La nazionale maschile di calcio della Scozia è la selezione calcistica rappresentativa della Scozia ed è posta sotto l'egida della Scottish Football Federation.

È la più antica nazionale di calcio del mondo insieme a quella inglese, con cui disputò anche la prima partita ufficiale tra due nazionali di calcioGazzetta.it - 30 novembre 2012. Disputa la maggior parte delle partite casalinghe ufficiali all'Hampden Park, uno degli stadi di Glasgow, mentre numerose sono le amichevoli disputate in altre città (Aberdeen, Dundee, Edimburgo, Greenock, Kilmarnock, Motherwell e Paisley).

La nazionale scozzese vanta nel proprio palmarès 41 vittorie al Torneo Interbritannico (Home International Championship). Si è qualificata nove volte al campionato mondiale di calcio e quattro volte a quello europeo, ma non ha mai superato la fase a gironi iniziale in entrambe le competizioni. Ha ottenuto alcuni risultati degni di nota, come la vittoria per 3-2 nel 1967 ai danni dell' campione del mondo l'anno precedente. Archie Gemmill ha segnato quello che è stato definito uno dei più bei gol di sempre in un campionato del mondo durante la partita contro i vinta per 3-2 al mondiale del 1978.

Nella classifica mondiale della FIFA il miglior posizionamento è il 13º posto dell'ottobre 2007, mentre il peggiore è l'88º posto del marzo 2005. Occupa attualmente il 42º posto della graduatoria.

Il primatista di presenze in nazionale è Kenny Dalglish, che ha disputato 102 partite con la nazionale dal 1971 al 1986. Con 30 gol segnati detiene anche il record di reti marcate in nazionale ex aequo con Denis Law. Hanno vestito la casacca nazionale giocatori di prestigio quali Bill Brown, Eric Caldow, Bobby Collins, Jim Baxter, Alex Young, Billy McNeill, Jimmy Johnstone, Willie Henderson, Ian St. John, Danny McGrain, Billy Bremner, Joe Jordan, John Wark, Graeme Souness, Alan Hansen, Paul McStay, Gordon Strachan, Ally McCoist.

Storia Esordi

Insieme all', quella scozzese è la nazionale di calcio più antica del mondo. Le rappresentative delle due nazioni avevano disputato una serie di partite al The Oval di Kennington (Londra) dal 1870 al 1872. All'Hamilton Crescent di Glasgow, il 30 novembre 1872, disputarono poi la prima partita internazionale della storia del calcio (l'incontro terminò con un pareggio per 0-0). Tutti gli undici calciatori scesi in campo per la Scozia militavano nel Queen's Park.

Per i successivi quarant'anni la nazionale scozzese giocò solo contro le selezioni delle Home Nations, vale a dire , e Irlanda (IFA). Nel 1883 iniziò il Torneo Interbritannico, che portò le partite da un livello amatoriale a un livello professionistico. Le partite contro l'Inghilterra iniziarono a farsi particolarmente sentite e si sviluppò con gli inglesi un'accesa rivalità.

La Scozia perse solo 2 delle prime 43 partite disputate. Solo nel 1903 subì una sconfitta da una squadra diversa dall'Inghilterra, perdendo per 0-2 in casa contro l'Irlanda. Questa striscia positiva fece più volte issare la Scozia al primo posto della classifica mondiale Elo, elaborata nel 1998 per il periodo dal 1876 al 1904. La Scozia vinse il Torneo Interbritannico in 24 occasioni, condividendolo almeno con un'altra squadra in ben 17 occasioni. Una vittoria degna di nota fu colta nel 1928. Il 31 marzo di quell'anno la rappresentativa in casacca blu batté sonoramente a Wembley i bianchi d'Inghilterra con il risultato di 5-1 dinanzi ad una folla di 80.868 spettatori, in una gara leggendaria. La compagine, capitanata da Jimmy Mc Mullan, è passata alla storia col soprannome di Wembley Wizards (I Maghi di Wembley). Altra vittoria di rilievo è quella ottenuta, sempre a Wembley, contro gli eterni rivali inglesi freschi campioni del mondo il 15 aprile 1967 nel corso dell'ultimo incontro di quell'edizione del Torneo Interbritannico. In quell'occasione la Scozia si impose con il risultato di 3-2, schierando Simpson, Gemmell, Greig, Bremner, Mc Kinnon, Mc Creadie, Mc Calliog, Baxter, Wallace, Law, Lennox. I calciatori di quella squadra scozzese furono soprannominati i maghi di Wembley.

La nazionale disputò la sua prima partita fuori dalle Isole Britanniche nel 1929, quando batté a Bergen la per 7-3. Nelle amichevoli successive contro le altre selezioni europee ottenne vittorie contro la e la , per poi perdere contro il Wunderteam dell' e contro l' nel 1931.

Negli anni trenta la Scozia era considerata una delle quattro nazionali più forti del mondo, assieme a Inghilterra, Italia e Austria. Come le altre Home Nations, la Scozia non poté tuttavia qualificarsi per il mondiale negli anni '30, dal momento che la FIFA aveva escluso le quattro federazioni per via di un disaccordo sullo status dei calciatori dilettanti. Le quattro federcalcio, inclusa quella scozzese, rientrarono nella FIFA dopo la seconda guerra mondiale. Nel 1947 si tenne ad Hampden Park una partita tra una rappresentativa del Regno Unito e il Resto del mondo per celebrare l'avvenuta riconciliazione.

Anni 1950 La riammissione della Scottish Football Association (SFA) nella FIFA consentì alla nazionale scozzese di giocarsi la qualificazione al . La FIFA comunicò che alle prime due classificate del Torneo Interbritannico del 1950 sarebbe stato riservato un posto al mondiale, ma la federcalcio scozzese annunciò che la nazionale avrebbe giocato la fase finale del mondiale solo se avesse vinto la competizione. Vinti i primi due incontri, la squadra fu sconfitta per 1-0 dall'Inghilterra, chiudendo il Torneo Interbritannico al secondo posto. Pur essendosi qualificata al mondiale secondo le norme della FIFA, non partecipò alla rassegna in quanto non aveva raggiunto l'obiettivo voluto dalla SFA, che fu irremovibile malgrado le richieste pressanti dei calciatori scozzesi, supportati dal capitano Billy Wright e altri calciatori dell'Inghilterra. La SFA mandò, invece, la squadra in tour nel Nord America.

Le stesse regole furono in vigore per il , con il Torneo Interbritannico del 1954 a fungere da girone di qualificazione al mondiale. La Scozia si piazzò di nuovo seconda, ma stavolta la SFA consentì alla squadra di partecipare alla fase finale del mondiale, in programma in Svizzera. La SFA mandò tuttavia solo 13 giocatori alla fase finale, anche se la FIFA consentiva rose da 22 giocatori. Malgrado la restrizione autoimposta, i dirigenti della SFA si spostarono in massa nel paese elvetico, con mogli al seguito. La nazionale perse per 1-0 contro l'Austria, risultato che spinse il CT Andy Beattie a dimettersi qualche ora prima dell'incontro con l' campione del mondo in carica, che non aveva mai perso una partita di fase finale di un mondiale. I sudamericani si imposero sugli scozzesi per 7-0.

Al la Scozia pareggiò per 1-1 contro la , poi perse contro e e uscì al primo turno. Il CT della Scozia avrebbe dovuto essere Matt Busby, ma le gravi conseguenze fisiche patite nel disastro aereo di Monaco di Baviera di qualche mese prima lo costrinsero a farsi sostituire da Dawson Walker.

Anni 1970

Dopo la breve gestione del CT Tommy Docherty il timone della rappresentativa scozzese passò nel 1973 a Willie Ormond, che all'esordio fu sconfitto per 5-0 dall'Inghilterra, ma riuscì a qualificare la squadra per la sua prima Coppa del mondo dopo sedici anni, quella di . Nella fase finale la squadra ottenne il suo miglior risultato ai mondiali, chiudendo da imbattuta, ma con un'eliminazione al primo turno per via della differenza reti. Dopo aver sconfitto lo , pareggiò con il e la , ma non andò oltre il primo turno perché fu dietro ai verdeoro, secondi, per peggior differenza reti, dopo una parità punti.

Nel 1977 arrivò sulla panchina scozzese Ally MacLeod, con la qualificazione al a rischio. L'esordio del nuovo tecnico fu molto positivo, con la vittoria del Torneo Interbritannico 1976-1977, grazie soprattutto a una vittoria per 1-2 contro gli inglesi a Wembley. Al termine dell'incontro i tifosi scozzesi invasero il campo, strapparono zolle dal terreno di gioco e ruppero la traversa. Il buon periodo proseguì con la qualificazione al mondiale del 1978, grazie alle vittorie contro e . Nel periodo che precedette il mondiale argentino MacLeod nutrì le speranze degli scozzesi, affermando che la squadra sarebbe tornata a casa con una medaglia. I giocatori furono salutati con l'entusiasmo al momento della partenza per il Sudamerica, raccogliendosi attorno ad un gremito Hampden Park. Migliaia di altri fan seguirono la squadra fino all'aeroporto di Prestwick, dove era previsto il decollo dell'aereo con a bordo i calciatori. A Córdoba, contro il , gli scozzesi caddero sotto i gol di Teófilo Cubillas, autore di una doppietta nel successo per 3-1. Nella seconda partita pareggiarono per 1-1 contro il debuttante e nella terza, obbligati al successo contro i (poi finalista del torneo), riuscirono, malgrado l'iniziale vantaggio siglato dagli olandesi, ad imporsi per 3-2 con un gol di Kenny Dalglish e due di Archie Gemmill, il secondo dei quali è considerato uno dei più belli mai realizzati in Coppa del mondo. Il giocatore scozzese si liberò di tre olandesi prima di battere il portiere Jan Jongbloed. Per la seconda volta consecutiva, però, a causa della differenza reti la squadra dovette salutare il mondiale già dopo la fase a gironi.

Anni 1980 MacLeod si dimise poco dopo il mondiale del 1978 e fu rimpiazzato da Jock Stein, che aveva vinto due campionati scozzesi consecutivi e una Coppa dei Campioni alla guida del . Dopo la mancata qualificazione al , la Scozia si qualificò al dopo aver superato un girone eliminatorio complicato, con , , e , perdendo solo una partita. Alla fase finale sconfisse per 5-2 la , ma perse per 4-1 contro il Brasile di Sócrates, Zico, Éder e Falcão. Ancora una volta fu la differenza reti a decretare l'eliminazione della Scozia, penalizzata da un pareggio per 2-2 contro l'.

La Scozia si qualificò al , approdando per la quarta volta di fila alla fase finale della Coppa del mondo. La qualificazione fu ottenuta al cardiopalma. Nell'ultimo match del girone eliminatorio, contro il Galles, necessitava di un punto per accedere allo spareggio intercontinentale contro l'. A nove minuti dalla fine, con il Galles in vantaggio per 1-0, alla Scozia fu concesso un calcio di rigore, che fu segnato da Davie Cooper. Il pari era sufficiente alla qualificazione e fu il risultato finale dell'incontro, ma mentre giocatori e tifosi festeggiavano il gol del pareggio il CT Stein fu colpito da infarto e morì poco dopo. Al suo posto subentrò il suo vice, Alex Ferguson, che guidò la Scozia nello spareggio contro l'Australia, vinto grazie al successo per 2-0 a Glasgow e al pareggio per 0-0 a Melbourne. L'eliminazione dal mondiale arrivò nella fase a gironi della fase finale, con un punto ottenuto in tre partite (pareggio senza reti contro l' e sconfitte contro e .

Nel luglio 1986 Andy Roxburgh fu a sorpresa nominato CT della Scozia, che non riuscì a qualificarsi al . La Scozia aiutò tuttavia l' a qualificarsi all'europeo battendo per 0-1 in trasferta la nel novembre 1987 e consentendo così agli irlandesi di chiudere sorprendentemente il girone eliminatorio al primo posto.

Anni 1990 La Scozia si qualificò anche al , il suo quinto mondiale consecutivo, terminando al secondo posto il proprio girone eliminatorio dietro la ma davanti alla . Inserita in un girone con , Svezia e Brasile, fu sconfitta per 1-0 dalla Costa Rica, poi batté la Svezia per 2-1 e fu sconfitta dal Brasile per 1-0, chiudendo con l'eliminazione al primo turno.

Si qualificò poi per il rotto della cuffia al : pur sconfitta per 1-0 fuori casa dalla , fu avvantaggiata da un pari tra bulgari e rumeni nell'ultima partita del girone. Nella fase a gironi dell'europeo svedese la squadra giocò bene contro Paesi Bassi e e batté la , ma fu eliminata al primo turno. La nazionale scozzese mancò poi l'accesso al , finendo quarta nel proprio girone, dietro a , e Portogallo e davanti a ed .