Questa voce raccoglie le informazioni riguardanti lAssociazione Calcio Perugia nelle competizioni ufficiali della stagione 1933-1934.
Stagione
Il nepromosso Perugia disputò una delle migliori stagioni nella sua fin lì breve esistenza, a testimonianza della competitività raggiunta dallundici biancorosso nella prima metà degli anni 30. Al debutto assoluto in Serie B, immediatamente la squadra sfiorò quel che sarebbe stato uno storico approdo in Serie A: grazie alle 14 marcature della «freccia del calcio perugino», un sempre più lanciato Giuseppe Vitalesta, oltreché delle 13 reti di Ettore Brossi, gli uomini di Cesare Migliorini vinsero il girone B sopravanzando di un punto il e di tre il , garantendosi con queste due l'accesso al girone finale a sei – composto dalle tre migliori dei due gironi – da cui sarebbe scaturita la società promossa in massima divisione.
Qui, tuttavia, i grifoni non riuscirono a ripetere quanto di buono mostrato nei mesi precedenti, chiudendo il gironcino all'ultimo posto dietro ai , alla , alle già citate Modena e Bari, e alla che ottenne il pass per la massima categoria.
Proprio nell'ambito di questa fase finale, il giovane capitano e bomber biancorosso Vitalesta si rese protagonista di un deprecabile episodio, quando al termine dell'incontro casalingo coi bustocchi del 10 maggio 1934, reagì alle tante decisioni avverse del direttore di gara De Sanctis – le ultime di una lunga serie di «dolenti note», ovvero arbitraggi a senso unico, forse indirizzati dalla mancanza a Perugia di infrastrutture adeguate per la Serie A causa un piazzone sterrato, imbrecciato e recintato da una semplice staccionata – scagliandogli un sonoro «diretto» al volto.
Il violento gesto costò a "Peppino" un'iniziale squalifica a vita, prima di venire «riqualificato» quattro mesi dopo – mentre l'arbitro di quel match sarà successivamente radiato –, ma l'episodio, oltre a precludergli il potenziale tesseramento in massima serie (dove aveva destato l'interesse di compagini quali e ), a conti fatti segnò il termine della promettente carriera di questo perugino doc il quale, a differenza di suoi compagni di squadra provenienti da fuori regione, non riceveva compenso per vestire la maglia perugina, scendendo in campo unicamente per passione; l'anno seguente, dopo un'ultima partita contro la di Roma, Vitalesta appese per sempre gli scarpini al chiodo – anzi, li fece polemicamente recapitare al presidente federale Giorgio Vaccaro e al segretario Ottorino Barassi – per dedicarsi a tempo pieno, da lì in avanti, alla gestione del bar di famiglia in corso Vannucci.
Divise
Rosa
Risultati Serie B
Girone B Girone di andata
Girone di ritorno
Girone finale
Statistiche Statistiche di squadra
Statistiche dei giocatori
Note
Bibliografia