Il Villaggio della Madre e del Fanciullo è una fondazione - impresa sociale, laica e apolitica, fondata da Elda Mazzocchi Scarzella a Milano nel 1945, che opera nel campo dell’infanzia e della maternità da oltre mezzo secolo, accogliendo e sostenendo madri e bambini in situazioni di fragilità.
Il Villaggio, così come è strutturato, è una comunità pensata come un piccolo quartiere: case familiari, spazi condivisi e luoghi di cura in cui le donne possono intraprendere un percorso di crescita, autonomia e ricostruzione della propria vita insieme a figli e figlie. La vita al “Villaggio”, attraverso le proprie strutture quali case di accoglienza, asilo nido, consultorio – permette e garantisce interventi educativi e specialistici che, nella loro integrazione e realizzazione, assumono una valenza sia preventiva che terapeutica.
La storia Il Villaggio della Madre e del Fanciullo nasce nel 1945 grazie ad Elda Mazzocchi Scarzella. Rientrata a Milano, sua città natale, dalla Sardegna dove si era già dedicata alle giovani donne ed ai loro bambini, Elda Mazzocchi Scarzella comincia ad inseguire un sogno: quello di creare una struttura in grado di offrire ospitalità a gestanti, madri e bambini in condizioni di svantaggioLa Storia, VillaggiodellaMadre.org. Il sogno diventa realtà. Elda Mazzocchi Scarzella così, anche grazie alla collaborazione instaurata con l'imprenditore e missionario laico Marcello Candia, FondazioneCandia.org, da dodici prefabbricati sistemati nel giardino di Palazzo SormaniLa mamma dei nidi italiani, LaCulladeiRicordi.Blogspot.it fa nascere nel 1945 l'istituzione assistenziale “Villaggio della Madre e del Fanciullo” da lei fondata.
L'inaugurazione del “Villaggio” avvenne il 12 ottobre 1945Il Villaggio della madre e del fanciullo , FondoAmbiente.it con il matrimonio, celebrato nella Cappella stessa del Palazzo (sede per cinque anni dell'istituzione, sino 12 settembre 1950), di una delle reduci sposatasi con un giovane marinaio da cui aveva avuto un bambino che venne battezzato lo stesso giorno.
Il “Villaggio” viene dapprima ospitato nelle baracche di Palazzo Sormani, poi fu trasferito nell'attuale sede (inaugurata il 12 ottobre 1957, su un'area di 4.000 m² nel quartiere milanese QT8 (Quartiere Sperimentale dell'Ottava Triennale vicino alla vecchia Fiera di Milano) in via Goya, progettata dall'arch.Fabio Mello e dall'architetto Alberto Scarzella, secondogenito della fondatrice (la prima fu Donnino). Da quel lontano 1945, quando le prime ospiti furono delle giovani madri reduci dai campi di concentramento, il “Villaggio” è cresciuto adattandosi ai nuovi tempi.
Nel 1952 il “Villaggio” si è costituito come ente morale laico, IlPaesedelleMamme.com con lo scopo di offrire alle madri in difficoltà ed ai loro figli, l'ospitalità e l'inserimento nella vita del “Villaggio”, in un contesto di convivenza familiare.
Dalla sua fondazione (1945), la struttura ha dovuto attraversare diverse vicissitudini finanziarie, riuscendo sempre a rialzarsi, grazie a molti generosi benefattori (nel 1985 un intervento in extremis della cantante FiordalisoÈ lei la mamma di tutte le mamme, Corriere.it, che mobilita l'attenzione dei media con una conferenza stampa in cui rende pubblica la sua storia di madre nubile e la sua esperienza di ospite al “Villaggio”, e incide apposta un disco, devolvendo poi tutto il ricavato, ne garantisce la sopravvivenza) raggiungendo e superando così anche il secondo millennio.
Nel corso del tempo il “Villaggio” è cresciuto molto adattandosi ai nuovi tempi e migliaia furono le donne ed i bambini che negli anni hanno trovato accoglienza, cure e sostegno, nell'istituzione creata e personalmente diretta da Elda Mazzocchi Scarzella finché ha avuto la forza di farlo. Il “Villaggio” fu un centro di elaborazione culturale, pedagogica e psicologica che seppe fare “scandalo” negli anni ‘50 nel combattere il ghetto degli istituti, per dare dignità ed autonomia a giovani donne disperate, rifiutate dalla società, con i loro bambini che in quegli anni erano considerati figli Illegittimi, fu centro propulsore in tutto il mondo di una nuova cultura dei diritti dell'infanzia, al punto che il suo modello è tuttora studiato sia in Europa che negli Stati Uniti d'AmericaFece scandalo accogliendo madri e neonati, OneMoreBlog.it.
Presidente della Fondazione è attualmente il Dott. Giuseppe Matteo Talamazzini .
Missione La missione del Fondazione è garantire, a tutela della salute psico-affettiva del bambino, una madre cosciente di sè stessa, responsabile e disponibile a prendersi cura dei bisogni del proprio figlio, inserita socialmente, in grado di esprimere la propria autonomia ed indipendenza.
Tale missione si realizza attraverso il lavoro in rete con le Istituzioni, quali i Servizi Sociali territoriali e i Tribunali per i Minorenni, elaborando progetti educativi individualizzati, maggiormente rispondenti alla soggettività di ogni diade madre – bambino accolta in Struttura.
I progetti prendono l'avvio da un necessario accoglimento in Struttura, ove, valorizzando l'ospitalità attraverso specifici interventi educativi, formativi e culturali, si approfondisce la conoscenza del caso e si propongono esperienze significative a supporto e a piena realizzazione di una maternità sempre più consapevole e responsabile.
Il “Villaggio”, con l’impegno quotidiano dei propri operatori sociali e degli educatori, attraverso una loro presenza non invasiva, discreta ma autorevole, crea quell’ambiente familiare dove, con la specificità di ruoli e funzioni, si perseguono obiettivi comuni e condivisi, e offre l'opportuno spazio di accoglimento delle potenzialità relazionali della diade madre-bambino
La struttura Una realtà così variegata e complessa come il “Villaggio” necessità di una struttura organizzativa articolata e motivata: oltre ai dipendenti di cui dispone, il “Villaggio” può contare sull'entusiastica e disinteressata collaborazione di tutti i membri del Consiglio di amministrazione, presieduto dal Dott. Giuseppe Matteo Talamazzini e 9 consiglieri, di un congruo numero di volontari e dei collaboratori specialistici.Organizzazione, VillaggiodellaMadre.org.
Rispetto ad altre istituzioni assistenziali del tempo, nel “Villaggio” non vi erano condizioni prestabilite per l'accettazione e vi erano accolte madri bisognose di assistenza, senza distinzione tra madri legittime (come donne profughe, sfrattate, con marito in carcere o disoccupato, vedove, abbandonate, convalescenti, dimesse dalla clinica dopo il parto) e le cosiddette di allora madri illegittime (giovani cacciate dalla famiglia, abbandonate, in attesa di regolarizzare la situazione con il marito).
Grazie alla sua buona organizzazione, il “Villaggio” poté accogliere eccezionalmente anche bimbi senza madre e qualche caso di non maternità, come quello di tre ragazze profughe forestiere. Il ricovero non aveva una scadenza prestabilita, per favorire nelle madri fiducia nel futuro, un allattamento sereno e la ricerca di una adeguata sistemazione dopo la dismissione dal “Villaggio”.
Fondamentale risulta essere l'aspetto strutturale dell'ente che, attraverso la sua architettura, esprime lo spazio psicologico necessario all'accoglienza. Al suo interno si erge una micro-polis autonoma nei suoi servizi: le case delle ospiti, il nido, la cappella, gli uffici, il magazzino. Questi spazi sono collegati da porticati e giardini.
Rispetto al passato ora si presentano molte mamme alla seconda gravidanza, con situazioni matrimoniali particolarmente difficili, o giovani donne che fuggono da famiglie problematiche, o ragazze incinte con alle spalle storie di abusi e maltrattamenti.
La struttura del Villaggio si articola intorno a nove unità di offerta sociale: la casa Magnolia, comunità educativa mamma-bambino, le case Cedro e Magestonia, alloggi per la semi-autonomia genitore-figli e infine 6 alloggi per l'autonomia. Tutte le strutture organizzate in modo da ricreare un clima familiare, con spazi in comune per tutte le donne ospitate - cucina, sala da pranzo e soggiorno - e spazi privati (le camere) dove le mamme vivono con i loro bambini.
È presente inoltre un Asilo Nido, gestito dal 2014 da Il Giardino dei Folletti, riservato a bambini compresi tra i 10 mesi ed i 3 anni di età che ha la finalità di sviluppare e far crescere il rapporto genitori-figli.
È attivo presso la struttura anche un Consultorio familiare accreditato con ATS, in cui nel proprio ambulatorio, avvalendosi di medici specialistici, offre assistenza ostetrica, ginecologica, psicologica e sanitaria in genere.
Note
Collegamenti esterni
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