Le relazioni tra Paolo Apostolo e il giudaismo del Secondo Tempio continuano ad essere oggetto di molta ricerca accademica, dato che si pensa che Paolo abbia giocato un ruolo importante nel rapporto tra Cristianesimo ed Ebraismo in generale. L'influenza di Paolo sulla teologia cristiana viene considerata come la più determinante tra tutti gli autori neotestamentari.Oxford Dictionary of the Christian Church curato da F.L. Lucas (Oxford), s.v. "Paul" .

Alcuni studiosi reputano che Paolo (o Saulo) sia totalmente in linea con il giudaismo del I secolo (un "fariseo" e discepolo di Gamaliele, o parte del giudaismo ellenistico),The International Standard Bible Encyclopaedia (1915), Vol. 4, p. 2276 cur. da James Orr. altri lo vedono in opposizione al giudaismo di quel secolo (cfr. "Brani di Paolo a favore dell'antinomismo" e Marcionismo), mentre la maggioranza lo giudica come in una via di mezzo tra questi due estremi, contrario alle "Leggi rituali" (cfr. sotto, la "Controversia sulla circoncisione"), ma in pieno accordo con la "Legge divina". Tali opinioni su Paolo sono in parallelo con la visione cristiana dell'Antico Testamento.

Origini ebraiche

Gli Atti degli Apostoli contengono un resoconto dei viaggi e delle attività di Paolo, i suoi conflitti con i pagani e gli ebrei, e il suo interagire con i primi apostoli. Alcuni contestano il valore delle informazioni storiche degli Atti.Per un'esposizione di questi studi, cfr. Francesco Bianchi, Atti degli Apostoli, Città Nuova, 2003 ; Luke Timothy Johnson, Daniel J. Harrington, The Acts of the Apostles, 1992 . Furono scritti in una prospettiva di riconciliazione tra la cristianità paolina ed i suoi opponenti, quindi descrive Paolo come un ebreo osservante omettendo la sua disputa con Pietro, menzionando solo brevemente la sua separazione da Barnaba.Vedi Ireneo, nel II secolo, è il primo che abbia a citare Atti, usandoli contro Marcione che rifiutava la Bibbia ebraica.I primi riferimenti a Luca come autore dell'opera si hanno già alla fine del II secolo, in particolare nel canone antimarcionita; cfr. Francesco Bianchi, Atti degli Apostoli, cit.

Origini greche

Il giudaismo ellenistico fu un movimento che esistette nella Diaspora ebraica e la Terra santa, che cercò di costituire una tradizione religiosa ebraica nell'ambito della cultura e lingua dell'ellenismo. Il maggiore prodotto letterario che scaturì dal contatto del giudaismo con la cultura ellenistica fu la Septuaginta (iniziata nel III secolo a.C.). Gli autori principali sono Filone di Alessandria (morto c. 50 d.C.), Flavio Giuseppe (morto c. 100 d.C.), e alcuni propongono anche Paolo.Jewish Encyclopedia: "Saul of Tarsus: Not a Hebrew Scholar; a Hellenist" Il declino del giudaismo ellenistico nel II secolo d.C. rimane oscuro: potrebbe darsi che sia stato emarginato o assorbito dal primo cristianesimo, o lo sia divenuto. Recentemente, lo studioso talmudista Daniel Boyarin ha affermato che la teologia di Paolo sullo spirito sia radicata nel giudaismo ellenistico più profondamente di quanto non si creda.Daniel Boyarin, A Radical Jew. Paul and the Politics of Identity, University of California Press, 1997. Boyarin asserisce che Paolo di Tarso abbia combinato la vita di Gesù con la filosofia greca in modo da ri-interpretare la Bibbia ebraica secondo termini di opposizione platonica tra l'ideale (che è reale) e il materiale (che è falso).

Paolo perseguita i cristiani

Prima della sua fede in Gesù quale Messia di Israele, Paolo era un fariseo che «perseguitava violentemente» i seguaci di Cristo:

Nella Lettera ai Filippesi Paolo espone la sua vita prima della conversione:

Incidente di Antiochia

Nonostante l'accordo presumibilmente ottenuto al Concilio di Gerusalemme secondo quanto credeva Paolo, quest'ultimo racconta come in seguito avesse da confrontarsi pubblicamente con Pietro – in quello che venne chiamato l'«Incidente di Antiochia» – a causa della riluttanza di Pietro a condividere i pasti con i gentili cristiani di Antiochia di Siria.Catholic Encyclopedia: "Judaizers", vedi la sezione intitolata: "The Incident At Antioch". Paolo menziona anche che persino Barnaba (suo compagno di viaggio e amico apostolo fino a quel momento) prese le parti di Pietro.Catholic Encyclopedia: "Judaizers": "Al loro arrivo Pietro, che fino a quel tempo aveva mangiato coi Gentili, si scostò e separò da loro, temendo coloro che erano per la circoncisione - e col suo esempio, trascinò con sé non solo gli altri ebrei, ma anche Barnaba, collaboratore di Paolo."

Più tardi, dopo l'incidente, Paolo narra:

Il risultato ultimo dell'incidente rimane incerto. La Catholic Encyclopedia afferma: «Il resoconto dell'incidente da parte di San Paolo non lascia dubbi che San Pietro comprese la correttezza del rimprovero».Catholic Encyclopedia, "St. Paul's account" In opposizione, lo studioso biblico L. Michael White, nel suo From Jesus to Christianity («Da Gesù al Cristianesimo») sostiene: «Lo scontro con Pietro fu un fallimento totale di spavalderia politica, e Paolo presto lasciò Antiochia come persona non grata e non ci tornò più».

La fonte primaria dell'Incidente di Antiochia è la Lettera ai Galati di Paolo.

Controversia sulla circoncisione

Paolo, che si faceva chiamare l'Apostolo dei Gentili, a volte si opponeva alla pratica della circoncisione rituale, quale ingresso nella "Nuova Alleanza" di Gesù. Nel caso specifico di Timoteo, con madre ebrea cristiana ma padre greco, Paolo stesso lo circoncise "per riguardo ai Giudei che si trovavano in quelle regioni".Commento di McGarvey su "Acts 16": "Ma lo vediamo nel caso in questione, che circoncide di propria mano, e lo fa perché certi 'Giudei si trovavano in quelle regioni.'" Paolo inoltre sembra lodare il valore di tale pratica nella Lettera ai Romani . Comunque, in asserisce anche che i suoi insegnamenti variavano.

Paolo presentò il suo caso ai cristiani di Roma, sostenendo che la circoncisione non significasse più una pratica fisica, bensì spirituale. In tal senso, infatti, scrisse: "Qualcuno è stato chiamato quando era circonciso? Non lo nasconda!Forse un riferimento alla pratica dellepispasm, una forma di restauro del prepuzio - cfr. I Macc. i. 15; Flavio Giuseppe, "Ant." xii. 5, § 1; Assumptio Mosis, viii.; I Cor. vii. 18;, Tosefta; Talmud, trattati Shabbat (Talmud) xv. 9; Yevamot 72a, b; Yerushalmi Peah i. 16b; Yevamot viii. 9a; vedi anche celsus's decircumcision operation; e gen. in ; Catholic Encyclopedia: "Circumcision": "A questa operazione epispastica eseguita sugli atleti per nascondere i segni della circoncisione, San Paolo fa riferimento con me epispastho in ." È stato chiamato quando non era ancora circonciso? Non si faccia circoncidere!" () e continuò asserendo che la circoncisione non aveva importanza: "La circoncisione non conta nulla, e la non circoncisione non conta nulla; conta invece l'osservanza dei comandamenti di Dio" ().

Successivamente Paolo ebbe a denunciare più esplicitamente la pratica, respingendo e condannando coloro che promuovevano la circoncisione dei convertiti gentili. Paolo avvertì che i sostenitori della circoncisione erano "falsi fratelli" (). Accusò quei conversi galati che affermavano la circoncisione, di dar maggiore importanza alla carne che allo spirito: "Siete così privi d'intelligenza che, dopo aver incominciato con lo Spirito, ora volete finire con la carne? " (). Accusò inoltre i sostenitori della circoncisione di voler dare importanza alle apparenze della carne:"Quelli che vogliono fare bella figura nella carne, vi costringono a farvi circoncidere, solo per non essere perseguitati a causa della croce di Cristo." e di glorificarsi o vantarsi del proprio corpo.: "Cristo ci ha riscattati dalla maledizione della legge, diventando lui stesso maledizione per noi." Alcuni credono che Paolo abbia scritto l'intera Lettera ai Galati per attaccare la circoncisione, affermando nel Capitolo 5 (v.2): "Ecco, io Paolo vi dico: se vi fate circoncidere, Cristo non vi gioverà nulla."

La sua attitudine verso la circoncisione varia tra completa ostilità, quella che egli chiama "mutilazione" in , elogio in , e la sua disponibilità a circoncidere Timoteo, riportato in . Tuttavia, tali discrepanze apparenti hanno portato ad un certo scetticismo rispetto alla validità storica degli Atti degli Apostoli.Cfr. per es. Catholic Encyclopedia (1907-1914): "Acts of the Apostles: OBJECTIONS AGAINST THE AUTHENTICITY" Baur, Schwanbeck, De Wette, Davidson, Mayerhoff, Schleiermacher, Bleek, Krenkel, e altri si sono opposti all'autenticità degli Atti. Un'obiezione viene fatta in merito alla discordanza tra e .

La divisione tra coloro che seguivano la legge mosaica ed erano circoncisi, e quelli che non lo erano, veniva enfatizzata dalla sua Lettera ai Galati :corsivi aggiunti

La Catholic Encyclopedia, alla voce "Judaizers"Catholic Encyclopedia: "Judaizers". nota: "Paolo, tuttavia, non solo non obiettò all'osservanza della legge mosaica, fintanto che non interferiva con la libertà dei Gentili, ma si attenne anche alle sue direttive quando lo richiedeva l'occasione (cfr. ). Di conseguenza, poco dopo circoncise Timoteo () e stava per officiare un rituale mosaico insieme ad altri convertiti proprio quando venne arrestato a Gerusalemme ().

Opinioni sui giudaizzanti

Paolo criticava i "giudaizzanti" all'interno della Chiesa. Questo conflitto tra San Paolo e i suoi avversari potrebbe essere stato il motivo del Concilio di Gerusalemme (cfr. ), dove Giacomo, Paolo e gli altri capi del movimento cristiano si accordarono che i conversi gentili dovevano solo seguire le "tre eccezioni" (; contati da alcuni come quattro), leggi che coincidono all'incirca con le Sette Leggi Noachiche considerate date da Dio a tutto il genere umano (vedi anche Genesi ). Questo Decreto Apostolico, tuttora osservato dalla Chiesa ortodossa, è simile a quello adottato dall'Ebraismo rabbinico, che insegna che i gentili debbano soltanto osservare le Leggi noachiche per assicurarsi un posto nel Mondo a venire.

Colonne della Chiesa Paolo rese chiaro nella Lettera ai Galati () di non aver discusso con le "Colonne della Chiesa"Per questo termine specifico, si veda int.al. e la Catholic Encyclopedia: "St. James the Less": « [...] Poi perdiamo traccia di Giacomo finché San Paolo, tre anni dopo la sua conversione (37 d.C.), si recò a Gerusalemme... Nella stessa occasione, le colonne della Chiesa, Giacomo, Pietro e Giovanni "riconoscendo la grazia a me conferita ... diedero a me (Paolo) e a Barnaba la loro destra in segno di comunione, perché noi andassimo verso i pagani ed essi verso i circoncisi» ()." dopo avere ricevuto la rivelazione di diventare apostolo (cfr. ), e che non aveva incontrato nessuno eccetto Cefa (Pietro) e Giacomo, quando era a Gerusalemme tre anni dopo la sua rivelazione (), intendendo anche che aveva loro spiegato il suo vangelo solo 14 anni dopo (), durante un viaggio successivo a Gerusalemme.