Per cimiteri militari italiani d'onore si intendono quei cimiteri militari che ospitano le spoglie di caduti italiani in guerra, tipicamente militari, ma anche, ad esempio, civili deportati durante la seconda guerra mondiale. Sono generalmente stati creati e sono generalmente amministrati dal Commissariato generale per le onoranze ai caduti in guerra (noto anche come Onorcaduti). La presenza di cimiteri militari italiani nei paesi esteri è di solito regolata da accordi internazionali.

Europa Italia

Francia Durante la prima guerra mondiale, vi fu un numero relativamente limitato di caduti italiani sul Fronte Occidentale. Il primo contingente è costituito dai volontari della Legione Garibaldina che combatterono sulle Argonne tra 1914 e 1915. Il secondo gruppo è rappresentato, da un lato, dagli ausiliari delle truppe ausiliarie italiane in Francia, dall'altro dai soldati del Corpo di spedizione del Regio Esercito, che combatté ancora sulle Argonne nel corso del 1918 e che contò circa caduti, fra morti in combattimento e deceduti per altre cause.. Quasi tutti i caduti italiani in terra francese (tra i quali vanno compresi anche i morti in prigionia tedesca nelle retrovie del fronte e i morti tra le truppe ausiliarie) vennero sepolti in cimiteri di guerra precari durante la guerra. Nel dopoguerra le autorità italiane si occuparono perciò di raccoglierli e si avviarono i lavori di costruzione dei due cimiteri militari italiani di Bligny, posto nei luoghi della Seconda battaglia della Marna, e di Soupir. Una prima fase di inumazioni in questi cimiteri riguardò circa soldati e ausiliari sparsi in sepolture isolate o abbandonate e si concluse nel 1920. Altri caduti italiani (circa ) vennero inumati in questo periodo in cimiteri militari o civili francesi. Una volta conclusa la prima fase, si iniziò quindi a traslare alcuni di essi nel solo cimitero di Bligny, ancora incompleto.. Nel frattempo, nell'agosto 1921, con la legge 1074, viene permesso, su richiesta delle famiglie, il rimpatrio dei caduti all'estero, a spese dello Stato italiano. Questi rimpatri vennero organizzati collettivamente. Un primo contingente di 226 soldati vennero rimpatriati, via mare, da Reims a Napoli nell'agosto 1922. La maggior parte dei rimpatri avvenne, però, in tre fasi, tra il marzo e il maggio 1924: con una complessa operazione, 303 caduti provenienti da tutta la Francia (e persino dal Belgio) vennero prima raggruppati via treno in cinque diversi punti di raccolta, per essere poi rimpatriati in Italia, sempre su ferrovia, via Chambéry-Modane-Torino o via Ventimiglia. L'ultimo rimpatrio avvenne nel giugno 1925, quando altri 19 caduti vennero riportati in Italia. Quest'ultimo trasporto fu l'occasione di manifestazioni a Chambéry ineggianti all'amicizia franco-italiana. Infine, 24 caduti verranno rimpatriati in Italia dalle famiglie a proprie spese tra il 1921 e il 1926.. In tutto, i caduti rimpatriati furono 593 soldati e ausiliari (comprendendovi anche Bruno e Costante Garibaldi e Lamberto Duranti, garibaldini rimpatriati con gli onori militari nel 1915)..

Con la conclusione della maggior parte dei rimpatri, nel 1924 riprese l'attività di traslazione dei caduti italiani dai cimiteri sparsi francesi ai cimiteri militari di Bligny e Soupir. Dopo una prima traslazione di 183 caduti nel 1924, ne seguì un altro gruppo, con caduti noti e di 310 ignoti, che avvennero tra il 1927 e il 1928. Ulteriori traslazioni avvennero anche in seguito, fino agli anni trenta. In questo periodo le autorità fasciste decisero di non procedere alla costruzione di un terzo cimitero militare italiano a Douai, preferendovi l'allargamento e l'arricchimento del sacrario di Bligny. Esso divenne quindi il luogo simbolo del sacrificio delle truppe italiane all'estero, oggetto di quel culto dei morti caro al fascismo anche verso gli altri sacrari della prima guerra mondiale. Il numero di sepolture italiane sparse si ridusse così drasticamente, ma non scomparve. In alcuni casi, infatti, laddove vi erano tante sepolture italiane in cimiteri ben custoditi, vennero lasciate nel luogo di sepoltura originario. Fu il caso, oltre che dei cimiteri elencati in tabella, dei cimiteri civili di Grenoble, Marsiglia, Saint-Chamas, La Ciotat e Moyeuvre-Grande, dove ancora oggi riposano militari italiani. Nel cimitero parigino d'Ivry vennero raggruppati tutti i caduti italiani sepolti nell'area metropolitana di Parigi.. Con l'aggravarsi delle relazioni diplomatiche tra Italia e Francia alla fine degli anni trenta, vi furono sommovimenti da parte italiana miranti ad organizzare un rimpatrio di tutte le spoglie degli italiani sepolti a Bligny e a Soupir. Partita con una sottoscrizione pubblica lanciata da un gruppo fascista milanese, la proposta raggiunse anche gli ambienti della diplomazia italiana a Parigi, incontrando una netta ostilità da parte dell'opinione pubblica francese. L'inizio del nuovo conflitto mondiale farà però cadere ogni ipotesi in questo senso.

La seconda guerra mondiale per l'Italia si aprì con l'attacco alla Francia nel 1940. Dopo il giugno del 1940, l'unico fatto d'arme del Regio Esercito in terra francese fu l'occupazione italiana della Francia meridionale nel 1942. Gran parte dei soldati di occupazione della 4ª Armata (circa ) furono catturati dopo l'8 settembre 1943 e alcuni di loro, invece di essere deportati in Germania, vennero internati come IMI in territorio francese, soprattutto nelle regioni annesse al Terzo Reich dell'Alsazia e della Lorena, in condizioni molto dure. La maggior parte degli IMI morti in prigionia venne successivamente esumata e sepolta nel sacrario militare di Saint-Mandrier-sur-Mer, aperto nel 1970. Altri italiani fatti prigionieri dai tedeschi accettarono di cooperare come lavoratori volontari ausiliari, spesso con la speranza di essere rimpatriati, oppure nell'Organizzazione Todt. Questi soldati rimasero generalmente in Francia, collocati in campi di lavoro. Altri italiani combatterono come maquisards nella Resistenza francese. Essi sono generalmente sepolti nei cimiteri militari francesi della seconda guerra mondiale. Alcune decine di migliaia di italiani, infine, combatterono come ausiliari al fianco degli Alleati nel corso della Battaglia di Normandia e qualche decina di essi morì. Questi sono sepolti solitamente all'interno dei cimiteri alleati in Francia.. +CimiteroLuogoData di aperturaCaduti italianidi cui ignotiPeriodoCategoriaCimiteri militari italianiCimitero militare italiano di BlignyBligny1919. 4421L'iscrizione sui libri in bronzo nel cimitero riporta la cifra di 3453 caduti ed è ripresa da varie fonti, vedi , mentre da altri conteggi ne risulterebbero 3440 (tra i quali 400 ignoti), vedi 13661914-1918militari (combattenti, ausiliari, prigionieri)Cimitero militare italiano di SoupirSoupir1920588Fonte: L'iscrizione sui libri in bronzo del cimitero riporta invece un totale di 592 caduti, vedi:apr-nov 1918militari (combattenti)Sacrario militare italiano di Saint-Mandrier-sur-MerSaint-Mandrier-sur-Mer1970973969 caduti nella Seconda Guerra Mondiale e 4 nella Prima.1041914-1945militari (Internati Militari, altri)Riquadri militari italianiCimiteri de la GuillotièreLione/711914-1918militari (combattenti)Cimitero militare internazionale de la DouaVilleurbanne661914-1918militari (combattenti)Cimitero parigino d'IvryIvry-sur-Seine371914-1918militariCimitero militare internazionale di ChambièreMetz911917-1919militari (prigionieri di guerra)Sepolture italiane in altri cimiteriCimitero di Charrière NeuveChambéry/231914-1918militariCimitero militare internazionale di LabryLabry123Noti ma non identificabili, sepolti in una fossa comune.1914-1918militariCimitero di PéjocesDigione141914-1918militariCimitero di OullinsOullins651914-1918militariCimitero militare tedesco di MontmédyMontmédy361916-1918militari (prigionieri di guerra)

Belgio In Belgio si trovano i resti di 551 soldati italiani morti sul Fronte Occidentale o come prigionieri di guerra nella Prima Guerra Mondiale, di 5 civili morti in campi di concentramento e di transito in Belgio e di 1 italiano membro della Resistenza belga fucilato da tedeschi.. Oltre che nei cimiteri elencati in tabella vi sono 12 caduti italiani della Prima guerra mondiale anche nei locali camposanti di Ixelles e di Anderlecht, mentre i 5 deportati civili italiani si trovano nei cimiteri militari tedeschi di Lommel e di Recogne.. +CimiteroLuogoCaduti italianidi cui ignotiPeriodoCategoriaRiquadri militari italianiCimitero di RobermontLiegi35081914-1918militariCimitero militare belga di HouthulstHouthulst7471916-1918militari (prigionieri di guerra)Cimitero di NamurNamur151914-1918militariSepolture italiane in altri cimiteriSchoonselhofAnversa411914-1918militariWesterbegraafplaatsGand241914-1918militariCimitero militare di Virton BellevueVirton281914-1918militari

Paesi Bassi Nei Paesi Bassi sono sepolti 343 italiani caduti durante i conflitti mondiali. Tra di essi, 30 sono militari italiani fatti prigionieri dai tedeschi nella Prima Guerra Mondiale e morti nei neutrali Paesi Bassi di ritorno dalla prigionia. Tutti noti, nel 1919 vennero inumati originariamente nel cimitero di Crooswijk a Rotterdam, per essere poi traslati nel 1961 ed essere sepolti ad Amersfoort assieme ai caduti del secondo conflitto mondiale. Questi ultimi sono 313, 152 Internati Militari e 161 tra deportati per motivi politici o razziali e lavoratori civili (spesso coatti): 30 di essi sono noti e riposano anch'essi ad Amersfoort. Gli altri 283 caduti ignoti sono invece sepolti nei luoghi del loro internamento da parte tedesca, assieme ai caduti dei deportati e dei prigionieri di guerra in mano tedesca di altre nazionalità.. +CimiteroLuogoCaduti italianiPeriodoCategoriaCimitero militare internazionale di RusthofAmersfoortCosì segnalato nelle fonti. Il cimitero si trova in realtà per poche centinaia di metri già nel comune di Leusden.601916-19451ª GM: militari (prigionieri di guerra in transito) 2ª GM: militari (IMI), civili (deportati, lavoratori coatti e volontari)

Norvegia In Norvegia si trovano i resti di 5 soldati italiani, tutti morti durante la seconda guerra mondiale. Le loro spoglie si trovano all'interno dei cimiteri militari tedeschi di TrondheimIn si parla di un riquadro militare del cimitero civile di Byåsen, ma è verosimile che si intenda il cimitero militare tedesco della località di Havstein, situato appunto nel quartiere di Byåsen, all'interno della città di Trondheim. e di Narvik. Oltre ad essi 4 marinai italiani sono morti in navi affondate in acque norvegesi, sempre durante il secondo conflitto mondiale..

Danimarca La Danimarca ospita i resti di 24 italiani morti in tempo di guerra, 13 dei quali morti di ritorno dalla prigionia nella prima guerra mondiale, e 11 deceduti durante il secondo conflitto mondiale. La maggior parte dei caduti, 19, è sepolta nel cimitero Vestre di Copenaghen, dove sono ospitati tutti i deceduti primo conflitto mondiale e 6 dei morti nel secondo. Sempre nella capitale danese, ma nel cimitero di Bispebjerg, riposa 1 partigiano deportato, morto in un bombardamento a Danzica. Gli altri caduti, tutti nella seconda guerra mondiale, si trovano sparsi nei cimiteri civili locali di Frederikshavn, Tønder e di Kastrup (frazione del comune di Vordingborg)..

Finlandia In Finlandia riposano i resti di un solo caduto italiano in guerra, un aviatore italiano in forza alle Forze aeree finlandesi morto durante la Guerra d'inverno nel 1940. È sepolto tra i caduti finlandesi della Guerra d'Inverno nel cimitero di Hietaniemi..

Regno Unito