Castel Frentano (Castellenòve in abruzzese, Castannove in dialetto locale) è un comune italiano di abitanti della provincia di Chieti in Abruzzo. Fino al 1862 era chiamato Castel Nuovo, e la dicitura del nome cambiò per la confusione con altri comuni italiani di nome "Castelnuovo", optando per l'aggettivo in memoria dell'antico popolo italico dei Frentani.Per un breve periodo, probabilmente per un errore di trascrizione, la denominazione riportata nella Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia del 23 febbraio 1863 fu Castel Trentano, poi corretta dalla Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia del 26 gennaio 1864

Storia

Età antica Da scavi archeologici condotti dalla Soprintendenza per i beni archeologici dell'Abruzzo, la zona adiacente Castel Frentano risulta abitata già dal Neolitico, come dimostrano i resti di capanne di questo periodo. Una necropoli risalente al IV secolo a.C. ed un mosaico del I-II secolo d.C. dimostrano una continuità abitativa dei territori del comune in piccoli abitati.

Medioevo

Con l'inizio del Medioevo si hanno le prime citazioni scritte di abitati nel territorio La Faricciola, di origine longobarda, viene citata in documenti notarili fino al Cinquecento. Forse è da localizzare con la collina delle Morge (da non confondere con Le Morge, stabilimento balneare nei pressi) vicino alla stazione ferroviaria; Casale Lentesco, da rintracciare in corrispondenza dell'attuale contrada Lentesco, è menzionato in un diploma del 1195 di Enrico VI; nel 1105 come castello era stato già donato da tal Riccardo di Lanzolino all'Abbazia benedettina di Farfa. Casale San Tommaso, oggi conosciuto come colle san Tommaso, è ugualmente citato nello stesso documento; Castrum Octaviani, successivamente chiamato Guasto o Vasto inferiore, è citato in un documento del 1087 riguardante una transazione tra Raginulfo vescovo di Chieti e Giovanni, abate dell'abbazia di San Giovanni in Venere.

Il nucleo principale subì la stessa sorte di molti paesi montani italiani, che subirono il fenomeno dell'incastellamento, con gli abitanti delle campagne che si spostarono progressivamente nel nucleo fortificato. Il castello potrebbe essere stato costruito tra l'epoca carolingia e l'XI secolo. Giovan Battista Pollidori afferma che il centro venne costruito dai conti di Teate, invece il De antiquitatibus Frentanorum attesta di aver scorto in una nota di un antifonario che il baluardo fu eretto da Trasmondo I, duca di Spoleto, marchese di Camerino e duca di Teate del quale si hanno notizie tra il 959 ed il 987.

Tra il XIV ed il XV secolo il paese fu chiamato Castrum Novum.

Età moderna Nel 1633 entrò in possesso della famiglia Bonanni per passare l'anno seguente ai Brancaccio.<ref>Nel novembre 1633 Castelnuovo è ceduta, per ordine di Carlo Tappia, allo scopo di liberare dai debiti il caput lancianese, a Giovanni Bonanni, dottor di leggi aquilano, in realtà un prestanome del fratello Andrea, barone d'Ocre, una famiglia che nell'ultimo ventennio si era posta improvvisamente in luce con l'attività affaristica inserita nel più rigoroso lealismo spagnolo. È infatti Andrea che nel maggio 1634 ratifica la “girata” che fin dal dicembre precedente Giovanni ha compiuto in favore di Adriano Brancaccio (Michele Scioli, Documenti per la storia di Castel Frentano I (1511-1634), II (1635-1679)''', Castel Frentano, 2007, pp. 271 e 281).</ref>

Il feudo era di proprietà della città di Lanciano, che lo vendette contro le disposizioni aragonesi per questioni economiche. Nel XVII-XVIII sec, a Castel Nuovo si sviluppano dei casati locali che acquisteranno il titolo nobiliare, i Crognale Marchesi di Castelnuovo, i Vergilj, i Lauro, i Caporali. Nel 1656 il paese è flagellato dalla peste, i frati Cappuccini di Lanciano si daranno molto da fare per fornire assistenza agli ammalati.

Dall'Unità d'Italia ai giorni nostri Il paese, contrario all'invasione sabauda, manifestò il proprio dissenso a favore del Regno Di Napoli e delle Due Sicilie ammainando in una sera del 1861 il tricolore sul campanile parrocchiale ed issando l'antica bandiera borbonica. Il paese sino ad allora era noto col toponimo "Castel Nuovo", che fu cambiato nel 1864 in Castel Frentano per evitare casi di omonimia con altri comuni del Nuovo Regno.

Il 31 luglio 1881 una frana distrusse parte del centro storico del paese nell'area orientale. Nel secolo seguente furono necessari interventi di rafforzamento della zona franosa.

Durante la prima guerra mondiale persero la vita 116 abitanti del comune, la successiva crisi economica favorì l'emigrazione.

Nei primi anni della seconda guerra mondiale, tra il 1940 e 1943, Castel Frentano fu uno dei comuni dell'Abruzzo ad essere designato dalle autorità fasciste come luogo di internamento civile per profughi ebrei stranieri presenti in Italia. Gli internati furono 19, uno dei gruppi più numerosi nella provincia di Chieti.Ebrei stranieri internati in Abruzzo. Dopo l'8 settembre 1943 e l'arrivo delle truppe tedesche, 14 di loro furono arrestati ai primi di novembre, condotti al campo di internamento di Bagno a Ripoli e da lì deportati e uccisi ad Auschwitz.Quei 14 ebrei diventati martiri di Castel Frentano. Solo 5 di loro riuscirono a evitare la cattura. Dopo aspri combattimenti che interessarono le zone circostanti, il paese fu liberato dall'esercito neozelandese (2nd New Zealand Division) il 2 dicembre 1943.

Negli anni a seguire il paese si è sviluppato a valle, lungo la via Nazionale e nell'area pianeggiante, con piccole attività industriali e artigianali.

Simboli Stemma Lo stemma è stato riconosciuto con DPCM del 11 novembre 1950. Gonfalone Il gonfalone è stato concesso con DPR del 1º dicembre 1952.

Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture religiose Chiesa Madre di Santo Stefano

La chiesa di Santo Stefano è la chiesa madre del paese. Il primo tempio fu costruito tra la fine del XIII secolo e gli inizi del XIV secolo. In seguito alla crescita demografica di Castel Frentano e allo stato di degrado in cui vigeva la chiesa, si rese necessaria la costruzione di un nuovo luogo di culto. Nella seconda metà del Settecento la chiesa fu ricostruita in stile neoclassico, a navata unica con sei cappelle laterali, decorata all'interno da sobri stucchi di Vincenzo Ciampoli, noto decoratore originario di San Vito Chietino. All'interno è custodito un organo Barocco opera del Veneziano Gennari e le pale d'altare opera di Eliseo De Luca e Giuliano Crognale.

Chiesa del Santissimo Rosario

L’antica chiesa del Santissimo Rosario, sede dell’omonima arciconfraternita, fondata nel 1581, fu riedificata nella seconda metà del Settecento con l’attigua chiesa parrocchiale di Santo Stefano protomartire per opera di maestranze ticinesi. Si affaccia su piazza Caporali. Fu decorata nel 1824 da Giuliano Crognale, pittore "per diletto" e autore di diverse altre opere in chiese del territorio frentano. L’intervento di restauro, degli oltre ottanta metri quadrati di affreschi è costato cinquantamila euro, ed è stato finanziato dal fondo benefico Anthony Campitelli, ed è stato inaugurato il giorno 24 febbraio 2017.

Santuario di Santa Maria della Selva o santuario della Madonna dell'Assunta La chiesa di Santa Maria della Selva è anche conosciuta anche come chiesa della Madonna dell'Assunta, si trova nella periferia di Castel Frentano, verso il cimitero. La prima costruzione risale al XV secolo, ma oggi se ne ha traccia solo nelle fondamenta in laterizio, nel portale laterale in pietra, e in una statua lignea della Vergine Maria. Agli inizi del XVIII secolo, la chiesa fu completamente ricostruita in stile barocco. Nel 1822, al santuario fu concessa l'Indulgenza plenaria da Papa Pio VII la quale è possibile lucrare passando sotto il portone principale del santuario, dopo aver ricevuto i sacramenti della confessione e della Comunione, dai primi vespri del giorno 14 agosto fino a tutta la giornata del 15 agosto, giorno dell'Assunzione di Maria al cielo. I principali pittori intervenuti per la decorazione del tempio sono Giuliano Crognale (pittore castellino), Donato Teodoro (pittore teatino), Francesco Solimena (pittore campano) ed Eliseo De Luca.

Chiesa di San Rocco

La neoromanica chiesa di San Rocco si trova nell'omonima contrada castellina (viale Sallustio), a pochi chilometri dal centro. Fu costruita nella seconda metà del XVII secolo e ristrutturata nel XX secolo. Dietro la chiesa si trova una bellissima fontana, costruita nel 1977. La facciata è caratterizzata da uno splendido portale, affiancato da due finestre e sovrastato da un rosone. L'interno presenta un soffitto decorato a cassettoni.

Altre chiese

Chiesa del Monte dei morti e Purgatorio; seconda chiesa annessa alla chiesa parrocchiale di Santo Stefano, con facciata rivolta su via Garibaldi, e accesso da via Torrione. La chiesa risale al XVI secolo e fu usata come cimitero della Confraternita. A metà '800 fu ampliata con una nuova navata e un campanile. L'interno ha affreschi di Vincenzo Ronzi da Penme, di pregio la staeua della Madonna del Purgatorio e il corredo funebre per la processione del Venerdì santo. Chiesa della Santissima Trinità; cappella privata del palazzo Vergilj, affacciata su piazza Raffaele Caporali, del XVIII secolo. Ha navata unica con un quadro centrale della Trinità, altre tele, altare in scagliola e il busto di San Nicola. Conserva il corpo di don Iginio Vergilij vicario del vescovo di Lanciano. Chiesa della Immacolata Concezione; lungo il corso Roma, all'incrocio con via contrada San Vincenzo, è del XVIII secolo originariamente col titolo di san Giorgio; fu rifatta totalmente a tre navate nel XIX sec.dai proprietari Lanza-Silverj che me hanno il diritto di patronato. La chiesa ha la facciata in stile neoclassico, con la lunetta del portale in maiolica lancianese moderna che illustra l'Annunciazione a Maria. L'interno molto semplice ha di interesse la statua della Madonna nella nicchia centrale.

Chiesa della B.V.M. del Buonconsiglio; facente parte di un convento dei frati Osservanti fondato nel 1853, andato distrutto nel 1943, di cui restano ruderi, si trova lungo viale Sallustio. La facciata originaria, alla tipica maniera dei conventi dei Cappuccini, era neoclassica, a causa dei bombardamenti della seconda guerra mondiale è stata ricostruita. Chiesa della B.V.M. delle Grazie in stile eclettico; situata in questa strada omonima in località Trastulli, detta anche Madonna dei Miracoli. Della chiesa antica a data distrutta per incuria, resta la statua presso la cappella di villa Cavacini. Chiesa di Maria Santissima Addolorata, situata all'interno del palazzo Cavacini in Via Assunta.

Cappella della scuola materna "A.R.Caporali" dedicata a Nostra Signora della Misericordia di Savona. Risale al 1920, ospita un quadro dell'Orazione di Cristo nell'orto, e un trittico di Francesco De Nicola che illustra la Madonna della Misericordia. Chiesa di San Vincenzo; situata nella contrada omonima.

Palazzi e mura difensive con bastione

Palazzo Vergilij