KV35 (Kings' Valley 35)Le tombe vennero classificate nel 1827, dalla numero 1 alla 22, da John Gardner Wilkinson in ordine geografico. Dalla numero 23 la numerazione segue l’ordine di scoperta. è la sigla che identifica una delle tombe della Valle dei Re in Egitto; era la tomba di Amenhotep II (XVIII dinastia), successore di Thutmosi III (KV34) e marito della regina Tiaa (KV32).
Storia
Scoperta e scavata nel 1898 da Victor Loret per conto del Service des Antiquités, venne sottoposta a rilievi fotografici nel 1932 a cura di Paul BucherPaul Bucher (1887-1966), egittologo francese, specializzato in epigrafia.. Nuovi rilievi epigrafici nel 1982-1992 da parte di Erik Hornung.
Prevista come sepoltura di Amenhotep II, venne poi utilizzata durante il Terzo periodo intermedio dell'Egitto, e segnatamente durante la XXI dinastia ed il regno del faraone Pinedjem I, come deposito e ricovero per altre mummie che vennero qui traslate per sottrarle ad incursioni ladresche che comportavano, spesso, la violenta manomissione dei corpi alla ricerca di amuleti e gioielli nascosti tra le bendeTheban Mapping Project.
KV35 fu tra le sei prime tombe a ricevere illuminazione elettrica, nel 1903 quando Howard Carter divenne Capo Ispettore delle antichità dell'Alto EgittoReeves & Wilkinson (2000),p. 70., ricevendo uno dei più alti numeri di lampadeSi trattava di lampade da 10, 16 o 32 candele (21 a fronte delle 37 installate nella KV17 di Seti I).
Architettura KV35 si sviluppa planimetricamente secondo la tipologia propria delle tombe della XVIII dinastia, ad "asse piegato" (le lettere che indicano gli ambienti fanno riferimento alla planimetria schematica accanto riportata).
Una scala non ben definita (a) adduce ad un corridoio in pendenza (b); dopo una seconda scala (c), anch’essa non definita, si prosegue per un corridoio (d) fino ad un pozzo verticale (e) al fondo del quale si apre una camera (e1) Il fatto che tali pozzi fossero decorati al loro interno (vedi anche KV43 o KV57) e, talvolta, disponessero di una camera sussidiaria, ha fatto ipotizzare che si trattasse di tentativi per sviare l’attenzione di eventuali ladri che avrebbero potuto interpretare quei locali come vera e propria tomba e non proseguire nelle loro ricerche. Non escludendo tale utilizzo, sotto l’aspetto più pratico, tali pozzi avevano il compito di proteggere le parti più profonde dalle inondazioni costituendo, cioè, un vero serbatoio di accumulo delle acque piovane.. Superato il pozzo, una camera con due pilastri (f) da cui, tramite una scala ed un breve corridoio (g) si accede alla camera funeraria (h), su due livelli (nel livello inferiore si trova il sarcofago di Amenhotep II), che presenta quattro locali (h1, h2, h3, ed h4) uno dei quali (h2), all’atto della scoperta, era almeno parzialmente muratoTheban Mapping ProjectNicholas Reeves e Richard Wilkinson, The complete valley of the Kings, New York, Thames & Hudson, 2000, p. 100. e recava l'indicazione relativa all’anno tredicesimo di un non meglio precisato sovrano (forse Smendes della XXI dinastia).
Decorazioni I passaggi ed altre camere, benché intonacati, non sono decorati; unico locale a presentare decorazioni alle pareti e soffitto astronomico con stelle gialle su sfondo blu è la camera funeraria (h): fregi khekeruSi tratta di un fregio lineare e geometrico che rappresenta, talvolta, un tetto di abitazione visto dall'interno, o la trama di un tappeto, o la stilizzazione di stuoie appese alle pareti. inquadrano la ripartizione dei dipinti parietali su tre registriReeves e Wilkinson (2000), p. 102.. Il programma pittorico, indipendentemente dalla forma del locale che non si presenta più come un cartiglio, è identico a quello della KV34 e presenta, solo dipinti e non a rilievo, i testi di alcuni capitoli dell’Amduat in ieratico e in colonne verticali, come se si trattasse di un papiro, e le relativa illustrazioni in forma stilizzata. I sei pilastri della camera funeraria sono decorati con fregi kheker, che fungono da cornice, e con immagini del re che officia riti in presenza di differenti divinità tra cui Osiride, Anubi e Horus.
Il sarcofago in quarzite rossa, che all’atto della scoperta ancora ospitava il corpo del re, presenta geroglifici incisi e colorati di giallo, nonché figure di divinità. Due occhi udjatL’occhio di Horus, o di Udjat era simbolo di prosperità, di potere, regalità e di rinascita; veniva talvolta dipinto sulla poppa delle navi, con intento apotropaico, o sui sarcofagi per consentire al defunto di vedere nel mondo ultraterreno.,ed il dio Anubi in forma umana e testa di sciacallo, garantivano la protezioneLàzlò Kàkosi (1985), La magia in Egitto ai tempi dei Faraoni, traduzione Alessandro Roccati, Milano, Panini, p. 83. al defunto Alberto Siliotti (2000), p. 33..
Ritrovamenti
All’atto della scoperta, Victor Loret rinvenne numerosi oggetti del corredo funerario, sia di tipo magico che di uso comune. La maggior parte delle suppellettili risultava rotta o spezzata, verosimilmente in occasione delle incursioni ladresche subite dalla KV35. Gran parte dei ritrovamenti consisteva in statue in legno ed emblemi regali; una delle piccole statue del re conteneva uno scomparto in cui era stato inserito un papiro con testi dal Libro delle Caverne. Vennero inoltre rinvenuti frammenti di uno scrigno che doveva aver contenuto immagini sacre, ushabty ed i resti di un letto funerario del tutto simile a quelli rinvenuti anni dopo nell’anticamera della tomba KV62 di TutankhamonReeves e Wilkinson (2000), p. 103..
Molti furono anche i frammenti di mobilio funerario, modelli di barche e navi, vasellame in faience e vetro (questi ultimi in particolar numero e sparsi per tutta la tomba), vasi sagomati in forma di Ankh e contenitori di cosmetici.
Nella camera funeraria (h), il sarcofago in quarzite rossa del re appariva intatto ed analogamente intatta era la mummia di Amenhotep II, che recava ancora al collo una ghirlanda di fiori di mimosa, identificata attraverso una semplice annotazione riportata sul sarcofago in cartonnage che la conteneva Alberto SIliotti (2000), p. 33.
Victor Loret, in quanto Direttore del Service des Antiquités, decise di lasciare il corpo del re come all’atto della scoperta, indisturbato nel suo sepolcro, ma nel 1902 lo stesso fu oggetto di furto da parte della famiglia di tombaroli Abd el-Rasoul che causarono danni ai bendaggi della mummia alla ricerca di gioielli e amuleti nascosti tra le bende. Danni particolari furono causati all’altezza delle gambe dove Gaston Maspero, che nel frattempo aveva assunto l’incarico a sua volta di Direttore del Service, rilevò l’impronta lasciata sulla resina che ricopriva il corpo, di molti dei gioielli asportati . Solo successivamente a tale episodio, il corpo di Amenhotep II venne trasferito al Museo del Cairo.
Il deposito delle mummie
Nel prosieguo dell’esplorazione di KV35, tuttavia, Loret si imbatté in una scoperta che fa di questa tomba una delle più importanti della Valle dei Re.
Come era già avvenuto nel 1881 con la scoperta del deposito (cache) DB320 di Deir el-Bahari, anche KV35 infatti venne utilizzata come ricovero per i corpi di altri sovrani in un periodo in cui le ruberie nelle tombe avevano causato grossi danni alle stesse ed ai loro occupanti.
All’atto della scoperta da parte di Victor Loret, nella tomba, erano infatti ricoverate, oltre Amenhotep II (h), nove (o forse dieci considerando quella contenuta nell’anticamera –f- e forse appartenente a Sethnakht) mummie reali conservate in uno dei locali annessi alla camera funeraria (h2) la cui porta era stata murata (il posizionamento delle mummie nel locale h2 è annotato nella figura schematica accanto riportata)Reeves e Wilkinson (2000), p. 198.: Thutmosi IV (XVIII dinastia); Amenhotep III (XVIII dinastia); Sethy II (XIX dinastia); Merenptah (XIX dinastia); Siptah (XIX dinastia); Ramses V (XX dinastia); Tausert (?) (XIX dinastia); Ramses VI (XX dinastia); Ramses IV (XX dinastia). In altre camere laterali vennero rinvenuti altresì: (e1) un corpo femminile forse identificabile come quello della regina Hatshepsut Meryet-Ra, Grande sposa reale di Amenhotep II; (f) un corpo maschile contenuto in un modello di nave in legno forse identificabile nel faraone Sethnakht; (h1) un corpo femminile, privo di bende, sul momento identificato come Elder Lady (trad.: la signora più anziana); (h1) un secondo corpo femminile, privo di bende, sul momento identificato come The Younger Lady (trad.: la signora più giovane); (h1) un corpo di bambino (di circa 9-11 anniG. Elliot Smith (1912; ristampa 2000), The Royal Mummies, Duckworth Egyptology, pp. 39-40.) identificabile, forse, con il principe Webensenu, figlio di Amenhotep IIAidan Dodson e Dyan Hilton (2004), The Complete Royal Families of Ancient Egypt, New York, Thames & Hudson, pp. 135-141.; (h3) resti molto malridotti di corpo maschile privo di bende; (h3) resti molto malridotti di corpo femminile privo di bende.
Locale h2 Premesso che nell’anticamera (f) venne rinvenuto un corpo molto probabilmente appartenente al faraone Sethnakht, uno degli annessi alla camera funeraria (h2) presentava la porta di accesso almeno in parte murata nell’anno tredicesimo (verosimilmente del faraone Smendes); al suo interno, in sarcofagi molto danneggiati (vedi figura schematica qui accanto per la disposizione) i corpi, correttamente bendati, diReevse e Wilkinson (2000), p. 199.: Thutmosi IV; Amenhotep III (contenuto in un sarcofago intestate a Ramses III, con coperchio intestato a Sethy II); Sethy II; Merenptah (nella parte inferiore di un sarcofago intestate a Sethnakht); Siptah; Ramses V; un corpo femminile deposto nel coperchio rivoltato di un sarcofago intestato a Sethnakht identificato come la regina Tausert; Ramses VI; Ramses V.
Tutti i corpi vennero verosimilmente traslati in KV35 in un'unica soluzione, nello stesso periodo in cui venne restaurato ed etichettato il corpo del titolare Amenhotep II. Non è possibile accertare la data esatta dell’operazione che dovette avvenire non prima della traslazione del corpo di Amenhotep III dalla KV22 (WV22), nell’anno dodicesimo o tredicesimo di Smendes, come risulta da specifica trascrizione.
Locale h1 Il locale conteneva tre corpi, privi di bende: un primo corpo femminile, cui venne assegnato l’identificativo di Elder Lady, era parzialmente ricoperto da uno spesso velo e presentava lunghi capelli neri; un secondo corpo di adolescente (età 9-11 anni), di sesso maschile, che presentava il capo rasato eccetto, sulla tempia destra, una spessa treccia di capelli neri; un terzo corpo di sesso femminile, più giovane del precedente (e per questo denominato Younger Lady), che presentava la mandibola dislocata e vaste lacerazioni al volto. Tutti e tre i corpi presentavano, inoltre, un ampio foro sul cranio e lo sfondamento del torace.
Il ritrovamento di un dito mummificato, appartenente ad uno dei corpi in h1, ha fatto ritenere che, originariamente, I corpi fossero posizionati in altro annesso della camera funeraria (h3) e che vennero poi trasferiti nel locale di ritrovamento (h1) solo successivamente allo spostamento delle mummie reali.
Identificazione dei corpi Per lungo tempo i due corpi femminili rinvenuti nell'annesso (h1) vennero denominati Elder (KV35EL) e Youger Lady (KV35YL), con riferimento alle età relative apparenti.