I Chindits (ufficialmente 3rd Indian Infantry Division) furono un'unità di forze speciali del British Indian Army delle forze armate britanniche nell'India britannica. Fu attiva in Birmania e India nel 1943-1944 durante la campagna della Birmania nel corso della seconda guerra mondiale. Furono costituiti per porre in pratica la tattica di guerriglia e di penetrazione a lungo raggioIl concetto è accennato poco sotto, nel box a margine. innovativamente sviluppata da Orde Charles Wingate. I Chindits erano addestrati a operare dietro le linee giapponesi e le loro operazioni erano contraddistinte da prolungate marce attraverso terreni estremamente difficili, eseguite da truppe nutrite in modo inadeguato, indebolite da malattie quali la malaria e la dissenteria.

La valutazione tecnica della forza è sempre stata controversa, sia per l'elevatissimo tasso di perdite umane, sia per la controversa efficacia militare dei risultati da essa conseguiti. Storia Esordi I Chindits furono inventati dal brigadier generale britannico Orde Charles Wingate,«La fantasia di Wingate fu colpita dal modo in cui questo animale simile al grifone simboleggiava la stretta cooperazione terra-aria indispensabile in operazioni di questo genere condotte da forze di questo genere. Forse a scolpire questo nome nella mente dell'uomo della strada contribuì anche il fatto che le prime operazioni Chindit si svolgessero lungo le rive e al di là del fiume Chindwin, nella Birmania settentrionale.» Liddell Hart, p. 515 che a quel tempo dipendeva dal generale Archibald Wavell, comandante in capo dell'India Command. Il nome fu suggerito dal capitano Aung Thin (DSO) dell'esercito birmano. Chindit è una storpiatura del birmano Chinthé o Chinthay, animale mitologico le cui statue erano poste a guardia dei templi buddhisti.Brayley, p. 18

Nella campagna dell'Africa Orientale Italiana del 1940–41, Wingate aveva iniziato a esplorare le idee che successivamente avrebbe usato con i Chindits, quando creò e comandò un gruppo misto di unità regolari sudanesi ed etiopi assieme a partigiani abissini. Conosciuti con il nome di Gideon Force, questi combattenti disturbarono le linee logistiche italiane e fornirono informazioni tattiche alle forze britanniche. Come comandante in capo del Middle East CommandFonti in punto:

nel 1940, Wavell aveva autorizzato la Gideon Force per ragioni politiche, dato che a suo giudizio l'idea di Wingate era militarmente troppo poco ortodossa.

Dopo lo scioglimento della Gideon Force, Wavell chiese a Wingate di operare in Birmania nel 1942, dove era previsto che lui creasse delle forze irregolari che agissero dietro le linee giapponesi, analogamente allo stile tattico della Gideon Force.Thompson, p. 374 Wingate arrivò in Birmania nel 1942, appena due mesi prima del collasso finale degli Alleati e della conquista giapponese della Birmania.Collegamenti esterni in punto:

"Operations in Eastern Theatre, Based on India from March 1942 to 31 December 1942", official despatch by Field Marshal The Viscount Wavell

Piuttosto che organizzare gli irregolari, Wingate trascorse del tempo girando il paese e sviluppando sul piano dottrinale la sua teoria di penetrazione a lungo raggio. Nelle battute finali della ritirata britannica dalla Birmania, Wingate si procurò un volo speciale per l'India, mentre il resto dell'esercito si allontanava marciando. Giunto a Delhi, espose le sue proposte a Wavell.

Organizzazione e addestramento

La 77ma Brigata di fanteria, detta anche "i Chindits", fu formata gradualmente nei pressi di Jhansi durante l'estate 1942. Wingate assunse l'incarico di addestrare le truppe nelle giungle dell'India centrale durante la stagione delle piogge. Metà dei Chindits erano britannici: il 13º Battaglione, dal King's Liverpool RegimentCollegamenti esterni in punto: , liverpoolmuseums.org.uk , liverpoolscottish.org.uk , britains-smaillwars.com Enos Herbert Glynne Roberts (1922), , The Northern Publishing Co. Ltd, Project Gutenberg , 1914–1918.net (sulla carta un battaglione di seconda linea che annoverava parecchi uomini non giovanissimi) ed elementi già appartenuti alla Bush Warfare School ("Scuola di guerra forestale") in Birmania che si erano formati nella 142ª Compagnia commandoCollegamenti esterni in punto:

. L'altra parte della forza era costituita dal 3º Battaglione del 2nd Gurkha Rifles<ref>Collegamenti esterni in punto: at http://regiments.org ]]Fonti in punto:

(un'unità composita formata partendo da battaglioni decimati di truppe birmane che si erano ritirati in India nel 1942).

Wingate addestrò questa forza come unità di penetrazione a lungo raggio che doveva essere rifornita da provviste paracadutate o lanciate da aerei da trasporto, e avrebbe utilizzato il supporto aereo ravvicinato come sostituto dell'artiglieria.Thompson, p. 375 Avrebbero percorso la giungla a piedi, facendo assegnamento essenzialmente sulla sorpresa attraverso la mobilità per attaccare le linee di comunicazione nemiche (una tattica che i giapponesi avevano lungamente usato con grande efficacia a Singapore e in Birmania nel 1942 contro le forze britanniche).

Le classiche strutture di brigata e battaglione furono abbandonate. La forza fu invece formata su otto colonne, ciascuna delle quali organizzate come segue: una compagnia fucilieri di fanteria (con nove mitragliatrici Bren e tre mortai leggeri da 2 pollici (51 mm)); un gruppo supporto con le armi pesanti (quattro fucili anticarro Boys, due mitragliatrici medie Vickers e due pezzi antiaerei leggeri); un plotone ricognizione dai Burma Rifle's e un gruppo sabotaggio dalla 142 Commando Company. Al comando della colonna erano aggregati piccoli distaccamenti della Royal Air Force (RAF) (muniti di ricetrasmittenti per richiedere il supporto aerotattico), Royal Corps of SignalsCollegamenti esterni in punto:

e Royal Army Medical Corps.Collegamenti esterni in punto:

- documentary about 202 Field Hospital during Operation Telic

- Daily Telegraph obituaryChinnery (2010), p.24 Armi pesanti, radio, munizioni di riserva e altre provviste erano trasportate dai muli, i quali rappresentavano anche una fonte alimentare d'emergenza, una volta che i loro carichi fossero esauriti. Compresi i 57 conduttori di muli, ogni colonna britannica contava 306 uomini (le colonne gurkha erano un po' più numerose, con 369 uomini).

Ogni uomo portava più di 33 kg di equipaggiamento che in proporzione era più di quanto trasportavano i muli con le scorte e le armi pesanti. Il carico dei soldati comprendeva un'arma personale come il Lee-Enfield Rifle No.4 o il mitra Thompson, munizioni, bombe a mano, un machete o un kukri (tradizionale coltello gurkha), razioni per sette giorni, un telo tenda, un'uniforme di ricambio e altri oggetti assortiti. Buona parte di questo carico era trasportato in un Everest carrier, che era essenzialmente un telaio metallico da zaino, ma senza lo zaino vero e proprio.Brayley, pp. 18-19

Poco dopo la prima operazione, una colonna venne smembrata per riportare le rimanenti sette al pieno organico. Due o più colonne erano comandate da un comando di gruppo, che a sua volta dipendeva dal comando brigata.

Operazione Longcloth

L'8 febbraio 1943, nell'Operazione Longcloth, Wingate con 3 000 chindits iniziò la marcia in Birmania. In origine l'intento era utilizzare i chindits nel contesto di una più vasta offensiva, ma poi si cambiò programma. Wingate convinse il generale Wavell a inviare i chindits in Birmania malgrado l'annullamento dell'offensiva principale.

I chindits attraversarono il Chindwin il 13 febbraio e fronteggiarono le truppe giapponesi per la prima volta due giorni dopo. Due colonne marciarono a sud e ricevettero i rifornimenti aerei alla luce del sole per creare l'impressione che fossero la parte di maggior rilievo dell'attacco. Avevano anche un figurante che simulava la presenza di un generale britannico tra le loro file. La RAF effettuò attacchi aerei contro obiettivi giapponesi per favorire lo stratagemma. Queste colonne avevano il piano di deviare a est all'inizio di marzo e attaccare la principale direttrice nord-sud nelle aree a sud del grosso del nemico. Una colonna eseguì con successo demolizioni lungo la ferrovia, ma l'altra colonna cadde in un'imboscata. Metà di quest'ultima colonna ripiegò in India.

Altre cinque colonne avanzarono a est. Due, quelle di Michael CalvertCollegamenti esterni in punto: Biography of Mike Calvert

e Bernard Fergusson,Collegamenti esterni in punto:

procedevano verso la principale linea ferroviaria nord-sud della Birmania. Il 4 marzo la colonna di Calvert raggiunse la valle e demolì la ferrovia in 70 punti. Fergusson arrivò due giorni più tardi per fare lo stesso. Malgrado questi successi, la linea fu solo momentaneamente fuori uso, e riprese a funzionare ben presto.

In molte occasioni i chindits non poterono portare al seguito i propri feriti; alcuni furono lasciati nei villaggi. In effetti Wingate aveva impartito ordini espressi di lasciare indietro tutti i feriti, ma tali disposizioni non furono osservate in modo rigoroso. Poiché i loro percorsi nella giungla non corrispondevano a sentieri segnati, molte volte i chindits dovettero aprirsi la strada con i machete e i kukri (e in un caso, con un elefante requisito). Un solo squadrone RAF di sei aerei provvedeva a rifornirli dal cielo.

Una volta in Birmania, Wingate cambiò ripetutamente i suoi piani, a volte senza avvisare tutti i comandanti di colonna. Il grosso di due delle colonne si ritirò in India dopo aver subito imboscate giapponesi in occasioni diverse. Dopo gli attacchi alla ferrovia, decise di far attraversare alla sua forza l'Irrawaddy. Però, l'area sull'altro lato del fiume si rivelò inadatta alle operazioni. L'acqua (potabile) era difficile da ottenere e la combinazione di fiumi con un buon sistema viario nella zona permise ai giapponesi di costringere i chindits in una "scatola" sempre più piccola.

A fine marzo, Wingate decise di ritirare gran parte della forza, ma inviò a una colonna ordini per farla proseguire verso est. Le operazioni avevano raggiunto il limite del raggio d'azione concesso dai rifornimenti aerei, e le probabilità di successo con nuove operazioni erano basse, data la pressione giapponese. Alle colonne era generalmente concesso di ripiegare in India. Nel viaggio di ritorno, una delle maggiori difficoltà era il riattraversamento dell'Irrawaddy. I giapponesi tenevano osservatori e pattuglie su tutta la lunghezza delle rive, e potevano far convergere rapidamente forze consistenti nel momento in cui veniva scoperto un tentativo di attraversamento. Gradualmente, tutte le colonne si sparpagliarono in piccoli gruppi. Lo stato maggiore di Wingate tornò in India per conto proprio, seguito da buona parte delle colonne. In tutta la primavera e fino all'autunno del 1943 gruppetti di chindits superstiti trovarono scampo in India. L'esercito fece per loro ciò che poteva. In un caso, fu fatto atterrare un aereo in un'area aperta, e i feriti vennero in tal modo evacuati. Parte di una colonna si mise in salvo in Cina. Un'altra frazione fuggì all'estremo nord della Birmania. Altri furono catturati o morirono.

Per la fine di aprile, dopo tre mesi di missione, la maggior parte dei chindits sopravvissuti aveva attraversato il Chindwin, avendo percorso a piedi tra i 1 000 e i 1 500 km.Brayley, p. 19 Dei 3 000 uomini che avevano intrapreso l'operazione, un terzo (818 uomini) erano stati uccisi, catturati o erano morti di malattia, e dei 2 182 uomini che fecero ritorno, circa 600 erano troppo debilitati da ferite o malattie per riprendere servizio attivo. Dei restanti, Wingate scelse praticamente a uno a uno i pochi che avrebbe conservato, mentre il resto fu rimandato alla normale struttura di comando e reintegrato nei battaglioni di provenienza.

Interludio