Specialista degli aerosiluranti durante la seconda guerra mondiale, prestò servizio inizialmente nella Regia Aeronautica del Regno d'Italia al comando della 281ª Squadriglia del 132º Gruppo Autonomo Aerosiluranti e, successivamente alla firma dell'armistizio di Cassibile, nell'Aeronautica Nazionale Repubblicana dove ricevette l'incarico di comandante del Gruppo Aerosiluranti Buscaglia, venendo decorato con la Medaglia d'oro al valor militare dal governo della Repubblica Sociale Italiana.

Biografia I primi anni Nacque in una famiglia borghese di Carrara il 26 gennaio 1915. Nel 1935 abbandonò gli studi classici (Liceo Classico Emanuele Repetti di Carrara) per seguire la sua passione per il volo e si iscrisse al corso per ufficiali piloti di complemento della Regia Aeronautica che si teneva presso l'aeroporto di Pisa insieme ad un altro grandissimo asso da caccia e dei tuffatori come Giuseppe Cenni. Il 19 agosto 1935 conseguì il brevetto per pilota militare e, dopo essere stato brevemente dislocato alla 4ª Squadriglia a Lonate Pozzolo, nel 1937 fu destinato in Etiopia dove fece le prime esperienze di volo bellico. Nel corso di questa campagna conseguì la sua prima medaglia di bronzo al valor militareSoldati e battaglie della seconda guerra mondiale, Le forze armate della RSI, fascicolo 11 Le forze aeree della RSI: l'Aeronautica repubblicana, Hobby & work, a cura di Andrea Molinari, pag. 43.. Tornato in Italia fu trasferito alla scuola di Aviano in qualità di istruttore dove rimase circa due anniM. Aichner & G. Evangelisti, Il gruppo Buscaglia e gli aerosiluranti italiani, Longanesi & C., Milano, 1972, pag 81..

Il conflitto mondiale

Allo scoppio del conflitto fece richiesta di essere aggregato a una unità operativa ma ciononostante rimase presso il Nucleo addestramento aerosiluranti di Gorizia finché nell'aprile 1941 fu trasferito finalmente in zona di guerra nella base aerea di Gadurrà sull'isola di Rodi presso la 281ª Squadriglia (Quattro Gatti) al comando di Carlo Emanuele Buscaglia. Il giorno del trasferimento Faggioni, insieme a Spezzaferri compirono alcune evoluzioni in cieloM. Aichner & G. Evangelisti, Il gruppo Buscaglia e gli aerosiluranti italiani, Longanesi & C., Milano, 1972, pag 82-83. ma nel corso dell'atterraggio sulla pista, a causa di un'avaria al carrello, l'aereo di Faggioni sbandò andando a cozzare contro tre caccia Fiat C.R.42 danneggiandoli e mandando Buscaglia su tutte le furie.M. Aichner & G. Evangelisti, Il gruppo Buscaglia e gli aerosiluranti italiani, Longanesi & C., Milano, 1972, pag 83.Franco Pagliano, Aviatori italiani, Longanesi & C., Milano, 1969, pag 103. Il 18 aprile, nel corso di una missione, ottenne la sua prima vittoria affondando una petroliera ingleseMirko Molteni, L'aviazione italiana 1940-1945, Odoya edizioni, Bologna, 2012, pag. 102 "…già il 18 aprile affondò un piroscafo inglese carico di rifornimenti". e riuscendo poi a disimpegnarsi da un caccia avversario intervenuto nel combattimento. Per questa azione fu citato nel bollettino radio. Il 9 luglio insieme a Buscaglia danneggiò un cargo presso l'isola di Cipro ma fu ferito dalla contraereaMirko Molteni, L'aviazione italiana 1940-1945, Odoya edizioni, Bologna, 2012, pag. 102.. Il 13 ottobre, in accoppiata con Giulio Cesare Graziani, attaccò le due navi britanniche e danneggiandole. Sui giornali italiani i due aerosiluratori incominciarono ad essere soprannominati i "Gemelli del siluro"Copia di giornale d'epoca in Gianni Bianchi, I ragazzi del gruppo Buscaglia, Edizioni Sarasota, 1998, pag. 34..

Nella primavera 1942 Faggioni fu inviato in licenza e per un certo periodo non più riassegnato a reparti operativi, nel frattempo la 281ª squadriglia (cui apparteneva Faggioni) e la 278ª Squadriglia furono incorporate nel 132º Gruppo aerosiluranti con base a Littoria. Tornato in servizio Faggioni insieme al 132º gruppo aerosiluranti, dalla Base aerea di Gerbini, prese parte alla Battaglia di mezzo giugno del 13-14 giugno 1942. I risultati dell'attacco furono scarsi e si notò come alcuni siluri, dopo essere stati sganciati, invece di "delfinare" sull'acqua fossero rapidamente affondati. Sospettando il sabotaggioM. Aichner & G. Evangelisti, Il gruppo Buscaglia e gli aerosiluranti italiani, Longanesi & C., Milano, 1972, pag 107. Buscaglia e Faggioni iniziarono alcune verifiche sui siluri che non erano stati utilizzati e, con l'autorizzazione del Ministero, le indagini furono estese alla ditta fornitrice, il Silurificio di Baia presso Napoli. Fu individuato e deferito al Tribunale Militare un caporepartoGianni Bianchi, I ragazzi del gruppo Buscaglia, Edizioni Sarasota, 1998, pag. 59. che sabotava gli apparecchi di controllo di galleggiamento dei siluriM. Aichner & G. Evangelisti, Il gruppo Buscaglia e gli aerosiluranti italiani, Longanesi & C., Milano, 1972, pag 108..

Nel novembre 1942, dopo gli sbarchi americani sulle coste del Marocco nell'ambito dall'Operazione Torch, il 132º Gruppo si trovò ad affrontare un nuovo avversario. Così, dopo un trasferimento tattico all'aeroporto di Castelvetrano, a partire dall'8 novembre gli aerosiluranti di Buscaglia presero parte a vari attacchi contro il porto Alleato di Bijaya in Algeria in cui si stava addensando il naviglio nemico. L'11 novembre i velivoli di Buscaglia, Graziani, Faggioni e Angelucci partirono per una nuova missione con l'obiettivo di contrastare lo sbarco americano a Bougie. I quattro aerei da Castelvetrano puntarono sulla Tunisia e proseguendo interni al continente africanoMirko Molteni, L'aviazione italiana 1940-1945, Odoya edizioni, Bologna, 2012, pag. 268. giunsero sulla baia di Bougie inaspettati. Nel corso dell'attacco furono però intercettati da sette Spitfire britannici che attaccarono accanendosi contro l'aereo di Angelucci e provocandone l'esplosione in volo poi attaccarono gli altri aerei della formazione italiana che nel frattempo avevano sganciato i propri siluri contro i piroscafi all'ancora nel porto affondandone dueMirko Molteni, L'aviazione italiana 1940-1945, Odoya edizioni, Bologna, 2012 ,pag. 269.. Attaccati, anche gli altri velivoli italiani furono gravemente danneggiati ma riuscirono a rientrare alla base. Seguì uno scontro tra Faggioni e Buscaglia che fu accusato di aver portato l'attacco in pieno giornoMirko Molteni, L'aviazione italiana 1940-1945, Odoya edizioni, Bologna, 2012, pag. 269: Faggioni rivolto a Buscaglia "Non si può andare in pieno giorno così in profondità, a sfidare una piazzaforte. Se siamo tornati in tre è davvero un miracolo che non ci meritiamo!".. Il giorno seguente, il 12 novembre, Buscaglia volle ritentare l'attacco sopra la baia di Bijaya con una nuova squadra essendo gli aerei di Faggioni e Graziani troppo danneggiati ma questa volta fu abbattuto da caccia Supermarine Spitfire e dato per disperso, in realtà fu recuperato ancora in vita ma gravemente ferito e preso prigioniero. Il capitano Giulio Cesare Graziani, in qualità di ufficiale anziano, assunse così il comando del 132º Gruppo finché non fu avvicendato dal maggiore Gabriele Casini. Faggioni assunse invece il comando della 281ª squadriglia.

A maggio Faggioni e altri due velivoli del 132º gruppo furono spostati a Istres per prendere parte all'attacco contro il porto di Gibilterra denominato "Operazione scoglio". Il piano scattò il 19 giugno 1943. Poco dopo la mezzanotte partirono da Istres nove aerosiluranti ma a causa di contrattempi fu diramato l'ordine di far rientrare tutti gli aerei. Il velivolo di Faggioni e quello di Giuseppe Cimicchi, troppo lontani, non captarono il messaggio e proseguirono il volo. Giunti sulla rada di Gibilterra tentarono di silurare i mercantili ormeggiati ma i siluri, forse sabotatiGianni Bianchi, I ragazzi del gruppo Buscaglia, Edizioni Sarasota, 1998, pag. 81., non colpirono i bersagli e la contraerea britannica non fu allertata. L'aereo di Faggioni ormai privo di benzina dovette atterrare in Spagna. Dopo l'azione di Gibilterra il gruppo lasciò la base di Istres per Littoria. Nel frattempo l'aviazione anglo-americana conquistò il dominio dei cieli e le azioni degli aerosiluranti si resero sempre più difficili e pericolose.

Il 2 settembre Faggioni e Graziani furono mandati in licenza, fino a quel momento aveva preso parte a ventuno missioni di siluramento affondando circa duecentomila tonnellate di naviglio nemico.Faggioni, un cavaliere alato verso le tenebre.

Dopo l'armistizio La notizia dell'armistizio dell'8 settembre 1943 lo colse in licenza a Carrara. Il giorno seguente, rinunciando alla licenzaMirko Molteni, L'aviazione italiana 1940-1945, Odoya edizioni, Bologna, 2012, pag. 434., raggiunse l'aeroporto di Peretola da cui, imbarcatosi su un Savoia-Marchetti S.M.79, raggiunse i propri commilitoni all'Aeroporto Enrico Comani di LittoriaGianni Bianchi, I ragazzi del gruppo Buscaglia, Edizioni Sarasota, 1998, pag. 93.. Da qui il gruppo di Faggioni fu comandato a Siena, poi a Decimomannu, Melis e nuovamente a Siena. Qui ricevette poi l'ordine di lasciare l'aeroporto e di mandare in licenza i propri uomini. Faggioni obbedì solo dopo aver ricevuto ordine scritto. Dopo essere ritornato a casa, qualche giorno più tardi si recò a Firenze per mettersi a disposizione della Scuola di Applicazione dell'Aeronautica Militare in cui l'attività, nonostante l'armistizio era proseguitaGianni Bianchi, I ragazzi del gruppo Buscaglia, Edizioni Sarasota, 1998, pag. 95..

Il Gruppo Aerosiluranti Buscaglia

Nell'ottobre 1943, in seguito al bando Botto, decise di aderire alla R.S.I. proseguendo l'impegno bellico nell'Aeronautica Nazionale Repubblicana in qualità di comandante del 1º Gruppo Aerosiluranti Buscaglia, intitolato all'asso Carlo Emanuele Buscaglia, creduto morto in azione di guerra. Il gruppo Buscaglia, composto inizialmente da otto aerosiluranti cui se ne aggiunsero poi altri dodici velivoliMirko Molteni, L'aviazione italiana 1940-1945, Odoya edizioni, Bologna, 2012, pag. 460., fu ufficialmente costituito il 14 ottobre 1943 nel campo di Gorizia mentre nel frattempo a Lonate Pozzolo fu istituito un campo addestramento. La prima azione bellica fu compiuta da sei velivoliA.N.R. un'aviazione da caccia a cura di Daniele Lembo, Delta Editrice, dicembre 2010, pag. 42. alcuni mesi dopo, il 10 marzo 1944 per contrastare lo sbarco di Anzio. Gli aerosiluranti di Faggioni riuscirono a silurare un piroscafo avversario al largo dell'attuale NettunoGianni Bianchi, I ragazzi del gruppo Buscaglia, Edizioni Sarasota, 1998, pag. 98.. Nella stessa notte fu effettuato un nuovo attacco che portò solo al danneggiamento di un piroscafo, un cacciatorpediniere e alcuni natanti minori. Per questa azione Faggioni fu decorato con la Croce di Ferro di I classe. Il 14 marzo l'attacco fu ripetuto ed ottenne solo il probabile danneggiamento di due navi nemiche. Il Comando alleato, preoccupato per l'incursione degli aerosiluranti, dispose per il 18 marzo il bombardamento a tappeto del campo di GoriziaGiulio Lazzati, Ali nella tragedia, Mursia, 1997, pag. 164. rendendolo inutilizzabile. Faggioni, senza perdersi d'animo, ordinò al suo gruppo di trasferirsi a Lonate PozzoloGiulio Lazzati, Ali nella tragedia, Mursia, 1997, pag. 166..

Il 6 aprile 1944 fu lanciata una nuova azione su Anzio, che prevedeva una sosta intermedia a Perugia, ma all'altezza di Firenze la squadriglia di 13 Savoia-Marchetti S.M.79 fu sorpresa da una squadriglia americana formata da Republic P-47 Thunderbolt, che dopo aver intercettato la comunicazioneGianni Bianchi, I ragazzi del gruppo Buscaglia, Edizioni Sarasota, 1998, pag. 99., era appositamente decollata poche ore prima da Palo in Corsica. Nello scontro che seguì gli aerosiluranti, appesantiti dai siluri, ebbero la peggio perdendo sei velivoli e riportando notevoli danni tutti gli altri. Lo stesso Faggioni fu costretto ad un atterraggio di emergenza ad Arezzo.

L'abbattimento di Faggioni