Ha disputato consecutivamente sei NBA Finals (dalla stagione 2014-2015 alla 2019-2020), laureandosi quattro volte campione NBA (2014-2015, 2016-2017, 2017-2018 e 2021-2022) dopo aver sconfitto nelle prime tre occasioni i Cleveland Cavaliers e nella quarta i Boston Celtics. Nella stagione NBA 2015-2016 ha stabilito, con i suoi Golden State Warriors, il record di partite vinte in regular season (73, a fronte di 9 sconfitte), battendo il precedente primato dei Chicago Bulls (72 vittorie e 10 sconfitte nella stagione 1995-1996). NBA Finals MVP nel 2015, NBA All-Star nel 2012, due volte NBA All-Defensive Team (nel 2011 e nel 2014) e NBA All-Rookie First Team nel 2005, è stato uno dei giocatori chiave del ciclo vincente dei Golden State Warriors. Con la Nazionale statunitense ha vinto la medaglia d'oro ai Mondiali 2010 e alle Olimpiadi 2012.

Carriera NCAA Iscrittosi all'Università dell'Arizona nel 2002, Iguodala diventa subito uno dei migliori giocatori in circolazione nella Pac-12 Conference. Nel suo secondo anno, al termine della stagione 2003-04 viene nominato MVP della squadra, in quanto si rivela il migliore per assist, rimbalzi e palle rubate. Quell'anno Iguodala realizza tre triple doppie, ma al Torneo NCAA di quell'anno gli Arizona Wildcats vengono eliminati al primo turno da Seton Hall. Chiudendo una carriera al college con 594 punti (9,6 PP), 409 rimbalzi (6,6 RP) e 95 palle rubate (1,53 PRP) in 62 partite.

NBA Philadelphia 76ers (2004-2012) Stagione 2004-05 È stato la 9ª scelta assoluta nel Draft NBA 2004 dai Philadelphia 76ers e, nonostante le aspettative sul suo minutaggio fossero basse, Iguodala compie una stagione molto produttiva per un rookie, essendo l'unico giocatore della sua squadra a giocare e partire titolare in tutte le 82 partite di regular season così come nelle 5 giocate nei playoff. In quella stagione Iguodala forma un'intesa particolare con Allen Iverson, ed è l'unico giocatore rookie della stagione a realizzare una tripla doppia nella vittoria per 107-84 contro i Detroit Pistons (10 punti, 10 assist e 10 rimbalzi). Termina così la sua prima stagione in NBA con una media di 9 punti, 5.7 rimbalzi, 3 assist, 1.7 palle rubate e 32.8 minuti giocati a partita. Viene nominato quell'anno per l'All-Rookie First Team durante il Rookie Challenge dell'All-Star Weekend. Finisce 4º nella votazione per l'NBA Rookie of the Year.

Stagione 2005-06 Anche durante questa stagione Iguodala gioca partendo da titolare in tutte le 82 partite di regular season. L'11 novembre 2005, nella vittoria per 85-81 contro i Lakers, Iguodala risulta decisivo per la pressione difensiva su Kobe Bryant, contro il quale ottiene anche un fallo di sfondamento. Il 16 novembre Iguodala raggiunge il Career-High di 26 punti, con 10 rimbalzi e 6 triple segnate su 8, nella vittoria per 121-115 sui Toronto Raptors; sempre contro questa squadra, Iguodala si ripete nella vittoria per 107-80 il 18 dicembre. Il 17 febbraio 2006 Iguodala viene premiato MVP della Rookie Challenge, per la sua prestazione da più di 30 punti nella squadra dei sophomores.

Stagione 2006-07 Il 22 novembre 2006 Iguodala realizza la seconda tripla doppia della sua carriera nella sconfitta per 94-98 contro i Milwaukee Bucks, con 18 punti, 16 rimbalzi e 10 assist.. Con il passaggio di Allen Iverson ai Denver Nuggets dopo 15 partite ed il rilascio di Chris Webber come free agent, Iguodala è costretto ad assumere un ruolo da leader e risolleva i 76ers da una serie negativa di 9-26 (al momento del rilascio di Chris Webber), terminando la stagione a 35-47 e mancando di poco l'8º posto nella Eastern Conference. Il 22 dicembre Iguodala raggiunge un nuovo career-high, segnando 31 punti e 9 assist nella vittoria per 98-93 contro i Boston Celtics, interrompendo così una serie di 12 sconfitte consecutive; una settimana dopo, il 29 dicembre, sorpassa di nuovo il suo career-high segnando 32 punti nella vittoria per 98-95 sui Portland Trail Blazers. Ancora, il 24 gennaio 2007 Iguodala raggiunge un nuovo career-high di 34 punti nella vittoria contro i Cleveland Cavaliers di LeBron James, sconfitti 118-115 in doppio overtime. La successiva partita vinta contro gli Atlanta Hawks, in cui Iguodala segna 24 punti, porta a 14 la serie di prestazioni consecutive con più di 20 punti segnati. Il 2 febbraio ottiene la terza tripla doppia in carriera nella sconfitta per 102-101 contro i Golden State Warriors, con 25 punti, 10 rimbalzi ed un career-high di 13 assist. A causa di un mal di schiena, Iguodala è costretto a saltare una partita contro gli Charlotte Bobcats, interrompendo la sua striscia di 232 presenze consecutive da titolare, la terza più lunga nell'NBA dopo quelle di Bruce Bowen e Tayshaun Prince.

Stagione 2007-08 Iguodala ha un inizio di stagione travagliato, diventando ad un certo punto il giocatore con più palle perse nella lega. Si riprende poi realizzando la sua stagione più prolifica, con una media a partita di 19,9 punti, 4,8 assist e 5,8 rimbalzi, e i Philadelphia 76ers si rialzano da un iniziale 5-13 ad un 40-42 alla fine della stagione. Il 4 aprile 2008 Iguodala mette a referto 30 punti e 10 assist, guidando i 76ers nella vittoria per 109-104 contro gli Atlanta Hawks che permette di blindare un posto ai playoff per la prima volta dopo 3 anni. Ai playoff, tuttavia, Iguodala realizza una brutta serie di prestazioni, con una media di soli 13,2 punti a partita; i Philadelphia 76ers vengono così eliminati al primo turno dai Detroit Pistons, che passano per 4-2 nella serie. Il 17 agosto il 24enne Iguodala accetta e firma un'estensione del contratto con i 76ers per altri 6 anni, per un totale di 80 milioni di dollari.

Stagione 2008-09 Nella parte iniziale della stagione, i 76ers riescono a formare un roster con alte aspettative, grazie l'arrivo dell'ala Elton Brand e l'esplosione del giovane Thaddeus Young, ed Iguodala migliora le sue qualità soprattutto offensive. Le sue prestazioni sul campo in questa stagione sono di alto livello, ed Iguodala riesce a procurare ai 76ers il 6º posto nella Eastern Conference e la qualificazione ai playoff, terminando la regular season 41-41.

Ai play-off i 76ers si scontrano con gli Orlando Magic di Dwight Howard. In gara 1 Philadelphia ottiene la vittoria per 100-98 rimontando uno svantaggio di 18 punti; la rimonta è guidata proprio da Iguodala con 20 punti, 8 rimbalzi ed 8 assist, il quale segna il canestro del vantaggio finale a 2.2 secondi dalla fine. Tuttavia, i 76ers vengono eliminati 4-2 nella serie, uscendo al primo turno dei playoff per il secondo anno di fila.

Stagione 2009-10 La stagione inizia male per i 76ers, che raggiungono una serie negativa di 12 sconfitte consecutive, durante la quale re-ingaggiano Allen Iverson per sostituire Andre Miller, passato ai Portland Trail Blazers. Iguodala raggiunge nuovi career-highs in assist, rimbalzi e stoppate, ma la stagione dei 76ers si rivela una delusione e la franchigia conclude con un 27-55.

Stagione 2010-11 Le aspettative all'inizio della stagione erano che Philadelphia si riscattasse dalla brutta stagione precedente, ma nonostante ciò i 76ers hanno un inizio lento, con 13 sconfitte in 16 partite. Il 6 novembre Iguodala è costretto a riposare a causa di uno stiramento del tendine d'Achille destro, fermando la propria striscia di partite consecutive a 252, inferiore solo a quella di Derek Fisher con i Los Angeles Lakers. In questa stagione Iguodala sposta il proprio ruolo da essere il miglior marcatore ad un giocatore più completo, e nel marzo 2011 ottiene due triple doppie consecutive contro Minnesota Timberwolves e Golden State Warriors.

Nei play-off i 76ers si scontrano al primo turno con i Miami Heat, e Iguodala ha il ruolo di marcare LeBron James e Dwyane Wade. I 76ers vengono eliminati dopo 5 partite, ma Iguodala è comunque nominato per l'NBA All-Defensive Second Team. Per lui la stagione termina con delle medie di 14,1 punti, 6,3 assist (career-high), 5,8 rimbalzi e 1,5 palle rubate a partita.

Stagione 2011-12 Il 28 gennaio 2012, giorno del suo 28º compleanno, ottiene la sua 8ª tripla doppia in carriera con 10 punti, 10 assist e 10 rimbalzi nella vittoria per 95-74 contro i Detroit Pistons. Nella successiva vittoria contro gli Orlando Magic, Iguodala supera Charles Barkley al 4º posto per palle rubate nella storia dei 76ers. A febbraio viene convocato come riserva per l'All-Star Game tenutosi ad Orlando, in Florida, nonostante la sua media di punti a partita sia la più bassa tra tutti i convocati; in soli 14 minuti giocati mette a referto 12 punti, 4 rimbalzi e 2 assist.

Avendo acciuffato l'8º posto di Eastern Conference, nel primo turno dei playoff i 76ers si scontrano con la squadra 1ª classificata: i Chicago Bulls. In gara 6, Iguodala segna i due tiri liberi decisivi a 2,2 secondi dalla fine, regalando a Philadelphia il passaggio del primo turno per la prima volta dal 2003. Alla fine però i 76ers vengono eliminati al secondo round dai Boston Celtics.

Denver Nuggets (2012-2013) Il 10 agosto 2012 Iguodala passa ai Denver Nuggets in uno scambio che coinvolge 4 squadre, che vede anche il passaggio di Andrew Bynum e Jason Richardson ai Philadelphia 76ers, e di Dwight Howard ai Los Angeles Lakers. I Nuggets ottengono nel corso della stagione una serie di 15 vittorie consecutive e raggiungono i playoff con il risultato di 57-25, entrambi record della franchigia. Vengono però eliminati al primo turno dai Golden State Warriors, nonostante le ottime prestazioni di Iguodala, che esce comunque dai play-off con una media di 18 punti, 5,3 assist, 8 rimbalzi e 2 palle rubate a partita.

Golden State Warriors (2013-2019) Stagione 2013-14 Nell'estate 2013 Iguodala decide di rinunciare all'opzione di rinnovo da 15,9 milioni per la stagione successiva, diventando un free agent, e il 5 luglio firma un contratto quadriennale da 48 milioni di dollari con i Golden State Warriors. Il 4 novembre Iguodala è decisivo nella schiacciante vittoria per 110-90 contro i Philadelphia 76ers, segnando 32 punti ed un record personale di 7 triple in una partita. Il 14 novembre Iguodala mette a referto 14 punti e 9 assist, tra cui il buzzer beater che regala a Golden State la vittoria contro gli Oklahoma City Thunder di Russell Westbrook. Il 22 novembre, durante una partita contro i Los Angeles Lakers, Iguodala è costretto ad uscire nel terzo quarto per un infortunio al tendine del ginocchio sinistro; torna in campo il 17 dicembre, dopo aver saltato 12 partite. Il 4 gennaio Iguodala segna un altro game-winner a fil di sirena, mettendo la tripla che sancisce la vittoria per 101-100 contro gli Atlanta Hawks ed estendendo a 8 la striscia di vittorie consecutive dei Warriors. Per la sua notevole abilità difensiva, da molti considerata un punto di forza imprescindibile del nuovo roster di Golden State, Iguodala è nominato per l'NBA All-Defensive First Team 2013-14, diventando il primo giocatore dei Warriors a ricevere tale onorificenza dopo che Latrell Sprewell fu scelto per l'All-Defensive Second Team nel 1993-94, ed il primo nel First Team dopo Nate Thurmond nel 1970-71.

Il ciclo vincente: 2014-2019 Nella stagione 2014-15 il neo-coach dei Warriors Steve Kerr toglie Iguodala dal quintetto base e lo reinventa sesto uomo per dare più spessore alla panchina; prima di allora Iguodala ha giocato 806 partite di NBA partendo sempre da titolare, segnando un primato assoluto nella lega. A fine marzo, complice anche l'infortunio di Klay Thompson, Iguodala viene reinserito nel quintetto base, e si rimette subito in mostra alzando la sua media di punti a partita a 15.2, con una percentuale realizzativa del 66% e del 47% dalla linea dei 3 punti. Realizza infatti un 9/12 contro gli Atlanta Hawks ed un 9/11 contro i Portland Trail Blazers, partita quest'ultima in cui permette ai Warriors di riconquistare il titolo della Pacific Division dopo 39 anni.