È stato membro dell'Assemblea degli Esperti dal 1999, membro del Consiglio del Discernimento della Repubblica islamica dell'Iran dal 1991, membro del Supremo consiglio per la sicurezza nazionale dal 1989, e capo del Centro per la ricerca strategica (Markaz-e Tahqiqat-e Estratejik) dal 1992. Ha ricoperto, inoltre, l'incarico di vice presidente della Majlis, e in qualità di Segretario del consiglio supremo della sicurezza nazionale, incarico che ha ricoperto dal 1989 al 2005, è stato anche il negoziatore capo con i paesi dell'AIEA riguardo al programma nucleare iraniano.
Estromesso dall'incarico di Segretario del consiglio supremo per la sicurezza nazionale a seguito della vittoria degli ultra conservatori di Mahmud Ahmadinejad, torna alla ribalta quando il 7 maggio 2013 si candida alle elezioni presidenziali divenendo, a seguito dell'esclusione di Rafsanjani e della rinuncia di Reza Aref, l'unico candidato per il movimento moderato-riformatore. Favorevole anch'egli al programma nucleare, è, tuttavia, sostenitore di una politica estera più moderata e maggiormente incline al dialogo con l'Occidente, e in politica interna ha promesso che avrebbe preparato una "carta dei diritti civili" e attuato riforme per rilanciare l'economia. Alle ore 20:30 locali del 14 giugno 2013 il ministro dell'interno ha annunciato che Rouhani è stato eletto al primo turno presidente con voti, pari al 50,71 percento dei votanti. È stato riconfermato presidente alle elezioni del 19 maggio 2017.
Biografia Gioventù e studi
Nato nel 1948 a Sorkheh nei pressi della città di Semnan da una famiglia di oppositori dello Scià Mohammad Reza Pahlavi, cominciò i suoi studi religiosi al seminario di Semna nel 1960 per poi spostarsi, l'anno seguente, come attesta lo stesso Rouhani nelle sue memorie, a quello di Qom.
Accanto agli studi religiosi frequentò corsi moderni e fu ammesso all'Università di Teheran nel 1969 dove ottenne la laurea in giurisprudenza nel 1972Memorie, p.309-312. Anni dopo continuò i suoi studi in Europa, alla Glasgow Caledonian University dove si laureò nel 1995 con una tesi intitolata "The Islamic legislative power with reference to the Iranian experience".Feridon, H. (1995) The Islamic legislative power with reference to the Iranian experience. Glasgow Caledonian M.Phil. B7 45-9449.
I suoi studi, tuttavia, sono oggetto di controversie poiché secondo alcuni avrebbe frequentato in segreto i corsi alla Caledonian negli anni 70 sotto il nome di "Hassan Feridon".
Famiglia e vita privata Il padre Asadollah fu un importante uomo d'affari al Bazar di Semnan, dove la madre, Sakineh, ancora vive. Rouhani sposò sua cugina Sahebeh Arabi nel 1969 e da lei ha avuto quattro figli, due maschi e due femmine. Il primogenito, Hossein, si suicidò nell'aprile del 1992 ed è sepolto a Behesht-e Zahra.
Carriera politica Primi anni In gioventù intraprese la sua carriera politica sostenendo l'Ayatollah Khomeini e dal 1965 cominciò a viaggiare per tutto il paese tenendo discorsi pubblici contro il governo autocratico dello Scià; fu arrestato diverse volte e gli fu proibito di tenere discorsi pubblici.Memorie, p. 232
Nel novembre del 1977, in una cerimonia pubblica tenutasi alla Moschea Ark a Teheran per commemorare la morte di Mustafa Khomeini, Rouhani usò il titolo di "Imam" per riferirsi a Khomeyni,Il titolo era legittimo, usato nel generico significato di "Guida", ma inevitabilmente evocava nelle menti dei musulmani sciiti l'Imam "nascosto", la cui epifania è attesa alla fine dei tempi. in esilioMemorie, p. 375. Fu, perciò, perseguitato dalla SAVAK e l'Ayatollah Mohammad Beheshti e l'Ayatollah Motahhari gli consigliarono di lasciare il paeseMemorie, p. 385. In esilio riprese la sua attività di oratore presso i gruppi di studenti iraniani e in seguito raggiunse a Parigi Khomeyni.
Dopo la rivoluzione islamica Dopo la vittoria della rivoluzione islamica in Iran, Hassan Rouhani si dedicò alla riorganizzazione dell'esercito e delle basi militariMemorie, p. 515. Fu eletto all'Assemblea Consultiva Islamica nel 1980 e rimase deputato per 5 mandati consecutivi (fino al 2000), ricoprendo la presidenza del comitato per la difesa (I e II mandato), per la politica estera e la vicepresidenza dell'Assemblea (IV e V mandato). Durante la guerra Iran-Iraq, Rouhani ottenne la nomina di membro del Consiglio Supremo della Difesa (1982-1988), membro del Consiglio Superiore di supporto bellico, del comitato esecutivo (1986-1988), vice comandante della guerra (1983-1985), comandante della Khatam ol-Anbiya Operation Center (1985-1988), della Iran Air Defense Force (1986-1991) e infine Vice Comandante in Capo delle Forze Armate (1988-1989).
Alla fine della guerra, gli fu assegnata la medaglia Fath (Vittoria) di secondo grado e fu insignito, dall'allora Comandante in Capo delle Forze Armate Ayatollah Khamenei, dell'onorificenza Naṣr in occasione della liberazione di Khorramshahr. Dopo la riforma costituzionale del 1988 e la creazione del Supremo consiglio per la sicurezza nazionale, fu creato segretario del medesimo rappresentando la guida suprema l'Ayatollah Khamenei, successore di Khomeyni.
Mantenne tale incarico per sedici anni, fino al 2005, quando forti contrasti con il presidente Mahmud Ahmadinejad portarono alla sua sostituzione con un esponente conservatore e nel contempo ricoprì l'incarico di negoziatore capo presso l'AIEA nei negoziati in merito al Nucleare iraniano. Nel 1991 è inoltre membro del Consiglio per il Discernimento e il 18 febbraio del 2000 Rouhani è stato eletto membro dell'Assemblea degli Esperti come rappresentante della provincia di Semnan; nel 2006 fu confermato in rappresentanza della provincia di Teheran, incarico che ricopre tuttora. Come membro dell'Assemblea degli esperti, diresse il comitato politico e sociale (2001-2006), partecipò al consiglio di presidenza e divenne segretario del gruppo (2006-2008).
Accanto alla sua attività politica, Rouhani mantenne le sue attività accademiche divenendo membro, dal 1995 al 1999 del consiglio di amministrazione dell'università di Teheran e presiedendo il centro per la ricerca strategica curando, come caporedattore, tre riviste trimestrali scientifiche e di ricerca, in farsi e in inglese, Rahbord (strategia), Foreign Relations, e l'Iranian Review of Foreign Affairs.
Ruolo come negoziatore capo per il programma nucleare iraniano
Rouhani è stato segretario del Concilio di Sicurezza Nazionale Supremo dell'Iran per sedici anni. La sua alta posizione nei negoziati nucleari hanno portato al soprannome di "Sceicco diplomatico" (nota: sceicco non è un titolo esistente in Iran) usato per la prima volta dalla rivista riformista dello Sharq nel novembre del 2003, e riutilizzato successivamente in modo estensivo dai media persiani. La sua carriera al concilio cominciò sotto il governo del presidente Hashemi Rafsanjani e continuò sotto il suo successore Khatami. La sua carica come più alto negoziatore terminò dopo 678 giorni (dal 6 ottobre al 15 agosto 2005) per via dell'elezione come presidente di Ahmadinejad. Il periodo in questione fu segnato dall'inizio della crisi nucleare iraniana cominciata a causa di rivelazioni sulla portata di tale programma e delle forti risoluzioni della Agenzia internazionale per l'energia atomica (IAEA) che ne conseguirono. Nel giugno del 2004 il consiglio della IAEA impose nuove e stringenti controlli sul programma iraniano. Tale sviluppo fu parallelo alla vittoria degli Stati Uniti in Iraq e alla escalation di violenza nella regione.
Con l'innalzarsi delle tensioni e per via delle differenze di opinione tra il ministro degli esteri iraniano e l'Agenzia internazionale per l'energia atomica, vi fu una nuova proposta da parte del ministro Kamal Kharazi la quale fu accettata dal presidente Khatami e da altri leader iraniani. La decisione prevedeva la formazione di un forte team per i negoziati sul nucleare, con a capo Rouhani. Il gruppo fu conferito con poteri speciali per formulare in piano comprensivo per la collaborazione con la IAEA. Rouhani prese il controllo dei negoziati il 6 ottobre del 2003. Successivamente i negoziati tra Iran, Francia, Germania e Regno Unito ripresero a Saadabad in Teheran, e successivamente a Bruxelles.Nuclear Decision-Making in Iran: A Rare Glimpse Dr. Chen Kane, Middle East Brief 5, May 2006, Crown Center for Middle East Studies, Brandeis University, quoting: Text of speech by Supreme National Security Council Secretary Hassan Rohani to the Supreme Cultural Revolution Council, “Beyond the Challenges Facing Iran and the IAEA Concerning the Nuclear Dossier,” Rahbord (in Persian), Retrieved 30 September 2005 place and date not given, 7-38. FBIS-IAP20060113336001
Rouhani e il suo team furono nominati da Ali Akbar Velayati e Kharazi come i migliori diplomatici del ministero degli esteri iraniano in base al loro sforzo nella risoluzione della crisi nucleare, e la loro abilità nel creare confidenza nel teatro internazionale. Per esempio il team riuscì a evitare sotto il proprio mandato che il caso iraniano fosse mandato al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Per raggiungere tale obbiettivo alcune componenti del programma nucleare furono temporaneamente sospese. Allo stesso tempo l'Iran riuscì parallelamente a completare il ciclo nucleare e a compiere passi significativi nella realizzazione del programma nucleare civile. Tuttavia tali traguardi diplomatici furono disfatti dall'ascesa del presidente populista e conservatore Ahmadinejad, il quale criticò fortemente le scelte di Rouhani.
Campagna elettorale 2013
Rouhani veniva considerato uno dei candidati favoriti durante le elezioni per via delle opinioni centriste e per i buoni rapporti sia con il "clero" sia con il movimento riformista (Movimento Verde). Annunciò la propria candidatura l'11 marzo 2013 e registrò il proprio nome come candidato il 7 maggio. I precedenti presidenti riformisti dell'Iran Mohammad Khatami e Akbar Hashemi Rafsanjani, assieme ad altri esponenti dei movimenti riformisti in Iran diedero tutti il proprio appoggio a Rouhani, dopo che il riformista Mohammad Reza Aref si ritirò dalle presidenziali sotto consiglio di Khatami per alzare le speranze di vittoria di Rouhani contro i candidati conservatori. Il 10 giugno la Fars news agency suggerì la squalifica di Rouhani e The Washington Post, in un editoriale, predisse che il regime iraniano non avrebbe permesso la vittoria di Rouhani.
Nel 15 giugno 2013 il ministro degli interni iraniano Mostafa Mohammad Najjar annunciò i risultati delle elezioni, che avevano raccolto un totale di 36 milioni di voti. Rouhani vinse al primo turno con voti, il triplo del rivale più vicino Mohammad Bagher Ghalibaf che si fermò a voti. La maggior parte dei voti di Rouhani provengono dalla classe media e dai giovani, con supporto maggioritario anche nelle città più religiose come Mashhad e Qom, e anche nei piccoli villaggi e paesi dell'Iran. La massiccia vittoria di Rouhani viene associata al distacco dell'elettorato iraniano dai conservatori e ai fallimenti eclatanti del presidente conservatore Ahmadinejad in ambito politico ed economico, e anche alle irregolarità elettorali del 2009, le quali portarono alla nascita del Movimento Verde, successivamente oppresso dal regime iraniano e dal governo di Ahmadinejad.
Presidenza Rouhani fu dichiarato vincitore il giorno dopo le elezioni. Ricevette l'incarico dal suo predecessore Ahmadinejad il 3 agosto 2013. Fu inaugurato settimo presidente della Repubblica islamica dell'Iran il giorno successivo al parlamento iraniano. Nella prima conferenza stampa dopo la sua elezione, Rouhani ha ripetuto la sua promessa di portare profondi cambiamenti alle relazioni dell'Iran con il resto del mondo. Promise una più grande apertura e di risanare l'immagine internazionale dell'Iran, severamente compromessa dal suo predecessore conservatore e populista Ahmadinejad, offrendo più trasparenza nel programma nucleare per ricreare fiducia nell'arena internazionale.