, alternando periodi di amministrazione pontificia, angioina e aragonese.
Dal 1463 al 1860 Pontecorvo costituì un'exclave dello Stato Pontificio interamente circondata dal Regno di Napoli e, successivamente, dal Regno delle Due Sicilie. Questa peculiare condizione politico-amministrativa influenzò profondamente la storia cittadina, favorendo lo sviluppo di proprie istituzioni civili e giudiziarie pur mantenendo stretti rapporti economici e sociali con i territori circostanti.
Nel 1725 papa Benedetto XIII elevò Pontecorvo al rango di città e istituì la Diocesi di Pontecorvo, unendola aeque principaliter alla Diocesi di Aquino, riconoscendone il crescente rilievo religioso e amministrativo all'interno dello Stato Pontificio.
Principato di Pontecorvo
Nel quadro della riorganizzazione politica dell'Italia promossa da Napoleone Bonaparte, il 5 giugno 1806 Pontecorvo fu separata dallo Stato Pontificio ed eretta in Principato di Pontecorvo, uno Stato formalmente sovrano ma strettamente legato al Primo Impero francese.
Napoleone conferì il nuovo principato al maresciallo Jean-Baptiste Jules Bernadotte, uno dei suoi più illustri comandanti, quale ricompensa per i servigi militari resi durante le campagne napoleoniche. Bernadotte mantenne il titolo di principe di Pontecorvo dal 1806 al 1810, anno in cui vi rinunciò dopo essere stato designato principe ereditario di Svezia e adottato dal re Carlo XIII di Svezia.
Nel 1812 il titolo fu attribuito nominalmente a Napoleone Luciano Carlo Murat, figlio di Gioacchino Murat e di Carolina Bonaparte. A causa della minore età del principe e delle vicende politiche e militari che interessarono il Regno di Napoli negli ultimi anni dell'Impero, il governo effettivo del principato ebbe tuttavia carattere prevalentemente formale.
Con la caduta dell'Impero napoleonico e le deliberazioni del Congresso di Vienna, nel 1815 il Principato di Pontecorvo fu soppresso e il territorio venne restituito a papa Pio VII, tornando a costituire l'enclave pontificia che avrebbe mantenuto fino al 1860.
Il periodo bernadottiano ha lasciato una significativa eredità araldica. Ancora oggi lo stemma maggiore del Regno di Svezia comprende infatti le insegne attribuite a Bernadotte come principe di Pontecorvo, costituite dal ponte a tre arcate sormontato dall'aquila napoleonica, memoria del titolo principesco ricevuto nel 1806.
Annessione al Regno d'Italia
Nel corso della spedizione dei Mille, approfittando dell'indebolimento del potere pontificio nell'Italia centrale e dell'avanzata delle truppe garibaldine verso Napoli, il 2 settembre 1860 i pontecorvesi insorsero contro il governo pontificio proclamando l'annessione della città al Regno di Sardegna.
Poche settimane dopo Pontecorvo fu temporaneamente occupata dalle truppe del Regno delle Due Sicilie, che tentarono di ristabilire il controllo sull'exclave pontificia. La situazione si risolse definitivamente il 7 dicembre 1860 con l'ingresso dell'esercito sabaudo guidato da Vittorio Emanuele II di Savoia, sancendo la cessazione del dominio pontificio sulla città.
Il 12 dicembre 1860 furono fucilati tre sostenitori della restaurazione borbonica, protagonisti di un tentativo di reazione armata contro il nuovo assetto politico.
Con la proclamazione del Regno d'Italia, il 17 marzo 1861, Pontecorvo entrò definitivamente a far parte dello Stato unitario.
Seconda guerra mondiale
Durante la seconda guerra mondiale Pontecorvo fu coinvolta direttamente nelle operazioni della campagna d'Italia. A partire dall'autunno del 1943 il centro abitato fu sottoposto a ripetuti bombardamenti da parte delle forze alleate, che provocarono gravi distruzioni e numerose vittime civili. Il bombardamento del 1º novembre 1943 risultò tra i più devastanti, causando la distruzione di gran parte dell'abitato storico.
Il ponte sul Liri costituì uno dei principali obiettivi strategici dei bombardamenti, ma non subì danni irreparabili. Dopo lo sfondamento della linea Gustav nel maggio 1944, le truppe tedesche organizzarono una nuova linea difensiva, la linea Hitler, che attraversava anche il territorio comunale. Ancora oggi nelle campagne circostanti sono visibili resti di fortificazioni e postazioni difensive realizzate dalla Wehrmacht.
Nel maggio del 1944 anche Pontecorvo fu interessata dalle cosiddette marocchinate, le violenze perpetrate da alcuni reparti dei goumier marocchini appartenenti al Corpo di spedizione francese in Italia ai danni della popolazione civile. Il fenomeno, che coinvolse numerosi comuni della Valle del Liri e della Ciociaria, provocò un elevato numero di vittime e lasciò profonde conseguenze sociali nella comunità locale.
Al termine del conflitto Pontecorvo avviò un lungo processo di ricostruzione urbana ed economica, che interessò il patrimonio edilizio, le infrastrutture e le principali attività produttive cittadine.
Simboli
Stemma