Una piattaforma di trading elettronico è un software usato per inserire ordini di compravendita di strumenti finanziari attraverso la rete, con l'ausilio di un intermediario finanziario o direttamente tra gli utenti della piattaforma stessa. Consente di negoziare prodotti quali azioni, coppie di valute, commodity e derivati con intermediari come broker, market maker, banche d'investimento o borsa valori.

Queste piattaforme consentono di comprare e vendere strumenti finanziari da qualsiasi luogo, senza recarsi presso una banca o un broker, aumentando la rapidità di immissione degli ordini. Si contrappongono al tradizionale floor trading basato sull'open outcry e sul trading telefonico e permettono anche al piccolo investitore di accedere a mercati altrimenti preclusi, come il mercato valutario.

Le piattaforme di electronic trading solitamente pubblicano in tempo reale i prezzi di mercato su cui gli utenti possono operare. Inoltre forniscono strumenti di trading aggiuntivi, quali grafici, feed di news e funzioni di gestione del conto. Alcune piattaforme sono state concepite specificamente per consentire ai singoli di accedere ai mercati finanziari che in precedenza erano accessibili solo alle società di trading specializzate. Possono essere progettate anche per negoziare automaticamente strategie specifiche basate su analisi tecnica o per effettuare trading ad alta frequenza.

Le piattaforme di electronic trading sono solitamente mobile-friendly, disponibili per Windows, Mac, Linux, iOS e Android, facilitano l'ingresso nel mercato e contribuiscono all'aumento degli investimenti retail.

Differenza tra piattaforme trading e broker

Si tende spesso a confondere piattaforme trading e broker di trading online. Le piattaforme trading sono gli applicativi software necessari per eseguire le operazioni di trading, mentre i broker di trading online sono le società di intermediazione, opportunamente regolate dagli organi centrali - in Italia è affidato a CONSOB nonché all'ESMA, ente di vigilanza europea sui mercati finanziari.

La distinzione è evidente nel caso di piattaforme utilizzabili su più broker, come quelle gestite da società terze (MetaTrader 4/5, TradingView o cTrader), che i broker integrano per ampliare l'offerta di strumenti avanzati. La piattaforma resta concettualmente distinta dal broker, il quale, come intermediario, fornisce listini, accesso ai mercati e gestione del capitale.

Il rapporto è analogo a quello tra un sistema di Home banking e la banca: l'applicazione di home banking è lo strumento attraverso cui il cliente interagisce con la banca e con i servizi che essa offre.

Etimologia Con l'avvento delle prime piattaforme di trading elettronico negli anni '70 e '80, il termine descriveva i sistemi utilizzati dai broker professionisti per connettersi alle borse valori. Con l'evoluzione della tecnologia e l'ampliamento dell'accesso ai mercati, è stato esteso anche alle piattaforme per gli investitori retail. Oggi indica un ambiente operativo che consente di interagire con i mercati finanziari, gestire gli investimenti, inserire ordini, visualizzare i prezzi in tempo reale ed effettuare l'analisi tecnica.

Sviluppo storico Le transazioni sono tradizionalmente state gestite manualmente, tra broker o controparti. Tuttavia, a partire dagli anni '70, una parte sempre maggiore delle transazioni si è spostata verso piattaforme di trading elettronico. Queste possono includere reti di comunicazione elettronica, sistemi di trading alternativi, "dark pools" e altri.Lemke and Lins, Soft Dollars and Other Trading Activities, §§2:25–2:29 (Thomson West, 2013–2014 ed.).

Le prime piattaforme erano associate alle borse valori e consentivano ai broker di inserire ordini a distanza tramite reti private e dumb terminals. Spesso non fornivano prezzi in tempo reale, ma permettevano di inserire un ordine confermato in un secondo momento, secondo il modello della "richiesta di preventivo".

Nel 1971, la Nasdaq è stata creata dalla National Association of Securities Dealers ed ha operato interamente in modalità elettronica su una rete informatica. La Nasdaq è stata aperta l'8 febbraio 1971. Ha rapidamente guadagnato popolarità e nel 1992 rappresentava il 42% del volume degli scambi negli Stati Uniti.

Con i mercati finanziari elettronici nacquero anche le piattaforme di trading. Nel 1992 la Globex fu la prima a essere lanciata commercialmente. E-Trade, nata come servizio di brokeraggio online, lanciò una propria piattaforma per i consumatori, con un tasso di crescita del 9% al mese nel 1999. Verso la fine degli anni 2000 emerse una nuova generazione di società di investimento rivolte agli investitori non professionisti. Nel 2007 è stata fondata una società di investimento multi-asset come eToro, incentrata sul copy trading, il social trading e altri tipi di servizi di trading. Nel 2017 è stata fondata la borsa di bitcoin Binance.

I sistemi di trading si sono evoluti per consentire prezzi in streaming in tempo reale e l'esecuzione quasi istantanea degli ordini, utilizzando anche Internet come rete sottostante, il che significa che la posizione è diventata molto meno rilevante. Alcune piattaforme di trading elettronico hanno strumenti di scripting integrati e persino API che permettono ai trader di sviluppare sistemi di trading automatici o algoritmi e robot.

L'interfaccia grafica delle piattaforme consente di inserire vari tipi di ordini.

Tra il 2001 e il 2005 la proliferazione delle piattaforme portò alla nascita di portali di trading online, che offrivano una scelta tra molte piattaforme anziché quella di un'unica istituzione.

Regolamentazioni Segnalazione delle informazioni Nel 1995, la Securities and Exchange Commission (SEC) promulgò la Regola 17a-23, che richiedeva a qualsiasi piattaforma di trading automatizzata registrata di segnalare le informazioni, inclusi partecipanti, ordini e scambi, ogni trimestre. I requisiti di maggiore trasparenza prima e dopo l'esecuzione degli scambi rafforzarono la fiducia degli utenti nelle piattaforme.

Regole di gestione degli ordini Poiché alcuni market maker del Nasdaq quotavano su Instinet prezzi migliori di quelli pubblici, nel 1996 la SEC introdusse le Order Handling Rules. Esse imponevano agli specialisti e ai market maker del Nasdaq di rendere pubblico ogni prezzo quotato su un sistema proprietario che migliorasse le loro quotazioni, e di pubblicare volume e prezzo degli ordini limite dei clienti che miglioravano la quotazione o il volume al prezzo quotato.

Decimalizzazione Nel 2001 la SEC introdusse la decimalizzazione, imponendo incrementi di prezzo di 0,01 dollari invece del precedente standard di 0,0625. La riduzione dei margini incentivò i grandi dealer ad adottare sistemi di gestione elettronica, abbassando i costi di trading.

Piattaforme di Trading Online in Italia Il trading online in Italia iniziò nel 1995 con la fondazione di DirectaSim a Torino da parte di Massimo Segre, Mario Fabbri e Andrea Grinza. L'8 novembre 1995 DirectaSim effettuò il primo ordine di borsa online in Italia, in coincidenza con la centralizzazione degli scambi della Borsa Italiana sul mercato telematico e l'abbandono del sistema delle grida. Nel 1996 acquisì i primi clienti, rendendo il trading online accessibile a un numero crescente di investitori.

Con la diffusione di Internet nel 1998, il trading online è diventato la modalità principale per accedere ai mercati finanziari, permettendo agli utenti di operare comodamente da casa con quotazioni in tempo reale, grafici interattivi e strumenti di analisi tecnica.

DirectaSim è stata anche la prima a permettere il trading tramite un dispositivo GSM nel 1999, ampliando ulteriormente l'accessibilità al trading online.

Situazione attuale in Italia Oggi le piattaforme di trading online sono integrate nei sistemi di home banking di quasi tutte le banche italiane, dando accesso a un'ampia gamma di strumenti finanziari: azioni, ETF, forex, commodity e derivati.

Oltre alle piattaforme di trading online offerte dalle banche italiane, gli investitori in Italia possono operare anche tramite broker esteri segnalati da Consob nel registro delle imprese senza succursale in Italia. Questa apertura amplia la varietà di servizi disponibili, ma comporta rischi: gli enti regolatori dei paesi di origine non sempre applicano criteri rigorosi come quelli europei, e la Consob deve ratificare autorizzazioni provenienti da giurisdizioni esterne, con un conseguente aumento delle truffe nel settore. Alcune piattaforme non autorizzate sfruttano la fiducia degli investitori per perpetrare frodi.

Caratteristiche Dati storici Le piattaforme di electronic trading forniscono spesso ai loro clienti numerose serie di dati storici, compresi i grafici, affinché le decisioni di trading siano informate. Tali grafici possono essere ampliati per includere un intervallo di date più ampio e possono essere utilizzati per l'analisi tecnica di un determinato strumento.

News attuali Le piattaforme di trading spesso forniscono news aggiornate per informare gli utenti in vista delle loro decisioni sul trading. Possono includere articoli su società specifiche o valutazioni aggiornate fornite da società indipendenti specializzate in determinate commodity. In alcune applicazioni le news specializzate consentono ai trader retail di avere accesso alle stesse informazioni dei professionisti.

Tracciamento del portafoglio Un'altra caratteristica comunemente presente nelle piattaforme di trading è la capacità di tracciare il portafoglio dell'utente, cosa che può influenzare le operazioni in base all'andamento di un trader.

Note

Voci correlate Sistema di trading automatico Electronic Communications Network High-frequency trading Analisi tecnica

Categoria:Commercio elettronico Categoria:Mercati finanziari