Le elezioni regionali in Friuli Venezia Giulia del 2013 si sono svolte il 21 e 22 aprile 2013. Sono state le undicesime nella storia della regione e le terze con l'elezione diretta del Presidente della Giunta regionale.

È stata eletta alla presidenza Debora Serracchiani, sostenuta dal centrosinistra, che ha preceduto per poco più di 2.000 preferenze il presidente uscente Renzo Tondo, espresso dal Popolo della Libertà. Non avendo raggiunto però la soglia dei 45% dei voti, il premio di maggioranza attribuito alla sua coalizione si è limitato al 55% dei seggi, per cui alla coalizione che l'ha sostenuta sono stati attribuiti 27 seggi su 49. È stata la seconda donna a ottenere tale carica dopo Alessandra Guerra, presidente dal febbraio 1994 al settembre 1995.

Il risultato del voto è stato comunque impugnato dai partiti di centrodestra con ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale, visto l'esiguo margine tra i due candidati. In seguito tale ricorso è stato respinto, essendo in parte «inammissibile e per il resto infondato».

Tra le liste, il partito che ha ottenuto il maggior numero di voti è stato il Partito Democratico, col 26,82%; il PD ha preceduto Il Popolo della Libertà, al 20,03%, e il Movimento 5 Stelle, al 13,75%. Tra i gruppi di liste, il Centrodestra ha ottenuto il 45,21% contro il 38,98% del Centrosinistra.

Gli elettori chiamati al voto sono stati 1.099.334, suddivisi in 1.374 sezioni. Si sono recati al voto 554.947 elettori, pari al 50,48% degli aventi diritto.

Con deliberazione della Giunta regionale del 13 febbraio 2013 è stato disposto il contemporaneo svolgimento delle elezioni del Presidente della Regione e del Consiglio regionale con quelle degli organi della Provincia di Udine e di tredici comuni della Regione.

Legge elettorale Modifica del numero dei consiglieri regionali Nel gennaio 2010, venne creato in seno al consiglio regionale, un tavolo politico-istituzionale per la riduzione dei costi della politica. Sulla base delle indicazioni sorte da tale tavolo il consiglio regionale ha approvato, nella sessione di lavoro di novembre 2011, la proposta di modifica dello Statuto riguardante la riduzione del numero dei consiglieri regionali, mutando il rapporto fra eletto e popolazione dall'attuale uno ogni 20.000 abitanti a uno ogni 25.000. La modifica porterà il numero dei consiglieri, fissato in 59, a 49, secondo la popolazione residente attestata dall'ISTAT. Tale riduzione richiedeva però una modifica dello Statuto regionale che, riguardando una regione autonoma, doveva essere approvato con legge costituzionale.

Nel corso del 2012, pertanto, è proseguito l'iter dell'approvazione delle modifiche allo statuto tendenti alla riduzione del numero dei Consiglieri regionali. In prima lettura il provvedimento è stato approvato dal Senato della Repubblica il 18 aprile 2012 e dalla Camera il 3 ottobre 2012. La seconda lettura è avvenuta in data 18 ottobre 2012 al Senato e il 22 gennaio 2013, a Parlamento già sciolto, alla Camera dei deputati.

È stata così definitivamente approvata la legge costituzionale che riduce il numero dei consiglieri regionali per il Friuli-Venezia Giulia da 59 a 49. La Legge Costituzionale 7 febbraio 2013, n. 1 "Modifica dell'articolo 13 dello Statuto speciale della regione Friuli-Venezia Giulia, di cui alla legge costituzionale 31 gennaio 1963, n. 1." è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 40 del 16 febbraio 2013 ed è entrata in vigore il 3 marzo 2013.

Le circoscrizioni elettorali in cui è diviso il comprensorio regionale sono Udine, Trieste, Pordenone, Gorizia e Tolmezzo.

+ Ripartizione dei seggi tra le circoscrizioni Circoscrizione Residenti Seggi attribuiti20082013Trieste232.601129Gorizia140.14365Udine456.1862118Tolmezzo79.24443Pordenone310.8111412Totale1.218.9855747

A questi vanno aggiunto due seggi: uno attribuito al candidato risultato eletto come Presidente della Giunta, e uno al secondo per numero di voti.

Sistema elettorale Premio di maggioranza Le principali disposizioni normative applicabili alle elezioni del Presidente della Regione e del Consiglio regionale sono contenute nelle leggi regionali 18 giugno 2007, n. 17 (Determinazione della forma di governo della Regione Friuli Venezia Giulia e del sistema elettorale regionale, ai sensi dell'articolo 12 dello Statuto di autonomia) e 18 dicembre 2007, n. 28 (Disciplina del procedimento per la elezione del Presidente della Regione e del Consiglio regionale). La disciplina dei casi di incandidabilità alle cariche di Presidente della Regione e di Consigliere regionale è contenuta nel Decreto Legislativo n. 235 del 31 dicembre 2012 (Testo unico delle disposizioni in materia di incandidabilità e di divieto di ricoprire cariche elettive e di Governo conseguenti a sentenze definitive di condanna per delitti non colposi, a norma dell'articolo 1, comma 63, della legge 6 novembre 2012, n. 190.).

Secondo la legge elettorale viene eletto Presidente il candidato che ha ottenuto il maggior numero di voti validi. In merito all'attribuzione dei seggi alle singole liste, vengono ammesse alla ripartizione qualora si trovano nelle seguenti tre condizioni: abbiano ottenuto almeno il 4% dei voti su base regionale; abbiano ottenuto almeno l'1,5% su base regionale e faccia parte di una coalizione che abbia ottenuto almeno il 15%; abbiano ottenuto in una circoscrizione pari ad almeno il 20% dei voti.

L'Ufficio centrale regionale deve verificare se la distribuzione proporzionale dei seggi soddisfa le seguenti due condizioni: il gruppo di liste o la coalizione di gruppi di liste collegate al candidato eletto Presidente ha ottenuto un numero di seggi che, considerando anche il seggio già attribuito al candidato eletto Presidente, corrisponde al 60% per cento dei seggi del Consiglio, nel caso in cui il Presidente sia stato eletto con più del 45% dei voti o almeno al 55% dei seggi, nel caso in cui il Presidente sia stato eletto con una percentuale di voti pari o inferiore al 45%; il gruppo o i gruppi di liste non collegati al candidato eletto Presidente hanno complessivamente ottenuto un numero di seggi che, considerando anche il seggio già attribuito al candidato Presidente primo dei non eletti, corrisponde al 40% dei seggi del Consiglio. Nel caso in cui risulti che il gruppo di liste o la coalizione di gruppi di liste collegate candidato eletto Presidente ha ottenuto un numero di seggi inferiore al 60% o al 55%, scatta il “premio di maggioranza” che comporta l'attribuzione ai gruppi di liste di maggioranza della prescritta percentuale di seggi e l'attribuzione dei restanti seggi agli altri gruppi di liste.

Nel caso in cui dalla verifica risulti che il gruppo o i gruppi di liste non collegati al candidato eletto Presidente hanno ottenuto un numero di seggi inferiore al 40%, scatta la “garanzia per le minoranze”, che comporta l'attribuzione ai gruppi di liste di minoranza del 40% dei seggi e l'attribuzione dei restanti seggi agli altri gruppi di liste.

Seggio alla minoranza slovena Nel caso in cui un gruppo di liste espressione della minoranza slovena non abbia ottenuto almeno un seggio per effetto delle operazioni di attribuzione dei seggi, le operazioni devono essere ripetute, a condizione che il gruppo di liste: abbia dichiarato, in occasione della presentazione delle candidature, il collegamento con un altro gruppo di liste della medesima coalizione; abbia ottenuto una cifra elettorale regionale non inferiore all'1% dei voti validi.

Nel ripetere le operazioni di attribuzione dei seggi, l'Ufficio centrale regionale somma le cifre elettorali del gruppo di liste espressivo della minoranza slovena e del gruppo di liste con lo stesso collegato, considerando i due gruppi come un unico gruppo. Uno dei seggi così ottenuti dall'insieme costituito dai due gruppi è attribuito al gruppo espressivo della minoranza slovena.

Modalità di voto La legge prevede tre possibili modalità di espressione del voto: Scelta del solo candidato presidente. Si traccia un segno sul nome del candidato presidente o sul simbolo associato al nome. In questo caso il voto non si estende alle liste collegate, anche nel caso vi sia una sola lista; Scelta del candidato presidente e di una lista. Si traccia un segno sul nome del candidato presidente o sul simbolo associato al nome e un segno sul simbolo della lista. Nel caso in cui si tracci solo un segno sul simbolo della lista, il voto si estende anche al candidato presidente ad essa collegato. È possibili anche effettuare il voto disgiunto tracciano un segno sul nome di un candidato presidente o sul simbolo associato al nome e un segno sul simbolo di una lista ad esso non collegata; Scelta del candidato presidente, di una lista e di un candidato consigliere. Si traccia un segno sul nome del candidato presidente o sul simbolo associato al nome, un segno sul simbolo della lista e si scrive il cognome del candidato consigliere a fianco del simbolo della lista. Il candidato consigliere deve fare parte della lista. Nel caso si scriva solo il cognome del candidato consigliere, il voto si estende sia alla lista che al candidato presidente ad essa collegato.

Le operazioni di votazione si svolgono la domenica dalle 08:00 alle 22:00 e il lunedì dalle 07:00 alle 15:00.

Il colore della scheda per le elezioni regionali è azzurro - pantone 278U.

Principali avvenimenti Scelta della data Secondo quanto prevede l'articolo 14, commi 1 e 2, dello Statuto regionale, considerato che le elezioni precedenti si sono tenute il 13 e il 14 aprile 2008, il periodo utile per lo svolgimento delle elezioni regionali del 2013 è ricompreso tra domenica 17 marzo 2013 e domenica 21 aprile 2013. Proprio per attendere la conclusione dell'iter di modifica dello Statuto regionale il Presidente uscente, Renzo Tondo, ha deciso di non accorpare le elezioni regionali a quelle politiche, previste per il 24 e 25 febbraio (come invece accadde nel 2008, con le dimissioni anticipate del presidente dell'epoca, Riccardo Illy) ma le ha fissate al 21-22 aprile. Tale scelta è stata contestata dalla candidata del centrosinistra, Debora Serracchiani.

Si è comunque deciso di accorpare le elezioni regionali con le altre amministrative previste nella primavera del 2013. Tra gli altri enti che videro rinnovate le loro cariche in contemporanea con la Regione, vi sono la provincia e il Comune di Udine.

Presentazione delle candidature I partiti e i gruppi politici depositano presso la segreteria dell'Ufficio centrale regionale, dalle ore 8.00 alle ore 20.00 del 16 marzo e dalle ore 8.00 alle ore 12.00 del 17 marzo (trentaseiesimo e trentacinquesimo giorni antecedenti la data delle elezioni).

Composizione degli schieramenti e delle candidature Coalizione di centrosinistra La coalizione di centrosinistra ripresenta l'alleanza tra il Partito Democratico e Sinistra Ecologia Libertà, già formatasi per le politiche di febbraio. A tali partiti si alleano anche il partito espressione della minoranza slovena, la Slovenska Skupnost, l'Italia dei Valori (che alle politiche aveva sostenuto Rivoluzione Civile) e la lista Cittadini per Debora Serracchiani Presidente.

A differenza di quanto accaduto per le politiche e in altre elezioni locali, questo schieramento non utilizza il metodo delle elezioni primarie per l'individuazione del candidato presidente. Esse vengono tenute solo per determinare i candidati del PD per la circoscrizione di Trieste.

La candidata Debora Serracchiani è stata indicata dal PD, del quale è segretaria regionale, nell'agosto 2012.

Coalizione di centrodestra