Gli episodi di Neon Genesis Evangelion, serie televisiva anime sceneggiata da Hideaki Anno e realizzata dallo studio Gainax, sono in totale ventisei. La storia, ambientata nella futuristica città di Neo Tokyo-3 a distanza di quindici anni da una catastrofe di impatto planetario chiamata Second Impact, si incentra su Shinji Ikari, un ragazzo che viene reclutato dall'agenzia speciale Nerv per pilotare un mecha gigante noto con il nome Eva e combattere in questo modo, assieme agli altri piloti, contro dei misteriosi esseri chiamati angeli. La serie venne trasmessa per la prima volta in Giappone sul canale TV Tokyo a partire dal 4 ottobre 1995 e si concluse il 27 marzo dell'anno successivo. Gli ultimi due episodi della serie originale, rei di aver lasciato numerosi misteri irrisolti, spinsero una folta schiera di appassionati a chiedere una conclusione cinematografica che desse una risposta definitiva ai numerosi interrogativi rimasti insoluti. Pertanto, nel 1997 Hideaki Anno e lo Studio Gainax realizzarono due lungometraggi animati che potessero soddisfare i dubbi e le aspettative degli ammiratori.: Death & Rebirth, composto da vari spezzoni tratti dai primi ventiquattro episodi della serie televisiva e da alcune sequenze inedite, e The End of Evangelion, diviso in due segmenti chiamati «episodio 25» ed «episodio 26».
La sigla di apertura di Neon Genesis Evangelion è , interpretata dalla cantante giapponese Yōko Takahashi. Il brano di chiusura è rappresentato dal successo pop del 1954 Fly Me to the Moon (), scritto da Bart Howard e interpretato dalle cantanti Claire, Megumi Hayashibara, Kotono Mitsuishi e Yūko Miyamura, le doppiatrici femminili dell'anime, in versioni differenti da episodio a episodio. __TOC__
Titoli
Ogni puntata di Neon Genesis Evangelion è fornita di due titoli, uno in lingua giapponese, e quindi tradotto e minimamente adattato per l'edizione italiana, l'altro in lingua inglese. Il primo appare sempre durante la prima parte dell'episodio, senza però avere una collocazione temporale fissa all'interno della puntata. Al contrario, la comparsa di questo titolo rimanda sempre ad una sua precisa collocazione e a un suo effetto scenico all'interno della dinamica della narrazione. Per questo motivo, i caratteri giapponesi che ne compongono la scrittura originale sono posizionati sullo schermo secondo una particolare disposizione grafico-spaziale, senza seguire uniformemente alcun senso di lettura convenzionale, e dimensioni ugualmente variabili fra di loro.. Il corrispettivo titolo in inglese fa la sua comparsa nell'istante esatto dell'inizio della seconda parte della puntata. Ad esempio, il titolo italiano o giapponese e il titolo inglese del primo episodio della serie, Angel Attack (lett. "L'attacco dell'angelo") sono l'uno la traduzione dell'altro, caso che però non si riscontra nel resto della serie, la cui maggioranza degli episodi presenta titoli dai significati completamente diversi.. Riferimenti culturali Il titolo inglese dell'undicesima puntata della serie, The Day Tokyo-3 Stood Still, omaggia Ultimatum alla Terra.., pellicola del 1951 il cui titolo originale è The Day the Earth Stood Still (lett. "il giorno in cui la Terra si fermò")... Tuttavia, sembra che nella sceneggiatura originale venga riportato il titolo Panic in Geo Front.. Simili riferimenti possono essere rintracciati in diversi altri titoli, come nel caso del tredicesimo episodio, Lilliputian Hitcher, traducibile in lingua italiana come "autostoppista lillipuziano". Il nome fa riferimento al popolo dei lillipuziani, una razza fittizia apparsa nel romanzo fantastico I viaggi di Gulliver di Jonathan Swift.. La sedicesima puntata, intitolata Malattia mortale, e poi, cita il celebre saggio La malattia mortale del filosofo danese Søren Kierkegaard.. Per Kierkegaard, la malattia mortale è la «disperazione» in tutte le sue varie forme... Il titolo sembra far riferimento al personaggio di Shinji, che durante l'episodio affronta se stesso e incomincia a nutrire dubbi sulla propria esistenza. Nel , un documento pubblicato due anni prima della messa in onda della serie animata e contenente una sua breve presentazione, il titolo Malattia mortale, e poi è riferito al quattordicesimo episodio, in cui Shinji avrebbe imparato «cosa sono veramente l'angoscia e la disperazione»... Anche il titolo del ventitreesimo episodio della serie avrebbe dovuto contenere un riferimento all'opera di Kierkegaard. Negli intenti iniziali, la puntata avrebbe dovuto intitolarsi La malattia che prosegue nella speranza, e oltre, ma durante la produzione di Neon Genesis Evangelion si decise di cambiare il titolo in Lacrime.. Altro riferimento filosofico è presente nel titolo inglese della quarta puntata, Hedhehog's Dilemma., esplicito riferimento al dilemma del porcospino, espressione appartenente alla terminologia tecnica della psicologia. che trae origine da un omonimo racconto pubblicato nel libro Parerga e paralipomena del filosofo tedesco Arthur Schopenhauer...
Il secondo titolo del diciottesimo episodio, Ambivalence, trae origine da un termine psichiatrico introdotto dallo psicoanalista svizzero Eugen Bleuler e riferito ad uno stato emotivo nel quale coesistono emozioni o atteggiamenti contraddittori all'interno dello stesso individuo.. Sembra che l'espressione «ambivalenza» possa riferirsi al conflitto interiore di Shinji, che, nel corso della puntata, riceve l'ordine di abbattere l'Eva-03, rifiutandosi però di combattere... Ulteriore riferimento psicoanalitico è rintracciabile nella diciannovesima puntata, intitolata Introjection.. Il termine introiezione, coniato dal medico e psichiatra ungherese Sándor Ferenczi, indica un meccanismo psichico che contribuisce alla strutturazione dell'interiorità individuale attraverso il quale l'individuo, a livello inconscio e simbolico, trasferisce dentro di sé oggetti e aspetti del mondo esterno facendoli propri. Anche in questo caso sussiste un forte collegamento con le tematiche e l'intreccio narrativo della puntata. Il concetto si può riferire a Shinji, che nel corso dell'episodio matura una consapevolezza del proprio Io prima totalmente assente, e, dall'altra, all'Eva-01, che assorbe un motore energetico noto come elemento S².. Simile citazione è presente nel titolo del ventesimo episodio, Weaving a story 2: Oral stage, esplicito riferimento al concetto di fase orale, formulato dal medico austriaco Sigmund Freud... Il sottotitolo inglese della seconda puntata, The Beast, fa riferimento alla bestia del mare dell'Apocalisse di Giovanni.. Una citazione biblica del tutto analoga è rintracciabile nel ventiquattresimo episodio, The Beginning and the End, or "Knockin' on Heaven’s Door", che cita il versetto: «Io sono l'Alfa e l'Omega, il primo e l'ultimo, l'inizio e la fine» ()...
Il sottotitolo inglese del venticinquesimo episodio, Do you love me?, è tratto da un omonimo libro del 1976 scritto dallo psichiatra scozzese Ronald David Laing, redatto come una conversazione tra individui non identificati. Pare che la puntata ne rielabori lo stile letterario.. Anche l'intestazione originale dell'ultima puntata della serie, La bestia che gridò AMore nel cuore del mondo, trae origine da un romanzo già esistente, The beast that shouted love at the heart of the world dello scrittore di fantascienza Harlan Ellison..
Produzione Lo studio Gainax incominciò a pianificare la serie nel luglio del 1993.. Il 20 settembre di quell'anno si tenne una riunione interna della Gainax intitolata «umanoide artificiale Evangelion», ma la produzione dei primi due episodi iniziò nel settembre del 1994. e si protrasse per diversi mesi. Anche la fase di scrittura fu molto lunga; secondo Hideaki Anno, il copione del primo episodio fu completato solamente dopo sei mesi di lavoro. Le prime due puntate furono proiettate in formato 16 millimetri davanti ad un pubblico di duecento persone durante il secondo festival della Gainax, tenutosi il 22 e il 23 luglio 1995. Benché il lavoro fosse ancora in uno stadio precoce, entrambi gli episodi furono accolti positivamente.. Il ruolo di regista delle due puntate iniziali fu ricoperto da Kazuya Tsurumaki, assistente alla regia di Neon Genesis Evangelion, affiancato da Hideaki Anno e da Masayuki, che si occuparono personalmente degli storyboard degli episodi.; come direttori d'animazione furono scelti Shunji Suzuki e Yu Honda. Le sessioni di doppiaggio invece iniziarono il 27 marzo, circa sei mesi prima della messa in onda della serie. La produzione non fu costante e non seguì l'ordine cronologico degli eventi; a causa di alcune circostanze di forza maggiore, dopo i primi tre episodi fu prodotta la sesta puntata, a cui seguirono il quarto e il quinto episodio. L'unica puntata in cui Hideaki Anno non contribuì alla stesura dei dialoghi e del soggetto fu la quarta, i cui storyboard furono realizzati dal regista Jun'ichi Satō.. Come sceneggiatore dell'episodio e della puntata immediatamente successiva fu scelto Akio Satsukawa, che collaborò all'ideazione e alla scrittura di numerosi altri episodi della serie..
Con il terzo e il quarto episodio, Hideaki Anno volle realizzare dei personaggi estremamente realistici e superare gli altri anime mecha, dando grande attenzione alla loro dimensione psicologica. A partire dall'ottavo episodio però si decise di inserire più scene di umorismo e di azione, dando meno spazio all'analisi psicologica dei personaggi. Questa fase di produzione richiese più di quattro mesi di lavoro, di cui due furono impiegati per la realizzazione degli storyboard. Come curatore degli storyboard dell'ottava e della nona puntata fu nominato Shinji Higuchi, noto per il carattere allegro e umoristico delle proprie opere... Nella produzione di questo arco narrativo fu coinvolto lo studio d'animazione Ghibli, che collaborò alla realizzazione dei disegni dell'undicesimo episodio..
Gli ultimi episodi Dal quattordicesimo e dal sedicesimo episodio della serie, in cui fu inserito un lungo flusso di coscienza di Shinji Ikari, il concept della serie cambiò bruscamente e si spostò in direzione introspettiva.. Secondo Hiroki Azuma, critico culturale che intervistò personalmente il regista, questo cambio di rotta fu frutto di una decisione presa durante la prima messa in onda e sulla base delle reazioni avute dai fan. Notando la loro chiusura al mondo, lo sceneggiatore decise di cambiare completamente l'atmosfera degli episodi successivi: «Gli appassionati accolsero Evangelion con grande entusiasmo. Hideaki Anno ha sostenuto di aver voluto cambiare l'intera struttura concettuale della serie dopo aver visto quest'accoglienza calorosa ma "autistica"». Questo netto cambiamento coincise con il suo accresciuto interesse per la psicologia e le malattie mentali.