Per Choq o Khok (ebr.: חָקֿ, sing. - "Decreto/Statuto"), e Chuqqim o Khukkim (ebr.: חֻקִּים, plur. - "Decreti/Statuti")Come per tutte le translitterazioni dall'alfabeto ebraico, anche questi due termini (singolare e plurale) possono essere trascritti in diversi modi: chok, choq, ḥok e chukim, ḥukhim, ḥukkim, - la ḥ è molto aspirata, uvulare. al plurale, in ebraico si intendono gli statuti normativi della Tōrāh della religione ebraica, e formano parte di quella legge biblica per la quale non esiste logica apparente e quindi considerata di assoluta origine divina: fanno parte delle mitzvot che trascendono motivazioni razionali, a differenza dei mishpatim (ebr. מִּשְׁפָּטִים - "leggi/giudizi"), che regolano il comportamento sociale e il cui beneficio per la società è evidente. Il khok quintessenziale è la mitzvah della giovenca rossa (parah adumah), un'offerta fatta all'epoca del Tempio di Gerusalemme come parte di un procedimento di purificazione rituale (discusso in )La giovenca rossa o vacca rossa (ebraico: פרה אדומה - parah adumah) era un sacrificio citato nella Bibbia ebraica, le cui ceneri erano usate per un rituale di purificazione di antichi israeliti che erano venuti in contatto con un cadavere. L'esistenza di una giovenca rossa che sia conforme a tutte le rigide regole e requisiti imposti dalla Halakhah, è un'anomalia biologica: l'animale deve essere interamente di un solo colore ed i rabbini eseguivano una serie di test per assicurarsi, tra l'altro, che il pelo della vacca fosse completamente liscio (per accertarsi con non fosse stata sottoposta al giogo, il che l'avrebbe squalificata). Mosè, il maggiore dei profeti, conobbe il mistero del significato della giovenca rossa. Secondo una tradizione ebraica, solo nove giovenche furono macellate dal periodo che inizia da Mosè e finisce alla distruzione del Secondo Tempio. L'assoluta rarità dell'animale, insieme al rispettivo rituale, attribuisce alla giovenca rossa un'importanza particolare nella tradizione ebraica: è infatti citata come esempio basilare di un khok, o come già definito supra, una legge biblica per la quale non esiste logica apparente e quindi è considerata di assoluta origine divina. Poiché lo stato di purezza rituale ottenuto attraverso la cenere di una giovenca rossa è un prerequisito necessario per la partecipazione al servizio del Tempio, in tempi moderni sono stati compiuti sforzi da parte di ebrei, che desiderano una purezza rituale biblica e in previsione della costruzione del futuro Terzo Tempio, per individuare una giovenca rossa e ricreare il citato rituale.
Significato non conosciuto I significati di questi statuti supra-razionali non possono essere approfonditi né compresi nella loro completezza ed essenza, differentemente dalle altre regole per le quali vi sono numerose spiegazioni anche secondo livelli esegetici diversi. Essi vengono accettati dal popolo ebraico per fede assoluta in Dio e nella rivelazione della Tōrāh di Mosè.
Una società che ha i mishpatim ma non ha khukkim, può sviluppare metodi meravigliosi per migliorare la "qualità della vita", mentre lascia i suoi cittadini completamente all'oscuro in merito allo scopo della vita stessa. Si tratta di una situazione paradossale che Einstein ha giustamente descritto come una "perfezione di mezzi" accoppiata con una "confusione di fini."
Khukkim e Mishpatim: gradi e livelli?
I comandamenti ("Mitzvot") della Tōrāh sono tradizionalmente divisi in due categorie, "Khukkim" e "Mishpatim". Quelle mitzvot che regolano il comportamento sociale e il cui beneficio per la società è evidente sono definiti "Mishpatim": ne sono esempi le leggi contro il furto e l'omicidio. Al contrario, "Khukkim" sono mitzvot il cui scopo non è così facile da esplicare, si vedano per esempio le leggi sulla proibizione di indossare lana insieme al lino, o mangiare alimenti non-casher.Chukas su Likkutei Sichot - Volume IX: "Bamidbar" .
In superficie, è difficile comprendere perché questo metodo di classificazione sia giustificato. Si potrebbe pensare che non abbia senso categorizzare i comandamenti semplicemente sul fatto che si possa essere in grado di fornire o meno una spiegazione logica per la loro esistenza. Possibile che non ci sia un criterio più significativo da utilizzare per raggruppare le mitzvot?
Il Rambam (Maimonide), alla fine della sua opera Hilchot Meilah, presenta una lunga discussione sulla distinzione tra khukkim e mishpatim, tra cui:
Il concetto che il Rambam identifica qui è di importanza fondamentale per una corretta comprensione della Torah in generale. Gli esseri umani hanno un senso intuitivo del bene e del male, e del giusto e dell'errato, quando si tratta di questioni di importanza materiale. Non vi è dubbio nelle nostre menti che questi problemi sono molto reali e molto seri. Per questo motivo, tutte le società hanno leggi che regolano il commercio, vietano l'omicidio e il furto, e in generale proteggono il benessere fisico dei loro membri. Queste leggi - i mishpatim - hanno uno scopo che è manifestamente evidente alle nazioni del mondo, proprio perché i valori che promuovono i mishpatim - cioè, i valori materiali - sono riconosciuti come significativi da tutte le persone, in tutto il mondo.
Questo è ciò che rende i khukkim così misteriosi. Qualsiasi ricerca di una spiegazione banale dei khukkim sarebbe necessariamente vana. Questo perché i khukkim non hanno lo scopo di promuovere il benessere materiale degli ebrei e non può essere compresa in tale contesto. Al contrario, i khukkim servono esclusivamente a facilitare la crescita intellettuale e morale. Per l'ebreo osservante, sia che si tratti di limitare una gratificazione istintuale o di dirigere la mente alla percezione della mano di Dio nella Natura, i khukkim servono per avvicinarsi alla meta filosofica per la quale la persona è stata divinamente scelta. Nella prospettiva ebraica ortodossa, i khukkim sono la linfa vitale di un'esistenza significativa, reale, spiritualmente in sintonia. Tuttavia sono radicati in ideali e principi che sembrano ultraterreni e persino controintuitivi a un estraneo. Proprio perché il beneficio dei khukkim non può essere spiegato in termini che abbiano senso per una persona materialista, essi sono "disprezzati e derisi dalle nazioni del mondo".Rabbi Joshua Maroof, Vesom Sechel, 14/02/2007.
Valore dei Khukkim Un pragmatista puro che pensa solo in termini di piacere fisico, guadagno materiale e produttività economica, respinge i khukkim come per lo meno inutili e anche senza senso. Nel quadro del suo sistema di valori, il laico semplicemente non riesce a vedere il merito dei rituali e delle restrizioni che non producono alcun beneficio concreto di sorta. Per questo motivo, afferma il Rambam, Re David non provò mai a difendere i khukkim agli occhi del mondo: si rese conto che l'incapacità dei suoi contemporanei di percepire la bellezza dei khukkim era il risultato della povertà intrinseca della loro visione esistenziale.Rambam, hilchos Tefillah 9.7; cfr. Sefer HaCarmel ‘chok u'mishpat'; Drashos HaRan, drush 9; Kli Yakar Bamidbar 19.2 Il loro completo impegno nelle priorità materialistiche privava i khukkim di qualsiasi valore; si rifiutavano quindi di attribuire qualsiasi sostanza alle questioni dello spirito.
Qui sta il collegamento tra khukkim e i sacrifici in generale. Secondo l'Ebraismo, il concetto di consacrazione è, per sua stessa definizione, una contraddizione alla sensibilità materialistica - è un fenomeno astratto, metafisico, che esercita comunque una grande influenza sul comportamento umano. La semplice designazione di un animale come sacrificio rimuove improvvisamente una fonte perfettamente utile di alimenti o di lavoro dal dominio del controllo umano, relegandola all'uso del Tempio. Similmente, la stessa istituzione delle leggi sacrificali richiede all'ebreo di riconoscere l'esistenza reale di un regno di valori e principi che trascende i suoi interessi personali e gli impone anche di frenarli - "una volta che hanno il nome del Padrone del Mondo imposto su di loro ... chiunque li tratti come mondani commette sacrilegio ..."Rambam, Moreh Nevuchim chelek gimmel perek 26, et al.
Secondo l'interpretazione del Rambam, e la corrente visione ebraica, salvaguardare il benessere fisico della società è lo scopo più basilare di ogni ordinamento legale, anzi, per la maggior parte dei sistemi giuridici, è l'unico obiettivo. La Tōrāh condivide questo obiettivo e di conseguenza promulga i mishpatim. Tuttavia, con l'introduzione dei khukkim, la Torah dimostra la sua unicità come guida della vita umana.Da'as Torah (sez. bi'urim) parshas Chukas; Rambam, Moreh Nevuchim, chelek gimmel perek 26, e hilchos Me'ilah 8.8. I khukkim non migliorano la nostra padronanza o il nostro godimento del mondo fisico di per sé, al contrario, sono di ostacolo alla continua ricerca di gratificazioni e ricchezze materiali: la loro funzione è in tutta contraddizione con l'inclinazione naturale umana di misurare la bontà e la sostanza in termini fisici. I khukkim richiedono di ritirare le energie via dal concreto e convogliarle invece nell'intellettuale, nel metafisico e nel trascendente.
Logica delle Mitzvot
Sia i khukkim che i mishpatim sono anche usati dalla Tora come sinonimi di "mitzvah" e riferimento a tutti i comandamenti della Torah. Un relativo esempio è la sezione della Torah sui Mishpatim (), che iniziano con le parole di Dio a Mosè: "Questi sono i mishpatim che tu esporrai loro." Le 53 mitzvot che seguono sono infatti principalmente leggi logiche, ma includono anche una serie di "testimonianze" (eidot)Le eidot ("testimonianze") occupano una categoria mediana tra i decreti e le leggi. Una testimonianza è una mitzvah che commemora o rappresenta qualcosa – per es., i comandamenti di indossare i tefillin, riposare lo Shabbat, o consumare matzah durante la Pesach. Sono leggi che gli ebrei non avrebbero mai creato per conto loro, certamente non nella maniera esatta in cui la Torah li comanda; ciò nonostante, sono atti "razionali". Una volta che il loro significato viene spiegato dai maestri ebrei, gli osservanti sono in grado di apprezzare la loro importanza ed utilità. e almeno un "decreto" suprarazionale khok - l'ultima mitzvah della serie, che è il divieto di mescolare carne con latte ().
Secondo la prospettiva ebraica, Dio ha creato la mente umana e la logica con cui opera - sarebbe quindi ridicolo supporre che Dio desideri qualcosa perché è logico. Piuttosto, l'incontrario: qualcosa è logico perché Dio lo desidera. Questo è il ragionamento alla base interpretativa delle mitzvot.
In altre parole, il motivo per cui il comandamento "Non uccidere" è logico per gli ebrei è che Dio desidera un mondo in cui la vita è sacra, e plasma la mente umana secondo la Sua visione della realtà. In sostanza, tuttavia, "Non uccidere" non è più logico della mitzvah di Parah adumah (il comandamento di cospargere le ceneri della giovenca rossa su qualcuno che è stato ritualmente contaminato dal contatto con un cadavere - spesso citato come khok primario). L'ebreo quindi vede la razionalità del comandamento "Non uccidere" come una "veste" esteriore dietro la quale si trova la natura essenziale della mitzvah come la volontà suprarazionale di Dio.
Secondo le parole della TanyaImportante opera chassidica, scritta nel 1797 da Rabbi Shneur Zalman di Liadi, fondatore del movimento Chabad.: "Le logiche delle mitzvot non sono state rivelate, perché sono superiori e al di là della ragione e comprensione. Anche in quei casi in cui è stato rivelata e spiegata una certa ragione che apparentemente è per noi comprensibile, ciò non è ... la ragione ultima, perché al suo interno è contenuta una saggezza implicita, sublime, che va oltre la ragione e la comprensione."