Peugeot (Italiano: /peˈʒo/, Francese: [pøʒo]) è una casa automobilistica e motociclistica francese fondata nel 1896 e parte del gruppo Stellantis dal 2021. In precedenza, era parte del Groupe PSA.
La sede legale è a Parigi e gli stabilimenti di ricerca e sviluppo si trovano a Vélizy, La Garenne-Colombes, Poissy e Sochaux, che è il nodo centrale dell'insieme di stabilimenti Peugeot.
In precedenza apparteneva a Groupe PSA, proprietario anche di Citroën (venduta dalla Michelin nel 1974), Opel (venduta nel 2017 da General Motors) e DS Automobiles (distaccatosi da Citroën nel 2014 e divenuto marchio di lusso del gruppo), il quale nel 2021 ha dato vita al gruppo Stellantis dopo la fusione paritetica con Fiat Chrysler Automobiles.
Storia Preistoria della Peugeot
La fabbrica Peugeot è legata alla famiglia Peugeot, da sempre residente nella zona attorno alle cittadine di Sochaux e Montbéliard, nella Franca Contea. Questa famiglia era nota già nel XV secolo. I suoi componenti erano allora prevalentemente selvicoltori e possedevano alcune proprietà boschive tra Audincourt, Hérimoncourt e la stessa Montbéliard, ove avevano impiantato una fiorente attività di produzione e commercio della pece.
Agli inizi del XIX secolo, sotto l'impulso di Napoleone Bonaparte, che aveva bisogno di divise per il suo esercito, i Peugeot aprirono un'impresa per la trasformazione del cotone ad Audincourt. Artefice di questa conversione fu Jean-Pierre Peugeot, bisnonno di Armand Peugeot che sarebbe divenuto uno dei principali pionieri dell'industria automobilistica in Francia.
Nel 1810 i figli di Jean-Pierre Peugeot, Jean-Pierre II e Jean-Frédéric, rilevarono il vecchio mulino di Sous-Cratet per adibirlo a fonderia e laminatoio. Fu questo il primo germe da cui si sviluppò in seguito il grande impero Peugeot. Le tecniche di lavorazione dell'acciaio si evolsero rapidamente e la qualità dei prodotti della fonderia Peugeot divennero tra i migliori in Europa e trovarono clienti anche in Svizzera, in Italia e in Turchia. Nel corso degli anni, con il mutare della domanda prevalente del mercato, si adeguò la produzione. Si passò così dalla produzione di lame per seghe a quella di orologi, dalle stecche per ombrelli, alla produzione di molle e persino ad alcuni componenti in metallo per alcune ditte che producevano prodotti di corsetteria. I cambiamenti più significativi riguardanti tali evoluzioni produttive si ebbero nel 1842, quando i Peugeot si associarono ai fratelli Jackson di Manchester, in Inghilterra, e cambiarono la ragione sociale in "Peugeot aînés et Jackson frères", ma anche nel 1848, quando, dopo la crisi economica seguita alla rivoluzione, l'impresa prese il nome di "Peugeot Frères" e iniziò a fabbricare anche montature in acciaio per le crinoline, accessori di moda lanciati dall'imperatrice Eugenia. È del 1847 il primo utilizzo dello stemma raffigurante un Leone sopra una freccia.
Nel 1850 l'azienda della famiglia Peugeot si era talmente sviluppata da contare nuove fabbriche aperte nel frattempo a Valentigney, Beaulieu e Pont-de-Roide. Lo stesso anno fu introdotto il logo che rappresentava un leone in piedi su una freccia. Nel corso degli anni la freccia sparì e il leone cambiò posizione.
L'azienda era all'epoca in mano ai due fratelli Jules ed Émile Peugeot, i quali, oltre a ingrandirla notevolmente, introdussero migliorie sociali per i dipendenti, avanzate per l'epoca. I fautori di tali migliorie furono soprattutto Émile e la figlia Lucy, entrambi ferventi protestanti, che nel 1871 introdussero la giornata lavorativa di dieci ore invece di dodici, con trent'anni di anticipo sulla legislazione francese, oltre a istituire una società di mutuo soccorso, divenuta vero e proprio sistema pensionistico nel 1876.
A partire dal 1865 Jules ed Émile Peugeot introdussero nell'attività aziendale i rispettivi giovanissimi figli Eugène e Armand. Sarebbe poi stato principalmente quest'ultimo ad avviare la produzione automobilistica.
Nel 1879 ad Armand Peugeot fu mostrata la Mancelle, vettura a vapore realizzata l'anno prima da Amedée Bollée: sono questi i primi contatti con l'automobile per Armand Peugeot, che in breve cominciò a occuparsi di mezzi di locomozione. Fu così che nel 1881 egli convertì la fabbrica di Beaulieu alla produzione di biciclette, attività che risultò assai redditizia e fiorente, e si protrasse per vari decenni.
Nel 1888, quando la Serpollet realizzò il suo motore a vaporizzazione istantanea, Armand Peugeot decise di cimentarsi nel campo della propulsione a motore: nel giro di un anno realizzò quattro tricicli mossi dallo stesso motore di Serpollet. Tali tricicli furono esposti alla Exposition Universelle di Parigi nel 1889. Qui Armand Peugeot vide la Daimler Stahlradwagen, seconda vettura prodotta da Gottlieb Daimler e Wilhelm Maybach, a loro volta pionieri dell'industria automobilistica tedesca. L'industriale francese rimase colpito dal motore a combustione interna realizzato dai due tedeschi. Anche un altro francese, Émile Levassor, fu tra i presenti alla manifestazione. Sia Levassor sia Peugeot, alla fine della rassegna, acquisirono da Gottlieb Daimler i diritti per la produzione in proprio dei nuovi motori.
Le prime autovetture Peugeot
Le prime automobili della Casa francese equipaggiate con motore termico furono prodotte a partire dal 1890, avevano quattro marce, 2 CV e raggiungono la velocità di 20 km/h. Il motore a benzina dell'epoca, un bicilindrico di origine Daimler, fu in seguito sostituito da un motore Peugeot. I motori Daimler utilizzati nelle prime Peugeot non provenivano direttamente dalla Germania, ma venivano forniti alla Peugeot dalla Panhard & Levassor, con la quale Armand Peugeot era in ottimi rapporti. Il primo modello ufficiale della Peugeot, denominato Type 2, fu seguito dalla Type 3, assai significativa per la storia dell'automobile italiana, poiché si tratta di fatto della prima automobile a circolare in Italia. Fu acquistata infatti il 2 gennaio 1893 dall'imprenditore Gaetano Rossi di Piovene Rocchette. Rispetto alla Type 2, che fu un fiasco anche a causa dei suoi numerosi difetti tecnici, la Type 3 ottenne un successo decisamente superiore, grazie anche ai suoi successi sportivi nei primissimi esempi di competizioni automobilistiche della storia. Oltre alla Type 3, anche la Type 5 vinse, a pari merito con una Panhard, la Parigi-Rouen del 1894, considerata la prima gara automobilistica di sempre.
La Peugeot Automobili Fino al 1896 l'attività di costruzione automobilistica rimase un piccolo reparto delle grandi officine Peugeot Frères, fortemente voluto da Armand Peugeot e appena tollerato dagli altri membri della famiglia che non ne gradivano i magri introiti e l'incerto futuro. A complicare le cose fu una disputa tra Armand e Gottlieb Daimler di natura "economico-patriottica". Daimler negò il permesso di commerciare automobili Peugeot con il suo motore in Alsazia, territorio da sempre conteso tra francesi e tedeschi, proponendogli una deroga solo se le automobili fossero state costruite nell'Impero tedesco. Sentendosi offeso come francese, Armand decise di rinunciare ai motori Daimler e di costruirli in proprio, affidandone la progettazione all'ingegnere Gratien Michaux. Dato il prevedibile malumore che avrebbe provocato in famiglia con la richiesta di ampliare il settore automobilistico, allo scopo di costruire in proprio i motori, Armand si risolse a fondare un'azienda autonoma.
Nacque così, nel 1897, Société Anonyme des Automobiles Peugeot ad Audincourt, mentre Eugène Peugeot proseguì nella produzione di biciclette, macchine per cucire e utensili. Sempre nel 1897, la neonata Casa francese realizzò il suo primo motore a scoppio progettato e costruito autonomamente. Si trattava di un bicilindrico orizzontale, poi realizzato in varie cilindrate, subito affiancato da un più economico propulsore monocilindrico verticale che risultava indicativo circa l'intenzione di rendere accessibile l'automobile a una maggior fascia d'utenza. Tali propulsori equipaggiarono tutti i modelli Peugeot costruiti fino al 1902, anno in cui la casa francese aveva in listino ben 23 modelli diversi.Piero Casucci, Armand Peugeot, Ruoteclassiche, novembre 1990
In effetti, confortando le previsioni di Armand Peugeot, il mercato automobilistico si sviluppò in Francia con grande rapidità. Secondo la rivista France Automobile del luglio 1899, alla fine del XIX secolo circolavano nella sola Parigi circa 1900 automobili e i costruttori europei di automobili ammontavano a 888, dei quali 619 in Francia. Con il termine generico "automobile" venivano all'epoca definiti tutti i veicoli in grado di muoversi senza forza animale o umana, comprendendo quindi autovetture, tricicli, motocicli e altri veicoli, con propulsione a scoppio, a vapore o elettrica.
Il nuovo secolo
Le prime vetture Peugeot erano dotate dello stesso schema meccanico, con motore e trazione posteriore, sterzo a barre di controllo e ruote anteriori di diametro inferiore rispetto a quelle posteriori. Ma all'alba del XX secolo tale schema subì un profondo rinnovamento, con il motore che passò a essere sistemato anteriormente e per lo sterzo venne montato uno dei primi volanti. Inoltre la trasmissione divenne a catena, le ruote divennero tutte dello stesso diametro e i freni passarono alle ruote posteriori. Siamo a questo punto nel 1902: oltre ai cambiamenti strutturali delle vetture, vi furono anche cambiamenti nell'ubicazione dell'azienda stessa, che venne trasferita a Levallois, all'epoca uno dei centri più fiorenti dell'allora giovanissima industria automobilistica.
Nel 1905 i figli di Eugène Peugeot cominciarono a guardare con più fiducia alle possibilità offerte dall'industria automobilistica e si accordarono con Armand per poter produrre essi stessi automobili nella loro azienda, la Les Fils de Peugeot Frères, con il marchio Lion-Peugeot. Mentre tale marchio era più orientato verso autovetture più economiche, Armand Peugeot stava indirizzando la produzione verso vetture di prestigio.
In seguito alla morte di Eugène Peugeot, avvenuta nel 1907, Armand si adoperò per riunire le due aziende, cosa che avvenne nel 1910 con la fusione di entrambe sotto la nuova ragione sociale Société Anonyme des Automobiles et Cycles Peugeot. Anche lo stabilimento di Beaulieu, fino a poco tempo prima utilizzato esclusivamente per la produzione di biciclette e utensili, fu adibito alla produzione automobilistica Peugeot. Nel frattempo fu lanciata la Peugeot Bébé. Tale vettura fu progettata in collaborazione con il grande Ettore Bugatti che da poco aveva fondato l'omonima casa automobilistica.
Gli anni dieci
Gli anni dal 1910 al 1919 videro il marchio Lion-Peugeot registrare un numero significativo di affermazioni in varie competizioni sportive tenutesi tra la fine del 1900 e l'inizio del decennio successivo. Nel 1912 nacque la Peugeot L76, una vettura da competizione realizzata da una squadra di piloti Peugeot e progettisti della Casa francese. Tale vettura ottenne parecchi successi grazie al suo potente motore da 7,6 litri bialbero plurivalvole (quest'ultimo dal contenuto tecnico di assoluto rilievo e assai innovativo per l'epoca), che poteva spingerla fino all'allora notevole velocità di 190 km/h. Con questa vettura vennero stabiliti anche alcuni record di velocità e si colsero anche alcune affermazioni negli Stati Uniti, come per esempio la vittoria alla 500 Miglia di Indianapolis del 1913.
Lo scoppio della prima guerra mondiale costrinse la Casa francese ad adeguarsi in parte ai nuovi regimi bellici, ma l'attività sportiva non venne trascurata e, anche negli anni più duri, alcune Peugeot da competizione, come la L45, conquistarono alcuni importanti risultati, come nelle tre edizioni della gara di Indianapolis del 1915, 1916 e 1919, rispettivamente un secondo posto e due primi posti.