La 'ndrina Acri è una cosca malavitosa o 'ndrina della 'ndrangheta calabrese di Rossano in Provincia di Cosenza con propaggini in GermaniaOperazione Stige del 2018.

Storia Sfugge al blitz "Timpone Rosso" nel luglio del 2009 il boss Nicola Acri. Il 20 novembre 2010 i carabinieri arrestano a Borgo Panigale (un quartiere di Bologna) il presunto boss Nicola Acri, detto occhi di ghiaccio. Il 19 giugno 2013 vengono arrestate 28 persone degli Acri, tra cui anche un consigliere comunale, in tutta Italia: Rossano, Vigevano (Pavia), Viterbo, Parma e Cuneo, accusati di associazione di stampo mafioso, spaccio di droga, estorsioni, ricettazione e tentato omicidio. Sono stati sequestrati beni del valore di 40 milioni di euro, tra cui 25 beni immobili, acquistati ad un prezzo complessivo di 2 milioni; 17 società, per un fatturato complessivo di circa 10 milioni; 45 rapporti bancari, con saldi positivi per circa 160.000 euro; 45 vetture, acquistate ad un prezzo complessivo di circa 380.000 euro e 7 polizze assicurative, per un controvalore pari a circa 20.000 euro.

Organizzazione Nicola Acri (1979, detto occhi di ghiaccio) è un criminale italiano di Rossano (CS) legato agli Abbruzzese di Cassano allo Ionio; è stato arrestato a Borgo Panigale (BO) dopo 3 anni di latitanza, insieme a lui altri 2 fiancheggiatori. Era nell'elenco dei 100 latitanti più pericolosi al mondo, condannato all'ergastolo per omicidio e accusato di altri 5 omicidi, tra cui quello più efferato di Primiano Chiarello prima tagliato a pezzi e poi sciolto nel acido in una campagna di Cassano allo Ionio (CS). Negli ambienti criminali è conosciuto come occhi di ghiaccio non solo per il colore dei suoi occhi ma anche per la sua spietatezza a compiere gli omicidi come dicono i collaboratori di giustizia ed in un'intercettazione si dice di lui come spara. Nicola Acri è impressionante, usa due pistole contemporaneamente. La sua salita criminale al potere arriva presto per lui: a 21 anni era già capo-'ndrina di Rossano. È stato implicato anche nella famigerata strage di Strongoli avvenuta nel 2000 in questo paese in provincia di Crotone dove furono ammazzati a colpi di kalashnikov 5 persone in contrasto con i Giglio di Strongoli. Per l'accusa, Salvatore Giglio era il mandante ed Acri l'esecutore, furono condannati all'ergastolo in primo e secondo grado dopo varie contraddizioni dei collaboratori. La Cassazione mandò indietro il processo dove in appello sono stati assolti poi divenuta definitiva; ancora oggi la strage non ha un colpevole. Ora si trova in regime di 41 bis, il cosiddetto carcere duro, a Cuneo. Dal 25 maggio 2021, ha iniziato a collaborare con la giustizia. Gennarino Acri (fratello di Nicola). Salvatore Galluzzi 1976 (u Rizz) Orazio Acri 1965 (pierino) Maurizio Barilari 1969 Donato Espedito 1966 Sergio Esposito (pica pica) Gianluca Fantasia 1975 Roberto Feratti 1957 Giuseppe Ferrante 1982 (Antonello, il siciliano) Carmine Morello 1974 (u Ringhiar) Luigi Polillo 1982 Sergio Sapia 1960 Gennaro Scura 1985 Gaetano Solferino 1979 Francesco Sommario 1975 (u caino)

Note

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