Un calcolatore quantistico è un computer che utilizza le proprietà quantistiche della materia, come la sovrapposizione degli stati e l'entanglement, al fine di effettuare operazioni su dei dati. A differenza di un calcolatore classico, basato su transistori che operano su dati binari (codificati come bit, 0 o 1), il calcolatore quantistico opera con bit quantistici. Un qubit può trovarsi in una sovrapposizione di entrambi gli stati contemporaneamente. Grazie alle leggi della meccanica quantistica, il valore può corrispondere a 0, a 1, oppure ad una combinazione di entrambi. La disciplina che si occupa, in ambito teorico e sperimentale, dello sviluppo del calcolo quantistico è detta computazione quantistica ().

Storia La computazione quantistica comincia all'inizio degli anni ottanta, quando il fisico Paul Benioff propone il primo modello quantistico della macchina di Turing. In seguito Richard Feynman e Jurij Manin esprimono l'idea che il computer quantistico abbia il potenziale di simulare cose che un computer classico non riesce a fare. Nel 1994 Peter Shor pubblica l'algoritmo che porta il suo nome per la fattorizzazione degli interi in tempo polinomiale. Questo è stato una svolta epocale nella materia, perché un importante metodo di crittografia asimmetrica noto come RSA si basa sulla supposizione che la fattorizzazione degli interi sia difficile dal punto di vista computazionale. L'esistenza dell'algoritmo quantistico in tempo polinomiale può dimostrare che uno dei protocolli crittografici più usati al mondo sarebbe vulnerabile a un computer quantistico.

Nonostante ci siano stati progressi sperimentali rapidi e impressionanti, la maggior parte dei ricercatori credeva verso il 2018 che "un computer quantistico a prova di guasti [sia] ancora un sogno piuttosto lontano".

L'IBM nel 2019 ha presentato un prototipo commerciale di un computer quantistico, l’IBM Q System One.

Il 24 ottobre 2019 Google afferma ufficialmente che un computer quantistico ha completato un calcolo da 10.000 anni in 200 secondi, ma in risposta un ricercatore prominente dichiara che una rivoluzione del computer quantistico equivalente a quella del computer classico richiederà "immensa ingegneria, e probabilmente anche ulteriori intuizioni." C'è una quantità crescente di investimenti nel computing quantistico da parte di governi, aziende già avviate e start-up. La ricerca accademica e quella industriale sono anche incentrate sull'applicazione di dispositivi di media scala e la dimostrazione della supremazia quantistica insieme allo scopo a lungo termine di costruire e usare un computer quantistico potente e privo di errori.

Nell'ottobre 2025 il California Institute of Technology (Caltech), ha pubblicato un articolo secondo il quale è impossibile determinare con un computer quantistico in modo efficiente lo stato della materia a partire da stati quantistici sconosciuti. Questa sarebbe una classe di problemi non risolvibile del computer quantistici che segna un loro limite teorico invalicabile e suggerisce l'idea che nell'universo esistano informazioni inaccessibili per principio a prescindere dal progresso tecnologico. Nello stesso anno avevano evidenziato anche che nell'evoluzione temporale la struttura causale di certi sistemi fisici non poteva essere prevista con esperimenti efficienti.

Cronologia essenziale

Nel 1980 viene esposta la prima idea di computer quantistico in due articoli pubblicati dai fisici Paul Benioff e Yuri Manin. Nel 1985 David Deutsch, in analogia a quanto fece Alan Turing con la definizione della macchina universale, definisce il computer quantistico universale, in grado di essere programmato con un qualsiasi algoritmo quantistico. Nel 1992 Deutsch e Jozsa annunciano il primo algoritmo che esibisce un vantaggio quantistico. Nel 1994 Peter Shor dimostrò con il suo algoritmo che sarebbe stato possibile fattorizzare qualsiasi numero a grandi velocità di elaborazione. Nel 1998 il fisico Bruce Kane propose la costruzione di un elaboratore quantistico basato su atomi di fosforo disposti su uno strato di silicio spesso solo 25 nanometri. È il computer quantistico di Kane. Nel 2001 la IBM, all'Almaden Research Center, in cui opera un gruppo coordinato da Isaac Chuang, crea un elaboratore quantistico a 7 qubit (Composto da una sola molecola con 7 spin nucleari). Nel 2005 viene dimostrata la prima porta logica quantistica detta porta NOT controllata (CNOT) mediante qubit a superconduttore. Il 13 febbraio 2007 la D-Wave Systems mostra pubblicamente l'Orion, quello che si ritiene il primo computer quantistico adiabatico a 16 qubit. Nell'aprile 2008 ricercatori dell'Università dello Utah con a capo Ajay Nahata dimostrano la possibilità di creare una porta logica quantica mediante una fibra ottica a raggi T. L'11 maggio 2011 la D-Wave Systems annuncia il D-Wave One, elaboratore a 128 qubit, che risulta essere il primo computer quantistico ad essere commercializzato. Nel maggio 2013 Google e NASA presentano il D-Wave Two, nel Quantum Artificial Intelligence Lab, in California. Nel febbraio 2016 IBM mette a disposizione pubblicamente l'elaboratore IBM Quantum Experience, il primo computer quantistico in modalità cloud con un processore a 5 qubit. Nel marzo 2018 Google Quantum AI Lab, presenta il nuovo processore Bristlecone a 72 qubit. L'8 gennaio 2019 IBM annuncia al CES il primo quantum computer per uso commerciale "IBM System Q One" e la piattaforma "IBM Q Network" per uso scientifico e commerciale. Nel febbraio 2019 IBM ha commercializzato il primo computer quantistico, denominato IBM Q System One, utilizzabile da remoto. Nel gennaio 2020 IBM annuncia il Quantum Volume maggiore mai ottenuto, pari a 32, su un processore quantistico a 28 qubit, confermando il trend di raddoppio annuale della potenza dei suoi computer quantistici. Nell'aprile 2020 QuTech lancia Quantum Inspire, il primo processore quantistico basato su "spin qubits" controllati dalla tecnologia lock-in. Nel novembre 2022 IBM annuncia Osprey, un computer quantistico a 433 qubit. Nel dicembre 2022 sono stati commercializzati in Giappone i primi tre computer portatili quantistici al mondo, basati sulla risonanza magnetica nucleare e sul dimetil fosfito. Nell'ottobre 2023 Atom Computing è la prima azienda al mondo ad annunciare la realizzazione di un computer quantistico a 1.180 qubit fisici (quindi oltre la soglia dei 1.000 qubit), basato sugli atomi di Rydberg che garantiscono un tempo di coerenza di 40 secondi, maggiore di quelli raffreddati coi superconduttori. Nel 2024 viene testato Aurora, creando 86,4 miliardi di modi (modalità temporali dei fotoni) in due ore. Aurora è un sistema scalabile a 12 qubit composto da quattro rack modulari, che includono 35 chip fotonici collegati tramite 13 km di fibra ottica. Nel febbraio 2025 viene attivato a Tokyo il primo computer quantistico ibrido al mondo, che combina un computer quantistico a 20 qubit con Fugaku, il sesto supercomputer più veloce del pianeta. Nell'ottobre 2025 il computer quantistico della QuantHum Edge, startup italiana di base a Cisterna di Latina, sviluppato in collaborazione con dipartimento di Ingegneria dell'Informazione dell'Università La Sapienza di Roma, ha eseguito operazioni a 2 qubit in meno di 3 nanosecondi, battendo il record mondiale precedente di 25 nanosecondi conseguito dall'Università di Oxford a marzo. Il computer, poco più grande di un forno a microonde, monta oltre 9.900 qubit in configurazioni multi-rack, in un design poco voluminoso. Il 2 novembre 2025 Willow, computer a 65 qubit, esegue un algoritmo verificando a una velocità 13.000 volte superiore a quella di uno dei supercomputer più potenti al mondo del momento, impiegando 2,1 ore contro 3,2 anni di tempo di calcolo. Il 9 dicembre 2025 viene lanciato il primo computer a 10.000 qubit, il VIO-40K di QuantWare, basato sul calcolo ad alta densità su singolo chip.

Descrizione Per decenni l'aumento della potenza dei computer è andato di pari passo con la miniaturizzazione dei circuiti elettronici, fenomeno codificato empiricamente nella legge di Moore: la densità dei transistor su un microchip e la relativa velocità di calcolo raddoppiano ogni 18 mesi. La miniaturizzazione dei componenti però si è fermata alle soglie della meccanica quantistica, rendendo impossibile aumentare ulteriormente la densità dei transistor e la riduzione delle dimensioni dei circuiti integrati (accorgimenti fino ad oggi adottati per incrementare le prestazioni di calcolo dei microprocessori). Con una felice intuizione dell'informatica teorica, la meccanica quantistica è stata trasformata in un'opportunità per realizzare macchine con una potenza di calcolo enormemente superiore ai computer convenzionali: i computer quantistici.

Al posto dei convenzionali bit – unità d'informazione binaria, indicate convenzionalmente con le cifre 0 e 1 e codificate dai due stati "aperto" e "chiuso" di un interruttore – nel computer quantistico si usano i qubit, elementi base dell'informazione quantistica codificati dallo stato quantistico in cui si trova una particella o un atomo. Lo spin di una particella, per esempio, ha due stati che possono codificare informazioni binarie. A rendere interessanti, ai fini del calcolo, le particelle atomiche e subatomiche è il fatto che possono esistere anche in una sovrapposizione di stati, ampliando enormemente le possibilità di codifica delle informazioni, quindi permettendo di affrontare problemi estremamente complessi.

Tuttavia, né la manipolazione controllata di atomi e particelle, né la loro reciproca comunicazione né, infine, la stesura di algoritmi adatti, sono obiettivi facili da raggiungere, per cui la strada per realizzare un computer quantistico è appena agli inizi. Sono note alcune decine di algoritmi quantistici che si suddividono tra algoritmi algebrici e di teoria dei numeri, algoritmi oracolari, e algoritmi di approssimazione e simulazione.

Concetti di base Nella maggior parte dei modelli di computazione classica, il computer ha accesso alla memoria. Questo è un sistema che si può trovare in uno di un insieme finito di stati, ognuno dei quali è fisicamente distinto. Spesso è conveniente rappresentare lo stato di questa memoria come una stringa di simboli o, più semplicemente, come stringa di 0 e 1. In questo scenario, l'unità fondamentale della memoria è chiamata bit e possiamo misurare la "grandezza" della memoria in termini del numero di bit necessari a rappresentare appieno lo stato della memoria.

Se la memoria soddisfa le leggi della fisica quantistica, lo stato della memoria potrebbe essere trovato in una sovrapposizione quantistica di diversi possibili stati "classici". Se gli stati classici sono rappresentati da una stringa di bit, la memoria quantistica può essere trovata in una qualsiasi sovrapposizione delle possibili stringhe di bit. Nello scenario quantistico, l'unità fondamentale della memoria è chiamata qubit.

La proprietà che definisce un computer quantistico è l'abilità di trasformare gli stati di memoria classici in stati di memoria quantistici, e viceversa. Questo è in contrasto con i computer classici nel senso che sono progettati per effettuare computazioni con memoria che non devia mai da valori precisamente definiti. Per rendere chiaro questo punto, si consideri che l'informazione è solitamente trasmessa attraverso il computer come un segnale elettrico che può variare tra due valori definiti di tensione. Se si inserisse un segnale a una tensione diversa da quelle due, il comportamento dei computer sarebbe indefinito.