I Basile sono un'antica famiglia della nobiltà siciliana, investita della Baronia del Grano nel 1473.

La casata fu ascritta alla nobiltà di Messina nel XV secoloGiuseppe Galluppi,Nobiliario di Messina, Messina, 1877, p. 200. Secondo il Galluppi la famiglia Basile godette nobiltà in Messina dal XV al XVII secolo., dividendosi successivamente nei rami di Polizzi Generosa, Santa Lucia del Mela e Sant'Angelo di Brolo, luoghi nei quali per diversi secoli ebbe parte importante nella vita amministrativa, civile ed ecclesiastica localeV. Spreti, Enciclopedia storico nobiliare italiana, 1928-36, vol. 7, pp. 301-302.

Nel XIX secolo la famiglia contribuì al processo di unificazione nazionale e, dopo l'unità d'Italia, espresse diversi senatori, deputati, sindaci, alti magistrati e docenti universitari.

Storia Origini GalluppiGiuseppe Galluppi, Nobiliario di Messina, Messina, 1877, pag. 200, CrollalanzaGiovan Battista di Crollalanza, Dizionario storico-blasonico delle famiglie nobili e notabili italiane estinte e fiorenti, ed. A.Forni, Bologna 1886-1890, vol. 1, pag. 101 ed altri autori successiviAntonino Mango, Nobiliario di Sicilia, Palermo, 1912, vol. 1, pag. 110V. Spreti, Enciclopedia storico nobiliare italiana, 1928-36, vol. 7, pagg. 301-302, sulla scorta di quanto scritto da Andrea MinutoloAndrea Minutolo, Memorie del Gran Priorato di Messina, 1699, pag. 74, affermano che la nobile famiglia siciliana Basile, anticamente detta Basili o de Basilio, derivò dall'isola greca di Rodi nel tempo che vi regnava il sovrano militare ordine di Malta (1309-1522).

In realtà se ne hanno notizie documentarie in Sicilia in epoca antecedenteGiuseppe Di Fiore, Diario Sagro di Polizzi, 1718, manoscritto, Biblioteca comunale di Palermo, Qq C 84. Le prime attestazioni del casato risalgono già all’età normanna: nel 1157 un Pietro è annoverato tra i milites (possessori di feudo privo di abitato) nell’entourage di Adelicia, nipote di Ruggero d'Altavilla e contessa di Collesanohttps://www.iris.unict.it/retrieve/575743d7-d00c-4490-a944-a7700735dad7/Tesi%20di%20dottorato%20-%20MURSIA%20ANTONIO%2020191123105350.pdf, pagg. 102-103. In età sveva figura un notaio Giovanni, proprietario terriero a Palermo nel 1229Vincenzo Mortillaro Opere, Palermo 1843, vol. 1 pagg. 403-404. Un altro Pietro compare tra i baroni siciliani ai quali un dispaccio reale del 1307 ordinava di portarsi con uomini a cavallo a guerreggiareCarlo BorgheseDelle famiglie siciliane nobili e illustri vissute in Polizzi tra il XII e il XIX secolo, Palermo, 1998, pag. 24; mentre un Giovanni ricoprì la carica di giudice di Cefalù nel 1307 e nel 1309A. S. di PA, Tabulario della Mensa vescovile di Cefalù, TMC 078 e TMC 085 Archivio Stico Multimediale del Mediterraneo - ASMM .

Il capostipite accertato della casata è il magnifico Pietro Basile, regio milite, signore della piana di Capo d'Orlando e di numerosi altri feudi situati nei territori di Caronia e di Naso, nominato barone del Grano nel 1473Annuario della nobiltà italiana, XXX edizione, 2006, vol. 3, s.n.. Questi, per breve tempo, fu anche barone di Castania (l'odierna Castell'Umberto), avendo acquistato nel 1480 la terra di Castania con il suo castello da Benedetto Paternò, il quale si riservò il diritto di riscatto, poi esercitato dall'erede Nicolò Tornabene l'anno successivoF. San Martino De Spucches, La storia dei feudi e dei titoli nobiliari di Sicilia, 1924-41, vol. 2, pag. 340.

Ramo di Polizzi Generosa Gli appartenenti a questo ramo aggiunsero il cognome Cardona, in quanto discendenti dal matrimonio di Giovan Francesco Basile, barone del Grano (invest. 1484)Giovan Francesco Basile si investì barone del Grano nel 1484 in qualità di figlio ed erede del padre Pietro, sopra menzionato (cft. Giovanni Luca Barberi, I capibreve, Palermo, 1888, vol. 3, pagg. 570-571) e viceammiraglio di Messina, con Donna Giovanna Cardona, figlia di Pietro Conte di Collesano, Gran Connestabile e Gran Ammiraglio del RegnoGiovanni Battista Caruso, Notizie varie appartenenti alla città di Polizzi, manoscritto, 1720, Biblioteca comunale di Palermo, Qq. F. 45-46.

I Basile Cardona si imparentarono tramite tre differenti matrimoni anche con la nobilissima famiglia Di NapoliFiladelfo Mugnos, Teatro genealogico delle famiglie nobili, titolate, feudatarie ed antiche del fedelissimo regno di Sicilia viventi ed estinte , Palermo, 1647-1670, vol. 2, pagg. 236 e 241.. Tra essi si distinsero: Don Giovanni Basile e Cardona, barone del Grano (invest. 1539) e capitano di cavalli, giurato e ambasciatore di Polizzi nel 1555, ricordato tra i poeti siciliani che fiorirono nel XVI secoloGiovanni Ventimiglia, De' poeti siciliani, Napoli 1663, vol. 1, pag. 13. Giovanni Basile e Cardona è autore della lirica Dèstati ormai, ché far ti vo palese, pubblicata a Palermo nel volume Rime in morte della Signora Laura Serra e Frias del 1572, il quale nel 1540 sposò Diana Notarbartolo, figlia di Giovanni barone di Villanova; Donna Beatrice Basile e Cardona, per moltissimi anni badessa del Monastero di Santa Margherita a Polizzi e poi di quello di Santa Caterina a Cefalù nel sec. XVI; Donna Felicia Basile e Cardona, anche lei più volte badessa del Monastero di S. Caterina a Cefalù nel sec. XVI, morta in odore di santitàFrancesco Alessandro Di Bianca, Notizie storiche sull'antichità e pregi della piacentissima città di Cefalù,, 1798, manoscritto; Padre Francesco Basile (1548-1620) della Compagnia di Gesù, padre superiore (1611-14)Maria Clara Ruggieri Tricoli, Costruire Gerusalemme: il complesso gesuitico della Casa Professa di Palermo dalla storia al museo, pag. 72Antonino Mongitore - Francesco Lo Piccolo, Storia delle Chiese di Palermo: i conventi, 2009, vol. 2, pag. 150 e prefetto di studi a Palermo, rimasto famoso per la sua dottrina e oratoria.

Questo ramo si estinse nella prima metà del XVII secolo e la baronia del Grano passò alla famiglia Notarbartolo.

Ramo di Santa Lucia del Mela Presenti nella città demaniale di S. Lucia del Mela dalla seconda metà del '500 ed ivi ascritti alla mastra nobileFrancesco Spadaro di Passanitello, Le mastre nobili, Roma, 1938, i Basile ricoprirono le più importanti cariche cittadine con un gran numero di giurati, sindaci, giudici, regi segreti e capitani di giustizia, imparentandosi con antiche famiglie locali di origine messinese, tra cui quelle dei Crisafi, Pagano, Marullo, de Gregorio, Galluppi, Scoppa, Compagna, ecc.V. Spreti, Enciclopedia storico nobiliare italiana, 1928-36, pagg. 301-302.

Molti furono anche gli uomini di Chiesa, a partire da Don Pietro Basile (1566-1647), Canonico decano della Cattedrale di Santa Lucia e cappellano del Beato Antonio Franco, del quale tramandò ai posteri virtù e miracoliMannamo Melchiore Vita e virtù del venerabile servo di Dio Monsignor D. Antonio Franco, Messina, 1714, pag. 15, per finire con il dottore in teologia Mons. Antonio-Franco Basile (1800-1881), Canonico Arcidiacono e Vicario Generale di Santa Lucia ed ultimo Abate del Monastero dei SS. Filippo e GiacomoParisi Giovanni-Maggio Paolo, San Filippo del Mela e l'antico Artemisio, Messina, 1978, pagg. 81 e 97.

Appartennero a questo ramo il patriota Michele Basile (1832-1907), scrittore e docente universitario, il quale in gioventù prese parte ai moti risorgimentali del 1848 e del 1860Dizionario del Risorgimento nazionale, Milano, 1930P. Preitano, Biografie cittadine, Messina, 1882, pagg. 73-81 e il medico Carlo Basile (1886-1937), professore all'Università di Roma, autore di diverse pubblicazioni tra cui un manuale di diagnostica delle malattie parassitarieIl Policlinico, 1937, vol. 44, pag. 1976.

Nella seconda metà dell'800 i Basile da S. Lucia si trasferirono nella vicina San Filippo del MelaParisi Giovanni-Maggio Paolo, San Filippo del Mela e l'antico Artemisio, Messina, 1978, pag. 87, dove dal 1881 al 1943 amministrarono quasi ininterrottamente quel comune con cinque sindaciParisi Giovanni-Maggio Paolo, San Filippo del Mela e l'antico Artemisio, Messina, 1978, pag. 128, tra i quali si distinse maggiormente l'avv. Giuseppe Basile Arigò (1886-1977), poi eletto tre volte deputato al parlamento nazionale tra le file monarchiche nel 1948, 1953 e 1963Parisi Giovanni-Maggio Paolo, San Filippo del Mela e l'antico Artemisio, Messina, 1978, pagg. 108, 109, 110, 200 e 201..

Ramo di Sant'Angelo di Brolo Giunti nel centro nebroideo alla fine del '600, i Basile furono più volte giurati e diversi ricoprirono la carica di AbateLibro d'oro della nobiltà italiana, 1926-32, vol. VII, pagg. 108-109. Contrassero alleanza, tra le altre, con le famiglie baronali dei Caldarera, dei Taviano e dei Saporito.

Questo ramo della famiglia acquistò grande importanza nel corso dell'800, grazie all'apporto che diedero, sia nel Risorgimento sia durante il Regno d'Italia, Luigi, Emanuele ed Achille Basile, i quali, per i loro meriti, furono nominati tutti e tre Senatori del RegnoNicola Fazio, Terra di S. Angelo, 1997, pag. 61: Luigi (1820-1889), giovane avvocato e cospiratore antiborbonico a Napoli, eletto deputato al Parlamento siciliano del 1848-49, poi costretto all'esilio per oltre dieci anni, rientrato in patria fu eletto due volte deputato del Regno d'Italia (nel 1862 e nel 1865) e percorse i più alti gradi della magistratura, fino a ricoprire la carica di Consigliere di Stato; Senatore dal 1884. il fratello Emanuele (1837-1912) prese parte a tutte le battaglie per l'unità d'Italia, entrò anche lui nella magistratura ed a fine carriera arrivò ad essere nominato Primo Presidente della Corte di Cassazione; fu decorato Cavaliere di Gran Croce e Gran Cordone dell'Ordine della Corona d'Italia; Senatore dal 1910; il cugino Achille (1831-1893), in gioventù pure lui cospiratore e garibaldino, fu Prefetto nelle maggiori città d'Italia (tra cui Milano per oltre dieci anni), venendo nominato Cavaliere di Gran Croce e Gran Cordone di diversi Ordini nazionali ed esteri; Senatore dal 1890Dizionario dei siciliani illustri, Palermo, 1939, pagg. 59-63Michele Rosi, Dizionario del Risorgimento nazionale, Milano, 1930-37Nicola Fazio, Terra di S. Angelo, Messina, 1997, pag. 61, 62 e 64. Carlo Emanuele Basile (1885-1972), scrittore e deputato per tre legislature nel ventennio fascista, figlio del senatore Achille, nel 1925 ottenne da re Vittorio Emanuele III il riconoscimento di nobiltà della famiglia e nel 1926 la concessione del titolo di Barone, con iscrizione nel Libro d'oro della nobiltà italianaVittorio Spreti, Enciclopedia storico nobiliare italiana, 1928-36, vol. 7, pagg. 301-302Annuario della nobiltà italiana, XXX edizione, 2006, vol. 1, s.n..

Arma D'azzurro, al braccio destro, armato d'argento, impugnante in sbarra una lancia, combattente il dragone posto al terzo cantone, accompagnati, al primo cantone, da una cometa ed al quarto dalla croce di Malta, il tutto dello stesso (ramo di Messina e Santa Lucia del Mela) D'argento, a tre fasce azzurre (ramo di Palermo)

Personalità Luigi Basile (Sant'Angelo di Brolo, 1820 – Roma, 1889), patriota, magistrato, deputato e senatore. Achille Basile (Sant'Angelo di Brolo, 1831 – Venezia, 1893), patriota, prefetto, senatore. Michele Basile (Santa Lucia del Mela, 1832 – Messina, 1907), patriota, docente, scrittore. Emanuele Basile Basile (Sant'Angelo di Brolo, 1837 – Roma, 1912), patriota, magistrato, senatore. Carlo Emanuele Basile (Milano, 1885 – Stresa, 1972), scrittore, politico. Giuseppe Basile Arigò (San Filippo del Mela, 1886 – Roma, 1977), politico.

Note

Bibliografia Giovanni Luca Barberi, I capibreve, Palermo, 1888. Carlo Borghese, Delle famiglie siciliane nobili e illustri vissute in Polizzi tra il XII e il XIX secolo, Palermo, 1998. Giovan Battista di Crollalanza, Dizionario storico-blasonico delle famiglie nobili e notabili italiane estinte e fiorenti, ed. A.Forni, Bologna 1886-1890. Nicola Fazio, Terra di S. Angelo, Messina, 1997. Giuseppe Galluppi, Nobiliario della Città di Messina, Napoli, 1877.