Biografia Nel 471 a.C., consoli Appio Claudio Sabino Inregillense e Tito Quinzio Capitolino Barbato, come tribuno della plebe, replicò al discorso pronunciato da Appio Claudio, contro l'adozione della Lex Publilia Voleronis, proposta dal tribuno Publilio VoleroneDionigi di Alicarnasso, Antichità romane, Libro IX, 43.
Dionigi di Alicarnasso lo descriveDionigi di Alicarnasso, Antichità romane, Libro IX, 46 come il più venerabile ed esperto dei tribuni di quell'anno, buon commerciante e valente soldato.
Avendo Tito Quinzio Capitolino Barbato ottenuto il permesso della Plebe a che lui e Appio Claudio, potessero parlare nei Concilia Plebis Tributa, da cui i Patrizi erano esclusi,Dionigi di Alicarnasso, Antichità romane, Libro IX, 44, Letorio parlò dopo che Appio ebbe pronunciata la propria arringa fortemente provocatoria nei confronti dei Plebei.Dionigi di Alicarnasso, Antichità romane, Libro IX, 44-45
Letorio pronunciò un durissimo discorso per confutare le argomentazioni di Appio, rivendicando il ruolo e i diritti acquisti dai Plebei,Dionigi di Alicarnasso, Antichità romane, Libro IX, 46-47Tito Livio, Ab Urbe Condita Libri, II, 56. ingiungendo infine ad Appio ad abbandonare l'assemblea popolare.Dionigi di Alicarnasso, Antichità romane, Libro IX, 48.
Al rifiuto del console, scortato dai propri clienti e dai littori, ordinò agli altri tribuni della plebe di condurlo in carcere. Solo l'intervento pacificatore di Tito Quinzio, riuscì ad evitare che la situazione degenerasse.
Note
Categoria:Tribuni della plebe