Il contributo di solidarietà, in Italia nell'ambito della previdenza di primo pilastro con sistema di gestione a ripartizione, è la quota di pensione richiesta dagli enti stessi per finanziare la gestione del servizio in situazioni di disavanzo dovuto al debito pensionistico latente non più sostenibile. Il contributo di solidarietà non dà diritto a future prestazioni pensionistiche.
Il dibattito pubblico Affrontare il dibattito sul contributo di solidarietà significa affrontare il tema dei diritti acquisiti nel campo del diritto della previdenza sociale, sul quale ha inciso la percezione, nell'opinione pubblica, in ordine all'obsolescenza della giurisprudenza della Corte di Cassazione sull'intangibilità dei diritti acquisiti: percezione sicuramente dovuta alle modifiche al sistema pensionistico pubblico in Italia dopo la riforma delle pensioni Fornero..
A ridosso delle riforma pensionistica intrapresa dal governo Monti, la stampa pose il problema delle posizioni previdenziali elevate e dell'opportunità del loro assoggettamento all'equivalente di un salary capPaolo Baroni, Le pensioni d'oro, fino a novantamila euro al mese. Tutto in regola, ma spesso le indennità da diritti acquisiti diventano privilegi, La Stampa, 11/12/2011..
La posizione speculare è invece quella che vorrebbe lasciare senza alcun limite gli emolumenti previdenziali versati per le prestazioni lavorative ritenute produttive, e comprimere percentualmente, invece, le pensioni dei lavori ritenuti improduttiviVa da sé che, nella valutazione di cosa sia produttivo e cosa non contribuisca alla ricchezza nazionale, ognuno riversi la propria opinione: per la visione che ritiene giustificato solo il lavoro alle dipendenze del privato, v. Ingiusto sparare nel mucchio, Il giornale, 8 luglio 2016, secondo cui "non ha senso mettere le mani sulla previdenza di un dirigente d'impresa, solo perché elevata, se negli anni egli ha versato contributi proporzionati. Il contrasto, insomma, non è tra ricchi e poveri, ma tra chi ha redditi anche altissimi sul mercato, e chi invece gode dei benefici della ridistribuzione pubblica. Nel tentativo di porre una pezza a questo sistema previdenziale impazzito, allora, il prossimo prelievo forzato, per favore, fatelo sulle pensioni pubbliche"..
Il punto di equilibrio, nella legislazione italiana, fu trovato imponendo un contributo di solidarietà, misurato in percentuale su tutte le pensioni più elevate, sia pubbliche che private.
Il contributo di solidarietà nella riforma delle pensioni Fornero Il contributo di solidarietà, serve per finanziare gli enti previdenziali con sistema di gestione a ripartizione, andando direttamente ad integrare il patrimonio netto dell'ente. Non vi è quindi un accantonamento del capitale versato a garanzia delle prestazioni future.
La legge Fornero provvedette, una prima volta, mediante l'introduzione del contributo di perequazione, di cui alle seguenti disposizioni.
Comma 21 - contributo di solidarietà a carico dei pensionati dal 2012 al 2017
Comma 24 - verifica della sostenibilità delle casse dei professionisti
Il primo contenzioso costituzionale La sentenza della Corte costituzionale 116/2013 provvide all'annullamento del contributo di solidarietà come modificato dalla riforma Fornero: con la sentenza del 3/6/2013 la Corte dichiarava la norma illegittima, in quanto, non colpendo gli altri redditi da lavoro equiparabili ai trattamenti pensionistici elevati, violava sia il principio di eguaglianza formale che il principio di capacità contributiva ex artt. 3 e 53 Cost.
Il contributo di solidarietà nella legge di stabilità del governo Letta L. 27 dicembre 2013, n. 147: Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge di stabilità 2014). (13G00191) (GU n.302 del 27-12-2013 - Suppl. Ordinario n. 87)
Comma 486 dell'art. 1 della L. 147/2013 (Finanziaria 2014)
Il secondo contenzioso costituzionale La novità del contributo del governo Letta, rispetto al contributo del 2011, "fu la parziale destinazione dei proventi verso un fondo di solidarietà per i cosiddetti esodati. Nel disegno del legislatore, tali risorse, infatti, non confluendo nelle casse dello Stato, bensì nelle singole gestioni previdenziali, venivano supposte configurare una prestazione patrimoniale imposta ex art. 23 Cost. e non un tributo"Flavia Cannata, Contributo di solidarietà 2014: i pensionati d'oro tornano all'attacco. Alcune riflessioni in vista della pronuncia della Consulta, Forum di Quaderni costituzionali, 2016..
Ciò nondimeno, anche questa seconda misura è stata oggetto di ordinanze di remissione alla Corte costituzionale di questioni di costituzionalitàCAMILLO CIPRIANI, PENSIONI, Corte costituzionale: IL 21 GIUGNO DISCUSSIONE SUI CONTRIBUTI DI SOLIDARIETÀ PER GLI ASSEGNI OLTRE 91.250 EURO, Firenzepost, 15 GIUGNO 2016., decise il 5 luglio 2016 nel senso della loro infondatezza, con conseguente conferma delle previsioni della legge Letta.
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