Il Parco nazionale di Zion (in inglese Zion National Park) è situato nel sud-ovest degli Stati Uniti, nello stato dello Utah. Ha una superficie di e un'altitudine che va dai metri s.l.m. del letto del torrente Coalpits ai metri del monte Horse Ranch.

Cuore del parco è il canyon di Zion, una gola lunga e profonda , scavata dal ramo settentrionale del Virgin River (North Fork Virgin River). Nel 1909, al fine di proteggere il canyon, fu istituito il Monumento nazionale Mukuntuweap, trasformato nel Parco nazionale di Zion nel 1919. La sezione dei Kolob Canyons, dichiarata monumento nazionale nel 1937 e inizialmente distinta dal parco, ne divenne parte nel 1956.

Il Parco nazionale di Zion protegge un ambiente unico dove si incontrano imponenti formazioni rocciose e profonde gole incise e modellate dalla forza delle acque del fiume Virgin e dei suoi affluenti. L'azione erosiva dell'acqua ha messo a nudo l'antichissima storia geologica di questa regione, che può essere letta nelle pareti di roccia dei canyon. La varietà di ambienti naturali fa sì che la flora e la fauna siano estremamente variegate. Comprendono numerose specie a rischio di estinzione, che nel parco sono protette e tutelate. Oltre alle ricchezze naturali, il parco vanta numerose tracce della presenza millenaria dell'uomo.

Il nome Zion, adottato ufficialmente per designare il canyon nel 1918, viene fatto risalire a Isaac Behunin, uno dei primi coloni mormoni insediatisi nel canyon nel 1863, il quale riteneva di aver trovato in quel luogo la Sion descritta dal profeta Isaia nella Bibbia. Zion National Park: Sanctuary in the Desert, Nicky Leach, Sierra Press 2000, pag. 27

Nomi di derivazione biblica hanno anche molte delle formazioni di roccia che costituiscono le principali attrazioni del parco: i Templi della Vergine, la Sentinella, i Tre Patriarchi devono infatti i loro nomi ad un pastore metodista che visitò l'attuale zona del parco nel 1916.

Geografia

Il Parco nazionale di Zion è situato nella parte sud-occidentale dello Utah, nelle contee di Washington, Iron e Kane. Si estende negli altopiani Markagunt e Kolob, nel punto d'incontro di tre regioni geografiche del Nord America: l'altopiano del Colorado, il Gran Bacino e il deserto del Mojave. La parte nord-occidentale del parco costituisce la sezione dei Kolob Canyons.

L'altitudine varia tra i sul fondo del torrente Coalpits e i del monte Horse Ranch, con un dislivello di circa .

Il Virgin River nasce a e confluisce nel lago Mead dopo aver percorso in direzione sud-ovest, con un dislivello di . Una pendenza variabile tra 0,9% e 1,5% fa del Virgin River uno dei corsi d'acqua con la maggior pendenza in tutto il Nord America. La strada che si inoltra nello Zion Canyon è lunga e termina al Tempio di Sinawava (il nome fa riferimento al dio coyote degli indiani Paiute). In questo punto il canyon si restringe e la strada lascia il posto ad un sentiero che prosegue fino all'imboccatura delle Gole di Zion (in inglese Zion Narrows), una spettacolare forra con pareti alte e distanti tra loro dai ai .

Oltre alle Gole di Zion il parco offre numerosi altri luoghi di grande interesse. Nel settore orientale vi sono le formazioni di Checkerboard Mesa e dellEast Temple e uno dei percorsi più conosciuti, il sentiero di Canyon Overlook.

Nella parte occidentale del parco si trovano il Tunnel, un noto sentiero lungo una stretta gola, e il punto panoramico di Lava Point. Nella sezione dei Kolob Canyons, nella parte nord-occidentale, non lontano da Cedar City, si trova uno dei più grandi archi di roccia al mondo, il Kolob Arch.Il Kolob Arch è stato ritenuto a lungo l'arco di roccia con la maggiore ampiezza esistente al mondo. Nel 2006 nuove misurazioni condotte per conto della Natural Arch and Bridge Society hanno determinato che il Kolob Arch ha un'ampiezza di e risulta dunque avere un'ampiezza di poco inferiore a quella del Landscape Arch, nel Parco nazionale di Arches (Jay H. Wilbur. The Dimensions of Kolob Arch, The Natural Arch and Bridge Society )

Clima

In primavera le condizioni meteorologiche sono estremamente variabili, con prevalenza di giornate con tempo perturbato e umido, alternate a giornate calde e soleggiate. Le precipitazioni sono più abbondanti nel mese di marzo. La fioritura primaverile avviene da aprile a giugno e raggiunge il massimo nel mese di maggio.

D'estate la temperatura diurna oscilla tra e ma di notte il termometro scende a . Da metà luglio a metà settembre sono frequenti temporali pomeridiani, che possono causare piene improvvise nei corsi d'acqua.

In autunno le giornate sono di solito serene e calde mentre le notti sono fresche. Alle quote più elevate gli alberi assumono i colori autunnali nel mese di settembre, mentre nel fondo dello Zion Canyon la stagione autunnale inizia ad ottobre inoltrato.

All'interno del canyon gli inverni sono solitamente miti, con possibilità di pioggia e lievi nevicate. Alle quote più elevate le nevicate sono invece abbondanti. Con tempo sereno le temperature sono miti, raggiungendo i durante il giorno. Le temperature notturne possono invece oscillare tra e . Le perturbazioni invernali possono durare alcuni giorni e rendere le strade impraticabili a causa del ghiaccio.

Storia Benché i primi esploratori di origine europea abbiano scoperto lo Zion Canyon soltanto nel XIX secolo, la storia del popolamento umano di questa regione risale a migliaia di anni fa. Gli archeologi hanno suddiviso il lungo arco temporale in cui si è sviluppata la presenza umana a Zion in quattro periodo culturali, ciascuno contraddistinto da particolari adattamenti tecnologici e sociali.

Periodo arcaico I primi popoli che vissero nella zona furono nomadi che quasi anni fa cacciavano grossi animali come mammut e bradipi giganti, di cui non sono ormai rimaste che poche tracce. Quando si estinsero i grossi mammiferi circa anni fa, piccoli gruppi familiari dediti alla caccia di animali di medie dimensioni e all'agricoltura stabilirono nella zona i loro accampamenti, nella regione dello Zion Canyon. Circa anni fa, alcuni gruppi iniziarono a coltivare il mais e altre piante, e si stanziarono stabilmente nell'area. In questa stessa epoca altri gruppi costruirono i primi villaggi (chiamati pueblo). Gli archeologi chiamano questo periodo Età arcaica e la fanno durare fino al 500 d.C. Cesti, reti di corda e sandali in fibra di yucca sono stati ritrovati nei luoghi di antichi insediamenti e attribuiti a questo periodo. Gli utensili dell'Età arcaica comprendono coltelli di selce, trapani e punte di freccia. Le punte di freccia venivano fissate ad aste di legno che venivano lanciate mediante propulsori chiamati atlatl.

Attorno al 300 d.C., da alcuni gruppi di questa Età arcaica si svilupparono i primi Anasazi seminomadi, denominati fabbricanti di cesti (in inglese Basketmakers). Nei siti di queste popolazioni si trovano i resti di costruzioni a pozzo parzialmente interrate, adibite a magazzini e abitazioni. Si trattava di cacciatori e raccoglitori che integravano la loro dieta con una limitata agricoltura.

Anasazi e Fremont

Nell'arco di 200 anni gli Anasazi, inizialmente seminomadi, diventarono la prima popolazione stanziale dedita all'agricoltura nella zona. Lungo la valle del Virgin River essi costruirono piccoli villaggi, che tuttavia non raggiunsero mai le dimensioni dei pueblo osservabili ad esempio a Mesa Verde. Questi villaggi erano costruiti all'interno di rientranze della roccia prospicienti il fiume, in modo tale da poter controllare i terreni coltivati posti più in basso lungo le rive. Gli archeologi chiamano queste popolazioni Anasazi del Virgin River (Virgin Anasazi), per mettere in evidenza le particolarità di adattamento di questa cultura rispetto agli Anasazi di altre aree.

Nello stesso periodo, popolazioni della cultura di Fremont erano insediate nella sezione settentrionale del parco. Svilupparono una cultura simile a quella degli Anasazi, dalla quale si mantenne tuttavia distinta. Solo nella zona dei Kolob Canyons alcuni reperti testimoniano che vi siano stati dei contatti tra queste due culture.

Tanto gli Anasazi quanto i Fremont praticavano un'agricoltura basata sulla coltivazione del mais. Nei siti dei loro insediamenti sono stati rinvenuti numerosi reperti di manufatti in terracotta.

Verso il 1300 d.C. gli Anasazi del Virgin River e i Fremont abbandonarono la regione. I motivi della loro scomparsa non sono chiari, tuttavia si ritiene che possano essere stati spinti a migrare a causa di periodi di siccità seguiti da gravi alluvioni che compromisero la loro economia agricola.

Età proto-storica Dopo la scomparsa degli Anasazi e dei Fremont, nella valle del Virgin River, a sud dello Zion Canyon vissero per centinaia di anni i Parrusit e altre tribù meridionali di indiani Paiute. La tradizione e le testimonianze archeologiche confermano che si trattava di popolazioni affini agli Anasazi del Virgin River, che parlavano una lingua della famiglia Numi. I Parrusit si spostavano stagionalmente lungo la valle alla ricerca di semi selvatici e noci, integrando la loro dieta con la caccia e l'allevamento. Questa fase del popolamento della regione che va dal 1300 a.C. alla fine del Settecento è definito periodo neo-arcaico.

I ritrovamenti confermano che i Parrusit veneravano i grandi monoliti e le acque turbinose nello Zion Canyon. Essi credevano che i monoliti fossero responsabili dei corsi d'acqua e delle sorgenti con le quali comunicavano mediante le rocce, gli animali, l'acqua e le piante che vivevano nella regione. Alcuni gruppi di Paiute meridionali visitano tutt'oggi questi luoghi all'interno del parco per praticare antiche cerimonie e raccogliere piante.

Periodo storico Prima esplorazione Il periodo storico inizia alla fine del XVIII secolo con l'esplorazione dello Utah meridionale e i primi stanziamenti di genti di origine europea. I frati francescani Escalante e Dominguez passarono nei pressi del luogo in cui oggi sorge il centro visitatori di Kolob Canyons il 13 ottobre 1776 e furono i primi uomini bianchi a visitare la regione di cui si abbia notizia. Nel 1828 un cacciatore di pellicce, Jedediah Smith, guidò una spedizione di 16 uomini per esplorare l'area cercando una pista verso la California. Queste e altre esplorazioni che avevano come punto di partenza il Nuovo Messico, diedero vita alla Vecchia pista spagnola (in inglese Old Spanish Trail) che correva lungo un tratto del Virgin River. Il capitano John C. Fremont scrisse dei suoi viaggi nella regione nel 1844.

Pionieri mormoni e la spedizione Powell

A partire dal 1847 coloni mormoni, provenienti dalla regione del Gran Lago Salato, furono i primi bianchi a stabilirsi nella valle del Virgin River. Nel 1851 i coloni insediatisi presso Parowan e Cedar City utilizzavano la zona dei Kolob Canyons per il legname e il pascolo di bovini, ovini e cavalli. Essi esplorarono la regione alla ricerca di depositi minerari e deviarono i corsi d'acqua per irrigare i campi nella valle sottostante. Questi coloni mormoni chiamarono la regione Kolob, nome di una stella che, nei loro testi sacri, è la più vicina alla residenza di Dio.

Nel 1858 essi si erano spinti 30 miglia più a sud verso il basso corso del Virgin River. In quello stesso anno una guida Paiute accompagnò un giovane missionario e interprete mormone, Nephi Johnson, fino all'alto corso del fiume e allo Zion Canyon. Johnson scrisse una relazione della sua esplorazione descrivendo le potenzialità agricole dell'alto bacino del fiume. Alla fine dello stesso anno tornò nell'area per fondare la città di Virgin. Tra il 1860 e il 1861 giunsero numerosi coloni che fondarono le città di Rockville e Springdale. Tuttavia l'attività agricola nell'alto corso del Virgin River si rivelò ardua e altamente rischiosa per una serie di alluvioni con effetti catastrofici (soprattutto la Grande Alluvione del 1861-1862), per la scarsità e la povertà dei terreni arabili.