La storia di Sparta segue il destino dell'antica Grecia. Sparta era una polis: dai suoi leggendari inizi, nel periodo dell'Età del bronzo, fino alla sua incorporazione nella Lega achea e nella tarda Repubblica romana come suo alleato, nel 146 a.C., trascorse circa un millennio.
Dal momento che il popolo acheo non fu il primo ad insediarsi nel territorio del Peloponneso corrispondente alla valle del fiume Eurota in Grecia, ne vengono descritti – per quanto possibile – pure il precedente periodo miceneo e quello dell'età della pietra; un breve accenno viene fatto pure riguardo ai periodi post-classici. Sparta ha infine continuato ad essere un centro urbano fino all'età contemporanea con la sua appartenenza alla moderna nazione greca.
La Sparta dorica ha acquisito il suo massimo prestigio e rilevanza nel corso del VI secolo a.C. Al tempo delle guerre persiane era riconosciuta, come potenza militare, per unanime consenso, la più importante delle città-stato (póleis) greche; successivamente perdette in parte quel ruolo quando gli ateniesi tramarono per rompere le fondamenta del suo stato, dopo che un grave terremoto distrusse in parte la città nel 464 a.C. (vedi il Terremoto di Sparta del 464 a.C.).
Quando Sparta sconfisse l'antica Atene nella guerra del Peloponneso, essa si assicurò un'egemonia senza precedenti in tutto il sud dell'antica Grecia;Nigel Kennell, Spartans, a new history, 2010. tuttavia, questa si ruppe in seguito alla battaglia di Leuttra svoltasi nel 371 a.C.. Da allora non fu più in grado di riconquistare la sua supremazia militareDiodoro Siculo, Bibliotheca Historica, libro XV, capitoli 1-19. e col tempo finì con l'essere assorbita dalla lega achea nel II secolo a.C.
Va notato che non tutte le informazioni sulla storia di Sparta sono note o ben chiare; data la mancanza di cultura nella città – principalmente concentrata sull'ambito militare –, la maggior parte delle fonti su di essa provengono dalla rivale Atene, rendendole potenzialmente distorte rispetto alla realtà. Le sue rovine, inoltre, offrono poche informazioni.
Oltre che della Sparta antica, si tratterà anche di quella moderna.
Origini Nella mitologia
Nella mitologia, il primo re della Laconia – la regione di Sparta –, o allora Lelegia, fu Lelego, figlio (secondo Stefano di Bisanzio) di Sparto o della divinità Elio. Costui si sposò con la ninfa Cleocaria e da lei ebbe Milete (suo successore), Policaone (primo re di Messenia) e Terapne, da cui il nome dell'antico insediamento. Lelego è anche il progenitore dei Lelegi, che non erano greci, bensì Pelasgi.Pausania, Periegiesi della Grecia, libro III, capitoli I-XXVI. Il nipote di Lelego, Eurota (da cui il fiume) ebbe una sola figlia, Sparta, che fu data in matrimonio a Lacedemone, figlio di Zeus e della Pleiade Taigete (da cui il monte), che rinominò la città in onore della moglie. Tra i suoi discendenti si ricordano Amicla, Cinorta, Euridice (nonna di Perseo, il ché collegò la famiglia a quella di Danao, Egitto e Nilo) e Tindaro, patrigno dei Dioscuri, Clitemnestra ed Elena di Sparta.Pseudo-Apollodoro, Biblioteca, libro III, capitoli I-XVI.
Elena divenne la moglie di Menelao, ed è principalmente ricordata perché la sua relazione con Paride fu la causa scatenante della guerra di Troia. Curiosamente, Elena e Menelao si riconciliarono dopo la guerra, come si legge nel libro IV dellOdissea. L'ultimo sovrano Atreide fu Tisameno, rimpiazzato da Euristeo. Secondo la leggenda l'eroe e semidio Eracle trascorse un periodo d'esilio proprio a Sparta. I suoi discendenti, gli Eraclidi (Alleati coi Dori, discendenti di Doro), in seguito ebbero l'occasione di tornare in quello stesso luogo, in particolare Illo, che iniziò l'invasione del Peloponneso continuata poi dai pronipoti Temeno, Cresfonte ed Aristodemo. È proprio da quest'ultimo che si originarono i primi diarchi: Procle (progenitore degli Euripontidi) ed Euristene (progenitore degli Agiadi).
Evidenze storiche
La prima prova certa d'insediamenti umani nella regione della Laconia – in cui sorse Sparta – si compone di opere di ceramica risalenti al medio periodo Neolitico trovate nelle vicinanze di Kouphovouno, a circa 2 km a sudovest dal sito di Sparta. Già nell'età del bronzo esisteva l'insediamento di Terapne (Terapnes), oggi situata sul massiccio del Menelaion, circa 5 km a sudest di Sparta, che rappresenta la più antica comunità della Grecia antica. I micenei la abbandonarono come conseguenza del medioevo ellenico e fu ripopolata dalle popolazioni che rimpiazzarono i micenei stessi.Pomeroy, 2008, p. 154. Si ritiene che l'antica Sparta si fosse costituita a seguito di un fenomeno di sinecismo, ovvero l'unione tra la Terapne micenea e la Lacedemona dorica.
Medioevo Ellenico (1100-800 a.C.)
Insediamento dei Dori
I micenei sembrano essere caduti in declino a partire dalla tarda età del bronzo quando, secondo quel che ne dice lo storico Erodoto, tribù provenienti dal nord della Macedonia marciarono a tappe forzate in direzione del Peloponneso, ove vennero chiamati Dori: essi soggiogarono le tribù locali e vi si stabilironoErodoto, Storie, libro I, capitolo LVI..
La tradizione descrive come, circa sessanta anni dopo la guerra di Troia, ebbe luogo una migrazione dei Dori provenienti da nord; ciò alla fine portò alla nascita della Sparta classica e alla rifondazione delle città acheeEncyclopædia Britannica, Eleventh Edition, Sparta.. Questa tradizione rimane tuttavia abbastanza contraddittoria: essa fu scritta difatti molto tempo dopo i fatti apparentemente illustrati; pertanto scettici come Karl Julius Beloch hanno sempre negato che si possa esser verificato un tale eventoPaul Cartledge, Sparta and Laconia - A regional history 1300 to 362 BC (2nd Edition), p. 65..
Lo storico John Chadwick ebbe modo di sostenere, sulla base di lievi variazioni regionali che si sono rilevate sulla scrittura in lineare B, che i Dori dovessero aver già vissuto nella regione a loro attribuita in qualità di maggioranza oppressa – parlando un dialetto autoctono, il dorico – ed emersero alla storia quando riuscirono infine a rovesciare i loro precedenti padroniChadwick J., Who were the Dorians, La Parola del Passato: 31, pp. 103-117..
Archeologicamente a Sparta cominciano a mostrarsi segni di insediamenti stabili solo intorno al 1000 a.C., all'incirca quindi ben duecento anni dopo il crollo della civiltà micenea, nel corso dell'epoca conosciuta come medioevo ellenico.
Il docente di storia antica dell'università di Oxford William George Grieve Forrest suggerì come, dei quattro centri urbani che composero la polis spartana, i due siti sorti più vicino all'acropoli, Pitana e Mesoa (identificabili con Terapne e Lacedemona), rappresentassero gli insediamenti originali, mentre le due colonie più esterne, Limnai e Konoura, fossero state fondate in seguito. È possibile che il sistema di "doppia regalità" vigente a Sparta possa esser stato originato dalla fusione dei primi due villaggi. Uno degli effetti più eclatanti del crollo miceneo fu il calo verticale della popolazione; in seguito a ciò vi fu un significativo recupero di abitanti, ed una tal crescita è molto probabile che sia stata più marcata proprio a Sparta, situata com'era nella parte più fertile della pianura circostante.
Tra l'VIII e il VII secolo a.C. gli spartani conobbero un periodo di caos, illegalità anarchica e guerra civile, poi testimoniato sia da Erodoto che da Tucidide; di conseguenza vennero effettuate tutta una serie di riforme politico-sociali del loro sistema di convivenza civile, che in seguito fu attribuito ad un unico legislatore semi-mitico di nome Licurgo. Sono precipuamente tali riforme a segnare l'inizio della storia della Sparta classica.
VIII secolo a.C. Riforme di Licurgo
È durante il regno dei sovrani Carilao ed ArchelaoW. G. Forrest, A History of Sparta, p. 55. che la maggior parte delle fonti antiche colloca la vita del legislatore Licurgo. In effetti gli stessi spartani attribuirono il loro seguente successo a tali riforme, istituite in un momento in cui lo stato era stato gravemente indebolito da vari dissensi interni e mancava perciò la stabilità d'una comunità unita e ben organizzata. Vi sono ragioni per dubitare che sia esistito un riformatore di nome Licurgo: il suo nome deriva difatti dalla parola greca indicante il lupo – animale strettamente associato al dio Apollo – e pertanto egli potrebbe essere molto semplicemente una personificazione della divinitàPaul Cartledge, The Spartans, pp. 58-59..
Lo storico John Francis Lazenby suggerisce che la duplice monarchia potrebbe risalire a questo periodo di riformulazione della società, come il risultato di una fusione dei quattro villaggi che Sparta aveva avuto fino a quel momento, finendo per formare due fazioni, quella di Pitana-Mesoa e quella di Limnai-Konoura. Secondo una tale prospettiva i re che la tradizione afferma governarono prima di questo tempo erano o totalmente mitici oppure, nel migliore dei casi, dei capo-fazioneJ. F. Lazenby, The Spartan Army, pp. 63-67.. Lazenby ipotizza inoltre che anche altre riforme, come l'introduzione degli efori, furono innovazioni successive le quali vennero però attribuite anch'esse a LicurgoJ. F. Lazenby, The Spartan Army, p. 68..
Tra le altre riforme di Licurgo (raccolte nella Grande Rhetra), vi potrebbero essere l'istituzione della gherusìa e dell'apella, in campo legislativo, e del sissizio e dell'agoghé, in campo sociale. A Licurgo potrebbe essere quindi attribuita la macabra pratica di abbandonare i neonati non adatti alla guerra sul Taigeto, per quanto sia stato appurato trattarsi di una leggenda. Espansione nel Peloponneso
I Dori sembra abbiano impostato un sistema di ampliamento delle frontiere del territorio spartano quasi prima d'aver stabilito un proprio stato autonomo; combatterono quindi presto contro gli argivi ad est e contro gli abitanti dell'Acaia a nordovest. L'evidenza suggerisce che Sparta, relativamente inaccessibile a causa della topografia della sua pianura, fosse al sicuro fin dall'inizio della sua storia e che pertanto non sia mai stata fortificata in quanto non ve n'era alcun bisogno.
Sparta ha condiviso la propria pianura con il centro urbano di Amicle, che si trovava a sudest; quest'ultimo è stato uno dei pochi luoghi a sopravvivere e ad esser abitato fin dai tempi micenei, ed è quindi molto probabile che sia stato il vicino più forte per gli spartani. Da qui la tradizione che vuole Sparta, sotto i suoi re Carilao ed Archelao, spostare verso nord i propri territori per garantirne la superiorità – verso la valle dell'Eurota – risulta plausibile.
A seguire furono prese le città di Pharis, Geronthres e, anche se le tradizioni al riguardo rimangono alquanto contraddittorie, Amicle la quale probabilmente cadde all'incirca nel 750 a.C. È probabile che gli abitanti delle prime due città siano stati cacciati, mentre quelli della terza furono sottomessi al dominio spartanoW. G. Forrest, A History of Sparta, p. 32.: Pausania ritrae questo conflitto come la guerra tra i Dori e gli Achei.
Quest'epoca pare sia stata un momento assai duro per Sparta, con un alto numero di morti precoci; tuttavia, la documentazione archeologica getta dubbi su questo e infatti una distinzione di genere culturale rimane invisibile all'archeologia.
Sparta partecipò anche alla seconda colonizzazione greca: un gruppo di perieci chiamati Partheni, guidati dal nobile Falanto, abbandonò la città per spostarsi in Magna Grecia, dove fonderanno Taras, oggi Taranto, che fu un'importante colonia greca nonché un centro di resistenza alla conquista dell'Italia meridionale da parte di Roma. In seguito fu anche fondata Trachis (oggi Eraclea Trachinia) situata in Malide.
VII secolo a.C.
Guerre contro la Messenia
Stando a Tirteo, la prima guerra contro la Messenia avvenne tra Alcamene-Polidoro ed Eufeo tra l'VIII e il VII secolo a.C., e durò 19 anni.