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La prima stagione della serie televisiva Borgen - Il potere è stata trasmessa sul canale danese DR1 dal 26 settembre al 28 novembre 2010.
In Italia la stagione è stata trasmessa in prima visione assoluta dall'11 maggio 2013 al 7 giugno 2013 su LaEffe.
NºTitolo originaleTitolo italianoPrima TV DanimarcaPrima TV Italia 1 Dyden i midten La virtù sta nel mezzo 26 settembre 2010 11 maggio 2013 2 Tæl til 90 90 seggi 3 ottobre 2010 3 Det muliges kunst L'arte dell'impossibile 10 ottobre 2010 17 maggio 2013 4 100 dage I primi cento giorni 17 ottobre 2010 5 Mænd der elsker kvinder Uomini che amano le donne 24 ottobre 2010 24 maggio 2013 6 Statsbesøg Visita di stato 31 ottobre 2010 7 Ikke se, ikke høre, ikke tale Non vedo, non sento, non parlo 7 novembre 2010 31 maggio 2013 8 Agurketid Scheletri nell'armadio 14 novembre 2010 9 Del og hersk Divide et impera 21 novembre 2010 7 giugno 2013 10 Første tirsdag i oktober A caro prezzo 28 novembre 2010
La virtù sta nel mezzo Titolo originale: Dyden i midten Diretto da: Søren Kragh-Jacobsen Scritto da: Adam Price, Tobias Lindholm e Jeppe Gjervig Gram Citazione di apertura: "Un principe non dovrebbe avere altro scopo o pensiero se non la guerra, la sua organizzazione e disciplina" (Niccolò Machiavelli) Trama Birgitte Nyborg è la segretaria dei Moderati, partito centrista di opposizione che ha chiuso un accordo con i Laburisti di Michael Laugesen per scalzare dal governo i Liberali del Ministro di Stato uscente Lars Hesselboe. A tre giorni dalle elezioni parlamentari, Laugesen annuncia un improvviso cambio di rotta dei Laburisti in materia di immigrazione, promettendo un irrigidimento nella concessione dei visti ai rifugiati; una mossa letta soprattutto come il tentativo di arginare la crescita nei sondaggi del Partito della libertà, formazione di estrema destra guidata dal ribelle Svend Åge Saltum. Hesselboe è costretto a volare a Londra, dove la moglie affetta da shopping compulsivo è rimasta bloccata in un negozio per aver speso 10.000 €, saldando il conto con la carta di credito ministeriale. Katrine Fønsmark, giovane giornalista del canale TV1, ha una relazione clandestina con Ole Dahl, capo dello staff di Hesselboe. Dahl è stroncato da un improvviso attacco cardiaco e l'agitata Katrine chiede aiuto all'amico Kasper Juul, ambizioso e senza scrupoli spin doctor di Birgitte Nyborg.
Birgitte si assume la responsabilità di rompere il patto con i Laburisti, poiché la svolta repressiva sull'immigrazione è indigeribile per i Moderati. Mentre sta ripulendo l'appartamento di Dahl, Kasper si imbatte nei documenti che provano la spesa a fini personali effettuata da Hesselboe a Londra, offrendoli a Birgitte affinché possa usarli come arma per affossare il Ministro di Stato nel dibattito televisivo tra i leader di partito previsto negli studi di TV1. Tuttavia, la Nyborg non ha intenzione di giocare sporco e vuole sconfiggere Hesselboe sul piano delle idee. Kasper stenta a nascondere il disappunto per le ultime decisioni di Birgitte, la rottura con i Laburisti e il mancato utilizzo dei documenti contro Hesselboe, asserendo che così facendo condannerà i Moderati a restare all'opposizione. Ancora sotto shock per la morte di Dahl, Katrine riceve dal caporedattore di TV1 Torben Friis la notizia che è stata scelta per moderare il dibattito tra i leader politici. Hanne Holm, la collega più esperta a cui è stata tolta la conduzione perché ha ricominciato a bere, accusa Katrine di averla pugnalata alle spalle in nome della sua sfrenata ambizione.
Al dibattito Laugesen attacca Hesselboe per la vicenda di Londra, di cui è venuto a conoscenza tramite Kasper che gli ha ceduto l'arma rifiutata da Birgitte. Costei tiene un discorso pragmatico e misurato, evitando le facili promesse degli avversari e invitando i danesi a riscoprire i loro veri valori. Al termine della diretta, Birgitte licenzia Kasper per averle disobbedito; a nulla valgono le giustificazioni dello spin doctor, secondo cui una vittoria dei Laburisti convincerà i Moderati a governare insieme. Le urne smentiscono le previsioni di Kasper. I Laburisti sono effettivamente il primo partito con trentacinque seggi, ma il risultato è decisamente inferiore alle aspettative, mentre i Liberali precipitano a trentadue seggi; gli elettori hanno voluto punire sia la sicumera di Laugesen che l'inganno di Hesselboe. I veri vincitori del voto sono i Moderati che guadagnano dodici seggi, salendo a quota trentuno, così come il Partito della Libertà che tocca la soglia di ventinove seggi. Rincasata dai festeggiamenti, Birgitte comunica al marito Philip che è stato proposto a lei l'incarico di Ministro di Stato.
90 seggi Titolo originale: Tæl til 90 Diretto da: Søren Kragh-Jacobsen Scritto da: Adam Price, Tobias Lindholm e Jeppe Gjervig Gram Citazione di apertura: "Il Principe deve essere sempre consapevole che è molto più sicuro essere temuti che amati" (Niccolò Machiavelli)
Trama Ricevuto dalla regina l'incarico di formare il governo, Birgitte teme di non riuscire a mettere insieme la coalizione con Laburisti, Verdi e Movimento solidale, composta da 91 seggi contro gli 88 delle opposizioni. L'incognita principale è rappresentata dai Laburisti, i quali hanno incassato il peggior risultato della loro storia che fa presagire possibili contraccolpi alla leadership di Laugesen. Saltum, il primo leader ricevuto nelle consultazioni, suggerisce a Birgitte di comportarsi da vincitrice e non assumere atteggiamenti troppo conciliatori. Katrine ottiene da Torben di poter seguire il funerale di Dahl nella speranza di trovare pace, visto che continua a soffrire per averlo abbandonato cadavere nel suo appartamento. Hanne è licenziata da TF1, strigliando Katrine sul fatto che la redazione sta facendo gossip e non seguendo a dovere gli ultimissimi sviluppi politici.
Laugesen rivendica che deve essere lui il primo ministro, in qualità di leader del primo gruppo parlamentare, tanto da aver condotto trattative parallele con i Verdi e il Movimento solidale per formare un governo in cui i Moderati non sono necessari. Troels Höxenhaven, uno dei due vice di Laugesen, si mette in contatto con Birgitte perché è in grado di defenestrarlo dalla guida dei Laburisti. Katrine confessa alla madre che era l'amante di Dahl e di averlo visto morire. Durante il funerale inizia a girare la notizia che Laugesen sarà sfiduciato dal proprio partito per frasi razziste. Purtroppo per Birgitte, come successore di Laugesen è designato l'altro vicesegretario, Bjørn Marrot. Birgitte non intende appoggiare Marrot come primo ministro, non reputandolo adatto alla carica. Hesselboe appare a TV1 con la moglie per chiarire come si sono svolti i fatti a Londra, millantando che il loro matrimonio si è persino rafforzato.
Hesselboe propone a Birgitte di formare un governo Liberali-Moderati-Nuova Destra, in cui i Moderati conterebbero cinque ministeri e a Birgitte sarebbe assegnato il dicastero dell'Industria. Bent Sejrø, il fidato braccio destro di Birgitte, la convince a non cedere alle lusinghe di un Hesselboe uscito indebolito dal voto e il cui unico obiettivo è sopravvivere politicamente, ammonendola che d'ora in poi non avrà più amici nei palazzi della politica e deve unicamente prendere in mano la Danimarca. Birgitte torna quindi al tavolo con Laburisti, Verdi e Movimento solidale, riprendendo l'idea originaria di lei primo ministro e avvertendoli che, in caso di loro rifiuto, accetterà la proposta di Hesselboe. Appena prima di andare in onda al telegiornale, Katrine scopre di essere incinta. Birgitte diventa il primo Ministro di Stato donna nella storia della Danimarca, guidando l’esecutivo più giovane di sempre.
L'arte dell'impossibile Titolo originale: Det muliges kunst Diretto da: Rumle Hammerich Scritto da: Adam Price, Tobias Lindholm e Jeppe Gjervig Gram Citazione in apertura: "La democrazia è la peggior forma di governo - eccezion fatta per tutte quelle altre forme che si sono sperimentate finora" (Winston Churchill) Trama A meno di due mesi dalle elezioni, il governo Nyborg affronta il suo primo banco di prova, la legge finanziaria. Laugesen si è riciclato come editore capo del quotidiano Ekspres, da cui promette di cannoneggiare colei che gli ha soffiato la poltrona di primo ministro. Anche Kasper ha trovato la scappatoia del giornalismo, facendosi assumere a TV1 per affiancare Katrine. I due hanno avuto una relazione tre anni prima, terminata quando Katrine si era accorta che Kasper mentiva a proposito della sua famiglia. Due deputati laburisti, in dissenso verso la finanziaria, lasciano il loro partito, facendo perdere la maggioranza a Birgitte. Nel frattempo, il Ministro di Stato ingaggia il professore di retorica Tore Gudme come nuovo spin doctor, una nomina sollecitata da Sejrø perché c'è assoluto bisogno di qualcuno che gestisca i rapporti con i media.
I due deputati ribelli voteranno la finanziaria soltanto se verrà concessa loro la costruzione di un'autostrada, alla quale però i Verdi sono fermamente contrari. Birgitte cerca di pescare consensi tra i Liberali, auspicando nel senso di responsabilità di Hesselboe, al quale si vede costretta a garantire che non aprirà alcuna commissione d'inchiesta su Londra. Kasper suggerisce a Katrine di abortire, non potendosi permettere una gravidanza proprio adesso che è diventata l'annunciatrice di punta del telegiornale, a maggior ragione considerando che porta in grembo il figlio di Dahl. Laugesen sferra un attacco a Birgitte il giorno di Natale, rivelando una liaison sentimentale tra lei e Tore. Quest'ultimo insiste per affrontare Laugesen in un dibattito su TV1, con Katrine chiamata a moderarlo.
Tore combina un disastro al dibattito, affermando che la libertà di stampa non dovrebbe valere per persone senza scrupoli come Laugesen. Birgitte si vede costretta a licenziare lo spin doctor, richiamando Kasper. Quando i deputati ribelli iniziano ad alzare la posta, Birgitte si accorda con Yvonne Kjær della Nuova Destra, alleata dei Liberali, per ottenere i voti necessari all'approvazione della finanziaria. Questo asso nella manica calato da Birgitte le fa guadagnare il rispetto della stampa. Nel suo primo discorso di fine anno il Ministro di Stato lancia una stilettata ai Laburisti, ribadendo come l'aiuto ai popoli meno fortunati debba essere la priorità del governo. Dopo aver avuto un incontro poco piacevole al cimitero con la vedova di Dahl, Katrine ha preso la difficile decisione di abortire.
I primi cento giorni Titolo originale: 100 dage Diretto da: Rumle Hammerich Scritto da: Adam Price, Tobias Lindholm e Jeppe Gjervig Gram Citazione in apertura: "Negare l'esistenza di un fantasma è il sistema migliore per dargli importanza" (Detto groenlandese) Trama Mentre il governo di Birgitte si avvicina al traguardo dei cento giorni, Katrine riceve da Carsten Ockles, maggiore della difesa che pretende l’anonimato, alcune fotografie ritraenti prigionieri politici della CIA nella base aerea di Thule, in Groenlandia. Non contento di come i media e lo stesso governo stiano sottovalutando la questione, Ockles fornisce a Katrine ulteriori prove circa la detenzione illegale dei prigionieri. Il primo ministro groenlandese Jens Enok Berthelsen rassicura Birgitte che l'episodio non intaccherà i rapporti tra l'isola, che ha appena ottenuto l'autonomia finanziaria, e la Danimarca. Dopo che Torben ha autorizzato la pubblicazione del nuovo materiale, Katrine chiede a Kasper di avere un commento da Birgitte. La stessa Katrine ha ricevuto la visita di due falsi poliziotti che hanno tentato di estorcerle informazioni su chi le ha fornito i documenti.