Nell'Ebraismo, Pikuach Nefesh descrive il principio della Halakhah che la salvaguardia della vita umana supera qualsiasi altra considerazione religiosa. Quando la vita di una persona è in pericolo, quasi tutte le mitzvot lo ta'aseh (comandi di non eseguire un'azione) della Tōrāh diventano nulle.George Robinson, Essential Judaism: a complete guide to beliefs, customs and rituals, 2001, p. 200: "Per esempio ... il principio di pikuakh nefesh, di salvare una vita, ha precedenza praticamente su tutte le altre mitzvot. ... piuttosto che commettere una di queste tre trasgressioni, l'ebreo deve rinunciare alla vita."

Fonte biblica La Bibbia in Levitico afferma: "Osserverete dunque le mie leggi e le mie prescrizioni, mediante le quali, chiunque le metterà in pratica, vivrà. Io sono il Signore." ebraico: "אֲשֶׁר יַעֲשֶׂה אֹתָם הָאָדָם וָחַי בָּהֶם" Il significato qui è che gli ebrei devono vivere secondo la Tōrāh piuttosto che morire per la Tōrāh. Anche Ezechiele attesta questa frase ("feci loro conoscere le mie leggi, perché colui che le osserva viva per esse"), e la si ritrova inoltre in : "i tuoi decreti ... fanno vivere chi li mette in pratica".

Discussione talmudica Il Talmud discute una serie di casi come esempi in cui le leggi imposte biblicamente possono essere disattese per l'atto di salvare una vita umana (Talmud Bavli, Yoma 84b). Tutti questi esempi si riferiscono ai divieti dello Shabbat: il salvataggio di un bambino che annega in mare, il recupero di un bambino sepolto sotto macerie, abbattere una porta che sta intrappolando un bambino, e spegnere un incendio per salvare una vita. La Mishnah spiega quando sia permesso rompere il digiuno durante Yom Kippur (Giorno dell'Espiazione): "Se una persona è presa da fame vorace (riferendosi apparentemente ad una debolezza organica che mette in pericolo di vita), può essere nutrita, anche con cibo impuro (non kosher), fino a quando i suoi occhi sono rianimati" (BavliYoma 83a)

Limitazioni Il principio di salvaguardare la vita, pikuach nefesh, ha dei limiti. L'individuo in pericolo di vita, deve essere una persona specifica ed identificabile, piuttosto che un beneficiario astratto o potenziale.

Un'altra questione è cosa costituisca una situazione di pericolo di vita. Alcune situazioni sono chiaramente a rischio di vita, come uno che sta morendo di malattia e morirebbe senza intervento medico, o uno che sta annegando e non sarebbe in grado di salvarsi senza l'aiuto di un altro. Ma in situazioni diverse, potrebbe essere poco chiaro se una vita è davvero in pericolo.

Ad esempio, se una persona sente "dolore grave", ciò potrebbe essere tremendamente disagevole, ma certo non fatale, e le azioni che si possono intraprendere in violazione della legge religiosa sono limitate. È preferibile in queste situazioni farsi aiutare da un gentile in ogni modo possibile.

Se uno è in pericolo di perdere un arto, mobilità, vista, o rischiare di perdere qualche altra funzione vitale per la propria sopravvivenza futura, o potrebbe essere in pericolo per un nuovo problema di salute in via di sviluppo che in ultima analisi gli accorcerebbe la vita, la situazione è considerata "pericolo di vita".Per questa sezione cfr. George Robinson, Essential Judaism: a complete guide to beliefs, customs and rituals, Pocket Books, 2001, ss.vv.. ISBN 978-0-671-03481-8

Incertezze Nel caso non si possa accertare se una situazione sia veramente pericolosa per la vita, la situazione deve essere considerata pericolosa per la vita fino a prova contraria, consentendo in tal modo di intervenire.

È di primaria importanza che, se si crede che una vita sia in pericolo e ogni secondo può contare, le persone coinvolte non ritardino di aiutare la vittima per paura di violare la Halakhah o perdere tempo per determinare se tale violazione è consentita o meno dalla Halakhah.

Se si agisce in violazione della Halakhah per salvare una vita umana, quando si crede che tale vita sia in pericolo, ma in seguito ci si accorge che non c'era pericolo, non si ha peccato e non ci si deve sentire colpevoli di aver fatto tale errore (in buona fede).Barry L. Schwartz, "Jewish Heroes, Jewish Values: Living Mitzvot", in Today's World, 1996, p. 68, 120 PIKUAJJ NEFESH - THE MITZVAH OF SAVING A LIFE "Salvare una vita è come salvare il mondo intero."Mel Berwin & Jennifer Sartori, Making Our Wilderness Bloom: Women Who Made American Jewish History, 2004, p. 191: "L'Ebraismo PIKUACH NEFESH valuta la vita più di qualsiasi altra cosa. Noi siamo comandati di conservare le nostre vite e quelle degli altri... La frase ebraica pikuach nefesh significa 'salvare una vita'".James M. Lebeau, Stephen Garfinkel, The Jewish dietary laws: sanctify life, 1983, p. 112: "Queste situazioni dimostrano la flessibilità della Legge ebraica. Alcuni potrebbero argomentare che in molte occasioni di martirio nella storia ebraica, dove si muore pur di osservare il Kashrut, il principio di 'salvare una vita' venga violato, tuttavia ci sono state delle situazioni quando..."

Chi deve aiutare In una situazione di pericolo di vita, quando sia possibile, è essenziale che le persone disponibili più qualificate forniscano tutta l'assistenza necessaria durante ogni momento della situazione. Ma quando ogni secondo conta, non ci devono essere ritardi o perdite di tempo a discutere o determinare chi è più qualificato.Fred Rosner, J. David Bleich, Menachem M. Brayer, Jewish bioethics, 2000, p. 289: "Nella tradizione ebraica il valore dato alla vita umana è massimizzato ben oltre il valore dato alla sua qualità ... La mitzvah di salvare una vita non è aumentata né diminuita in virtù della qualità della vita salvata.

Se vi è una scelta tra un ebreo e un gentile che hanno parità di qualificazioni, e vi è chiaramente tempo abbondante per decidere, è preferibile che il gentile fornisca l'assistenza. Ma se c'è da scegliere tra due ebrei, e non vi è chiaramente molto di tempo per decidere, è preferibile che il più osservante dei due ebrei trasgredisca la Halakhah. Ciò dimostra l'importanza di infrangere la Halakhah quando una vita è in rischio, e che gli ebrei meno osservanti non sono autorizzati a trasgredire la Halakhah durante situazioni non d'emergenza.

Esempi di pikuach nefesh che trascendono altre considerazioni religiose Donazione di organi Secondo alcune autorità halakhiche, la donazione di organi per la Legge ebraica è un classico esempio dell'obbligo di violare un comandamento a causa del principio di Pikuach nefesh. Salvare la vita può trascendere la proibizione di profanare un cadavere. Tuttavia, a causa della limitazione che afferma che una vita specifica deve essere in pericolo, il recipiente generalmente deve essere identificato prima che l'organo venga rimosso. Il prelievo di organi destinati a banche di organi per un possibile uso futuro è generalmente vietato da tutti i decisori halakhici (posek) dell'Ebraismo ortodosso.Goldie Milgram, Living Jewish Life Cycle: How to Create Meaningful Jewish Rites, 2009, p.209: "Oggigiorno, non lasciare in dono i propri organi diventa una trasgressione della mitzvah di pikuah nefesh, “salvare una vita”, un valore ebraico di prima importanza. In qualsiasi momento, ci sono più di quarantamila persone in lista d'attesa negli Stati Uniti..."Aaron Levine, The Oxford Handbook of Judaism and Economics, 2010, p. 330.Richard Beck, David Worden, GCSE Religious Studies for AQA B: Truth, Spirituality & Religion, 2002, p. 29: "Si include la donazione delle cornee, poiché ripristinare la vista di una persona viene considerata un'operazione che salva la vita. L'Ebraismo non oppone l'uso di organi provenienti da animali. Nell'Ebraismo salvare una vita è cosa suprema..."Steven J. Gold, Yoga and Judaism, 2ª ed., 2009, p. 150: "Non so se gli ebrei ortodossi possano o no donare il sangue. Certamente i non ortodossi lo donano..."Fred Rosner, Contemporary biomedical ethical issues and Jewish law, 2007, p. 149 "...è permesso ricevere pagamento per un organo perché lo scopo è di salvare la vita del recipiente, e tutte le leggi ebraiche sono messa da parte quando si deve salvare una vita."

Shabbat e festività Le leggi dello Shabbat e le festività ebraiche possono essere sospese ai fini del Pikuach nefesh. L'esempio più antico di questa sospensione ha avuto luogo nel 167 p.e.v., quando Mattatia e gli Asmonei dichiararono che era consentito ai loro seguaci di combattere nel giorno di Shabbat per difendersi dagli attacchi. È permesso di viaggiare al fine di salvare la vita di un altro, e cure mediche possono essere fornite a pazienti critici. Secondo Moshe Feinstein, è consentito viaggiare per accompagnare una donna in travaglio all'ospedale, perché il Talmud è particolarmente attento alla salute in merito alla gravidanza e al parto.Rabbi Yehoshua Neuwirth, Shemirat Shabbat Kehilchatah. Jerusalem: Mekhon Nishmat Aharon ve-Ya'akov, 1993. Inoltre le leggi dello Shabbat possono essere trasgredite per i primi tre giorni che una donna ha partorito, per assicurarsi che sia confortevole e in salute.

È permesso guidare per portare una donna all'ospedale a partorire, dal momento che il parto può essere rischioso senza controllo medico. Allo stesso modo, si può firmare un modulo di consenso per eseguire chirurgia di Shabbat se l'intervento chirurgico verrebbe altrimenti ritardato.

Se un parente stretto viene trasportato in ospedale in circostanze di emergenza durante lo Shabbat, è permesso guidare o accettare un passaggio per andare in ospedale, al fine di fornire compagnia al proprio parente in ospedale, in quanto ciò può salvare la vita. Potrebbe inoltre essere necessaria la propria presenza in ospedale per firmare moduli di consenso in sua vece per cure che salverebbero la vita.Cfr. l'interessante e controverso libro di Rabbi Shmuley Boteach, Kosher Jesus, Gefen, 2012, spec. Cap. 5 sulla Legge ebraica e lo Shabbat.

Telefono In caso di emergenza medica nota o sospetta che richiedesse una chiamata telefonica piuttosto che il trasporto immediato in veicolo a motore, il telefono può essere utilizzato. Se la situazione ha un più basso livello di urgenza, il ricevitore deve essere sollevato ed i tasti premuti in un modo inusitato (usando il gomito o le nocche della mano, o una matita). Se l'interessato è in attesa di risposta telefonica per affrontare il problema, rispondere al telefono è consentito.

Lavoro È ammesso a chi esercita una professione dedicata a salvare vite umane (ad esempio il medico, l'infermiera o il soccorritore) di lavorare durante lo Shabbat, appunto al fine di salvare vite umane. È permesso a tali professionisti di utilizzare un telefono o cercapersone per essere avvertiti secondo necessità, per un atto di salvataggio o di comunicazione di informazioni per salvare la vita, o di viaggiare con ogni mezzo necessario per raggiungere il luogo di emergenza dove il potenziale atto di salvataggio verrà eseguito.

Altra questione è quella dove la persona che sta affrontando una congiuntura economica difficile abbia il permesso di lavorare durante lo Shabbat, al fine di guadagnare abbastanza soldi per non morire di fame o rimanere senza casa. Questa questione si applica sia nel caso uno abbia bisogno di reddito supplementare guadagnato durante lo Shabbat in aggiunta a tutti gli altri giorni lavorativi, o se debba lavorare di Shabbat al fine di non perdere il suo lavoro/occupazione. In tali situazioni, la persona interessata deve prima cercare tutte le alternative possibili al lavorare di Shabbat, e consultare un rabbino per esaminare le proprie circostanze individuali.Rabbi Joseph Telushkin, Biblical Literacy, William Morrow, 1997, Parte III, pp. 511ff.

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