Villa Margherita (già Villa Trieste dal secondo dopoguerra al 2012) è la villa comunale di Catanzaro, nonché il più antico giardino pubblico della città. Fu realizzata su un progetto di Federico ed Enrico Andreotti e aperta al pubblico il 21 gennaio 1881, in occasione della visita di Margherita di Savoia, cui deve il nome.
Orto botanico e giardino storico, si sviluppa sul versante sud-orientale del centro storico cittadino e occupa una superficie di circa 3 ettari.
Il giardino è stato dichiarato di notevole interesse pubblico tramite un decreto ministeriale del 1972.
Storia I terreni e le pertinenze sulle quali sorge la villa comunale erano, un tempo, abitati da comunità che, stabilitesi nella parte a sud del centro storico della città, praticavano riti e tradizioni di estrazione greca, islamica ed ebraica. Uno dei quartieri attigui agli appezzamenti di terra in questione prese infatti il nome di Grecìa,. a testimonianza della presenza della popolazione di origine ellenistica.. Gli abitanti del luogo coltivavano alberi da frutto, fra cui il gelso bianco e nero sfruttando la morfologia del terreno che consisteva in terrazzamenti naturali. Parte di questi terreni erano di proprietà dell'attiguo Monastero di Santa Chiara, fondato nel 1309. Al momento della trasformazione dei terreni, gli stessi erano coltivati a orto e vigna; in un primo momento fu deciso che la destinazione urbanistica del luogo dovesse essere finalizzata alla realizzazione di un mercato.
La villa nacque nel periodo di massima espansione di Catanzaro, quando, subito dopo l'Unità d'Italia, la città fu trasformata dal Piano Manfredi. Nel 1875, quando il sindaco era Francesco De Seta, fu redatto un piano di massima, che prevedeva la realizzazione del giardino pubblico sui terreni a ridosso dell'ex convento di Santa Chiara. Nel 1876, con regio decreto, l'opera fu definita di pubblica utilità. I lavori iniziarono nel 1878 e si conclusero nel 1880. L'inaugurazione avvenne in occasione della visita dei Savoia in città, il 21 gennaio 1881. Il giardino fu intitolato, per l'occasione, alla regina Margherita di Savoia. A ricordo dell'evento, quel giorno fu apposta un'epigrafe commemorativa sulla facciata del museo provinciale con la dedica:
Nel Secondo dopoguerra la villa fu ribattezzata Villa Trieste, salvo poi tornare all'originaria denominazione in seguito ad un'operazione di ristrutturazione avvenuta nel 2012.
Nel 2007, durante le operazioni di riqualificazione urbana che interessarono alcuni punti di interesse del centro storico cittadino, furono rinvenuti nella villa dei manufatti in ceramica risalenti ad un periodo compreso fra il XIII e il XIV secolo e strumenti in pietra risalenti all'epoca preistorica, a testimonianza del fatto che la zona fosse abitata da tempi remoti.. Tali ritrovamenti furono utili a contestualizzare l'effettiva antropizzazione della zona e determinare che, probabilmente, l'area sulla quale insiste la villa era abitata già in epoca medievale e che la stessa si trovasse al di fuori della cinta muraria cittadina.. La zona era comunque dotata di infrastrutture militari di difesa, come testimonia il ritrovamento di alcuni canaloni che avrebbero potuto assolvere la funzione di fossati difensivi.
Nel 2024 la villa è stata sottoposta ad un'imponente opera di restyling e rifunzionalizzazione degli spazi, consistente, fra l'altro nella demolizione o riconversione di opere in muratura oramai cadute in disuso, per un importo di circa euro.
Descrizione
La villa sorge su un terrazzamento localizzato sul versante orientale del colle Triavonà, affacciato sulla valle del torrente Musofalo, a un'altitudine di 320 . In virtù della posizione, dalla villa è possibile osservare un panorama che comprende, oltre ovviamente alla città, parte del Golfo di Squillace (in particolare il versante prospicente a Isola Capo Rizzuto) e, sul lato opposto, la Sila. I giardini della villa sono dotati di una vegetazione lussureggiante e ospitano numerose sculture. La passeggiata è impreziosita da viali, due stagni artificiali, un'area giochi per bambini e un gazebo. Nel perimetro del parco, collocati subito dopo l'accesso principale di Piazzale Trieste, si trovano il MARCH - Museo Archeologico Numismatico Provinciale (la più antica istituzione museale calabrese, fondato nel 1863). e la Biblioteca Comunale Filippo De Nobili, qui trasferita nel 1958 dopo un attacco di termiti.
La villa ospita uno dei numerosi accessi alla lunga rete di cunicoli sottorranei scavati nel sottosuolo della città di Catanzaro. Sebbene l'ipogeo abbia origini incerte, rilevazioni effettuate negli anni duemila hanno collocato la sua origine nel momento dell'insediamento della popolazione biantina; detti tunnel venivano utilizzati dagli abitanti del luogo per spostarsi più agevolmente da una parte all'altra del centro abitato. In particolare, la parte della rete di cunicoli da cui si ha accesso tramite la villa fu aperta e fruibile fino agli anni ottanta prima che ne venisse inibito l'accesso per questioni di sicurezza. La galleria, di forma trapezoidale, ha subito dei troncamenti nel periodo in cui venne costruito il giardino.
La vegetazione è composta di numerose specie di arbusti e piante, in particolare palme, acacie, allori, pistosfori, cedri dell'Himalaya, sequoie sempreverdi e pini marini L'assetto floristico fu selezionato e progettato dall'agronomo-ingegnere di origine svizzera Enrico Fehr il quale dette il suo similare contributo, fra le altre, per la villa comunale Giuseppe Mazzini di Messina, in Sicilia, e in Calabria, per la villa comunale Giuseppe Mazzini di Palmi e la villa Comunale Carlo Ruggiero di Cittanova..
Di particolare pregio, all'interno del giardino, i busti marmorei di illustri personaggi legati alla città, distintisi in qualità di sindaci o nell'esercizio della propria professione. La statua di maggior pregio è sicuramente quella raffigurante il filosofo Francesco Fiorentino, ad opera dello scultore Francesco Jerace; il monumento poggia su un imponente basamento in granito ed è realizzato in marmo di Carrara. L'opera è annoverata fra le realizzazioni di maggior pregio dello scultore originario di Polistena, che in vita intrattenne un legame molto forte col capoluogo calabrese.. Fra le altre personalità raffigurate nei busti marmorei collocate nel giardino vi sono Francesco De Seta (sindaco della città dal 1877 al 1882, Diodato Borrelli (1837-1881, medico), Andrea Cefaly (1827-1907, pittore), Bernardino Grimaldi (1839-1897, a più riprese ministro del Regno d'Italia), Luigi Grimaldi (1902-1992, avvocato) ed Eugenio De Riso (1815-1860, patriota).
Note
Bibliografia
Voci correlate Catanzaro Biblioteca Comunale Filippo De Nobili Regina Margherita
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Collegamenti esterni
Categoria:Giardini di Catanzaro Categoria:Margherita di Savoia-Genova