Ex esponente di spicco del Movimento 5 Stelle, è stato eletto deputato nella XVII legislatura (2013-2018), ricoprendo il ruolo di vicepresidente della Camera, il più giovane nella storia d'Italia; nel settembre 2017 è stato scelto dagli iscritti quale capo politico del Movimento. Alle successive elezioni politiche del 2018 è stato rieletto deputato per la XVIII legislatura (2018-2022), nel corso della quale ha ricoperto le cariche di ministro dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali, nonché di vicepresidente del Consiglio, nel governo Conte I (2018-2019), quindi di ministro degli affari esteri nel governo Conte II (2019-2021) e nel governo Draghi (2021-2022).

A seguito delle sue progressive divergenze con il Movimento (da cui si era dimesso come capo politico già il 22 gennaio 2020), ne è successivamente fuoriuscito nel giugno 2022 assieme ai parlamentari a lui vicini, creando il gruppo parlamentare centrista Insieme per il futuro, il quale a sua volta ha dato vita al partito Impegno Civico, con il quale Di Maio si è presentato, all'interno della coalizione di centro-sinistra, alle elezioni politiche del 2022, alle quali però non è stato rieletto. Il successivo 22 ottobre, ultimo giorno del suo mandato ministeriale, si è dimesso anche da segretario di Impegno Civico.

Ad aprile 2023 viene indicato come Rappresentante speciale dell'Unione europea per il Golfo Persico. Assume l'incarico il 1º giugno 2023 e viene riconfermato il 15 gennaio 2025 per altri due anni.

Biografia Primi anni Nato il 6 luglio 1986 ad Avellino, cresce a Pomigliano d'Arco (NA), luogo d'origine della famiglia, primogenito dei tre figli di Antonio Di Maio, un imprenditore edile politicamente attivo dapprima nelle file del Movimento Sociale Italiano, dove svolse anche incarichi dirigenziali, e in seguito in quelle di Alleanza Nazionale,Redazione, Luigi Di Maio è il nuovo vicepresidente della Camera e di Paola Esposito,dirigente scolastica e insegnante di italiano e latino.

Diplomatosi presso il liceo classico Vittorio Imbriani di Pomigliano d'Arco nel 2004, successivamente si iscrive all'Università degli Studi di Napoli Federico II, dapprima presso il corso di laurea in ingegneria informatica, dove nel 2004 fonda l'ASSI (Associazione Studentesca di Studenti in Ingegneria), e in seguito a un corso presso la facoltà di giurisprudenza.

Nel 2006 fonda il sito "studentigiurisprudenza.it" e, l'anno successivo, viene eletto presidente del Consiglio degli Studenti. Non completerà gli studi universitari, dedicandosi al primo attivismo nel Movimento 5 Stelle e a varie altre attività: giornalista pubblicista dal 2007, ha lavorato per un breve periodo come webmaster per la testata digitale La Provincia Online, per la quale ha anche scritto diversi articoli di cronaca sportiva, e, in qualità di giornalista sportivo, per il periodico Il Punto. Nel mentre ha svolto anche altri lavori, quali il tecnico informatico, l'assistente alla regia, l'agente di commercio, il cameriere, l'assistente allo stadio San Paolo di Napoli e il manovale per l'azienda di famiglia.

Gli inizi nei Meetup di Beppe Grillo Nel 2007 Di Maio apre la piattaforma Meetup di Pomigliano d'Arco, aderendo così all'iniziativa di Beppe Grillo, il quale proponeva la costituzione di gruppi di cittadini che si occupassero dei problemi del loro comune, sulla scia della quale nascerà nel 2009 il Movimento 5 Stelle (M5S) di Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio.

Alle elezioni comunali in Campania del 2010 si candida come consigliere comunale per il M5S nel suo comune, a sostegno del candidato sindaco Luca Errico, ma ottiene solo 59 preferenze, senza risultare eletto.

Vicepresidente della Camera dei deputati

In vista delle elezioni politiche del 2013, viene candidato alle cosiddette elezioni "Parlamentarie" dei 5 Stelle (consultazione online per le candidature al parlamento), dove ottiene 189 preferenze. Candidato per le politiche del 2013 alla Camera dei deputati, tra le liste del Movimento 5 Stelle in seconda posizione nella circoscrizione Campania 1, viene eletto deputato alla Camera per il M5S.

Nella XVII legislatura, il 21 marzo 2013 viene eletto vicepresidente della Camera dei deputati con 173 voti, il più giovane nella storia dell'Italia unita a ricoprire tale carica, oltre ad essere componente della 14ª Commissione Politiche dell'Unione europea.

L'ascesa nel Movimento 5 Stelle In breve tempo diventa uno dei volti più noti del Movimento 5 Stelle, tanto da essere nominato membro del Comitato operativo del M5S, più conosciuto con il termine giornalistico di "direttorio", costituito nel novembre 2014, formato da cinque parlamentari scelti da Beppe Grillo con l'obiettivo di costruire il principale organo direttivo del partito, con funzione di raccordo tra il leader e gli eletti in parlamento.

Nel 2016 viene nominato Responsabile degli enti locali per il Movimento 5 Stelle. Nello stesso anno viene indicato da Forbes come tra i trenta politici under-30 più influenti in Europa.

Capo politico del Movimento 5 Stelle Nel settembre 2017 si candida alle elezioni primarie per scegliere il nuovo capo politico del Movimento 5 stelle e il candidato alla Presidenza del Consiglio dei ministri; l'esito delle votazioni tra gli iscritti alla piattaforma online del partito lo vede vittorioso con 30.936 voti, pari a circa l'82% dei votanti.

Alle elezioni politiche del 2018 si ricandida alla Camera dei deputati per il M5S nel collegio uninominale Campania 1 - 03 (Acerra), ottenendo il 63,41% dei voti (95.219) davanti al candidato della coalizione di centro-destra, in quota Forza Italia, il critico d'arte Vittorio Sgarbi (20,38%) e quello del centro-sinistra, in quota Partito Democratico, Antonio Falcone (12,00%), venendo così rieletto per la seconda volta alla Camera.

Nella crisi politica nata dalla nomina, contestata dal Presidente della Repubblica, di Paolo Savona a Ministro dell'Economia e delle Finanze, di fronte all'eventualità di nuove elezioni politiche, Di Maio auspica la messa in stato d'accusa di Sergio Mattarella ai sensi dell'articolo 90 della Costituzione italiana«Articolo 90. Il Presidente della Repubblica non è responsabile degli atti compiuti nell'esercizio delle sue funzioni, tranne che per alto tradimento o per attentato alla Costituzione. In tali casi è messo in stato di accusa dal Parlamento in seduta comune, a maggioranza assoluta dei suoi membri.» per poi indire nuove elezioni.

Governi Conte I e Conte II

A crisi risolta, Di Maio ricopre la carica di vicepresidente del Consiglio e ministro dello sviluppo economico e del lavoro nel governo Conte I.

Alle elezioni europee del 2019 il Movimento 5 Stelle di Di Maio subisce un calo dei voti rispetto sia dalla precedente elezione che dalle politiche dell'anno scorso: il 17,07%, registrato principalmente nell'Italia settentrionale e centrale, ma restando il primo partito nell'Italia meridionale e insulare, in favore, secondo l'istituto Carlo Cattaneo, dell'astensionismo e della Lega di Matteo Salvini.

Dopo la fine del governo con la Lega e la nascite di quello con PD e LeU, il 4 settembre 2019 Di Maio viene designato quale Ministro degli affari esteri e cooperazione internazionale dal Presidente del Consiglio reincaricato Giuseppe Conte, prestando il giorno successivo giuramento nelle mani del Presidente della Repubblica Mattarella come Ministro degli Esteri nel governo Conte II, il più giovane ad assumere la carica dall'unità d'Italia ad oggi.

Dimissioni da capo politico del Movimento Il 22 gennaio 2020, poco prima delle elezioni regionali in Emilia-Romagna e Calabria, in occasione della presentazione dei facilitatori regionali del M5S, comunica le sue dimissioni irrevocabili da capo politico del Movimento 5 Stelle e da capo delegazione del suo partito nel governo Conte II, a cui verrà sostituito rispettivamente da Vito Crimi, in quanto membro più anziano del Consiglio di garanzia M5S, e Alfonso Bonafede; nel suo discorso al Tempio di Adriano elenca tutti i successi del M5S sotto la sua guida e attribuisce le sue dimissioni a scontri interni al Movimento, facendo riferimento a avversari interni che "stanno nelle retrovie e vengono al fronte solo per pugnalare alle spalle".

Ministro degli affari esteri nel governo Draghi

Il 12 febbraio 2021, a seguito delle dimissioni del governo Conte II, oltre ad essere stato uno dei primi volti noti del Movimento a supportare la svolta portata avanti da Beppe Grillo ed aprire all’ingresso nel governo presieduto dall'ex presidente della Banca Centrale Europea Mario Draghi, viene confermato nel ruolo di ministro degli affari esteri nel suo esecutivo, giurando il giorno seguente al palazzo del Quirinale nelle mani del Presidente della Repubblica Mattarella come ministro nel governo Draghi il 13 febbraio 2021.

Il 17 novembre 2021 Luigi Di Maio assume la presidenza del Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa, che manterrà per sei mesi fino al 20 maggio 2022, delineando le priorità della Presidenza italiana, che si concentrerà su tre temi principali: riaffermare i nostri principi e valori condivisi; rafforzare l'emancipazione delle donne e i diritti di bambini e adolescenti; e costruire un futuro incentrato sulle persone.

Nel corso del 2022 sono cresciute tensioni tra Di Maio e Giuseppe Conte, che precedentemente aveva aderito al Movimento 5 Stelle e ne era diventato il presidente (carica sostitutiva del Capo politico), dove si sono scontrati più volte, in primis sulle politiche promosse dal governo di Draghi, in cui Di Maio era ministro degli esteri, ma anche all'elezione del Presidente della Repubblica di quell'anno, dove Conte sostenne la candidatura di Elisabetta Belloni, incontrando l'opposizione di Di Maio e le sue critiche per il modo in cui aveva gestito le trattative.

Abbandono del M5S e costituzione di "Insieme per il futuro"

Agli inizi di giugno 2022 il presidente del M5S è diventato particolarmente critico nei confronti dell'approccio del governo Draghi all'invasione russa dell'Ucraina e in particolare al dispiegamento degli aiuti militari al governo ucraino; Di Maio, in opposizione alle critiche di Conte su questa posizione, lo accusa di ambiguità sull'appoggio all'Ucraina, etichettando anche la sua leadership come "immatura" e debole sull'atlantismo.

A causa di queste divergenze tra Conte e Di Maio, il 21 giugno 2022, insieme a diversi parlamentari, Di Maio annuncia il suo abbandono del Movimento 5 Stelle e la fondazione di un proprio partito, di ispirazione dichiaratamente moderata, atlantista ed europeista, denominato "Insieme per il futuro" (Ipf), costituendo il giorno stesso il gruppo parlamentare alla Camera, formato da 51 deputati eletti col M5S, mentre il giorno successivo 10 senatori sempre eletti col M5S confluiscono nella componente dei non iscritti del gruppo misto. Il 22 giugno 2022 aderiscono anche le europarlamentare Chiara Maria Gemma e Daniela Rondinelli. Tra gli aderenti si notano figure note del M5S e membri del governo Draghi, quali la viceministra dell'economia e delle finanze Laura Castelli, i sottosegretari di Stato Manlio Di Stefano, Anna Macina, Dalila Nesci e Pierpaolo Sileri, i presidenti delle commissioni parlamentari alla Camera Gianluca Rizzo, Vittoria Casa, Filippo Gallinella e Sergio Battelli, il questore ed ex capogruppo M5S alla Camera Francesco D'Uva e gli ex-ministri del governo Conte II Vincenzo Spadafora e Lucia Azzolina.

Il 30 giugno Ipf costituisce il suo gruppo parlamentare autonomo al Senato, dopo che - secondo il regolamento del Senato - viene fornito un simbolo da un partito presentatosi alle ultime elezioni (in questo caso: Centro Democratico di Bruno Tabacci). Con oltre 60 parlamentari coinvolti, si è trattato della più numerosa scissione nella storia repubblicana.

La scelta di Di Maio è stata contestata da esponenti e sostenitori del Movimento e dallo stesso Grillo.

Elezioni politiche del 2022