La Fiat 127 (codice di progetto interno: X1/4) è una autovettura prodotta dalla casa automobilistica italiana FIAT, in listino dal 1971 al 1988.

Contesto Venne messa in vendita nell'aprile 1971 con un prezzo di lancio di 920.000 lire, come erede della Fiat 850 che risultava ormai improponibile per la sua obsolescenza. Nel 1970, infatti, in Italia fu prodotto un totale di autovetture con cilindrata compresa tra i e i di cui con cilindrata inferiore ai e solamente con cilindrata compresa tra i 500 e i .

Rispetto alla vettura che l'ha preceduta, la 127 ha rappresentato un passo avanti notevole: il motore è, infatti, montato anteriormente e trasversalmente con trazione sulle ruote anteriori (anziché con motore e trazione posteriore), il pianale è completamente nuovo, le sospensioni seguono lo schema a 4 ruote indipendenti con sospensioni anteriore Mc Pherson e posteriori a balestra trasversale. Della 850 viene conservato il motore 100 4 cilindri con albero a camme laterale e distribuzione ad aste e bilancieri, montato nella versione da 903cm³ della 850 Sport Coupé, ma depotenziato a 47 CV erogati a 6200 giri/min e con una coppia max di 6,3 kgm. a 3500 giri/min.

Molte delle innovazioni tecnologiche erano state testate, nell'ambito dello stesso gruppo FIAT, anche sulla Autobianchi A112 presentata un paio d'anni prima e che si rivelerà una delle avversarie più agguerrite nelle vendite, in particolare sul mercato nazionale.

Prima serie

Rispetto alla sua progenitrice, la 127 si rivela internamente molto più spaziosa con uno sfruttamento più razionale dello spazio (l'abitabilità per 4 persone è decisamente buona e rende l'auto idonea alle necessità di una piccola famiglia) e con anche il bagagliaio decisamente più ampio (365 dm³) oltre a presentare degli arredi interni molto più moderni.

Lo stile della vettura è stata opera di Pio Manzù (figlio dello scultore Giacomo) e di Rodolfo Bonetto (nipote del pilota Felice). Manzù non fece in tempo a vedere il compimento del proprio lavoro perché morì in un incidente automobilistico proprio mentre si recava a Torino per la presentazione ufficiale della maquette.

Su strada, inoltre, la nuova utilitaria FIAT presentò un ottimo comportamento con la tenuta di strada elevata, prestazioni brillanti (oltre 140 km/h di velocità massima) e consumi contenuti. Di buon livello anche il cambio a 4 rapporti e l'impianto frenante, dotato di freni a disco anteriori e a tamburo posteriori.

Il successo del modello, sia da parte del pubblico che da parte della critica fu immediato, ben rappresentato dalla conquista, nell'anno della presentazione, dell'ambito premio Auto dell'anno.

Le uniche critiche vennero dai paesi del Nord Europa, dove furono riscontrati limitati problemi di corrosione delle parti metalliche, acuiti dai climi freddi e dalla presenza del sale antighiaccio sulle strade. Questo problema, imputabile ai modesti trattamenti anti-corrosione, era, d'altra parte, ricorrente sulla quasi totalità dei modelli italiani del periodo e non costituì un grave handicap nella diffusione della 127, che nel novembre 1974 raggiunse il milione di esemplari prodotti. Nell'aprile del 1972 alla versione standard viene affiancata la 3p, dotata del portellone posteriore, mentre dall'ottobre 1974 si rende disponibile, sia per la versione a 2 porte che per quella a 3, il livello di finitura "Special" che si distingue per:

una diversa plancia; i sedili bicolore con poggiatesta a richiesta per i profili laterali in metallo e gomma; la luce di retromarcia; i diversi paraurti con profilo gommato; i copricerchi specifici; l'inedita mascherina a maglia quadrata; i profili cromati sui gocciolatoi, sui fanali anteriori e posteriori, sulle maniglie apriporta interne ed esterne, sui pannelli, sui braccioli e perfino sul lato esterno delle guarnizioni dei vetri.

Dal mese di luglio del 1976 compariva nei listini italiani la versione 4 porte (solo in allestimento "Special") prodotta dalla spagnola SEAT, in quel periodo in joint venture con la FIAT. Le vetture mostravano lievi variazioni nella finitura e dotazione degli interni, ma recavano il marchio FIAT. L'accordo di collaborazione prevedeva l'esportazione in Spagna di 25.000 auto 27 3PAlberto Bellucci, Le belle d'estate, L'Automobile, n.13 del 1976, pag.59.

Agli inizi del 1976, per far fronte alle normative antinquinamento appena entrate in vigore, il motore viene opportunamente modificato; si lavora sulla distribuzione e più precisamente su una riduzione delle fasi (aspirazione da 25°/51° a 17°/43°, scarico da 64°/12° a 57°/3°) e sulla diminuzione dell'alzata delle valvole, passata da 8,8 a 8,4mm. Si adotta anche un nuovo carburatore con un diffusore da 22mm (Weber 30 IBA 22) in luogo dell'originale da 24mm (Weber 32 IBA 20). Con questa modifica il motore diventa meno brillante e meno grintoso, mentre i consumi di carburante, secondo la rivista Quattroruote, aumentano mediamente del 10%. Questi i nuovi dati di erogazione: potenza max. 45 CV/DIN a 5600 giri/min. Coppia max. 6,5 kgm/DIN a 3000 giri/min.

Dati tecnici

Seconda serie

Nel maggio 1977 la 127 è oggetto di un profondo restyling e nasce la seconda serie del modello. I cambiamenti sono rilevanti: cambiano frontale, coda, andamento del finestrino posteriore e tutti gli interni. Modifica degna di nota, il percettibile allungamento del vano motore e relativo cofano, per permettere l'adozione anche del motore di 1049 cc prodotto da Fiat Brasile, leggermente più ingombrante del Fiat 903 cc. Quattro le varianti di carrozzeria disponibili: 2 porte, 3 porte, 4 porte (di produzione SEAT) e, in seguito, 5 porte; tre gli allestimenti (L, C e CL); due i motori (il vecchio 903cm³ e un inedito 1050cm³). Al momento del lancio, per la 2 porte e la 3 porte, gli allestimenti L e C erano riservati alla motorizzazione 903cm³ mentre l'allestimento CL si poteva avere solo con motore 1049cm³. La 4 porte era invece offerta solo con l'allestimento CL, abbinato però al motore da 903cm³ e prodotta dagli stabilimenti spagnoli della SEAT. Si aggiungeranno in seguito, la versione Sport (solo a 3 porte) e dal 1980 la 5 porte (prima C, poi anche CL, solo con motore 903cm³).

Esteticamente la L presenta paraurti metallici neri con angolari in plastica, è priva di luci di retromarcia e ha un interno piuttosto spartano, con sedili anteriori a schienale fisso rivestiti in similpelle nera, pannelli porta anch'essi in similpelle nera privi di tasche portaoggetti e con maniglia piccola. La C ha paraurti più grossi e interamente in plastica, luci di retromarcia, ventilatore interno a due velocità, lunotto termico, sedili meglio profilati in similpelle o in panno, rivestimento padiglione in agugliato, pannelli porta dotati di una maniglia più grande che funge da poggiabraccia e incorpora la levetta di apertura porta, calandra anteriore con striscia inferiore cromata. A centro plancia compare l'accendisigari mentre nella strumentazione viene aggiunto il termometro del liquido di raffreddamento e il lavavetro diventa elettrico. La CL presenta paraurti con parte superiore verniciata in argento metallizzato, cerchi di diverso disegno con coppe argento, rivestimento interno in moquette, vetri posteriori apribili a compasso, sedili reclinabili in finta pelle o velluto, pannelli porte rivestiti in moquette. A richiesta, secondo le versioni, ci sono contagiri (solo sulla CL), cristalli atermici, poggiatesta, cinture di sicurezza, lunotto termico, tergilunotto, vernice metallizzata (con tinte in argento, rame, verde chiaro, azzurro). Da un punto di vista estetico, la macchina perde un po' di freschezza, complice una nuova plancia dal disegno poco riuscito, soprattutto per la parte strumentazione.

Meccanicamente si segnala una novità: accanto al 903cm³, viene introdotto un 4 cilindri monoalbero in testa di 1049cm³ da 50CV, prodotto in Brasile.

Su entrambe le motorizzazioni venne montato un nuovo cambio di velocità con un rinvio finale del 15% più lungo [14/57(4,071:1)] rispetto a quello montato precedentemente [13/61(4,692:1)]. Tale modifica, istituita per limitare i consumi e la rumorosità a velocità costante, influì pesantemente sulla capacità di ripresa della vettura: in particolare la versione 903 cm³, complice anche il motore depotenziato a 45 CV, perse gran parte delle sue doti di scatto e agilità tipiche della prima versione, trasformandosi in una tranquilla berlinetta senza pretese. Chi voleva qualcosa in più doveva rivolgersi alla versione 1049 cm³ la quale, pur disponendo di un motore dal temperamento meno vivace rispetto alla 900 I serie, ricalcava grosso modo le prestazioni della vecchia versione. Dato il nuovo rinvio finale lungo, si rese necessario sostituire il rapporto della prima marcia con uno più corto [11/43(3,909:1)] rispetto a quello montato in origine [11/40 (3,636:1)] allo scopo di facilitare lo spunto del veicolo in salita e/o a pieno carico.

Nel 1978 arriva la 127 Sport solo a tre porte, caratterizzata sportivamente ed equipaggiata col motore 1050 potenziato a 70cv (differente da quello ad aste e bilancieri della 112 Abarth). Esteticamente la 127 Sport si presenta piuttosto aggressiva: carrozzeria nera con strisce adesive arancio oppure arancio con strisce adesive nere o anche grigio metallizzato con strisce adesive nere, calandra con disegno reticolare, loghi sport, spoiler anteriore e posteriore, cerchi stampati con disegno sportivo, pneumatici 155/70 larghi e scarico con doppia uscita. All'interno, volante sportivo di piccolo diametro con corona imbottita e due razze in alluminio, strumentazione aggiuntiva al centro della plancia, sedili anteriori anatomici con poggiatesta integrato, rivestimenti in similpelle e tessuto con cadenini a contrasto (arancio sulle nere e arancio, azzurri sulla grigia). Di serie contagiri, orologio, lunotto termico, tergilunotto e sedile posteriore sdoppiato. Nello stesso anno debutta la "127 Top" basata sulla 1050 CL e disponibile solo con carrozzeria 3 porte e in due colorazioni specifiche, bronzo e blu, entrambe metallizzate, che identificavano due allestimenti interni diversi. Entrambe avevano i sedili in velluto (con poggiatesta e divano posteriore sdoppiabile), i vetri atermici, il volante sportivo, il tergilunotto e il lunotto termico. Optional erano i cerchi ruota della Sport (ma in versione bicolore nera/grigia con pneumatici 155/70) e il tetto apribile (non disponibile per la versione bronzo).

Nel 1980 viene presentata al salone di Ginevra la versione a 5 porte che è proposta in vendita negli allestimenti C e CL e con propulsore di 903cm³. Contemporaneamente, la versione 4 porte viene tolta dal listino.

La 127 Diesel, 127 Panorama e la Fiat 147

Nel 1981 vengono lanciate la Fiat 127 D e la Fiat 127 Panorama, entrambe basate sulla carrozzeria (differente da quella della 127 europea) della 147 brasiliana. La prima è equipaggiata con un motore a gasolio di 1301cm³ da 45CV, la seconda (versione familiare della 147) è disponibile sia in versione a benzina (da 1049cm³), sia in quella diesel (da 1301cm³). La 147 stessa verrà venduta in Italia anche con il nome di 127 Rustica: presentata nel 1979 era una versione di aspetto fuoristradistico con allestimento spartano, motore 1050, sospensioni rinforzate (molloni anteriori tipo Tropico e balestre posteriori a lame), protezione della coppa. La fanaleria anteriore e posteriore era riparata da una griglia montata sul paraurti tubolare in metallo mentre internamente presentava la stessa plancia della 127 brasiliana con specifici sedili a struttura tubolare, poco imbottiti e rivestiti in similpelle marrone, tipo sedia a sdraio. Offerta con vernice semiopaca di colore beige militare, cerchi neri senza coprimozzo e pneumatici winter, prevedeva come unico optional il portapacchi tubolare. Molto rumorosa ed essenziale. Assemblata negli stabilimenti Lamborghini di Sant'Agata Bolognese la Rustica fu tolta dal listino nel 1982.

Le "Model Year 1981"