Città Sant'Angelo è un comune italiano di abitanti della provincia di Pescara in Abruzzo. Fa parte dell'area metropolitana di Pescara, e grazie alla vicinanza con il capoluogo presenta uno dei maggiori tassi di crescita demografica sia a livello provinciale che regionale.
Geografia fisica Territorio Città Sant'Angelo è ubicata su una collina a a diciotto chilometri da Pescara. Il territorio è il terzo per estensione della provincia di Pescara, preceduto da Penne e Caramanico Terme, e trentottesimo a livello regionale. Ha una morfologia prettamente collinare che termina in un lembo di terra, bagnato dal mare Adriatico e largo meno di un chilometro, che divide i comuni di Silvi e di Montesilvano. Città Sant'Angelo è bagnata dai fiumi Fino e Tavo. Tra Marina di Città Sant'Angelo e Silvi Marina sfocia il fiume Piomba, mentre tra Città Sant'Angelo e Montesilvano sfocia il fiume Saline.
Clima
Il clima è tipicamente sublitoraneo marittimo, definibile dunque come clima mediterraneo, con marcate differenze tra la zona costiera e quella collinare. Generalmente le estati sono calde e secche (media massime luglio , media minime luglio nella zona collinare), ma ventilate e gradevoli data l'esposizione all'Adriatico, mentre sulla stretta fascia litoranea le massime superano spesso i , e per via del notevole tasso di umidità vengono percepiti valori ancor più elevati. Gli inverni (media massime gennaio , media minime gennaio nella zona collinare) si mantengono sostanzialmente miti se la circolazione in quota è prevalentemente occidentale, dovuta ai caldi e secchi venti di caduta appenninici; con queste condizioni non è raro che la temperatura superi i anche in gennaio. Comuni sono le inversioni termiche diurne tra la costa e la collina, soprattutto durante il semestre freddo, con differenze di temperatura anche di 5-.
Quando la circolazione dei venti interessa i quadranti nord-orientali, la forte esposizione produce su tutto il territorio picchi di freddo notevoli ed inusuali per la latitudine, con significative precipitazioni nevose da stau principalmente nell'area collinare (con tempi di ritorno di circa 3-4 anni). Le precipitazioni tendono a concentrarsi nel tardo autunno, e il loro livello medio è leggermente inferiore alla media nazionale (attorno a ); infatti, per via della copertura montuosa del Gran Sasso sul lato occidentale, talvolta le classiche perturbazioni atlantiche non riescono a sfondare ed il territorio rimane in ombra pluviometrica, con tesi venti di caduta.
Il livello medio di umidità è elevato nella zona costiera a causa della presenza dell'area umida protetta del fiume Saline: fenomeno caratteristico, soprattutto in autunno e inverno con venti da SE, è quello della cosiddetta guazza, con la risalita dell'umidità dai bassi strati e la formazione di fitte nebbie che salgono dalla costa fino a raggiungere e coprire a volte l'intera area collinare.
Origini del nome Nel Catalogus baronum del XI secolo viene citata come Civitas Sancti Angeli. Il toponimo deriva da quello dell'antica città romana di Angulum, la cui localizzazione è però incerta e che si ritiene non corrisponda a Città Sant'Angelo ma con maggiori probabilità alla vicina Spoltore. Il nome Angulum è comunque di origine preromana, essendo la variante latinizzata di un precedente termine italico dal significato di valle curva.
Storia Le origini di Città Sant'Angelo sono incerte ed hanno sempre costituito motivo di discussione storica: probabilmente i primi a creare un insediamento sul colle furono i Vestini, ma il primo atto ufficiale in cui si parla del comune menziona una concessione da parte dell'imperatore Ludovico II che accorda un privilegio al monastero di Casauria sul luogo chiamato "Civitate S. Angeli", dove si trovavano un castello ed un porto; l'atto è datato 13 ottobre 875. I numerosi ritrovamenti archeologici, decisamente più antichi, tra la foce del Piomba e quella del Saline, e la presenza di piccoli aggregati urbani in corrispondenza della località oggi denominata Marina di Città Sant'AngeloCenni storici riportati sul portale turistico di Città Sant'Angelo fanno risalire le origini della città al periodo romano, quando Angulum, i cui abitanti ne conservano ancora il nome ("angolani"), viene nominata da Plinio il Vecchio nella sua descrizione delle terre vestine nel libro Naturalis Historia (libro II 12.106); non è da escludere l'ipotesi che la Angulum citata fosse invece la vicina Spoltore. Comunque intorno al 400 sorsero le prime chiese nella zona tra Città Sant'Angelo e Atri. L'abitato vestino-romano, che sarebbe stato ubicato sul vicinissimo Colle di Sale, fu probabilmente distrutto nell'alto Medioevo; i Longobardi avrebbero ricostruito il paese ex novo nell'odierna ubicazione, lasciando come traccia della loro presenza il culto dell'Angelo. Testimonianze di questo culto sono presenti sia nel toponimo, sia nello stemma comunale, che rappresenta, appunto, san Michele Arcangelo che uccide il dragone.
Nel XII secolo fu aggregata alla contea di Loreto e nel secolo successivo (1239) distrutta da Boemondo Pissone o PissonusIl registro della cancelleria di Federico II del 1239-1240, Volume 1 pag 245, giustiziere di Federico II, in quanto Città Sant'Angelo, guelfa, era troppo schierata in favore di Papa Gregorio IX nella lotta contro il Sacro Romano Impero. Successivamente lo stesso Imperatore svevo concesse ai superstiti la facoltà di ricostruire l'abitato in tre casaliAnnali delle Due Sicilie: dall'origine e fondazione della monarchia fino a tutto il regno dell'augusto sovrano Carlo III. Borbone, Volume 1 pag.184 Editore Stamperia e cartiere del Fibreno, 1841. Dopo il 1240 iniziò la ricostruzione del nucleo fortificato a semicerchio, delimitato attualmente da strada Castello, strada Minerva, via del Ghetto e via del Grottone. I Zizza e i Salomone rivestirono sempre ruoli primari nella comunità angolana dell'Ancien Régime.Lorenzo Valloreja - Passione Angolana : storia inedita di lotte ed intrighi per la sopravvivenza ed il potere a Città Sant' Angelo, in Abruzzo Ulteriore, tra il XIII. ed il XIX. secolo, Ianieri Edizioni, Pescara, ISBN 978-88-97417-27-9 Con la venuta degli ordini monastici nella prima metà del XIV secolo si vide l'ampliamento delle chiese esistenti e la realizzazione di monasteri.
In questa era Città Sant'Angelo fu una delle tre città principali della diocesi Penne-Atri, insieme alle due sedi vescovili. La rivalità tra esse spesso si traduceva in guerre, soprattutto per il controllo del porto al confine tra le attuali Silvi Marina e Pineto, in provincia di Teramo. Nel XVI secolo fu marchesato della famiglia Castriota insieme alle terre di Spoltore, Moscufo e Montesilvano. Successivamente passò ai Piccolomini, conti di Celano, che poi la cedettero ai Pinelli. Nel XVII secolo la ricostruzione si concluse con il completamento di case e palazzi gentilizi della borghesia agraria. A questo si deve l'attuale impianto "a fuso": esso si è costituito man mano, grazie ad espansioni ed aggregazioni dei nuclei abitativi precedenti che si susseguirono fino a formare un forte coagulo urbanistico, determinando la sistemazione del centro storico odierno.
Detto impianto è attraversato da un lungo corso, intersecato da una serie di stradine e vicoli chiusi, denominati in dialetto locale 'li ruve', entro la cinta muraria con le porte parzialmente conservateCenni storici riportati sul sito istituzionale di Città Sant'Angelo . Il 18 febbraio 1699 Lucrezia Camerlengo comprò per 130000 ducati dai Pinelli il marchesato angolano per conto del figlio Francesco Figliola, che lo trasformò in ducato. Tra il 1300 e il 1700 Città Sant'Angelo, nonostante numerosi attacchi di francesi e spagnoli, conobbe un periodo di splendore. Col trattato di Aquisgrana del 1748 la città passò definitivamente sotto il Regno di Napoli fino all'Unità d'Italia. Nel marzo del 1814, assieme ai comuni di Penne, Castiglione Messer Raimondo e Penna Sant'Andrea, Città Sant'Angelo fu protagonista delle prime sollevazioni della Carboneria del Risorgimento italiano.
La rivolta fu repressa dalle truppe di Gioacchino Murat, guidate dal generale Florestano Pepe, grazie al tradimento di un congiurato e alla mancata adesione di diversi comuni che dopo aver dato il loro parere positivo rimasero quieti. I capi angolani della rivolta Filippo La Noce e Domenico Marulli vennero fucilati a Penne e le loro teste furono barbaramente esposte sulla Porta Sant'Angelo, la principale del paese, mentre Michelangelo Castagna, un altro capo della rivolta, riuscì a scappare trovando ricovero dalla sorella nella città di Atri. Prima dell'annessione al Regno di Sardegna, il futuro Regno d'Italia, Città Sant'Angelo fu capoluogo dal 1837 al 1848 del distretto di Città Sant'Angelo, un'unità amministrativa dell'Abruzzo Ulteriore Primo (la futura provincia di Teramo), provincia del Regno delle Due Sicilie, in seguito tornato distretto di Penne quando il capoluogo venne rispostato a Penne. Nel 1932 l'attuale zona di Marina di Città Sant'Angelo si scorporò da Atri entrando a far parte di Città Sant'Angelo.
Durante la seconda guerra mondiale, nell'aprile del 1940, il Ministero dell'Interno prese in affitto lo stabile dell'ex manifattura tabacchi, nel centro storico della città, per adibirlo a campo di concentramento (unico nella provincia di Pescara) con circa 200 posti letto, dove furono carcerati uomini per lo più di nazionalità jugoslava. Dalle relazioni inviate alla Prefettura circa l'andamento del campo risultava che, nonostante l'attenta vigilanza, gli internati spesso riuscivano ad avere rapporti con gli abitanti, di indole molto ospitali. Il campo rimase attivo fino all'aprile del 1944. Attualmente, oltre ad essere un luogo della memoria, ospita il Museo laboratorio d'arte contemporanea.
Il 22 maggio 1944 l'Aeronautica Militare statunitense bombardò il rione di Marina; persero la vita diciassette angolani, oltre ai militari tedeschi (la Germania non rese noto il loro numero). 12 giugno 1944 Città Sant'Angelo fu liberata dagli Alleati.
Simboli Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica del 19 luglio 1986.
Il gonfalone è un drappo di azzurro.
Onorificenze
Monumenti e luoghi d'interesse
Collegiata di San Michele Arcangelo, ornata in facciata da un campanile alto 48 m. Costruita anteriormente al Mille, fu ricostruita nel Trecento. Il portale decorato con un ciclo di figure simboliche è del 1326. Conserva notevoli resti di un pulpito alto-medioevale in pietra, databile tra il VII e VIII secolo. Il portico e la tomba di Amico di Buonamicizia (angolano vescovo della diocesi di Atri-Penne che cercò di portare la sede vescovile a Città Sant'Angelo) sono quattrocenteschi. Il sarcofago, addossato al muro, è sviluppato in senso plastico su più piani. Quello centrale è occupato dall'immagine del defunto e da una lunga iscrizione che ne riassume la vita. La fabbrica continuò ad essere ampliata nel Rinascimento: il campanile, a base quadrata con un tamburo poligonale sormontato da una cuspide, è derivato da quello del Duomo di Atri e fu rimaneggiato dopo il terremoto del 1706. Chiesa di San Francesco, costruita nel 1300, si trova lungo il corso principale del paese ed è inserita in un ampio edificio conventuale, oggi occupato per la maggior parte dagli uffici del Comune; la chiesa rimaneggiata nel tempo a seguito dei terremoti del 1706 e 1730 ha uno stile leggermente barocco con pavimento a mosaico di diverse forme e colori con disegni floreali. La torre campanaria a pianta quadrata ne esalta la parte più antica, edificata chiaramente in epoca quattrocentesca. Spiccano il pavimento a mosaico, realizzato nel 1845, e la tela che raffigurano la Madonna del Rosario e San Domenico, a opera del pittore angolano Paolo De Cecco.