The Wolf of Wall Street è un film del 2013 diretto e prodotto da Martin Scorsese.
La pellicola, adattamento cinematografico dell'autobiografia Il lupo di Wall Street pubblicata negli Stati Uniti nel settembre 2007 e in Italia nel gennaio 2014, narra l'ascesa e la caduta di Jordan Belfort, spregiudicato broker newyorkese interpretato da Leonardo DiCaprio alla sua quinta collaborazione con Scorsese. Fulcro della pellicola è la sua vita fatta di eccessi che lo porteranno poi a una rovinosa caduta.
Accolto positivamente dalla critica, il film ha ricevuto cinque candidature agli Oscar nelle categorie miglior film, miglior regista, miglior attore protagonista, miglior attore non protagonista e miglior sceneggiatura non originale.
The Wolf of Wall Street è uscito nelle sale cinematografiche statunitensi il 25 dicembre 2013, distribuito dalla Paramount Pictures, mentre in Italia la pellicola ha debuttato il 23 gennaio 2014, distribuita da 01 Distribution.
Trama Manhattan, 1987: Jordan Belfort inizia la sua carriera come apprendista broker a Wall Street, sotto la guida dell'eccentrico Mark Hanna, che lo introduce a uno stile di vita sregolato, basato sul sesso e sull'assunzione di cocaina. Jordan, che impara anche a compiere azioni disoneste che gli consentono di guadagnare molti soldi, ben presto ottiene la licenza di broker. Poco tempo dopo la sua assunzione si verifica un improvviso crollo della borsa, il cosiddetto "lunedì nero", evento che causerà addirittura il fallimento della storica L.F. Rothschild. Pertanto la sua azienda è costretta a chiudere, lasciandolo disoccupato.
Per assecondare il suo sogno di diventare miliardario, la moglie Teresa lo indirizza verso un modesto call center che si occupa della vendita di penny-stocks, azioni di compagnie dalla capitalizzazione di mercato molto modesta, che però trattano a spread molto più elevati rispetto al liquido mercato a cui Jordan era abituato, caratteristica che gli permette di ottenere fino al 50% di commissione sulle azioni che riesce a vendere, rispetto all'1% che otteneva a Wall Street. Grazie al suo stile aggressivo Jordan riesce ben presto a tornare in carreggiata e a riprendere la sua carriera di broker, ottenendo guadagni sempre maggiori.
Poco dopo il ragazzo incontra Donnie Azoff, un suo vicino di casa affascinato dal suo stile di vita: i due decidono di mettersi in affari assieme e fondano un proprio studio, arruolando diversi malviventi medio-borghesi che abitano nel quartiere, in particolare spacciatori di marijuana. Belfort li istruisce su come truffare i clienti e ben presto lo studio si trasforma in una società, la Stratton Oakmont, che Jordan, per attirare sempre più clienti, spaccia per storica società di brokeraggio attiva da decenni. Dietro l'apparenza rispettabile c'è in realtà un complesso giro di truffe, che consente agli impiegati di guadagnare tantissimi soldi su ogni commissione. Il carisma di Jordan e le ripetute gratifiche che dispensa ai suoi dipendenti, spesso condite con festeggiamenti a base di sesso e droga, fanno di lui un idolo agli occhi dei suoi subalterni.
Attirata dal grande successo della società di Belfort, la rivista economica Forbes pubblica un articolo che mette in luce le sue attività truffaldine, dando a Belfort l'appellativo di The Wolf of Wall Street, ma ciò non fa altro che procurare una notevole pubblicità all'azienda, che ottiene un numero incredibile di nuovi assunti. Jordan e i suoi impiegati conducono una vita di eccessi, tanto al lavoro quanto nel privato. L'uomo tradisce regolarmente Teresa con diverse prostitute e diventa ben presto dipendente da cocaina e quaalude. Ad un party aziendale Jordan incontra la bellissima Naomi Lapaglia, con la quale inizierà una relazione che lo porterà a divorziare da sua moglie per sposarsi con la nuova amante, con cui avrà anche una figlia di nome Skylar.
Intanto l'agente dell'FBI Patrick Denham inizia a indagare sugli illeciti della Stratton; Jordan ottiene inoltre le azioni di Steve Madden, un importante produttore di calzature, guadagnando in un attimo ben 22 milioni di dollari. Per nascondere i proventi all'FBI, Belfort li trasferisce su un conto svizzero, usando come prestanome una zia inglese di Naomi, Emma, e come corriere la fidanzata slovena del suo socio Brad Bodnick, che verrà arrestato a causa di un diverbio con Donnie: questo mette a rischio l'azienda, ma fortunatamente l'uomo non li tradirà, rimanendo in galera per tre mesi pur di non rivelare i loro nomi.
Donnie, sentendosi colpevole di questa sventura, regala a Jordan un flacone di un particolare tipo di quaalude, vecchio di circa quindici anni. Poiché le pillole sono vecchie sembrano non avere effetto, così i due ne assumono una quantità molto elevata. Quella sera l'investigatore privato al soldo di Jordan, Bo Dietl, gli telefona per rivelargli che, dopo l'incidente di Brad, i telefoni di casa sua sono stati messi sotto controllo. In quel momento gli effetti della droga si fanno sentire e Jordan rimane quasi paralizzato; nonostante questo riesce a tornare a casa, dove trova Donnie al telefono con il banchiere svizzero. Jordan riesce a impedire che l'amico gli riveli ciò che è successo con Brad, ma gli causa così un principio di soffocamento, dal quale riuscirà a salvarlo solo assumendo altra cocaina. Il giorno dopo Jordan verrà arrestato per guida in stato d'ebbrezza, ma sarà scarcerato quasi subito per mancanza di prove.
A causa del rischio sempre maggiore di essere scoperto, Jordan decide di lasciare l'azienda, affidando il comando a Donnie e le posizioni di rilievo ai suoi amici, ma durante il suo discorso di commiato ritratta la decisione. Nel corso di un viaggio in yacht in Italia, arriva la notizia della morte di zia Emma e, contemporaneamente, quella che Steve Madden starebbe vendendo le azioni dell'azienda. Jordan ordina immediatamente di partire per Monaco al fine di riprendersi il capitale lasciato scoperto da Emma a Ginevra, ma una violenta tempesta fa naufragare l'imbarcazione; due persone cadono in mare e muoiono, ma Jordan e i suoi si salvano per miracolo, venendo soccorsi da una nave italiana. Anche l'aereo intervenuto per portarli a Ginevra precipita a causa di un bird strike, e Jordan vede questo come un segno divino: decide così di non bere né drogarsi mai più.
Due anni dopo Saurel, il banchiere svizzero, viene arrestato in America per altri illeciti e, per ottenere uno sconto di pena, rivela all'FBI gli illeciti di Jordan, che così viene a sua volta arrestato. Per evitare di passare vent'anni in prigione, Jordan chiede e ottiene di collaborare con la giustizia fornendo tutti i nomi dei suoi compagni. Al contempo Naomi decide di lasciarlo e di prendere con sé i loro figli; Jordan reagisce violentemente e assume dopo anni un notevole quantitativo di droga, andandosi poi a schiantare con l'auto contro un muro mentre tenta di fuggire con Skylar, che rimane illesa e viene subito ripresa dalla madre. Il giorno dopo Jordan indossa un registratore e si reca in azienda per incriminare i suoi compagni, ma tenta di salvare Donnie passandogli un biglietto dove gli comunica che sta indossando un microfono; tuttavia l'FBI scopre il biglietto e lo arresta di nuovo. Grazie alla sua collaborazione l'uomo ottiene comunque una pena minima di 36 mesi in un carcere a bassa sicurezza. Passata la detenzione, Jordan riprende la sua carriera, tenendo seminari in Nuova Zelanda sulle strategie di vendita.
Produzione Nel marzo 2007 l'attore Leonardo DiCaprio e la casa di produzione Warner Bros. vinsero un'offerta per ottenere i diritti di trasposizione del libro di memorie Il lupo di Wall Street di Jordan Belfort, a favore di quella presentata dell'attore Brad Pitt e della casa di produzione Paramount Pictures. Jordan Belfort guadagnò un milione di dollari dalla vendita dei diritti. Nel 2012 i diritti furono acquistati dalla casa produttrice indipendente Red Granite Pictures.
Regia
Martin Scorsese fu considerato fin da subito per la direzione del film. Prima di occuparsi di Shutter Island, girato a sua volta con Leonardo DiCaprio, Scorsese rivelò di aver lavorato a una bozza per il film senza però ottenere mai un semaforo verde da parte della Warner e affermando di «aver sprecato circa cinque mesi della sua vita». Nel 2010 la Warner Bros. propose a Ridley Scott di dirigere il film, sempre con DiCaprio come protagonista, ma in seguito la stessa Warner cestinò il progetto.
Fu solo nel 2012 che il film ottenne luce verde, grazie all'entrata in scena della casa produttrice indipendente Red Granite Pictures, che non pose restrizioni riguardo allo sviluppo del film. Fu allora che Martin Scorsese, consapevole che non sarebbero stati posti dei limiti al contenuto, decise di ritornare a far parte del progetto. In particolare, in un'intervista, Scorsese ha dichiarato: «La mia prima preoccupazione era quella di raccontare la storia di qualcuno non molto rilevante, qualcuno che non aveva fatto nulla di ispirante, non era né da un lato Michelangelo, un Roosevelt o un Lincoln, né d'altra parte un Rasputin, un Mao, uno Stalin, e oltre a questo, qualcuno la cui vita non fosse un esempio, non fosse nobile in alcun modo, non perché si voglia fare del male a qualcuno di per sé, ma per non avere nessuno modello decente di riferimento per la sua vita, questo è ciò che ho imparato dal mondo intorno a loro, è una qualcosa da cui sono sempre stato attratto, qualcuno sul modello di Gordon Gekko o Tommy, il personaggio di Joe Pesci, in Quei bravi ragazzi».
Il film tende a portare tutto agli estremi, scelta che Scorsese ha giustificato affermando di voler «provare e scoprire che cosa pensavano tutti» e di voler «scoprire come le loro menti lavoravano». Ha rivelato anche che in realtà il loro film «gratta appena la superficie di ciò che realmente è accaduto». Inoltre, nonostante il forte umorismo che caratterizza il film, ha indicato come questo non fosse il suo intento primario, tuttavia Jordan e i suoi amici erano così buffi che non si può fare a meno di ridere; Scorsese ha dichiarato: «Quello che fanno è divertente nel contesto della verità della loro situazione» e «la capacità di vedere l'umorismo in situazioni che sono atroci fa parte del meccanismo di difesa. Ecco perché si ride su cose come queste». Sul protagonista Jordan Belfort ha invece dichiarato: «Se l'è cavata così tante volte, ma voleva solo farne ancora di più» e «suo padre e il suo avvocato gli hanno detto, “Vattene ora, l'hai fatta franca!”, ma non ha voluto ascoltarli. Non riusciva a resistere di approfittare delle persone. Sembrava venirgli così naturale».
Infine, sull'utilità del film, Scorsese ha affermato che, secondo lui, i film possono realmente modificare il nostro comportamento, in particolare ha dichiarato: «Spero che i film possano rendere il mondo un posto migliore. Guardo indietro al neorealismo italiano, che apparve per cambiare le cose, poiché aprì una sorta di compassione verso gli ex nemici [della seconda guerra mondiale]. Il cinema ha cambiato tutta l'Italia, tutta la cultura».
Sceneggiatura
Il compito di scrivere la sceneggiatura fu affidato a Terence Winter, che aveva lavorato con Scorsese già per la serie Boardwalk Empire. La sceneggiatura si basa, ovviamente, sul libro di memorie. Proprio riguardo a ciò, Winter ha riferito che il film è in realtà abbastanza fedele al libro e, secondo lui, al 100% in termini di spirito del libro stesso ma anche di quello che Jordan Belfort è in fondo. Winter ha anche raccontato di aver dovuto comprimere alcuni eventi ma che in fondo il suo compito era narrare: «l'ascesa e la caduta di Jordan Belfort», chiedendosi: «Come funzionava davvero? Come ha fatto a diventare quello che è diventato e, infine, come è finito?».